{"id":41022,"date":"2024-10-03T06:14:56","date_gmt":"2024-10-03T04:14:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41022"},"modified":"2024-10-03T06:14:59","modified_gmt":"2024-10-03T04:14:59","slug":"laragosta-di-acqua-dolce-unincredibile-creatura-tasmaniana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41022","title":{"rendered":"L&#8217;aragosta di acqua dolce, un&#8217;incredibile creatura tasmaniana"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/BD6naqpBBwU?si=uxLbkCdUfQqkLC0c\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41025\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel famoso incipit di un romanzo dell&#8217;inizio degli anni 2000, l&#8217;autore scrisse: &#8220;Molto tempo, quando il mondo era ancora giovane, prima che i pesci del mare e tutte le creature terrestri fossero distrutte, un uomo di nome William Buelow Gould fu condannato all&#8217;imprigionamento nella pi\u00f9 temuta colonia penale dell&#8217;Impero Britannico, e l\u00ec gli venne ordinato di dipingere un libro sui pesci.&#8221; Lo scrittore era Richard Flanagan e il protagonista della locuzione, nonch\u00e9 la storia a seguire, uno degli abitanti pi\u00f9 celebri della Terra di Van Diemen, il primo insediamento permanente di grandezza significativa nel pi\u00f9 remoto dei continenti. Che non si trovava, come tenderebbe a relegarlo lo stereotipo, nella terraferma australiana bens\u00ec presso l&#8217;isola meridionale soltanto oggi incorporata nel suo territorio nazionale, un luogo ancora largamente misterioso nel XIX secolo, sia dal punto di vista ecologico che del tipo di creature che abitavano le sue bagnate sponde. Questione molto significativa in quanto Gould, come il suo pi\u00f9 celebre omonimo John, pittore degli uccelli londinese, vantava quella combinazione straordinariamente utile di spirito d&#8217;osservazione ed abilit\u00e0 nel disegno. Fu dunque a seguito del 1832, dopo aver continuato a sconfinare nell&#8217;illegalit\u00e0 che caratterizz\u00f2 buona parte della sua esistenza, ad essergli imposto un periodo di servit\u00f9 presso lo storico naturale William de Little.  Durante cui osserv\u00f2, annot\u00f2, dipinse. Innumerevoli creature della splendida Tasmania, eppure mai nessuna destinata a rimanere pi\u00f9 famosa di questa: l&#8217;<em>Astacopsis gouldi<\/em>, cos\u00ec denominata soltanto a quasi un secolo da quei momenti, da ogni punto di vista logico un&#8217;anomalia priva di precedenti. Poich\u00e9 da ogni aspetto rilevante tranne la forma lievemente pi\u00f9 tozza ed il telson (coda natatoria) meno sviluppato, sembrava la tipica aragosta oceanica delle coste del Maine o del Golfo del Messico, magicamente trasferita non presso le spiagge, bens\u00ec i torbidi fiumi dell&#8217;entroterra locale. Trattandosi effettivamente di un &#8220;semplice&#8221; gambero, bench\u00e9 capace di raggiungere gli 80 centimetri di lunghezza ed i 6 Kg di peso. Tanto che gi\u00e0 in precedenza, le popolazioni indigene ed i loro nuovi vicini europei erano soliti consumarne quantit\u00e0 eccezionalmente significative, visto il sapore ottimo e la facilit\u00e0 con cui si poteva tranquillamente raccoglierne un esemplare adulto, poco prima di procedere alla cottura a fuoco lento. Dopo tutto, a chi sarebbe mai importato, della vita priva di significato di un comune &#8220;ragno&#8221; dei mari&#8230;<br>Le genti agli albori dell&#8217;epoca moderna, se non altro, hanno una scusante: essi non sapevano in effetti, n\u00e9 avevano modo di rendersi conto, che il contenuto dei loro piatti aveva spesso trascorso pi\u00f9 tempo in vita di se stessi o i propri genitori. Fino a 60 anni, dopo tutto, non \u00e8 una cifra insolita per questi giganti tra i crostacei, la cui crescita lenta faceva capo ad un altrettanto cadenzato ritmo riproduttivo. Un tipo di fattori che, come sappiamo fin troppo bene, raramente conduce nelle odierne circostanze ad uno stato di conservazione