{"id":40317,"date":"2024-06-09T06:02:23","date_gmt":"2024-06-09T04:02:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40317"},"modified":"2024-06-09T06:06:54","modified_gmt":"2024-06-09T04:06:54","slug":"le-fluttuanti-moltitudini-un-popolo-di-microbi-sopra-le-nostre-teste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40317","title":{"rendered":"Le fluttuanti moltitudini, un popolo di microbi sopra le nostre teste"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9VnO6SuIOg4?si=XOIB9HtqvqX_nB7b\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40320\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;<em>appel du vide<\/em>, o richiamo del vuoto \u00e8 un termine impiegato in campo psicologico, per definire l&#8217;insensata e immotivata pulsione umana a compiere un balzo da un&#8217;altezza significativa, possibilmente all&#8217;origine di un&#8217;alta percentuale di suicidi. Il che costituisce in un certo senso un&#8217;astrazione poich\u00e9 il &#8220;vuoto&#8221;, sia in natura che altrove, semplicemente non esiste in questo vasto Universo. Cos\u00ec studi contemporanei hanno dimostrato con alta probabilit\u00e0, nel corso degli ultimi anni, come persino gli ampi spazi tra i distanti ammassi stellari, che noi siamo soliti chiamare galassie, contengano stralci di materia espulsa, micrometeoriti ed altre particelle invisibili all&#8217;occhio scrutatore dei telescopi. E secondo la legge del micro che riprende il macro, lo stesso pu\u00f2 avvenire su un pianeta vivente, come la Terra, dove non \u00e8 tutto visibile tutto ci\u00f2 che parla o mostra un anelito procedurale alla prosperit\u00e0 o prosecuzione della propria dinastia. Replicando se stesso finch\u00e9 ne ha la forza. Oppure, in base ai crismi di un diverso regno, raggiungendo il sito idoneo ad affondare finalmente sospirate radici. Nella costituzione del pi\u00f9 effimero ma pervasivo dei biomi, affine per molteplici punti di vista al tipo di creatura responsabile di una stragrande maggioranza della biomassa oceanica; proprio per questo, siamo giunti a definirlo aeroplankton. Il primo strato non \u00e8 nulla di eccessivamente preoccupante: particelle dai 100 ai 5 micron, principalmente composte di pollini di origine vegetale, cadono a terra rapidamente, percorrendo al massimo qualche metro dai rami che si sono dimostrati in grado di generarle. Ma \u00e8 sollevandosi di qualche metro ancora, che le cose iniziano a farsi davvero interessanti, con artropodi e nematodi trasportati via dal vento grazie al proprio specifico intento. I primi, come nel caso dei ragni, grazie alla costituzione di paracadute per la tecnica del <em>balooning<\/em>, utile a favorire la dispersione animale. Mentre i secondi, principalmente vermi in grado di costituire il <em>phylum<\/em> di animali pi\u00f9 diffuso al mondo, sfruttando una superficie proporzionalmente superiore al proprio peso, come piccoli alianti costruiti dalla natura. Proseguendo dunque il nostro viaggio ideale verso l&#8217;elevata stratosfera, andiamo incontro a quello strato di leggiadri batteri, che percorrono le invisibili autostrade del sopra-suolo, colonizzando in questo modo i luoghi pi\u00f9 remoti della Terra. Ed ancor pi\u00f9 la stessa cosa si palesa, nell&#8217;iperboreo maggiormente estremo, dove i virus che sussistono tra vita e morte volano in paziente attesa del calmarsi delle correnti, per tornare nuovamente a portata dei loro ospiti elettivi da colonizzare con efferato trasporto. Ed \u00e8 stato proprio quest&#8217;ultimo aspetto, negli anni appena antecedenti all&#8217;epoca del Covid,  a suscitare un tardivo interesse scientifico nei confronti della vita che ci sovrasta, attraverso una serie di studi culminanti con quello di scienziati delle universit\u00e0 di Granada e San Diego (Isabel Reche et al. &#8211; 2018) ripreso da schiere di testate divulgative e non, con titoli ad effetto quali: &#8220;Milioni di virus cadono continuamente dai cieli&#8221;. Un&#8217;allusione al problema, piuttosto che l&#8217;offerta programmatica di un potenziale rimedio. D&#8217;altra parte, siamo organismi che si sono lungamente evoluti nel presente contesto. Dunque come mai potrebbe, quest&#8217;ultimo, riuscire ad anticipare l&#8217;estremo attimo della nostra materiale esistenza?<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/N3PUogDA2hM?si=dUTIR9apI6MDBApP\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-Microbes-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40318\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-Microbes-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-Microbes-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-Microbes-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-Microbes.