{"id":40418,"date":"2024-06-25T06:06:00","date_gmt":"2024-06-25T04:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40418"},"modified":"2024-06-25T06:06:04","modified_gmt":"2024-06-25T04:06:04","slug":"grolar-figlio-di-un-grolar-sua-nonna-grizzly-e-il-nonno-un-orso-polare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40418","title":{"rendered":"Grolar figlio di un grolar, sua nonna grizzly e il nonno, un orso polare"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Grolar-Bear.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"413\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Grolar-Bear-500x413.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40420\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Grolar-Bear-500x413.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Grolar-Bear-768x634.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Grolar-Bear.jpg 929w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel 2012 durante un volo di ricognizione in elicottero, il naturalista Evan Richardson impegnato in uno studio sui plantigradi dell&#8217;isola canadese artica di Victoria vide una scena che gli sarebbe rimasta chiaramente impressa nella memoria: una giovane orsa color crema, dallo strano aspetto ed ancor pi\u00f9 insolita modalit\u00e0 deambulatoria, inseguito da quello che poteva solamente essere un imponente maschio grizzly adulto. Trovandosi in una zona rocciosa, in cui addormentare gli animali avrebbe potuto causargli lesioni di seria entit\u00e0, non pot\u00e9 fare altro che lasciare l&#8217;esemplare X15718\u00a0al suo destino, facendo cenno al pilota di dirigersi altrove. Due anni dopo, sorvolando ancora lo stesso territorio, gli capit\u00f2 di vedere quella che probabilmente doveva essere la stessa femmina, questa volta accompagnata da tre cuccioli di color marrone. Nonostante il senso d&#8217;incredulit\u00e0 latente, cap\u00ec subito cosa era successo: il maschio della volta precedente aveva ingravidato la giovane madre. Che aveva messo al mondo i rari esempi viventi di un caso genetico d&#8217;introgressione: il ritorno alla specie d&#8217;origine almeno al 75% di un gruppo di geni e tratti ereditari, frutto dell&#8217;incrocio tra specie distinte. L&#8217;orsa X15718\u00a0costituiva in effetti uno dei pochi casi acclarati di grolar, nata dall&#8217;incontro di una grizzly (<em>Ursus arctos horribilis<\/em>) con un maschio di orso polare (<em>U. maritimus<\/em>) tale da creare una creatura dotata in parte dei punti di forza di ciascuna delle due tipologie d&#8217;animali cos\u00ec nettamente distinte. Casistica tanto pi\u00f9 eccezionale, quando si considera come la pallida mascotte di bibite gassate sia un discendente dell&#8217;ancor pi\u00f9 piccolo orso bruno (<em>Ursus arctos<\/em>) rendendo il suo vicino di areale una deriva evolutiva ipoteticamente non cos\u00ec prossima ad incontrarsi. E se \u00e8 vero che un cavallo e un asino difficilmente metteranno al mondo figli fertili, l&#8217;evidenza ha pi\u00f9 volte dimostrato l&#8217;esatto contrario per quanto concerne i grandi carnivori di tale schiatta. Dotati della capacit\u00e0 acclarata di mettere al mondo anche in natura multiple tipologie di singolari, e chiaramente riconoscibili &#8220;vie di mezzo&#8221;. Non che il verificarsi delle circostanze necessarie sia in alcun modo probabile o frequente, visto come la stragrande maggioranza degli avvistamenti documentati di grolar o pizzly (il caso ancor pi\u00f9 raro di un padre grizzly, madre polare) nelle ultime decadi siano effettivamente in qualche modo riconducibili alla dinastia di X15718, inclusi vari esemplari contrassegnati con segnalatori tra il 2010 e il 2017. A differenza di quello, paradossalmente ucciso nel 2006 presso Banks Island nel mare di Beaufort da un cacciatore, che avendo pagato 45.000 dollari per una licenza di caccia di orsi polari fu inizialmente accusato di aver fatto fuori un grizzly, infrazione punibile con una multa dall&#8217;importo ancor pi\u00f9 rilevante. Ed in seguito scagionato, quando venne dimostrato che l&#8217;animale costituiva piuttosto un esempio di qualcosa di ancor pi\u00f9 raro, ma non per questo altrettanto protetto. D&#8217;altra parte, come avrebbe mai potuto