{"id":40693,"date":"2024-08-08T06:12:41","date_gmt":"2024-08-08T04:12:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40693"},"modified":"2024-08-08T06:13:25","modified_gmt":"2024-08-08T04:13:25","slug":"il-mappamondo-babilonese-logiche-del-manufatto-che-anticipo-la-geometria-dei-continenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40693","title":{"rendered":"Il mappamondo babilonese: logiche del manufatto che anticip\u00f2 la geometria dei continenti"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LUxFzh8r384?si=yRocwRTVE4VoMZhl\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40696\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Come una stele di Rosetta per la geografia, a lungo tempo si \u00e8 cercata la testimonianza in grado di enunciare, per la comprensione dell&#8217;uomo contemporaneo, la relazione istituita in termini concettuali tra lo spazio fisico e la posizione delle civilizzazioni, intese come antichi regni, imperi o mere citt\u00e0 stato degli ancestrali secoli lungamente trascorsi. Un mappa, d&#8217;altro canto, \u00e8 stata il concetto maggiormente fluido tra le rappresentazioni delle condizioni naturali vigenti, principalmente in funzione di fattori culturali, esplorazioni gi\u00e0 condotte e persino il rapporto matematico tra le distanze, conseguente da calcoli non sempre comprensibili a distanza di tempo. C&#8217;\u00e8 tuttavia un solo esempio di tale realizzazione che possa essere preso seriamente come riferimento, volendo utilizzare i termini di precedenza cronologica dettati dal trascorrere dei millenni. Venne ritrovata, cos\u00ec dicono le cronache, durante uno scavo archeologico della met\u00e0 del XIX secolo a Sippar prima di essere venduta o donata nel 1882 al British Museum di Londra, dove come possiamo facilmente constatare \u00e8 custodita tutt&#8217;ora. Trattasi di un frammento di tavoletta di terracotta, parzialmente ricomposto, con il nome altisonante di Imago Mundi, causa la teoria predominante secondo cui potrebbe, o dovrebbe, rappresentare la visione a volo d&#8217;angelo dell&#8217;intero spazio terrestre di cui si avessero nozioni degne di nota. Secondo quanto disponibile all&#8217;autore e firmatario dell&#8217;opera sul lato posteriore, uno scriba dal nome parzialmente cancellato ma identificato come figlio di Issuru, il discendente di Ea-b\u0113l-il. Siamo, dunque, in un contesto mesopotamico e per essere maggiormente precisi tra l&#8217;ottavo e il sesto secolo a.C, come desumibile dalla datazione del luogo di ritrovamento, oltre ai riferimenti storici e culturali presenti nelle iscrizioni in lingua cuneiforme su entrambi i lati del manufatto. Bastanti, nell&#8217;opinione predominante, a identificarlo come proveniente dalla citt\u00e0 di Babilonia, il grande centro che era stato precedentemente capitale di un impero, situato sulle rive di una delle diramazioni del fiume Eufrate. Ipotesi effettivamente oggetto di disquisizioni, sia tradizionali che irrisolte, per la maniera in cui la citt\u00e0 \u00e8 raffigurata con l&#8217;aspetto di un rettangolo orizzontale, che interseca e attraversa il fiume nella parte superiore della composizione grafica, il cui perimetro del &#8220;fiume amaro&#8221; (probabilmente il mare o l&#8217;oceano) appare di suo conto perfettamente simmetrico e circolare. Una scelta ragionevolmente inaspettata, quando messa a confronto ad esempio con la mappa pi\u00f9 apprezzata della proiezione di Mercatore, in cui l&#8217;Europa \u00e8 sempre e comunque posta, non a caso, in posizione centrale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Xeopax8R88w?si=jbUmGs29hWVi2f8h\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-Design-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40694\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-Design-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-Design-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-Design-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-Design.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Molte sono i misteri, d&#8217;altra parte, concentrati in questo oggetto poco pi\u00f9 alto di 12 cm e identificabile grazie alla dedica frontale come &#8220;Il mondo che [il Dio] Marduk ha creato, dividendo l&#8217;Oceano e popolandolo  degli uomini e gli altri Dei Minori, tra cui il grande serpente del mondo&#8221;. Questioni che hanno connotato e modificato profondamente le nostre cognizioni in merito alla visione del mondo posseduta dagli abitanti di una delle culle dell&#8217;umanit\u00e0, il vicino Oriente dei fiumi gemelli. Che oggi corrisponde grosso modo all&#8217;Iraq, con parti di Siria, Iran, Arabia Saudita e Kuwait. Essenzialmente rappresentate, nel diagramma della tavoletta in cui il nord si troverebbe a destra, con i nomi degli antichi popoli che risiedevano in tali regioni: a nord-ovest Urartu, ad est Assur