{"id":41126,"date":"2024-10-21T06:13:08","date_gmt":"2024-10-21T04:13:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41126"},"modified":"2024-10-21T06:13:10","modified_gmt":"2024-10-21T04:13:10","slug":"le-cangianti-scaglie-idrodinamiche-del-terzo-pesce-piu-veloce-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41126","title":{"rendered":"Le cangianti scaglie idrodinamiche del terzo pesce pi\u00f9 veloce al mondo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Fish.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"362\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Fish-500x362.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41127\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Fish-500x362.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Fish.jpg 766w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nella traduzione de Il Vecchio e il Mare di Hernest Hemingway persistono diversi riferimenti alle imprese del personaggio titolare, in cui egli tira a bordo nella propria imbarcazione il pregevole pescato di un &#8220;delfino&#8221;. Un inaspettato quanto insolito riferimento, alla ricerca di sostentamento da un mammifero marino che non solo viene raramente consumato nel contesto nordamericano, ma risulta oggettivamente troppo grosso e pesante per essere catturato in siffatta maniera. Ed in effetti tale termine, per quanto non costituisca formalmente in errore, \u00e8 in grado di trarre in inganno la stragrande maggioranza dei lettori europei. Poich\u00e9 quando il grande scrittore originario dell&#8217;Illinois, che trascorse buona parte della propria et\u00e0 adulta sulle isole Key West del sud della Florida, si riferisce testualmente ad un <em>dolphin<\/em>, egli utilizza l&#8217;effettiva terminologia del territorio d&#8217;adozione; che vede tale utilizzato per citare, in aggiunta alle suddette creature, una creatura marina che non \u00e8 imparentata, non gli assomiglia ed invero possiede una vicenda biologica totalmente distinta. La <em>Coryphaena hippurus<\/em>, alias pesce capone, settembrino o lampuga, presenza cosmopolita dei mari tropicali e subtropicali, che vede il proprio areale estendersi dall&#8217;Atlantico al Pacifico, passando per l&#8217;Oceano Indiano e si, anche il Mediterraneo a largo delle coste italiane. Un&#8217;intera fetta del vasto mondo dunque, dove risulta in genere frainteso nonostante l&#8217;estetica geometricamente affascinante ed il colore di un verde lucido dai riflessi bluastri ed azzurri. Non c&#8217;\u00e8 un singolo popolo, ad esempio, fatta eccezione per quello nativo delle isole Hawaii, che renda omaggio formalmente alla sua eccezionale riserva d&#8217;energia, da cui l&#8217;appellativo in lingua locale <em>mahi-mahi<\/em> che significa per l&#8217;appunto <em>fortissimo<\/em>. N\u00e9 costui risulta incluso nelle molte liste disponibili su Internet dei pesci pi\u00f9 veloci, nonostante un ritmo per il battito delle sue pinne che lo rende in grado di raggiungere agevolmente i 50 nodi, pari a 92 Km\/h, sufficienti a catturare le sue vittime che includono maccarelli, seppie, granchi e addirittura il rapidissimo pesce volante (fam. Exocoetidae). Il che lo pone come potenzialit\u00e0 dinamiche al di sotto soltanto del marlin blu e del pesce spada, superando abbondantemente in graduatoria i soliti noti: squali mako, acantocibi (<em>wahoo<\/em>) e tonni. Una dimenticanza che deriva forse dalla presunzione del senso comune. Perch\u00e9 dopo tutto, guardatelo: con la sua fronte alta e piatta, il corpo tozzo e rastremato della lunghezza di circa un metro verso la coda biforcuta, la corifena non ha un aspetto agile n\u00e9 in alcun modo progettato per proiettarsi innanzi. Sebbene pi\u00f9 di un pescatore sportivo abbia conosciuto il ritmo fulmineo con cui questa creatura si precipita verso la pastura ed altre esche per il traino, per non parlare della lunga lotta con la canna che generalmente segue da vicino il verificarsi di un cos\u00ec ambito evento. Sono pochi i pesci del vasto mare, d&#8217;altra parte, a vantare un sapore migliore. O almeno cos\u00ec si dice&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NEphDO8QZH8?si=b-wu3DgrNVlMzutw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Hunt-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41129\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Hunt-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Hunt-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Hunt-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Hunt.