capirlo in tempo? Sul campo, non sempre ci si pone ogni domanda possibile, prima di premere il grilletto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/e7fwluQMrI4?si=jKYEkqoX7j3WBD9V\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Grolar-Bear-Sighting-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40419\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Grolar-Bear-Sighting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Grolar-Bear-Sighting-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Grolar-Bear-Sighting-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Grolar-Bear-Sighting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La narrativa ecologista collegata alla questione dei grolar e pizzly risulta dunque essere piuttosto rilevante, nel mondo e l&#8217;epoca in cui viviamo: chiaramente, il riscaldamento globale dovuto alla pesante industrializzazione dell&#8217;antropocene ha portato ad un estendersi dell&#8217;areale degli orsi polari a meridione. Dove questi incontrano, molto pi\u00f9 frequentemente le loro cugine dal manto marrone in una serie di circostanze inerentemente innaturali e indotte dalle sfortunate contingenze accessorie. Il che risulta essere vero solamente in parte, quando si considera come questa specifica variante ibrida di grande carnivoro compaia in effetti da secoli nei racconti e leggende del popolo Inuit, che gli attribuisce tradizionalmente il nome di nanulak. L&#8217;<em>U. maritimus<\/em>, d&#8217;altronde, non si \u00e8 mai fatto particolari problemi a lasciare il proprio habitat costituito da lastroni glaciali anche prima che questi ultimi iniziassero a squagliarsi, essendo un carnivoro obbligato che necessita di spostarsi frequentemente, ovunque le opportunit\u00e0 di caccia sembrino maggiormente favorevoli alla sopravvivenza durante i mesi del lungo inverno. Ancorch\u00e9 sia possibile affermare che le madri grizzly, onnivore ed abituate ad andare in letargo, siano oggi inclini a risvegliarsi prima a causa dell&#8217;anticipo della primavera, sperimentando un maggior numero d&#8217;occasioni per trovarsi a contatto con le loro nuove conoscenze dal manto candido come la neve. Di sicuro, questa \u00e8 la teoria. Mentre le prove fisicamente raccolte di esemplari ibridi in natura  a partire dagli anni 2000 parlano soltanto di una decina di esemplari in natura, di cui almeno un terzo figli tutti della stessa madre, X15718. Mentre in altri casi degli esemplari uccisi, in un primo momento scambiati per grolar si sono in seguito rivelati meramente degli esempi di grizzly biondi del tipo occasionalmente individuato nel contesto nordamericano. Con un&#8217;osservazione approfondita condotta soltanto presso lo zoo di Osnabr\u00fcck in Germania, dove la mancanza di spazio e conseguente separazione tra due recinti avrebbe portato alla nascita di due esemplari, un maschio e una femmina, di grolar perfettamente in salute, ancora oggi oggetto di approfonditi studi da parte della comunit\u00e0 scientifica interessata alla rara anomalia biologica. Capaci di accertare, tra i tratti posseduti dalle creature inter-specie, oltre al colore a met\u00e0 tra il bianco e il marrone un collo pi\u00f9 lungo degli orsi polari, la testa larga affine a quella della madre, artigli particolarmente sviluppati e la tipica gobba dei grizzly, assente nei cacciatori delle foche settentrionali. Interessante anche il caso dei peli sotto le zampe, presenti in quantit\u00e0 esattamente intermedia rispetto a quelle maggiormente irsute dei plantigradi bianchi e glabre di quelli marroni. Il che ci porta ad elaborare una teoria etologica su come, esattamente, queste creature verificate in natura debbano raggiungere la capacit\u00e0 di sopravvivere autonomamente, essendo per forza educate da una madre carnivora e quindi costrette ad utilizzare le tattiche tipiche del maggior predatore dei ghiacci, senza nel frattempo poter fare affidamento sulla sua stessa efficacia del mimetismo, causa la colorazione pi\u00f9 scura del manto. Non che gli manchino, d&#8217;altronde, le predisposizioni istintive a farlo, come verificato dagli addetti dello zoo, che hanno osservato pi\u00f9 volte i grolar schiacciare i giocattoli con la gestualit\u00e0 utilizzata dagli orsi polari per spezzare il ghiaccio, e lanciarli via di lato sperimentando la tecnica necessaria a rompere il collo delle loro prede. Entrambi comportamenti privi di attestazione nel caso della specie di appartenenza del loro padre.