e Der, a sud Susa, a sud-est Bit-Yakin ed a sud-ovest Habban. Mentre l&#8217;unica concessione a contestualizzazioni topografiche viene dal secondo rettangolo situato al termine dell&#8217;Eufrate, identificato semplicemente come &#8220;canale&#8221; o &#8220;palude&#8221;. Altrettanto interessanti risultano essere le sette o possibilmente otto regioni (<em>nagu<\/em>) triangolari di cui una soltanto \u00e8 etichettata come &#8220;grande muraglia&#8221;, parzialmente visibili nella parte intatta della tavoletta al fuori del cerchio marino e quindi possibilmente corrispondenti a delle isole dalla collocazione incerta. Fortunatamente elencate sul retro, ciascuna accompagnata da una breve descrizione caratterizzante bench\u00e9 la prima, la seconda e la sesta siano troppo danneggiante per decifrarle: il terzo <em>nagu <\/em>\u00e8 dove risiedono bovini cornuti che corrono veloci; il quarto \u00e8 troppo distante perch\u00e9 un uccello possa raggiungerlo in volo;  il terzo, quinto quanto ci \u00e8 possibile decifrare, conteneva imponenti oggetti &#8220;della capienza di un <em>parsiktum<\/em>&#8221; (180 litri); l&#8217;ottavo \u00e8 la porta celeste da cui il Sole fa il suo ingresso quando sorge ogni mattina.<br>Lungamente identificato come una possibile semplificazione del geografica delle lande circostanti il Mar Mediterraneo, il mondo esterno della mappa babilonese potrebbe d&#8217;altro canto rappresentare una visione cosmica dell&#8217;intero Creato, a seconda dell&#8217;effettiva distanza dei soggetti geografici rappresentati. Esiste anche un&#8217;interpretazione, incline ad attribuirgli un qualche tipo di progressione cronologica, secondo cui essa potrebbe rappresentare i viaggi d&#8217;esplorazione e conquista di Sargon il re di Akkad citato nella parte finale del frammento d&#8217;iscrizione frontale, il primo sovrano dell&#8217;Impero omonimo che regn\u00f2 probabilmente tra il 2335 e il 2279 a.C. Il che avrebbe fatto dell&#8217;importante testimonianza tangibile, creata pi\u00f9 di cinque secoli dopo, il resoconto di un&#8217;epoca probabilmente concepita come affine alla leggenda e la mitologia delle origini della civilt\u00e0 babilonese. Tanto pi\u00f9 che assieme a lui compaiono i nomi di Nur-Dagan re Bur\u0161a\u1e2banda, suo principale oppositore storico, e l&#8217;eroe Utnapi\u0161tim, re di Shuruppak, nonch\u00e9 costruttore mitologico dell&#8217;arca di forma circolare utilizzata dagli umani per sopravvivere al grande diluvio presente nella tradizione culturale di questi luoghi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/qBMPKbZwipI?si=E5FA98_8-cXtGrjZ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-Study-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40695\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-Study-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-Study-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-Study-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/08\/Babylonian-Map-Study.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Di tali aspetti ci parla nel video di apertura, con il consueto stile dialettico appassionato ed accattivante, il curatore del British Museum Irving L. Finkel, mentre maneggia con estrema disinvoltura quella che costituisce, naturalmente, una mera riproduzione del manufatto dall&#8217;importanza storica spropositata. La cui fragilit\u00e0 inerente, purtroppo, ci \u00e8 gi\u00e0 costata un ampio ventaglio di possibili nozioni di riferimento, sulle credenze o percezioni di alcuni dei primi costruttori di un insediamento rispondente a pieno titolo alla definizione di grande citt\u00e0 umana. Lui che, attraverso gli studi compiuti sull&#8217;argomento, fu il principale promotore e supervisore nel progetto di ricostruzione dell&#8217;arca babilonese documentata in un celebre documentario del 2014 per la PBS, giudicata un successo meramente parziale data la tenuta stagna molto limitata del bitume usato per sigillarla. <br>Il che ci porta, nuovamente, alle domande inespresse che potrebbero costituire il nesso dell&#8217;intera questione: quali approcci e quante tecniche, in che misura gli strumenti utilizzati per determinare il complesso rapporto tra uomo e natura sono andati persi nell&#8217;inarrestabile progressione dei secoli trascorsi? Ed in che misura ci \u00e8 concesso, persino adesso, tentare in qualche modo di recuperarli? <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come una stele di Rosetta per la geografia, a lungo tempo si \u00e8 cercata la testimonianza in grado di enunciare, per la comprensione dell&#8217;uomo contemporaneo, la relazione istituita in termini concettuali tra lo spazio fisico e la posizione delle civilizzazioni, intese come antichi regni, imperi o mere citt\u00e0 stato degli ancestrali secoli lungamente trascorsi. 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