{"id":41578,"date":"2025-01-05T06:16:14","date_gmt":"2025-01-05T05:16:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41578"},"modified":"2025-01-05T06:16:17","modified_gmt":"2025-01-05T05:16:17","slug":"il-colpo-di-cannone-che-due-millenni-dopo-distrusse-il-monumento-simbolo-dellantica-grecia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41578","title":{"rendered":"Il colpo di cannone che, due millenni dopo, distrusse il monumento simbolo dell&#8217;antica Grecia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_HuEWvgknWc?si=R5npNRkRKXLIi2Be\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Explosion-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41579\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Explosion-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Explosion-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Explosion-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Explosion.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La natura stessa della guerra \u00e8 tale da evocare un diversificato sovrapporsi di profili di condanna, presupposti distruttivi e larghi propositi di annientamento. Per cui maggiormente una cosa ci \u00e8 preziosa, per lo meno in linea di principio, tanto pi\u00f9 diventa il pi\u00f9 invitante bersaglio dell&#8217;artiglieria o i bombardamenti. Proprio PERCH\u00c8 risulta essere umanamente basilare, perfettamente condivisibile, il sentimento di chiunque avrebbe avuto l&#8217;intento di preservarlo. L&#8217;abbiamo visto succedere ripetutamente in questi ultimi tragici anni tra Europa e Medioriente, con la continua qualificazione a validi obiettivi di scuole, ospedali, condomini largamente abitati. Ma si tratta di una storia vecchia quanto la civilizzazione stessa, che nel susseguirsi delle epoche ha portato a indicibili miserie, sofferenza e svariati casi l&#8217;imprevista distruzione di opere insostituibili del patrimonio pi\u00f9 che mai tangibile dei nostri stimati antenati. L&#8217;Impero Ottomano, a tal proposito, aveva nel XVII secolo d.C. l&#8217;encomiabile reputazione di conservare, proteggere, persino restaurare i monumenti presenti nei propri territori di conquista. Avendo, al massimo, l&#8217;occasionale tendenza a trasformare chiese o antichi templi in luoghi di culto adibiti alla pratica della religione musulmana. Ci\u00f2 detto, l&#8217;ignoto generale del Sultano che nel 1687 aveva ricevuto il compito di proteggere la provincia di Morea (chiamata Peloponneso sin dai tempi delle <em>poleis <\/em>greche) durante la sanguinosa guerra contro la potenza mediterranea di Venezia oper\u00f2 in tal senso un singolare stratagemma, per cui la storia avrebbe avuto il compito di condannarlo in eterno. Non potendo disporre di un luogo migliore ove piazzare la propria Santabarbara, costru\u00ec dunque un deposito di munizioni nel punto pi\u00f9 alto della propria capitale, la millenaria citt\u00e0 di Atene. Il quale niente affatto casualmente si trovava in corrispondenza dell&#8217;acropoli stessa e la struttura, allora straordinariamente integra, di uno degli edifici pi\u00f9 importanti e lungamente celebri del Mondo Antico, risalente all&#8217;ancestrale 432 a.C, quando Pericle l&#8217;aveva fatto costruire come simbolo e riserva aurea della potente lega di Deli. Trasformato in chiesa di Maria durante il Medioevo, ed ingrandito con ridotte e bastioni nei periodi di guerra, come fortezza dalla collocazione privilegiata, prima che i cosiddetti infedeli ne facessero, successivamente alla conquista del 1456, una moschea con tanto di minareto. Ma ci\u00f2 che avveniva al piano terra non rifletteva la sua funzione ulteriore nascosta nel solaio pieno di polveri e ordigni di varia natura, della quale il generale Francesco Morosini accompagnato dal suo inseparabile gatto, destinato a diventare l&#8217;anno successivo il doge incontrastato della Serenissima, fu pienamente al corrente per fattori di contesto ed informazioni ricevute militarmente. Fu cos\u00ec del tutto inevitabile da un certo punto di vista, nonch\u00e9 perfettamente evitabile da altri destinati a rivelarsi un miraggio lontano, che del tetto ligneo dell&#8217;antico tempio di Atena <em>parthenos<\/em> (vergine) venisse fatto un legittimo bersaglio di guerra. Di quel tipo altamente