{"id":41190,"date":"2024-11-01T06:08:10","date_gmt":"2024-11-01T05:08:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41190"},"modified":"2024-11-01T06:14:05","modified_gmt":"2024-11-01T05:14:05","slug":"la-magica-circonferenza-canadese-potenziale-specchio-meteoritico-della-preistoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41190","title":{"rendered":"La magica circonferenza canadese, potenziale specchio meteoritico della Preistoria"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ih17KjLjlBU?si=xY6bV_XnkwxGgPng\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Crater-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41191\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Crater-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Crater-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Crater-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Crater.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Le grandi flotte, gli eserciti in marcia, le missioni aeronautiche a lungo raggio. Eppure molti tendono a dimenticare come, tra gli Stati Uniti e la Russia, la distanza minima sia di appena 88,5 Km. Da percorrere oltre i confini delle terre abitate, nel grande gelo soprastante in base a quella logica secondo cui l&#8217;estremo settentrione si trova &#8220;in alto&#8221;. Una via percorsa saltuariamente nel corso della seconda guerra mondiale ed oltre, quando i perlustratori aeronautici ricevevano l&#8217;ordine di sorvegliare eventuali movimenti per conto dei reciproci membri di quell&#8217;alleanza, destinata a sciogliersi pochi giorni dopo la caduta del comune nemico. Cos\u00ec come un qualcosa di simile si verificava verso l&#8217;altro lato di quel continente, attraversando l&#8217;alto e stretto Canada per estendere il controllo verso la terra di nessuno della vasta isola atlantica di Groenlandia. Il che poneva al centro il non troppo semplice quesito di come, effettivamente, navigare tali terre prive di rilievi riconoscibili o altri punti di riferimento, oltre le propaggini abitate del Circolo Polare Artico. Allorch\u00e9 una delle pietre miliari preferite dai piloti statunitensi non sarebbe diventato un lago dalla perfezione geometrica pi\u00f9 unica che rara: un cerchio dal diametro di 3,44 Km lungo la penisola di Ungava, nel distretto amministrativo di Nord-du-Quebec. Cos\u00ec remoto, nel dipanarsi di paesaggi che nessun occidentale aveva mai esplorato, da essere del tutto sconosciuto in geografia, pur possedendo un appellativo attribuito dalla popolazione locale dei Nunavimiut, gli &#8220;Inuit che vivono in prossimit\u00e0 del mare&#8221;. Nome preso in prestito dalla parola Pingualuit, il termine locale comunemente riferito al tipo di lesioni o discontinuit\u00e0 che tendono a comparire sulla pelle di coloro che non indossavano abiti abbastanza coprenti, in un luogo dove le temperature invernali potevano anche scendere al di sotto  dei 30 o 40 gradi sotto lo zero. Con l&#8217;opzionale alternativa, dall&#8217;impostazione metaforica decisamente pi\u00f9 elegante, di Occhio di Cristallo di Nunavik, a causa della notevole trasparenza delle sue acque prive di sedimenti. Non che tale luogo avesse un qualche tipo d&#8217;importanza per il foraggiamento o l&#8217;organizzazione di eventuali villaggi, trovandosi nell&#8217;entroterra e senza fiumi di alcun tipo per collegarlo alle coste abitate. Chiaramente rifornito dalle sole piogge e scioglimento stagionale dei ghiacci, esso sarebbe dunque rimasto un&#8217;anomalia per i pochi che ne conoscevano l&#8217;esistenza, almeno finch\u00e9 a qualcuno non fosse venuto il desiderio di approfondire. E quel qualcuno fu il prospettore dei diamanti dell&#8217;Ontario Frederick W. Chubb, che nel 1950 decise di raggiungerlo assieme all&#8217;amico V. Ben Meen, direttore del Museo di Geologia di Toronto. Con l&#8217;unico tipo di mezzo in grado di atterrare nei dintorni: un idrovolante&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lTl12y0HYpg?si=2m_e4TtR6rkZqFVV\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Flight-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41192\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Flight-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Flight-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Flight-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Flight.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La speranza di Chubbs, che per qualche tempo vide il suo nome usato al fine di riferirsi al lago in questione, era che questo avesse un&#8217;origine di tipo vulcanico, analoga a quella di pozze simili trovate in Africa, anticamere di preziose vene diamantifere poco al di sotto della superficie terrestre. Allorch\u00e9 raggiunto il sito, il suo compagno d&#8217;avventura non ci mise molto a chiarirgli le cose: la depressione idrografica circondata da rocce parzialmente fuse altro non era che un cratere da impatto risalente a 1.4 \u00b1 0.1 milioni di anni fa, dovuto alla caduta di un meteorite che aveva colpito il nostro pianeta in maniera grosso modo perpendicolare. Con una potenza stimata pari ad 8.500 volte quella della bomba atomica sganciata sulla citt\u00e0 di Hiroshima, capace di sollevare i bordi del cratere risultante fino ai 160 metri sopra il livello del suolo granitico circostante. L&#8217;occasione di approfondire, dunque, sarebbe giunta l&#8217;anno successivo quando a luglio del 