{"id":40479,"date":"2024-07-05T06:09:18","date_gmt":"2024-07-05T04:09:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40479"},"modified":"2024-07-05T06:09:21","modified_gmt":"2024-07-05T04:09:21","slug":"lo-scavo-e-la-salvezza-quando-caddero-le-mura-della-bingham-canyon-mine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40479","title":{"rendered":"Lo scavo e la salvezza: quando caddero le mura della Bingham Canyon Mine"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/H5H7krIXl1k?si=CMOr10sW-nl1tFmY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Mine-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40481\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Mine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Mine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Mine-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Mine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Una grande storia americana, umana e naturale al tempo stesso. Una vicenda di ambizione e rischio non del tutto controllabile dalla collettivit\u00e0 convolta. In tal senso, profondamente e indubitabilmente Terrestre, nella maniera in cui un pianeta geologicamente inerte non avrebbe mai potuto aspirare di diventare. Circa 30-40 milioni di anni fa, nel sottosuolo dello Utah un significativo accumulo di roccia fusa cominci\u00f2 ad essere spinto verso l&#8217;alto dalla pressione magmatica al di sotto della crosta terrestre. Si trattava, principalmente, di porfido ma pesantemente connotato da diverse tipologie di metalli, tra cui ferro magnetizzato, molibdeno e l&#8217;elemento grezzo, soltanto parzialmente utile, che costituisce la forma non ancora lavorata del rame. Un corposo fenomeno, capace di svolgersi a notevole distanza cronologica dagli occhi scrutatori dell&#8217;uomo. Il quale non avrebbe avuto metodi o ragioni d&#8217;interessarsene, fino a quando Sanford e Thomas Bingham, rampolli di un&#8217;importante famiglia dedita al mormonismo, non si trovarono nel 1847 a farvi pascolare le proprie mandrie bovine. Tanto spesso da costruire una capanna all&#8217;imboccatura del canyon, per poi scoprire due importanti risorse al suo interno: la prima era il legname, importantissimo per la costruzione dei nuovi insediamenti nella regione dell&#8217;odierna Salt Lake City. E la seconda, una certa quantit\u00e0 di minerali di valore, che ben presto decisero di portare al capo della comunit\u00e0, Brigham Young, nel tentativo di ottenere manodopera per l&#8217;implementazione di una filiera produttiva su larga scala. Ma il leader religioso, temendo che le attivit\u00e0 di scavo attirassero le moltitudini dissolute e spregiudicate sul modello della corsa all&#8217;oro californiana, rifiut\u00f2 tale permesso, decretando che un enorme potenziale  rimanesse, ancora per qualche tempo, sopito. Le cose cambiarono nel 1863 quando un gruppo di soldati provenienti da Fort Douglas inviati ad ispezionare la segheria decisero di propria iniziativa di dar luogo a limitate opere di prospezione. Riscoprendo, non senza sorpresa ed immediato aumento vertiginoso delle proprie aspirazioni di ricchezza, la nascosta verit\u00e0 sopita. Le pietre raccolte vennero perci\u00f2 inviate al generale Patrick Connor, che dopo averne constatato il valore decret\u00f2 l&#8217;immediata implementazione di un distretto minerario subito fuori il canyon che aveva nel frattempo preso il cognome dei suoi scopritori. La crescita delle operazioni fu progressiva e costante, bench\u00e9 all&#8217;inizio la carenza d&#8217;infrastrutture logistiche rendesse particolarmente difficile il trasporto del materiale estratto dalle profondit\u00e0 del mondo. Nel 1878, con l&#8217;arrivo della ferrovia, le cose migliorarono drasticamente. Entro gli anni Venti del Novecento, il canyon cominci\u00f2 ad essere soprannominato dalla gente dello Utah &#8220;La Lega delle Nazioni&#8221; per la straordinaria quantit\u00e0 d&#8217;immigrati che lavoravano al suo interno, in gruppi etnici non necessariamente inclini a mescolarsi tra loro. Da una parte gli Italiani, altrove i Francesi, i Giapponesi, i gioviali rappresentanti della verde Irlanda. Ma tutti avevano in comune la stessa paga ribassata, raramente superiore alla met\u00e0 di quella