predisposto alla detonazione che, raggiunto da un qualsiasi tipo di esplosivo, sarebbe saltato in aria con roboante e devastante deflagrazione. Il che avvenne, puntualmente, nel modo in cui sareste pronti ad immaginarvi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8ZDnv110iWo?si=5s0WDTpvqmVfZd7t\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Restorations-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41581\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Restorations-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Restorations-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Restorations-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Restorations.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Narrano le cronache in materia che il colpo fatale durante l&#8217;assedio fu in effetti calibrato non da Morosini stesso o il suo comandante sul campo Antonio Muttoni, conte di San Felice, bens\u00ec un capitano delle truppe mercenarie tedesche (di nuovo, guarda caso, rimasto senza nome) che aveva accusato il suddetto di stare mirando troppo in alto. Bench\u00e9 sarebbe certamente difficile esonerare il generale del tutto visto il modo in cui nei suoi rapporti <em>post-operam<\/em> avrebbe definito la distruzione del Partenone come &#8220;un colpo fortunato&#8221;, tra quelli maggiormente utili a far spalancare le porte della citt\u00e0 entro l&#8217;inizio del 1688. Senza neanche considerare quello che sarebbe venuto dopo. Nel momento in cui l&#8217;orgoglioso comandante veneziano, rendendosi conto che giammai avrebbe potuto tenere sotto il proprio controllo una capitale della grandezza di Atene con le truppe a disposizione, diede l&#8217;ordine che l&#8217;acropoli stessa venisse saccheggiata dei suoi monumenti ed opere d&#8217;arte di maggior pregio. Tra cui alcune statue di Poseidone, la Vittoria personificata Nike col suo carro e fregi di varia entit\u00e0 che avevano resistito per puro caso all&#8217;esplosione devastante sub\u00ecta durante l&#8217;assedio, bench\u00e9 la loro buona sorte stesse per subire un rapido capovolgimento finale. Allorch\u00e9 le truppe incaricate, maldestramente, le fecero cadere a terra causandone la frantumazione, completando in tal modo l&#8217;opera del conflitto in corso. Decidendo quindi di spostare la propria attenzione a spoglie maggiormente trasportabili verso l&#8217;amata patria, come il leone un tempo appartenuto al porto del Pireo, che ancora oggi \u00e8 situato di fronte all&#8217;arsenale di Venezia. Entro la fine di marzo, dunque, gli armigeri italiani avevano lasciato Atene, assieme alle famiglie locali che vollero ritirarsi altrove temendo le ritorsioni degli Ottomani. L&#8217;Attica era perduta ma non la penisola meridionale del Peloponneso, che torn\u00f2 entro il controllo veneziano entro la fine del conflitto, ove rimase fino al 1715.<br>Per quanto concerne nel frattempo il Partenone, rimasto del tutto privo di un tetto e crollato nella parte centrale, tra le sue rovine venne costruita una nuova moschea a pianta circolare, pi\u00f9 piccola, che alterava totalmente le magnifiche e inconfondibili proporzioni del tempio di Fidia, gi\u00e0 lodato nel secondo secolo d.C. dal cronista Pausania il Periegeta e con cui l&#8217;intero Occidente era stato finalmente invitato a confrontarsi giusto pochi anni prima, grazie alla minuziosa descrizione prodotta dal viaggiatore ed umanista Ciriaco d&#8217;Ancona. Spariti erano dunque, gli eccezionali ordini di colonne doriche, disposti parallelamente verso il cielo con i celebri accorgimenti ottici mirati ad incrementarne il senso d&#8217;armoniosa leggiadria inerente. Cos\u00ec come parte dei magnifici fregi realizzati ad altorilievo, in cui il popolo ateniese ed i loro Dei erano stati rappresentati dagli scultori antichi in una sorta di idillio idealizzato, mentre si volgevano ai lati opposti simboleggiando, secondo alcuni, la democrazia. Cos\u00ec come la leggendaria statua della Dea ricoperta d&#8217;oro che, gi\u00e0 nel sesto secolo, l&#8217;imperatore bizantino Teodosio aveva fatto trasportare a Costantinopoli. Soltanto un&#8217;estensiva opera di restauro e ricostruzione avrebbe permesso, per quanto possibile, di veder tornare l&#8217;iconico edificio all&#8217;antico splendore.