{"id":40964,"date":"2024-09-23T06:14:28","date_gmt":"2024-09-23T04:14:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40964"},"modified":"2024-09-23T06:14:33","modified_gmt":"2024-09-23T04:14:33","slug":"la-pista-da-windsurf-scavata-per-estrarre-nuovi-record-dal-deserto-della-namibia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40964","title":{"rendered":"La pista da windsurf scavata per estrarre nuovi record dal deserto della Namibia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/V0WusGIJhh0?si=I7j1s6Z09VSYMk4t\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40967\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Non sappiamo esattamente cosa esclam\u00f2 il surfista francese di una certa fama Sebastien Cattelan, quando nel 2004 durante una vacanza africana raggiunse l&#8217;ex citt\u00e0 mineraria di L\u00fcderitz, nella regione meridionale della Namibia. Un luogo celebre per le sue buche un tempo scavate alla ricerca dei diamanti, una piccola chiesa gotica, la residenza del sindaco e quella del capo delle aziende di estrazione all&#8217;inizio del XX secolo. Esempi di architettura modernista ragionevolmente interessanti, ma non quanto la ci\u00f2 che seppe costruirvi la natura: la baia riparata dalle onde dell&#8217;oceano, sul finire di una costa tanto piatta da poter servire ipoteticamente come pista d&#8217;atterraggio per gli aeroplani. Se non fosse per l&#8217;incredibile energia dei venti. che in determinati periodi dell&#8217;anno tendono a soffiare da meridione, in maniera sostenuta e prevedibile, convogliandosi a ridosso di un basso promontorio che perfeziona ulteriormente la loro forza. 40, 50, persino 60 nodi sono la norma in questi luoghi, cos\u00ec da trasformare ogni leggiadra vela nell&#8217;equivalenza di un motore fuoribordo, in grado di spingere chi ne fa uso alla velocit\u00e0 di un falco pellegrino che \u00e8 appena riuscito a individuare la propria preda. Pericolo a cavalcare le tavole a vela in questo inferno del possibile, c&#8217;\u00e8 ne abbastanza. Esaltazione, indubbiamente. Ma soprattutto, l&#8217;ambizione possibile di trasformare tale ebbrezza in un sentimento per molti versi istituzionale. Cos\u00ec chiamato sulla scena il proprio amico e collega Fred Dasse, comprovato organizzatore di eventi sportivi, i due misero in pratica l&#8217;eccezionale idea. Di prendere a noleggio uno scavatore, e lavorando alacremente per diverse settimane, ricavare un tragitto&#8230; Curvo, come la curva di una pista da formula NASCAR, nella sabbia riarsa con un fondo piatto non troppo profondo. Onde scongiurare il pi\u00f9 possibile la formazione d&#8217;increspature. Nemiche imprescindibili di chiunque abbia il desiderio, in simili frangenti, di andare il pi\u00f9 possibile <em>veloce<\/em>. Erano questi gli anni del magnifico record di velocit\u00e0 umana di 49.09 nodi (90,9 Km\/h) stabilito da Antoine Albeau presso il canale di Sainte-Maries de la Mer, nella regione della Costa Azzurra. Eppure molti si chiedevano se non fosse possibile, nelle condizioni ideali, superare il muro concettuale dei 50, entrando in tal modo a far parte imprescindibilmente negli annali della tavola a vela. Le condizioni ideali, finalmente, sembravano essere state trovate. E nel 2007, durante la prima edizione di quella che avrebbe preso il nome di L\u00fcderitz Speed Challenge, ci si and\u00f2 gi\u00e0 piuttosto vicino&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3K_eY-q8sbk?si=dg75PEriWp1juhQb\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-Dangers-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40965\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-Dangers-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-Dangers-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-Dangers-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-Dangers.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Molti aspetti erano preliminari, in questa prima edizione dell&#8217;evento primaverile mirato ad ottenere le velocit\u00e0 pi\u00f9 elevate tra ottobre e dicembre, bench\u00e9 fossero presenti ancora significativi margini di miglioramento. Ciononostante fu Finian Maynard, con i suoi 48,70 nodi, a prevalere con la vela tradizionale mentre il collega kitesurfer Alexandre Caizergues fiss\u00f2 una velocit\u00e0 massima di 47,92 nodi. L&#8217;anno successivo, con l&#8217;implementazione di alcuni accorgimenti, i record cominciarono finalmente ad arrivare. Alcuni sacchetti di sabbia erano stati aggiunti per meglio convogliare il vento, mentre pannelli subacquei in legno diminuivano ulteriormente le discontinuit\u00e0 del fondale permettendo di mantenere piatta la superficie del canale. Ma soprattutto, quest&#8217;ultimo era stato trasformato in un sentiero direttamente perpendicolare alla costa, eliminando l&#8217;originale e controproducente curvatura. Il 3 ottobre del 2008 lo stesso Cattelan, raggiungendo i 50,26 nodi, stabil\u00ec su questa nuova pista il record del mondo. Soltanto per essere battuto un giorno dopo da Alex Caizergues, dimostratosi capace di raggiungere i 50,57. La celebrit\u00e0 di tali speciali