{"id":40361,"date":"2024-06-16T05:59:53","date_gmt":"2024-06-16T03:59:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40361"},"modified":"2024-06-16T06:05:01","modified_gmt":"2024-06-16T04:05:01","slug":"come-ricercando-un-metodo-per-avviare-gli-aerei-nacque-il-primo-mezzo-di-supporto-nei-campi-di-volo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40361","title":{"rendered":"Come ricercando un metodo per avviare gli aerei, nacque il primo mezzo di supporto nei campi di volo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7II3qFEG-so?si=A5tRs80ZHQV44VhN\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hucks-Starter-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40364\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hucks-Starter-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hucks-Starter-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hucks-Starter-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hucks-Starter.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;uomo avanza sulla pista con il suo veicolo dotato di una protrusione evidente. Il suo incedere \u00e8 piuttosto lento, ma la destinazione chiara. Finch\u00e9 giunto innanzi al placido biplano Bristol F.2B Fighter, estende il palo verticale e poi manovra lentamente fino al mozzo dell&#8217;elica fermo dai tempi della prima guerra mondiale. Un guizzo, un bacio, un trasformazione: adesso ci\u00f2 che marcia e quello che decolla, appaiono come una cosa sola. Con un singolo mulino a vento che agisce come punto di congiunzione. Il quale inizia, ben presto, a girare&#8230;<br>Molte sono le caratteristiche tecnologiche dei mezzi di trasporto, in via teorica inerenti, che derivano effettivamente da lunghi anni o decadi di perfezionamento. Anche quando, nella procedura alternativa che deriva dalla loro assenza, si prospetta un&#8217;usabilit\u00e0 di veicoli o dispositivi drasticamente ridotta. Persino inaccessibile, dal punto di vista dei loro utilizzatori moderni. Prendete, per esempio, l&#8217;aeroplano: il pi\u00f9 avanzato ed ingegneristicamente comprensivo approccio agli spostamenti su media o lunga distanza, in cui ogni aspetto \u00e8 incorporato con preciso intento, attentamente calibrato e privo di evidenti prospettive d&#8217;inefficienza. Ed \u00e8 proprio nella continuativa applicabilit\u00e0 di tale importante aggettivo, fin dall&#8217;inizio del XX un pilastro dell&#8217;aviazione, che si pu\u00f2 individuare il nocciolo della questione in oggetto. Giacch\u00e9 quando ancora un sistema elettrico volante d&#8217;inizio secolo, che avrebbe dovuto essere basato su pesanti batterie chimiche, sembrava profilarsi come superfluo, perch\u00e9 mai includerlo? Ed a quel punto, come sarebbe stato possibile far partire il motore? Giacch\u00e9 radiale o in linea che fosse, indipendentemente dal numero dei cilindri presenti, ciascun meccanismo necessitava di essere ottimizzato per il funzionamento a regime. E non aveva un modo incorporato, per dar l&#8217;inizio alla sferragliante festa del movimento. Si supponeva d&#8217;altro canto che i piloti fossero dei giovani piuttosto forti ed agili nei movimenti. Per cui nulla o nessuno avrebbe mai potuto scoraggiarli dall&#8217;alzare le proprie mani ed impugnare saldamente l&#8217;elica. Andando a imporgli il quarto, mezzo o tre quarti di una rotazione completa, necessari affinch\u00e9 i magneti d&#8217;avviamento si &#8220;scaldassero&#8221; abbastanza, generando la scintilla vivificatrice. Ecco dunque, in linea di principio, l&#8217;idea. La cui realizzazione pratica appariva gi\u00e0 piuttosto complicata in un primo momento. E lo divent\u00f2 ancor pi\u00f9 con il procedere degli anni, man mano che i velivoli diventavano pi\u00f9 grossi, alti e potenti. Il che avrebbe richiesto a un certo punto l&#8217;introduzione di una seconda idea. Il cui proponente pass\u00f2 alle cronache con il tri-nome di Bentfield Charles Hucks. Era quasi il novembre del 1918, quando la grande guerra stava finalmente per concludersi riportando una sospirata pace tra le Nazioni&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7Fg9aHkZ46I?si=k7Q6j1GTww9Zo8D3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hucks-Starter-Driving-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40363\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hucks-Starter-Driving-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hucks-Starter-Driving-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hucks-Starter-Driving-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hucks-Starter-Driving.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uomo dall&#8217;impostazione molto pratica come molti altri nati nell&#8217;ultimo quarto cronologico dell&#8217;Ottocento (per essere precisi nel 1884\u00a0a Bentfield End, Essex) Hucks rest\u00f2 fin da bambino colpito dai coraggiosi uomini all&#8217;interno delle loro macchine volanti, tanto che possiamo gi\u00e0 individuare il maggio del 1911 come data in cui ottenne gloriosamente il proprio certificato di volo del Royal Aero Club, una sorta di brevetto ante-litteram del contesto britannico. Un&#8217;ottima scelta di vita, in molti immaginabili momenti, ma indiscutibilmente problematica negli anni antecedenti al primo conflitto in cui l&#8217;aviazione avrebbe ricevuto un ruolo capace di fare la differenza. Piuttosto che per le sue prodezze contro i commilitoni del Barone Rosso, Hucks si ritrov\u00f2 tuttavia a servire il suo paese in un ruolo estremamente