1951 un capiente PBY Catalina venne impiegato al fine di trasportare un&#8217;intera spedizione del Museo Reale dell&#8217;Ontario sotto il comando dello stesso Meen, determinata ad impiegare dei metal detector forniti dall&#8217;esercito per l&#8217;individuazione del corpo meteoritico principale, una probabile e preziosa massa di pietra condritica provenienti da remote regioni dello spazio esterno. Missione destinata a rivelarsi impossibile, a causa del rumore di fondo dovuto all&#8217;alto contenuto di magnetiti nel suolo locale, bench\u00e9 una grande quantit\u00e0 di metalli venne scovata in prossimit\u00e0 della parte settentrionale del lago. Significativa sarebbe risultata anche la misurazione effettuata mediante un disco di Secchi, lo strumento bianco e nero inventato dall&#8217;omonimo astronomo gesuita per misurare la trasparenza delle acque, che risult\u00f2 del tutto visibile fino alla profondit\u00e0 di 35 metri, stabilendo un record del mondo destinato ad essere sorpassato soltanto dal lago Mash\u016b in Giappone. Una seconda spedizione, altrettanto inconcludente, avrebbe raggiunto il lago nel 1954 ad opera del determinato geologo di Toronto. Pi\u00f9 volte scienziati di varie nazionalit\u00e0, per l&#8217;intero estendersi delle decadi successive, avrebbero perci\u00f2 visitato nuovamente il cratere di Pingualuit, continuando ad aggiungere, piuttosto che dirimere i latenti misteri. Il pi\u00f9 significativo dei quali sarebbe rimasto senz&#8217;altro l&#8217;occorrenza <em>in situ<\/em> di una prospera popolazione di salmerini alpini (<em>Salvelinus alpinus<\/em>) pesci giunti nel lago non sia esattamente come, e che da generazioni immemori si sono dedicati al cannibalismo, data l&#8217;assenza di altre possibili fonti di cibo tra le acque di questo remoto cerchio. Una prospettiva quanto mai infernale, se mai la natura si \u00e8 dimostrata in grado di elaborarne una&#8230;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/IN3D6K8I7VE?si=ZwDa0EaEePmXp6qJ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Trip-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41193\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Trip-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Trip-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Trip-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/11\/Pingualit-Trip.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In tempi pi\u00f9 recenti, uno spunto d&#8217;analisi degno di nota \u00e8 quello offerto dal prof. di biologia Reinhard Pienitz\u00a0dell&#8217;Universit\u00e0 di Laval, al comando di una spedizione effettuata nel 2007 mirata a smuovere il fondale del lago, studiando la possibile presenza di organismi estremofili all&#8217;interno. Il che avrebbe portato, in base agli studi pubblicati successivamente, ad una conclusione quanto mai sorprendente: che Pingualit esistesse, gi\u00e0 prima dell&#8217;Ultima Glaciazione ed il conseguente impatto del corpo astrale, a guisa di lago sotterraneo al di sotto del ghiacciaio continentale di Laurentide. E che in funzione di ci\u00f2 potrebbe offrire interessanti quanto nuove prospettive sull&#8217;ecologia e condizione terrestre di quei tempi antichi, costituendo una letterale macchina del tempo del mutamento climatico, strumento fondamentale alla comprensione del vigente stato delle cose. Cercando ancora di stimolare l&#8217;intento di recupero, per quanto possibile, verso una situazione di maggior equilibrio. Dove le stranezze del paesaggio, piuttosto che future possibilit\u00e0 di mantenere l&#8217;attuale stile di vita, possano costituire la maggiore preoccupazione dell&#8217;umanit\u00e0 indivisa. Visioni di un futuro mai cos\u00ec difficile, o privo di risorse insostenibili nel grande fuoco distruttore dell&#8217;attuale epoca geologica, l&#8217;apocalittico Antropocene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le grandi flotte, gli eserciti in marcia, le missioni aeronautiche a lungo raggio. Eppure molti tendono a dimenticare come, tra gli Stati Uniti e la Russia, la distanza minima sia di appena 88,5 Km. Da percorrere oltre i confini delle terre abitate, nel grande gelo soprastante in base a quella logica secondo cui l&#8217;estremo settentrione &#8230; <a title=\"La magica circonferenza canadese, potenziale specchio meteoritico della Preistoria\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41190\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La magica circonferenza canadese, potenziale specchio meteoritico della Preistoria\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[410,228,1807,219,5556,681,6114,1377,795,2373,1407,573,2243,1354,2653,763,894,1351,2010,1480,2849,1091,7852,87],"class_list":["post-41190","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acqua","tag-ambiente","tag-antichita","tag-canada","tag-crateri","tag-esplorazione","tag-impatto","tag-inuit","tag-laghi","tag-luoghi","tag-meteoriti","tag-misteri","tag-nordamerica","tag-paesaggio","tag-penisole","tag-pietre","tag-preistoria","tag-profondita","tag-ricerca","tag-rocce","tag-settentrione","tag-teorie","tag-trasparenza","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41190"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41190\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41195,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41190\/revisions\/41195"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}