attribuita ad un anglofono statunitense di multiple generazioni pregresse. Paradossalmente fu proprio il successo delle loro imprese, col proseguire degli anni, che avrebbe portato al disfacimento dell&#8217;eterogenea comunit\u00e0 di residenti: mentre la buca creata dall&#8217;uomo continuava a crescere in maniera esponenziale, ad un certo punto le loro baracche vennero inglobate ed in seguito demolite al fine di continuare le operazioni. Quindi, la miniera continu\u00f2 a svilupparsi verticalmente in cerca di materiali sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0, di maggior valore&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YPhDAxXt-hU?si=QQXuKYheQqWlCmj4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Landslide-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40480\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Landslide-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Landslide-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Landslide-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Landslide.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Verso la seconda met\u00e0 del secolo scorso, la Bingham Canyon Mine, nota anche come miniera di Kennecott per l&#8217;amministrazione lungamente gestita dall&#8217;omonima compagnia con sede a South Jordan, nello Utah, cominci\u00f2 ad assumere l&#8217;aspetto impressionante che la caratterizza ancora oggi. Con i suoi 4 Km di larghezza ed 1,2 di profondit\u00e0, sufficiente nelle parole degli stessi attuali amministratori a contenere &#8220;due torri Sears l&#8217;una al di sopra dell&#8217;altra&#8221;. Ma la vera ragion d&#8217;essere e ricchezza derivante dalle operazioni sono chiaramente i circa 19 milioni di tonnellate di rame prodotto nel corso della sua intera storia, superiori a quelli provenienti da qualsiasi altro singolo sito nel corso dell&#8217;intera storia della civilt\u00e0 moderna. Stiamo parlando, per essere chiari, di un guadagno totale superiore a quello dell&#8217;intera corsa all&#8217;oro della California, del Klondike e della vena di Comstock in Nevada, sommati complessivamente l&#8217;uno all&#8217;altro. Abbastanza da giustificare l&#8217;implementazione di metodi e macchinari all&#8217;avanguardia particolarmente successivamente all&#8217;acquisto delle operazioni, nel 1989, da parte della multinazionale anglo-australiana Rio Tinto, seconda compagnia di produzione dei metalli pi\u00f9 grande al mondo. Una fortuna non soltanto per il mantenimento di alti standard operativi anche con il progressivo esaurirsi dei minerali facilmente raggiungibile in superficie, ma anche e soprattutto relativamente alla sicurezza dei lavoratori che sarebbe giunta, in un fatidico giorno del 2013, ad essere messa duramente alla prova.<br>Erano le 21:30 del 10 aprile dunque quando, senza nessun preavviso visibile ad occhio nudo, una massa di 2,5 miliardi cubici di piedi di roccia e terra si stacc\u00f2 dalle pareti scoscese del grande abisso. Iniziando, rovinosamente, a scivolare verso il fondo della miniera. Una delle maggiori frane nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, comparabile ai grandi disastri causati dai sommovimenti tellurici di epoche preistoriche, tanto che ogni singolo sismografo dislocato in territorio nordamericano avrebbe rilevato in quel momento un picco di attivit\u00e0 evidente. Contingenza destinata, in linea di principio, a causare conseguenze gravi per i lavoratori del turno serale se non che 17 ore prima del disastro, grazie ad un comunicato propagato con la massima urgenza, l&#8217;intera forza lavoro della miniera era stata fatta preventivamente evacuare. Non grazie a una mistica intuizione o l&#8217;eventuale manifestazione di verit\u00e0 rivelate, bens\u00ec sfruttando le precipue funzionalit\u00e0 di un tipo di radar di monitoraggio dei pendii, fornito dalla compagnia italiana IDS &#8211; Ingegneria dei Sistemi. Dispositivo in grado di rilevare, grazie ad un approccio interferometrico, le alterazioni anche minime nel movimento del terreno della miniera, permettendo di prevedere con estrema precisione il momento in cui l&#8217;accumulo di un potenziale eccessivo avrebbe finito per precipitare (letteralmente) le cose. Strumento