{"id":41036,"date":"2024-10-05T06:08:57","date_gmt":"2024-10-05T04:08:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41036"},"modified":"2024-10-05T06:08:59","modified_gmt":"2024-10-05T04:08:59","slug":"ritrovato-dopo-80-anni-il-relitto-del-cacciatorpediniere-che-cambio-bandiera-due-volte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41036","title":{"rendered":"Ritrovato dopo 80 anni il relitto del cacciatorpediniere che cambi\u00f2 bandiera due volte"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/USS-Stewart-Wreck.png\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"267\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/USS-Stewart-Wreck-500x267.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-41039\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/USS-Stewart-Wreck-500x267.png 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/USS-Stewart-Wreck.png 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Prove pratiche dell&#8217;eccezionale immensit\u00e0 del mare: ogni spiaggia \u00e8 differente, c&#8217;\u00e8 sempre un pesce pi\u00f9 grande, le migrazioni della procellaria difficilmente riescono ad anticipare il ciclo delle stagioni. E lo storico vascello della seconda guerra mondiale USS Stewart (DD-224) almeno fino all&#8217;altro giorno, non era stato ancora ritrovato. Stiamo parlando per inciso di uno scafo d&#8217;importanza storica innegabile, lungamente amb\u00ecto dai ricercatori come valida testimonianza del singolo conflitto pi\u00f9 importante della storia umana, affondato di proposito, mediante l&#8217;uso di aeroplani e bombe americane, al termine di quella che fu giudicata la sua vita utile secondo i crismi ritenuti necessari dallo Zio Sam. Un cacciatorpediniere di classe Clemson costruito a Philadelphia lungo 95 metri, per inciso, e del peso complessivo di 1.234 tonnellate. Quindi non propriamente un soprammobile, nonostante quello che si potrebbe tendere a pensare sulla base dei presupposti. Creato in base alla necessit\u00e0, ormai lungamente acclarata verso la met\u00e0 del secolo passato, di poter difendere una flotta da minacce pi\u00f9 agili e sfuggenti, come imbarcazioni siluranti, aeroplani e naturalmente, i temuti sottomarini della Marina Imperiale Giapponese. Punto di svolta fondamentale nella sua vicenda operativa, in effetti, sarebbe stata proprio la missione consistente nell&#8217;invio in Asia Orientale come parte di un corpo di spedizione nel 1922, per l&#8217;inizio di una missione che all&#8217;insaputa del suo stesso equipaggio, sarebbe durata i successivi 23 anni. Molti dei quali trascorsi senza eventi particolarmente degni di nota, tranne qualche piccolo incidente di manovra e l&#8217;opportunit\u00e0 di fornire aiuti ai colpiti dal grave terremoto del Kant\u014d, facendo per la prima volta conoscenza con quel popolo dei Giapponesi che sarebbero stati, al tempo stesso la sua condanna, e la salvezza del suo destino. Come conseguenza del frangente in cui, dopo l&#8217;attacco a sorpresa di Pearl Harbor del 7 dicembre del 1941, assieme a molte altre navi di stanza nella regione la DD-224\/Stewart venne integrata nel comando ABDA (American-British-Dutch-Australian) con il compito di resistere, e per quanto possibile arginare la minaccia nipponica nei confronti degli interessi occidentali nel grande Oriente. Il che avrebbe presto portato a due importanti battaglie, mirate a ritardare i movimenti di conquista del nemico, cui questa solida risorsa nautica avrebbe ricevuto il compito di prendere parte: quella fallimentare, non disastrosa, per il passaggio di Macassar verso l&#8217;asset strategico che allora chiamavano &#8220;muraglia malese&#8221;, del 30 gennaio 1942. E la sonora sconfitta subita nello stretto di Badung, punto di volta nelle operazioni delle Indie Orientali, culminante con l&#8217;affondamento dell&#8217;incrociatore di comando e conseguente dipartita dell&#8217;ammiraglio olandese Karel Doorman. Nonch\u00e9 il serio danneggiamento del cacciatorpediniere Clemson a causa della migliore abilit\u00e0 dei giapponesi nelle operazioni notturne, che imbarcando acqua venne ricondotta a mala pena fino al