ottimale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ziFI_aXpNrA?si=rfktGY_wrDd1Buxk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-Conservation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41023\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-Conservation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-Conservation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-Conservation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-Conservation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Prima di proseguire nel nostro discorso, rischiando di allarmare eventuali turisti che hanno sperimentato la cucina locale durante un viaggio in Tasmania, sar\u00e0 dunque opportuno specificare come esistano tre diverse specie di gamberi all&#8217;interno del genere <em>Astacopsis<\/em>, di cui soltanto uno, quello dipinto dal sopracitato prigioniero, si trova oggi menzionato nella lista rossa degli animali a rischio di estinzione redatta dall&#8217;organizzazione dello IUCN, con conseguente divieto di cattura e inserimento nei men\u00f9 gastronomici di maggior fama. La pi\u00f9 grande, per inciso, rispetto alle comunque notevoli <em>A. franklini <\/em>ed <em>A. tricornis<\/em>, intitolata contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non all&#8217;uomo ancora oggi maggiormente collegato ad essa bens\u00ec il primo addetto alla supervisione geologica del Governo Australiano, Charles Gould, nipote del sopracitato pittore degli uccelli. Citato ogni volta in cui non si dovesse scegliere di riferirsi all&#8217;animale con i termini in lingua locale di <em>lutaralipina<\/em> o <em>tayatea<\/em>, celebrando ulteriormente l&#8217;importanza economia tradizionalmente attribuita alla cattura e impiego sistematico delle sue dolci, ancorch\u00e9 spinose carni. Quando ancora la popolazione complessiva delle <em>A. gouldi<\/em> si aggirava attorno al milione di esemplari, contro circa il 10-20% che ne restano attualmente in vita, sulla base delle stime pi\u00f9 precise di cui possiamo disporre. Numeri non facili da ottenere, data l&#8217;abitudine di simili creature a vivere in luoghi difficili da raggiungere, sotto le acque tutt&#8217;altro che trasparenti di paludi ed acquitrini dell&#8217;isola, semi-nascoste tra la fanghiglia. Il che costituisce, al tempo stesso, il loro punto debole, data la stretta dipendenza dei loro piccoli, non pi\u00f9 grandi di un&#8217;unghia umana, dalla furtivit\u00e0 per sfuggire ai numerosi predatori possibili, che includono numerose specie di pesci, la &#8220;lontra australiana&#8221; o rakali e persino il piccolo, ma voracemente percettivo ornitorinco. Ma ritirarsi tra le sabbie tende a diventare pi\u00f9 difficile, in zone sottoposte all&#8217;eutrofizzazione per lo scarico di nitrati o l&#8217;accumulo di sedimenti dovuti alle industrie ripariane rurali. \u00c8 stato stimato, ad esempio, come una quantit\u00e0 incalcolabile di esemplari sia perita per l&#8217;effetto del prelievo di legname, capace di privare i loro ambienti dell&#8217;ombrosa quiete necessaria alla prosperit\u00e0 di questa stirpe. Altro problema, nel frattempo, \u00e8 la viabilit\u00e0 stradale, con molti gamberi, soprattutto i maschi, inclini a lunghe migrazioni periodiche o stagionali, con conseguente attraversamento delle sottili strisce asfaltate e il rischio di finire investiti. Soprattutto vista la loro problematica incapacit\u00e0 di insinuarsi nei canali scavati sotto le vie forestali per lasciar passare i torrenti, con conseguenze preferenza per la superficie battuta dai frequenti e inevitabili pneumatici che tanto spesso tendono a porre fine alla loro esistenza. Causando danni che difficilmente possono venire sopravvalutati, perch\u00e9 le tali creature tendono a richiedere almeno una  decade prima del raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 riproduttiva, e pur mettendo al mondo tra le 224 e le 1.300 uova per ciascun singolo evento nuziale sono solite farlo soltanto una volta ogni due anni. E sar\u00e0 comunque soltanto una minima parte, dei piccoli finalmente fuoriusciti dalle capsule strategicamente portate in giro dalla madre per pi\u00f9 di un anno, a sopravvivere fino al raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 adulta, quando il sistema naturale avrebbe previsto la loro sostanziale immunit\u00e0 a qualsivoglia pericolo determinato dall&#8217;altrui bisogno di alimentazione. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3oqsLVEVKgs?si=JE-7E7SgNfE08R6d\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-Encounter-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-41024\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-Encounter-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-Encounter-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-Encounter-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/10\/Tasmanian-Giant-Crayfish-Encounter.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ci\u00f2 detto \u00e8 significativo il modo in cui molti individui, e con essi l&#8217;intero senso comune della Tasmania, sembri essersi spostato in un collettivo e sincero senso di responsabilit\u00e0 nei confronti del gambero gigante, il cui carisma sembrerebbe aver colpito sia le nuove che vecchie generazioni. Celebrati sui giornali e nei programmi televisivi sono gli attuali &#8220;uomini delle aragoste&#8221;, figli di famiglie in cui la cattura autogestita di simili pasti prelibati era solita avvenire con cadenza significativa, ma che oggi scelgono di sollevare i loro beniamini soltanto per effettuare misurazioni, esami veterinari o posizionare segnalatori a scopo di studio delle abitudini di questa specie progressivamente pi\u00f9 rara. Personaggi come il conservatore Todd Walsh, il direttore di un centro di recupero Kevin Hyland, il segretario per il territorio Greg Taylor o addirittura la signora tasmaniana che, si narra in un famoso aneddoto, apre il portone del proprio giardino due volte l&#8217;anno per lasciar passare un singolo gambero durante le proprie prevedibili peregrinazioni stagionali. E che dire dello stesso Jeremy Wade, celebre pescatore e divulgatore scientifico per la Tv britannica, che and\u00f2 a caccia e mostro alle telecamere questi giganti in un suo memorabile episodio! <br>Davvero nessuno sembrerebbe immune al fascino di un <em>kaiju <\/em>pi\u00f9 tangibile dei nostri giorni. La &#8220;cosa senza spina dorsale&#8221; pi\u00f9 grande dimostratosi di abitare i fiumi della nostra Terra in epoca co\u00e9va. Notazione planetaria, piuttosto che geograficamente attribuita ad un territorio in particolare. Cos\u00ec come parrebbe indubbiamente appropriato, per ci\u00f2 che sembra a tutti gli effetti un vero e proprio mostro proveniente da pianeti sconosciuti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel famoso incipit di un romanzo dell&#8217;inizio degli anni 2000, l&#8217;autore scrisse: &#8220;Molto tempo, quando il mondo era ancora giovane, prima che i pesci del mare e tutte le creature terrestri fossero distrutte, un uomo di nome William Buelow Gould fu condannato all&#8217;imprigionamento nella pi\u00f9 temuta colonia penale dell&#8217;Impero Britannico, e l\u00ec gli venne ordinato &#8230; <a title=\"L&#8217;aragosta di acqua dolce, un&#8217;incredibile creatura tasmaniana\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=41022\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;aragosta di acqua dolce, un&#8217;incredibile creatura tasmaniana\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,315,818,1281,2312,581,187,2575,1097,507,506,2111,109,1311,1002,819,78,71,1032],"class_list":["post-41022","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-australia","tag-biologia","tag-conservazione","tag-creature","tag-crostacei","tag-ecologia","tag-estinzione","tag-evoluzione","tag-fiumi","tag-foresta","tag-gamberi","tag-natura","tag-paludi","tag-personaggi","tag-riproduzione","tag-scienza","tag-storia","tag-tasmania"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41022","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41022"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41022\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41026,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41022\/revisions\/41026"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}