altamente desiderabile, in questo tipo di circostanze operative, proprio perch\u00e9 oltre a preservare l&#8217;incolumit\u00e0 dei dipendenti permette l&#8217;implementazione ed utilizzo di tecniche di scavo maggiormente aggressive, ben sapendo di poter intervenire con tempistiche comprovate prima della degenerazione dei fattori di rischio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wu5c5TCEoVM?si=EGiryrtwfsM3iWmB\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Repair-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40482\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Repair-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Repair-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Repair-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/07\/Bingham-Canyon-Repair.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il che non toglie che frane come quella del 2013 ed una seconda pi\u00f9 piccola verificatosi nel maggio del 2021, comunque tale da necessitare l&#8217;evacuazione di 100 minatori, possano arrecare danni significativi alla produttivit\u00e0 e redditivit\u00e0 di un&#8217;impresa come quella della Bingham Canyon Mine. Al punto da poter stimare complessivamente, soltanto per il maggiore di questi eventi, una perdita di circa 700-800 milioni di dollari tra equipaggiamento irrecuperabile, arresto delle operazioni ed il lungo, laborioso percorso di ricostruzione e messa in sicurezza del versante della miniera. Il fatto stesso che essa sia tutt&#8217;ora operativa, nonostante simili &#8220;contrattempi&#8221; non costituisce altro che la dimostrazione pratica di quanto il fatidico canyon possa, persino oggi, continuare a ricompensare i suoi scavatori.<br>Benedizione, maledizione dello Utah \u00e8 la ricchezza di quel magnifico sottosuolo. Poich\u00e9 come tutte le imprese minerarie d&#8217;inizio Novecento, Bingham ha costituito per anni una minaccia senza paragoni per l&#8217;integrit\u00e0 ecologica e la sopravvivenza di numerose specie locali. Senza neppure considerare l&#8217;alta quantit\u00e0 di sostanze chimiche inquinanti, rilasciate ogni giorno dal complesso processo di lavorazione del rame proveniente dai suoi giacimenti profondi. Il problema, d&#8217;altronde, non soltanto un&#8217;eventualit\u00e0 remota del nostro futuro, con diversi studi rivelatosi capaci di dimostrare un aumento sensibile dei casi di avvelenamento delle falde acquifere e sviluppo di condizioni cliniche potenzialmente in grado di accorciare l&#8217;aspettativa di vita delle persone. Il che non parrebbe aver frenato in alcun momento pregresso, nonostante il costo indirettamente maggiore, la continuit\u00e0 dei processi estrattivi neanche una frazione di quanto fatto dalle devastanti frane pregresse. Non \u00e8 troppo difficile, purtroppo, comprenderne la ragione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una grande storia americana, umana e naturale al tempo stesso. 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Circa 30-40 milioni di anni fa, nel sottosuolo dello Utah &#8230; <a title=\"Lo scavo e la salvezza: quando caddero le mura della Bingham Canyon Mine\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40479\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Lo scavo e la salvezza: quando caddero le mura della Bingham Canyon Mine\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,1871,2233,2076,374,2153,2872,194,799,167,2373,562,772,7700,2243,2864,1351,1427,858,7699,331,147,71,97,1754],"class_list":["post-40479","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-buchi","tag-canyon","tag-compagnie","tag-disastri","tag-estrazione","tag-frane","tag-geologia","tag-imprese","tag-ingegneria","tag-luoghi","tag-minerali","tag-miniere","tag-molibdeno","tag-nordamerica","tag-problemi","tag-profondita","tag-rame","tag-risorse","tag-salt-lake-city","tag-scavo","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-tecnologia","tag-utah"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40479"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40479\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40483,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40479\/revisions\/40483"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}