singolare in quegli anni, lavorando con qualifica di pilota sperimentale per la compagnia Airco di Londra, produttrice tra le altre cose del popolare DH.16 anteguerra e le sue svariate iterazioni successive. Una posizione rivestendo la quale, gi\u00e0 nel settembre del 1913, era entrato nella storia grazie al compimento del primo giro della morte inglese a bordo di un biplano di manifattura Bl\u00e9riot. Il che non sarebbe stato d&#8217;altronde il suo sentiero principale d&#8217;accesso alla fama imperitura, essendo quest&#8217;ultimo individuabile nella creazione del marchingegno che porta il suo nome: l&#8217;iconico *Hucks Starter, sotto ogni punto di vista rilevante un&#8217;automobile. Basata sul telaio dell&#8217;allora ubiqua Ford Model T, ma dalla quale era stata rimossa quasi totalmente la carrozzeria. Sostituita da una pratica quanto singolare sovrastruttura, espressione di un bisogno pratico portato fino alle pi\u00f9 estreme conseguenze. Come esemplificato dal nome e l&#8217;argomento cui ci stiamo approcciando, tutto quello che rappresentava il suddetto veicolo era un mezzo di notevole praticit\u00e0 per imporre l&#8217;imprescindibile rotazione all&#8217;elica degli aeroplani. Grazie ad un sistema di presa di potenza (PDP o PTO) presente nella parte frontale dell&#8217;apparecchio destinato al decollo, cui un assemblaggio telescopico poteva essere accoppiato previa accurata regolazione dell&#8217;altezza verticale. Allorch\u00e9 una cinghia di trasmissione inventata dallo stesso Hucks avrebbe veicolato l&#8217;energia motrice dell&#8217;impianto automobilistico, fino al punto necessario a trasferirla ove opportuno, per poi sganciarsi ed essere sbalzata fuori dal bullone una volta che i magneti davano l&#8217;avvio al corrispettivo alato. Nessun pericolo, a questo punto, per coloro che dovevano imparare ad afferrare con le mani la pi\u00f9 prossima versione di un frullatore sovradimensionato, capace di arrecare danni alle dita anche semplicemente per il contraccolpo causato dall&#8217;ingaggio dei cilindri. Per non parlare dell&#8217;eventualit\u00e0, mai pari allo zero, che un aviere confuso potesse mancare di fare il necessario passo indietro, venendo colpito rovinosamente al cranio dalla stessa pala di ritorno nel suo corso in rapida accelerazione rotativa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ApNJJ2z-Ksc?si=5l9gz-rVkaMKnDHv\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hand-Propping-the-Plane-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40362\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hand-Propping-the-Plane-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hand-Propping-the-Plane-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hand-Propping-the-Plane-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Hand-Propping-the-Plane.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;invenzione piacque subito alla RAF, che ordin\u00f2 una quantit\u00e0 oggi non del tutto chiara di tali veicoli, particolarmente apprezzati in tutte quelle situazioni in cui gli aerei pi\u00f9 grossi e pesanti non potevano, ormai, essere pi\u00f9 avviati da un singolo paio di mani. Possiamo inoltre affermare con certezza che l&#8217;approccio si diffuse a macchia d&#8217;olio tra le due guerre in altri paesi inclusi non soltanto gli Stati Uniti, ma anche la Russia sovietica ed il Giappone imperiale, da cui possiamo visionare ancora oggi fotografie in cui si osservano dei camioncini simili avviare rispettivamente i motori del temuto aereo d&#8217;attacco Ilyushin Il-2 e l&#8217;agile caccia Nakajima Ki-44. Ci\u00f2 bench\u00e9 occorra specificare come, gi\u00e0 negli anni &#8217;40, il sistema Hucks era ormai passato in secondo piano assieme ad altri metodi d&#8217;avvio &#8220;alternativi&#8221; come il Coffman\u00a0funzionante grazie alle cartucce di fucile, mentre l&#8217;aumento di potenza rendeva del tutto automatica l&#8217;inclusione di un motorino d&#8217;avviamento elettrico o d&#8217;altra natura all&#8217;interno della dotazione degli aeroplani. Un&#8217;epoca che lo stesso  creatore non avrebbe avuto modo di sperimentare direttamente, essendo purtroppo deceduto a soli 34 anni nel 1918, pochi mesi prima della fine della guerra, a causa di un attacco fulminante di pleurite. Sarebbe ad ogni modo superfluo ed impreciso affermare che la sua eredit\u00e0 possa essere passata in secondo piano. Quando ci si rende conto di come il funzionamento di un moderno sistema elettrico ASU\u00a0(Air Start Unit) connesso e talvolta di supporto all&#8217;APU (Auxiliary Power Unit) presente nei jet di linea, funzioni ancora adesso pompando grandi quantit\u00e0 d&#8217;aria nel compressore dei motori a reazione. Che potr\u00e0 anche non corrispondere direttamente alla procedura rotativa dello Starter di allora. Ma sortisce, da ogni punto di vista rilevante, effetti del tutto comparabili e lo stesso risultato finale: proiettare l&#8217;Uomo in aria, senza che egli debba trascinarsi dietro, necessariamente, l&#8217;intero comparto ponderoso delle sue Cose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo avanza sulla pista con il suo veicolo dotato di una protrusione evidente. Il suo incedere \u00e8 piuttosto lento, ma la destinazione chiara. Finch\u00e9 giunto innanzi al placido biplano Bristol F.2B Fighter, estende il palo verticale e poi manovra lentamente fino al mozzo dell&#8217;elica fermo dai tempi della prima guerra mondiale. 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