bacino di carenaggio nel porto di Surabaya. Dove per un errore logistico, rovin\u00f2 su un fianco venendo ulteriormente danneggiata, poi fu colpita da una bomba nemica. E poco prima che gli Americani si ritirassero da quel luogo diventato indifendibile dopo gli eventi tra il 19 e 20 febbraio, fu intenzionalmente affondata mediante l&#8217;uso di cariche esplosive. Fine della storia? Non proprio&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/o_75y12ydJE?si=nGhyWuIhMmzpkmSY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Infinity-Sea-Drones-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41037\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Infinity-Sea-Drones-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Infinity-Sea-Drones-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Infinity-Sea-Drones-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Infinity-Sea-Drones.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Questione largamente tralasciata nelle cronistorie dei conflitti marittimi del Novecento, \u00e8 la facilit\u00e0 con cui uno scafo costruito con buon acciaio potesse essere laboriosamente riportato a galla, le sue falle riparate, i suoi ambienti fumigati e nuovi equipaggiamenti portati a bordo. Per costruire un&#8217;unit\u00e0 operativa da un relitto, in tempi considerevolmente inferiori a quelli richiesti per costruirne un&#8217;altra a partire da zero. La stessa totalit\u00e0 delle navi statunitensi affondate a Pearl Harbor, fatta eccezione per la Arizona e la Oklahoma, andarono effettivamente incontro a un tale destino, ritornando in condizione operativa nel Pacifico o sul fronte occidentale nel giro di un periodo variabile tra i 4 e 12 mesi. E i giapponesi non erano certo da meno nelle loro capacit\u00e0 rilevanti, soprattutto durante le battute d&#8217;apertura della guerra che avrebbe portato al loro progressivo logoramento. Cos\u00ec la USS Stewart venne riportata a galla entro il febbraio del 1943 ed in seguito integrata nella Marina Imperiale con il nuovo nome di <em>Dai hyaku ni-g\u014d sh\u014dkai-tei<\/em> (\u7b2c\u767e\u4e8c\u53f7\u54e8\u6212\u8247\u7d42\u6226\u6642 &#8211; Motovedetta numero 102) venendo posta sotto il comando del tenente Tomoyoshi Yoshima. Ruolo in cui per tutto il resto del conflitto nel Pacifico, pur non prendendo parte a battaglie vere e proprie, offr\u00ec il proprio contributo a diverse operazioni anti-sommergibile nel quadrante Sud-Est, nelle Filippine ed infine a Mokpo, Corea. Dove nel 28 aprile del 1945, in un&#8217;area ormai circondata dalle forze alleate, venne sottoposta a bombardamento, portata in porto e infine catturata dagli americani, che salendo a bordo riconobbero quella che lungamente era stata scambiata dalle vedette per una sorta di nave fantasma, essendo dotata di una ciminiera di tipo giapponese ma con linee dello scafo chiaramente riconducibili al modello della familiare classe Clemson. Il dado, a questo punto, fu tratto: di nuovo ritornata sotto l&#8217;egida della bandiera a stelle e strisce, la malridotta eroina di guerra sarebbe stata ricondotta all&#8217;ovile, per andare incontro al proprio fato finale. Persino una volta diventate obsolete, le navi da guerra sono infatti giudicate tradizionalmente suolo patrio e come tale, non troppo lontano da casa dovrebbero giacere. Allorch\u00e9 andata incontro ad un&#8217;ulteriore collasso della sala macchine, trainata di peso fino ai confini della costa Est, la nave soprannominata dal suo effimero equipaggio RAMP-224 (da &#8220;Recovered Allied Personnel&#8221; pi\u00f9 il suo numero di serie) venne bombardata chirurgicamente da un trio composto da un F4U Corsair, seguito da due F6F Hellcat. Era il 24 maggio del 1946.<br>Segue, a questo punto, un lungo silenzio stampa, con nessuna registrazione ufficiale apparentemente in grado di soddisfare la curiosit\u00e0 in merito a dove, esattamente, tale evento si fosse verificato. Finch\u00e9 non entra in gioco, entro il concludersi della scorsa estate, l&#8217;avveniristica tecnologia dei tempi odierni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6JMiY4fAR8U?si=naUR413IX1HvGIu3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/USS-Stewart-History-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41038\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/USS-Stewart-History-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/USS-Stewart-History-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/USS-Stewart-History-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/USS-Stewart-History.