{"id":40578,"date":"2024-07-20T05:58:11","date_gmt":"2024-07-20T03:58:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40578"},"modified":"2024-07-20T06:00:19","modified_gmt":"2024-07-20T04:00:19","slug":"la-prima-regola-del-saporito-frutto-dellackee-mai-cogliere-dal-ramo-della-morte-lackee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40578","title":{"rendered":"La prima regola del saporito frutto dell&#8217;ackee: mai cogliere dal ramo (della morte) l&#8217;ackee"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Xq4-_w1gQZk?si=K9sZK8_SCqH37oHm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Fruit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40580\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Fruit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Fruit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Fruit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Fruit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Non \u00e8 mai sufficientemente discusso il rischio latente di determinate fonti di nutrimento, come il benamato frutto proveniente dalla Cina consumato in genere a Natale, che presso i nostri lidi viene definito in genere litchi.  Dal piacevole sapore, nonch\u00e9 l&#8217;inoffensivo aspetto, nonostante contenga determinati composti chimici che se consumati in quantit\u00e0 eccessiva, o da bambini sufficientemente piccoli, possono alterare la gluconeogenesi\u00a0degli acidi grassi, portando potenzialmente alla morte. Ma \u00e8 chiaro che si tratta di un&#8217;eventualit\u00e0 estremamente remota, un po&#8217; come assumere una dose eccessiva di radiazioni dal potassio delle banane. Altrimenti, nessuno penserebbe ancora di mangiare un tale cibo, giusto? Giusto? Uhm&#8230;<br>Negli anni &#8217;70 ed &#8217;80 dello scorso secolo si cominci\u00f2 a discutere nella comunit\u00e0 scientifica, con particolare attenzione da parte di laboratori ed universit\u00e0 caraibiche, di una strana malattia incline a colpire soprattutto gli abitanti della Giamaica. Caratterizzata da conati di vomito, grave ipoglicemia, compromissione del fegato e dei reni. Incline a colpire membri di qualsiasi classe sociale, indipendentemente dallo stile di vita, l&#8217;afflizione venne gradualmente collegata ad un&#8217;importante fonte di cibo, alla base di uno dei piatti nazionali maggiormente amati. Sto parlando della <em>Blighia sapida<\/em> o ackee, il frutto con buccia rosata prodotto a grappoli da un albero gradevolmente ornamentale alto fino a 10-12 metri, vagamente simile a una mela o pera ma che quando si procede ad aprirlo, sembra contenere dai tre ai quatto esempi di ciliegie nero-lucide come splendenti gocce di pece. Fermo restando che si tratterebbe, sempre e comunque, di una pessima idea. Qualunque abitante delle isole in effetti, vedendo un turista intento a raccogliere dall&#8217;albero o aprire una di queste capsule invitanti che non si fosse gi\u00e0 aperta da sola griderebbe immediatamente un avviso, o pi\u00f9 semplicemente glielo toglierebbe bruscamente dalle mani protese. Non per implicita mancanza di garbo, bens\u00ec un&#8217;encomiabile coscienza coadiuvata dalla conoscenza. Questo perch\u00e9 l&#8217;<em>ankye<\/em> o <em>akye-fufuo<\/em>, come veniva chiamato nella sua nat\u00eca Africa Occidentale, pu\u00f2 rapidamente portare a conseguenze assai nefaste se mangiato in occasioni inappropriate o senza l&#8217;opportuna trafila preparatoria. Ci\u00f2 in qualit\u00e0 di membro della stessa famiglia delle sapindacee, cui appartengono anche il litchi ed il longan. Bench\u00e9 nessuno delle due potenziali alternative contenga una quantit\u00e0 comparabile del terrificante aminoacido ipoglicina A, capace di legarsi agli enzimi necessari per il catabolismo energetico delle cellule, distruggendo totalmente la funzionalit\u00e0 dei mitocondri. L&#8217;inizio della fine, se vogliamo, di quel prolungato stato di esistenza che siamo abituati a definire come &#8220;umanit\u00e0&#8221;&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GRe9arnSAVM?si=qIxSyQ6KorvaDcCk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Tree-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40581\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Tree-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Tree-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Tree-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Tree.