circostanze, da quel momento, divent\u00f2 difficile da sopravvalutare e nelle edizioni successive molti importanti surfisti accorsero ogni anno da tutti i paesi del mondo. Incluso il campione danese Bjorn Dunkerbeck, accompagnato dal suo sponsor RedBull, assieme al &#8220;Principe&#8221; italiano Andrea Baldini, gi\u00e0 vincitore della categoria Speed a livello europeo. I grandi nomi della sfida di L\u00fcderitz, con le sue caratteristiche del tutto uniche, sarebbero emersi da un carnet pi\u00f9 vasto, dopo il superamento nel 2010 di un altra significativa barriera psicologica, quella dei 100 Km\/h. Con la velocit\u00e0 pi\u00f9 alta registrata dallo statunitense Robert Douglas, pari a 55,65 nodi (103.06 Km\/h). Ormai da diversi anni e grazie alle particolari condizioni in essere di un tale luogo, il record assoluto di velocit\u00e0 su vela era ormai esclusivo appannaggio dei praticanti del windsurf, quasi sempre accompagnati dalla dicitura geografica della piccola citt\u00e0 della Namibia. Nell&#8217;ultimo decennio, con l&#8217;aumento esponenziale della popolarit\u00e0 dell&#8217;evento, una sempre maggiore quantit\u00e0 di surfisti hanno iniziato prendervi parte. Giungendo all&#8217;elaborazione di tecniche particolari, come la scivolata di lato, simile all&#8217;inizio di una curva da regata, utilizzata per fermarsi al termine dei quasi 1.000 metri di tragitto, possibilmente evitando di lanciarsi dalla tavola perdendone il controllo e urtando dolorosamente con le gambe contro il basso fondale. Ciononostante gli incidenti non sono infrequenti, e sorprende in modo particolare la quantit\u00e0 di surfisti che continuano a partecipare senza l&#8217;uso del casco, una precauzione normalmente non imposta dalle federazioni coinvolte della WSSRC e la ISAF, causa le inerenti caratteristiche degli sport a vela. Ma d&#8217;altronde, in condizioni normali i partecipanti non si spostano a velocit\u00e0 motociclistiche con pochi metri a separarli da rocce frastagliate come coltelli. \u00c8 proprio vero che l&#8217;adrenalina pu\u00f2 costituire la pi\u00f9 potente delle sostanze psicotropiche. Particolarmente in un&#8217;epoca, come la nostra, in cui ricercarla pu\u00f2 contribuire parimenti al trionfo di un pi\u00f9 alto grado di celebrit\u00e0 dell&#8217;individuo privo d&#8217;inibizioni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RVw7TR-AQ_I?si=D3Hcdslco33nN1Ls\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-History-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40966\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-History-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-History-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-History-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/09\/Luderitz-Speed-Challenge-History.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Negli anni pi\u00f9 recenti, almeno stando alle cifre reperibili online, sembrerebbe che i record strabilianti dei primi 2010 non siano pi\u00f9 stati raggiunti. Possibilmente per l&#8217;introduzione di eventuali accorgimenti di sicurezza, o a causa del mutamento svantaggioso delle condizioni meteorologiche della leggendaria baia africana. Nel 2015, ad esempio, il vincitore fu di nuovo Antoine Albeau, raggiugendo tuttavia in tale occasione gli &#8220;appena&#8221; 53,27 nodi. E nel 2021 si parla dell&#8217;olandese Hans Kreisel, capace di registrare un lievemente inferiore 52,68. Mentre \u00e8 ormai dal 2012 che il record di velocit\u00e0 massimo a vela \u00e8 ritornato alle imbarcazioni propriamente dette, con la tecnologia dell&#8217;australiana Vestas Sailrocket dimostratasi capace di raggiungere gli impressionanti 65,45 nodi (121 Km\/h) presso Walvis Bay, sempre in Namibia. Un ritmo oggettivamente notevole, difficile da emulare con una semplice tavola e un &#8220;motore&#8221; saldamente stretto nei propri avambracci necessariamente possenti. Senza nulla togliere al prestigio e senso di pericolo di un evento come quello creato da Cattelan, che per l&#8217;incipiente edizione del 2024 sembrerebbe aver aperto le sue porte ad un ancor maggiore numero di partecipanti. Grazie ad uno schema che prevede l&#8217;iscrizione e la partecipazione in coppia, dividendosi le quattro <em>heat <\/em>concesse nella maniera che si ritiene maggiormente opportuna. Soltanto il tempo potr\u00e0 dirci se si sia trattato di una scelta oculata. Nella speranza, sempre al centro del discorso inerente, che l&#8217;innata consapevolezza di chi pratica gli sport estremi possa compensare l&#8217;evidente assenza di prudenza, in grado di costituire il fondamento di una simile carriera. E le sirene dei servizi di soccorso, allora e per sempre, possano restare a debita distanza di sicurezza, tra le polverose dune delle circostanze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sappiamo esattamente cosa esclam\u00f2 il surfista francese di una certa fama Sebastien Cattelan, quando nel 2004 durante una vacanza africana raggiunse l&#8217;ex citt\u00e0 mineraria di L\u00fcderitz, nella regione meridionale della Namibia. 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