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il destino di questo notevole predatore carangide della zona epipelagica \u00e8 per l&#8217;appunto, in modo controintuitivo, quello di finire esso stesso nello stomaco di un&#8217;ampia gamma di creature tra cui tonni, pesci vela, marlin e spada. Dimostrando come i 13-15 Kg che costituiscono la sua stazza non siano poi cos\u00ec tanti in senso generale, visto come negli oceani ci sia sempre &#8220;un pesce pi\u00f9 grande&#8221; pronto a colpire per saziare la sua grande fame. Oltre, chiaramente, all&#8217;opera dell&#8217;uomo, che di fronte a specie come queste dalla biodiversit\u00e0 limitata (appena due variet\u00e0 all&#8217;interno della famiglia <em>Coryphaenidae<\/em>) non si fa grandi scrupoli nel catturare e consumare sistematicamente gli esemplari che gli capitano sottomano. Il che risulta essere, per una volta, attivit\u00e0 del tutto sostenibile, data la capacit\u00e0 di proliferazione ed il ritmo di crescita di questo pesce, che si accoppia entro l&#8217;et\u00e0 di 4-5 mesi per due o tre volte l&#8217;anno, consentendo ogni volta alla femmina di deporre una quantit\u00e0 variabile tra le 80.000 ed un milione di uova. Molte delle quali destinate a schiudersi soltanto per offrire le larve all&#8217;interno come fonte di cibo ai grandi filtratori degli oceani, bench\u00e9 ci\u00f2 faccia parte di un piano ecologico ben preciso. Data la maniera in cui l&#8217;evoluzione lo ha dotato di un ritmo di crescita non meno fulminante delle sue capacit\u00e0 di movimento, tale da raggiungere la dimensione massima nel giro di appena 18 mesi, non potendo vivere in seguito molto pi\u00f9 a lungo del secondo anno di et\u00e0.<br>Dal punto di vista morfologico, come elemento primario per la forma corporea tanto distintiva che lo caratterizza, il <em>mahi-mahi<\/em> si distingue dunque per l&#8217;alta gobba carnosa sulla propria fronte, pianta e spigolosa nei maschi, pi\u00f9 tondeggiante nelle femmine, dal ruolo e funzione non del tutto chiari alla scienza, ma che potrebbe servire come caratteristica di selezione riproduttiva. Altro aspetto degno di nota \u00e8 la colorazione variopinta della sua livrea alquanto soggetta a variazioni individuali, essendo in effetti la diretta risultanza di una copertura di scaglie prismatiche coperte di cromatofori a controllo remoto, che gli permettono di cambiare colore nei momenti d&#8217;eccitazione. Ed in modo alquanto impressionante, portano il pesce a diventare di un blu spento nel momento esatto della morte, per poi tornare lentamente ad una tonalit\u00e0 verde acqua, ma meno brillante di quella posseduta in vita. Una storia che, narrata dai pescatori dell&#8217;era pre-moderna, fu forse spesso interpretata come il tipico racconto esagerato dai marinai.<br>Il che ci porta, nuovamente, al quesito implicito di apertura: perch\u00e9 esattamente la corifena viene definita, negli Stati Uniti e non solo, come un &#8220;delfino&#8221; o in tempi pi\u00f9 recenti, <em>dolphinfish<\/em>? La questione etimologica permane sostanzialmente irrisolta, potendo fare pi\u00f9 che altro affidamento su mere ipotesi relative alla maniera in cui nuota e l&#8217;inclinazione comune ai cetacei, frequentemente documentata, a seguire o anticipare il passaggio delle imbarcazioni umane. \u00c8 anche possibile che pescatori ineducati, antecedenti all&#8217;epoca moderna, avessero scambiato questi pesci per lo stadio giovanile di un odontoceto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tLqZKDgoufg?si=ozkYCXJAGaXbBQFp\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Fishing-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41128\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Fishing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Fishing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Fishing-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Mahi-Mahi-Fishing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Magnifico ed impressionante, il pesce <em>fortissimo<\/em> \u00e8 catturato raramente nelle nostre acque, prevalentemente nel mese di settembre e presso il mare antistante l&#8217;isola di Sicilia. Dove tradizionalmente, secondo un antico aneddoto riportato da Wikipedia, i pescatori solevano creare una zattera con foglie di palma, lasciata a galleggiare a largo per dar luogo ad una zona d&#8217;ombra di superficie. Per poi procedere all&#8217;impiego di reti di circuizione, tutto attorno all&#8217;assembramento di corifene che veniva ben presto a crearsi. Un comportamento ben noto alla scienza di questa creatura \u00e8 infatti l&#8217;attrazione che costituiscono per loro detriti o cumuli di oggetti galleggianti, bench\u00e9 non se ne comprenda ancora oggi la ragione precisa. <br>A differenza di un&#8217;assoluta certezza: chiunque avrebbe apprezzato il sapore inconfondibile delle sue carni, una volta preparate in una delle molte modalit\u00e0 previste dalla tradizione gastronomica dell&#8217;isola di Trinacria. Protagoniste di banchetti leggendari in qualche modo trasferiti nel mondo materiale, con tutta la precisione semi-mitologica di un romanzo. In quella che non per niente, allora come adesso, veniva definita a pieno titolo la <em>magna<\/em> Grecia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella traduzione de Il Vecchio e il Mare di Hernest Hemingway persistono diversi riferimenti alle imprese del personaggio titolare, in cui egli tira a bordo nella propria imbarcazione il pregevole pescato di un &#8220;delfino&#8221;. 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