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ackee e morte sono d&#8217;altra parte strettamente interconnessi, fin dalla sua introduzione al mondo scientifico per opera di niente meno che William Bligh, gi\u00e0 sopravvissuto pochi anni prima al tragico ammutinamento del Bounty del 1789. Contingenza che gli cost\u00f2 i gradi e la qualifica ma non in modo permanente, tanto da essere reintegrato gi\u00e0 nel 1791 nella Royal Navy, per conto della quale ripet\u00e9 lo stesso viaggio finalizzato a riportare da Tahiti un carico prezioso di frutti e semi dell&#8217;albero del pane (gen. <em>Artocarpus<\/em>). Ma non senza fermarsi, questa volta, in Giamaica e riscontrare presso tali lidi il successo avuto localmente da una diversa fonte fruttifera di soddisfazione gastronomica, incidentalmente ed a sua insaputa capace di condividere lo stesso pericolo latente se consumato prima di un&#8217;opportuna maturazione. Una volta ritornato, questa volta senza incidenti, presso la sua base londinese e trasportati i salienti campioni fino alla prestigiosa istituzione di ricerca degli Orti di Kew, fu dunque deciso di dare a tale frutto il suo nome, bench\u00e9 ci sarebbero volute ancora decadi, perch\u00e9 a qualcuno venisse in mente di coltivare il frutto originariamente proveniente dal continente africano. Ed assai probabilmente trasportato nel Nuovo Mondo assieme agli schiavi catturati nella sua stessa regione di provenienza, in buona parte responsabili della ricca produzione agricola e industriale della prima lunga fase dell&#8217;epoca coloniale statunitense. Una categoria sociale derelitta e senza privilegi, la cui naturale propensione era cercare fonti di nutrimento alternative assieme al pescato messo sotto sale, che acquistato in grande quantit\u00e0 dagli equipaggi dei pescherecci locali finiva per costituire il piatto principale delle loro diete. E fu quello l&#8217;inizio, tradizionalmente, di una ricetta particolarmente apprezzata, che ancora domina il menu dei <em>gourmand <\/em>giamaicani, il merluzzo con ackee, molto amato anche dagli esploratori gastronomici di buona parte del mondo. Il che potr\u00e0 certamente sorprendervi, vista la conoscenza ormai largamente nota del coefficiente di pericolo di tale frutto, che anche una volta fatto maturare ed aprire adeguatamente, nonch\u00e9 cotto, necessita di una pulitura attenta ed esperta al fine di rimuovere completamente la pericolosa ipoglicina A. Presente, in una forma o nell&#8217;altra: nella buccia, nei grossi semi, nei filamenti rossi tra la polpa degli arilli, che costituisce l&#8217;unica parte commestibile del frutto. La cui preparazione diviene, a questo punto, un&#8217;operazione delicata e complessa paragonabile per certi versi alla preparazione del pesce palla. Tanto che nella nat\u00eca Africa, quasi nessuno consuma questo frutto, utilizzato piuttosto per la produzione del sapone, mentre il resistente legno arboricolo diviene materiale per mobilia ed abitazioni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gwXPpUc0r2o?si=yILWTNx8sGfS8FCj\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Cuisine-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40579\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Cuisine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Cuisine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Cuisine-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Ackee-Cuisine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Vietata in molti casi o quantomeno fortemente regolamentata nell&#8217;importazione verso gli USA dalla draconica Food Administration, quanto dovrebbe essere gustosa, esattamente, la mela di ackee per giustificarne l&#8217;ostinata quanto abbondante consumazione nei suoi Caraibi d&#8217;appartenenza? Ingrediente, raramente consumato da solo, il cui gusto viene definito cremoso e salato, tanto da essere scambiato da chi si ritrova ad assaggiarlo per delle uova o del formaggio incorporato nei piatti misti della tipica cucina giamaicana. Il che potrebbe anche sembrare un demerito, finch\u00e9 non si considera la maniera in cui giammai, per uno schiavo dell&#8217;inizio dell&#8217;epoca moderna, sarebbe stato possibile procurarsi tale tipologia di cibi pregiati. E dopo tutto l&#8217;accidentale e occasionale morte di uno di costoro, difficilmente avrebbe potuto suscitare un interesse tale dalle autorit\u00e0 affinch\u00e9 si provvedesse a vietare il consumo di quell&#8217;albero del tutto privo di pericolosit\u00e0 evidente. Finch\u00e9 l&#8217;esperienza, e l&#8217;attenzione ai dettagli, si sarebbero occupate di fare il resto. Non sono pochi, in fondo, i cibi che apprezziamo largamente il cui consumo sbadato ed inesperto potrebbe facilmente condurre all&#8217;avvelenamento. Come in tutte le cose, l&#8217;unico fattore necessario \u00e8 il desiderio. Che non deriva sempre, o necessariamente, da un preponderante senso di privazione inerente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 mai sufficientemente discusso il rischio latente di determinate fonti di nutrimento, come il benamato frutto proveniente dalla Cina consumato in genere a Natale, che presso i nostri lidi viene definito in genere litchi. 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