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>\u00c8 stato un lavoro complesso dunque, a quanto riportano numerose testate internazionali, quello condotto dalla compagnia privata Ocean Infinity assieme a diversi enti di conservazione storica ed organizzazioni governative, in grado di condurre al ritrovamento del relitto della Stewart a 1085 metri sotto il livello del mare, presso il santuario marino di Cordell Bank. Operazione rivelatosi possibile soltanto grazie ad una coppia di speciali droni subacquei a controllo remoto, capaci di esplorare e mappare un&#8217;area di\u00a0127\u00a0Km quadrati in un tempo molto inferiore a quello richiesto mediante l&#8217;utilizzo di metodologie convenzionali. E che avrebbero offerto l&#8217;opportunit\u00e0 di scorgere, finalmente, il relitto straordinariamente integro di quella che potrebbe essere la singola nave con la storia pi\u00f9 improbabile dell&#8217;intero secondo conflitto mondiale. Una finestra privilegiata, da numerosi punti di vista, sulle gesta dei nostri predecessori, e le condizioni talvolta difficili, persino impossibili, che si trovarono a gestire nel tentativo di portare a termini mansioni dallo scopo non trasparente. Il fantasma del Pacifico, dunque, \u00e8 ad oggi diventato un luogo particolarmente difficile da raggiungere, che ciononostante potrebbe idealmente costituire l&#8217;oggetto di spedizioni esplorative future. Chiss\u00e0 che un giorno ancora lontano, per qualche tipo di ragione scientifica o museale, la nostra posterit\u00e0 non dovesse decidere di riportarla a galla per la terza volta?<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Uss-Stewart-Sonar-Image.png\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"272\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Uss-Stewart-Sonar-Image-500x272.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-41040\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Uss-Stewart-Sonar-Image-500x272.png 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Uss-Stewart-Sonar-Image.png 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prove pratiche dell&#8217;eccezionale immensit\u00e0 del mare: ogni spiaggia \u00e8 differente, c&#8217;\u00e8 sempre un pesce pi\u00f9 grande, le migrazioni della procellaria difficilmente riescono ad anticipare il ciclo delle stagioni. E lo storico vascello della seconda guerra mondiale USS Stewart (DD-224) almeno fino all&#8217;altro giorno, non era stato ancora ritrovato. Stiamo parlando per inciso di uno scafo &#8230; <a title=\"Ritrovato dopo 80 anni il relitto del cacciatorpediniere che cambi\u00f2 bandiera due volte\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41036\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Ritrovato dopo 80 anni il relitto del cacciatorpediniere che cambi\u00f2 bandiera due volte\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[6654,251,7820,845,3333,7819,2453,449,2444,46,411,249,534,1137,400,2442,2010,6086,1015,147,71,7818,2976],"class_list":["post-41036","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-affondamento","tag-archeologia","tag-bandiere","tag-battaglie","tag-bombardamenti","tag-cacciatorpediniere","tag-conflitti","tag-droni","tag-fondale","tag-giappone","tag-imbarcazioni","tag-mare","tag-navi","tag-nazioni","tag-oceano","tag-relitti","tag-ricerca","tag-ritrovamento","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-unita","tag-vicende"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41036"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41036\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41041,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41036\/revisions\/41041"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}