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Pizzlies-Zoo-Hybrid.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"435\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Pizzlies-Zoo-Hybrid-500x435.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40421\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Pizzlies-Zoo-Hybrid-500x435.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Pizzlies-Zoo-Hybrid-768x668.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Pizzlies-Zoo-Hybrid.jpg 780w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L&#8217;ibrido tra specie esteriormente differenti tende a stupire e lasciare affascinati per una questione latente della scienza tassonomica moderna, nella maniera in cui viene insegnata nelle scuole ed acquisita dai non specialisti, per di pi\u00f9 per osmosi. Ci\u00f2 per il predominio corrente della visione sull&#8217;evoluzionismo elaborata da Ernst Mayr e Theodosius Dobzhansky 70 anni a questa parte, che vede le specie come gruppi distinti e non pi\u00f9 combinabili di tratti ereditari. Laddove lo stesso Darwin, originariamente, aveva definito il processo di differenziazione dei fenotipi come del tutto graduale e addirittura reversibile, nel caso in cui creature simili continuassero a condividere gli stessi territori riproduttivi. Per cui una quantit\u00e0 infinita di individui &#8220;intermedi&#8221; resta comunque possibile, almeno in teoria, tra comunit\u00e0 di creature dotate di un sia pur remoto antenato comune. E non \u00e8 questa particolare visione sistematica, forse, chiaramente attribuibile alla casistica degli orsi e il loro genoma apparentemente compatibile a discapito del patrimonio in probabile quanto evidente contrapposizione funzionale? \u00c8 d&#8217;altra parte possibile, o quanto meno non del tutto semplice da escludere, che un ipotetico grolar ricombinato con la discendenza paterna, fino ad ora mai avvistato in circostanze selvatiche, possa rappresentare il primo tentativo della natura di adattare tale specie al mondo in corso di riscaldamento e i nuovi confini dei propri territori di caccia, ormai sempre pi\u00f9 ridotti. Chi vivr\u00e0 vedr\u00e0, come si usa dire sotto i raggi dell&#8217;indifferente astro solare. Continuando, finch\u00e9 possibile, a bere interi camion di Coca-Cola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2012 durante un volo di ricognizione in elicottero, il naturalista Evan Richardson impegnato in uno studio sui plantigradi dell&#8217;isola canadese artica di Victoria vide una scena che gli sarebbe rimasta chiaramente impressa nella memoria: una giovane orsa color crema, dallo strano aspetto ed ancor pi\u00f9 insolita modalit\u00e0 deambulatoria, inseguito da quello che poteva solamente &#8230; <a title=\"Grolar figlio di un grolar, sua nonna grizzly e il nonno, un orso polare\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40418\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Grolar figlio di un grolar, sua nonna grizzly e il nonno, un orso polare\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,1376,818,219,1000,2312,863,1097,766,1328,1459,3363,1524,2911,1925,505,1460,7212,600,2010,819,78,89,2189,1421,1091],"class_list":["post-40418","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-artico","tag-biologia","tag-canada","tag-carnivori","tag-creature","tag-etologia","tag-evoluzione","tag-futuro","tag-genetica","tag-grizzly","tag-ibridi","tag-incroci","tag-ipotesi","tag-onnivori","tag-orsi","tag-orsi-polari","tag-plantigradi","tag-predatori","tag-ricerca","tag-riproduzione","tag-scienza","tag-strano","tag-studi","tag-tassonomia","tag-teorie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40418"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40418\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40423,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40418\/revisions\/40423"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40418"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}