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/B8Z6BXJWBf0?si=pqXyluw2i-r5ip2G\" target=\"_blank\" rel=\" noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Museum-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41580\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Museum-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Museum-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Museum-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2025\/01\/Parthenon-Museum.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Oggi sottoposto a continue opere di manutenzione, affinch\u00e9 non subisca ulteriori deterioramenti, l&#8217;acropoli di Atene ospita anche il notevole museo con le sculture sopravvissute ai saccheggi nel corso dei lunghi secoli trascorsi. Presso cui, da un punto di vista di giustizia cosmica e karma storico, dovrebbero tornare un giorno i marmi custoditi a Londra.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Fino al XIX secolo quando la nascita del concetto di turismo internazionale, unita alla quantit\u00e0 di visitatori che giungevano ogni anno presso le pittoresche rovine del Partenone, non avrebbe attirato un ulteriore disastro sul suo destino. Quello dotato, questa volta, di un nome e cognome: Thomas Bruce conte di Elgin, plenipotenziario britannico di Sua Maest\u00e0 Britannica, che con coordinandosi con l&#8217;Imperatore ottomano Selim III ottenne il permesso di prelevare una serie di pregiati marmi miracolosamente sopravvissuti, affinch\u00e9 venissero trasportati al British Museum. Il che avvenne, puntualmente, entro il 1812, pi\u00f9 di mezzo secolo prima che i fondi stanziati, ed una ritrovata identit\u00e0 nazionale dopo la rivoluzione, portasse i greci ad estensive opere di rinnovamento del Partenone, fino allo stato ragionevolmente integro che possiede oggigiorno. Non che alcunch\u00e9 c&#8217;impedirebbe, se soltanto lo volessimo, di rimetterlo completamente a nuovo, in maniera analoga a quanto fatto con la fedele riproduzione statunitense che campeggia a Nashville, Tennessee.<br>Trattasi, chiaramente, di una valida applicazione per il ben noto paradosso della nave di Teseo: fino a che punto \u00e8 possibile ricostruire l&#8217;antica meraviglia, sostituendone i singoli componenti fino all&#8217;apparente perfezione, finch\u00e9 sia possibile chiamarla ancora &#8220;il Partenone&#8221;? Le opinioni a tal propoisto, naturalmente, tendono a variare. Cos\u00ec come quelle in merito all&#8217;arco di un efficace proiettile, capace di cancellare in un attimo venti secoli pregressi di storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La natura stessa della guerra \u00e8 tale da evocare un diversificato sovrapporsi di profili di condanna, presupposti distruttivi e larghi propositi di annientamento. Per cui maggiormente una cosa ci \u00e8 preziosa, per lo meno in linea di principio, tanto pi\u00f9 diventa il pi\u00f9 invitante bersaglio dell&#8217;artiglieria o i bombardamenti. Proprio PERCH\u00c8 risulta essere umanamente basilare, &#8230; <a title=\"Il colpo di cannone che, due millenni dopo, distrusse il monumento simbolo dell&#8217;antica Grecia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41578\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il colpo di cannone che, due millenni dopo, distrusse il monumento simbolo dell&#8217;antica Grecia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[7951,982,845,4959,446,625,7025,2453,374,462,119,671,743,2026,575,2147,7950,5506,1002,131,71,1628,853],"class_list":["post-41578","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acropoli","tag-assedi","tag-battaglie","tag-bombardamento","tag-cannoni","tag-citta","tag-comandanti","tag-conflitti","tag-disastri","tag-distruzione","tag-eventi","tag-grecia","tag-monumenti","tag-munizioni","tag-musei","tag-ottomani","tag-partenone","tag-patrimonio","tag-personaggi","tag-sculture","tag-storia","tag-templi","tag-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41578","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41578"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41578\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41582,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41578\/revisions\/41582"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}