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un pi\u00f9 invitante stralcio di speranza, di suo conto, sembra offrirlo l&#8217;approccio accademico di David J. Smith, biologo della NASA all&#8217;Ames Research Center, che a partire dal 2011 ha pubblicato una serie di resoconti sulle colonie viventi da lui individuate in vari spazi superni. Come quella composta da una variet\u00e0 straordinaria di entit\u00e0, da lui individuata nelle polveri raccolte sulla sommit\u00e0 di un vulcano dormiente in Oregon, rivelatosi composta da un buon 27% di batteri e 47% di spore, ancora egualmente e perfettamente appartenenti senza ombra di dubbio alla schiera delle creature viventi. E molti di essi, \u00e8 importante sottolinearlo, verificabili come provenienti da territori distanti come l&#8217;Asia, costituendo l&#8217;effettiva risultanza di quello che egli giunse a definire, con piglio metaforico, come il risultato di uno &#8220;starnuto della Terra stessa&#8221;. \u00c8 gi\u00e0 nel 2013 a questo punto, che lo scienziato in questione avrebbe iniziato a dare adito alla necessit\u00e0 di costituire una rete di osservazione globale, al fine di categorizzare questa schiera sconosciuta di esseri, potenzialmente nocivi e con eguale probabilit\u00e0 potenzialmente utili, poich\u00e9 connessi all&#8217;ineccepibile biodiversit\u00e0 delle imprescindibili presenze fluttuanti.<br>L&#8217;aeroplankton, come bioma popolato di esseri viventi, pur essendo stato reso esplicito soltanto in tempi recenti si \u00e8 dimostrato capace di attirare l&#8217;attenzione di menti eminenti fin dal XIX secolo, con i campioni di polvere raccolti dallo stesso Charles Darwin durante il secondo viaggio della Beagle a 1.000 miglia dalla costa, oltre a svariati esperimenti compiuti nella stessa epoca da Louis Pasteur. Ogni tipo di studio seppe rivelarsi d&#8217;altra parte inevitabilmente complesso, per la lente limitata di cui possiamo disporre, in funzione della difficolt\u00e0 inerente di catturare campioni non contaminati ad altezze diverse. Un approccio che vede la partecipazione in epoca odierna di elicotteri ed aerei leggeri, dotati di varie tipologie di aspiratori filtranti, cos\u00ec come quelli disposti strategicamente in luoghi battuti dall&#8217;incrocio dei venti. Il che ci ha permesse di dimostrare una concentrazione maggiore di entit\u00e0 minuscole in due luoghi all&#8217;opposto spettro delle ecologie possibili conosciute dall&#8217;uomo: sopra i luoghi particolarmente aridi, vasti deserti battuti dalla polvere delle occasionali tempeste; e in corrispondenza dell&#8217;Oceano la cui vastit\u00e0 non allude ad alcun tipo di confine, ove le stesse forme di vita microscopiche sul pelo dell&#8217;acqua, spesso, si sollevano e raggiungono gli spazi speculari del vasto cielo azzurro ed inesplorato. Il che suscita la spontanea quanto inevitabile domanda: se tanti esseri viventi popolano i cieli, \u00e8 possibile in qualche maniera trarne sostentamento? O in altri termini, mangiarli? Studi di fattibilit\u00e0 in tal senso hanno cominciato timidamente a palesarsi, bench\u00e9 come nel caso delle controparti marine, sia possibile affermare in modo razionale che non siamo ancora al punto di dover cercare approcci tanto alternativi per la sopravvivenza. Non esistono del resto in questo caso dei grandi mammiferi, come balene aerostatiche di un poema surrealista, che agevolmente possano affermare di continuare a sopravvivere grazie al bagaglio dei venti. Ma \u00e8 del tutto ragionevole immaginare che particolari specie di uccelli poco avvezze a toccare terra con le proprie zampe, come le rondini comuni, abbiano sviluppato la capacit\u00e0 di mantenere aperto il proprio becco per ingoiare intenzionalmente il particolato. Accrescendo, in tal modo, le risorse energetiche di cui possono disporre per il compimento delle proprie lunghe migrazioni celesti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/prdkiZz_bpU?si=X-jzG0Jbhk1ZwWnr\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-Research-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40319\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-Research-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-Research-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-Research-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/06\/Aeroplankton-Research.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita, in tal modo, si adatta&#8230; Ma non pu\u00f2 riuscire tutta a farla con gli stessi ritmi. Giacch\u00e9 organismi complessi e dalla durata della vita maggiormente estesa, per loro stessa implicita prerogativa risultano essere maggiormente pesanti. Ed incapaci di costituire nulla pi\u00f9 che un vulnerabile bersaglio, per tutti quegli esseri che si sono lasciati permanente il suolo alle spalle. &#8220;Lo spazio \u00e8 il punto di vantaggio strategico definitivo&#8221; si soleva a tal proposito affermare, nell&#8217;epoca del confronto tra superpotenze capace di corrispondere accidentalmente (ed in modo transitorio) al progresso scientifico della collettivit\u00e0 pensante. Un concetto parimenti applicabile alla stratosfera, o troposfera sovrapposte in strati comparativamente ben pi\u00f9 permeabili per quanto concerne il prodotto dell&#8217;evoluzione e tutto ci\u00f2 che questa comporta. Poich\u00e9 la sopravvivenza di nessuno pu\u00f2 verificarsi, senza gravare come un peso sulla libert\u00e0 di altri! E sar\u00e0 sempre difficile, per chi custodisce le proprie ali innaturali all&#8217;interno di un hangar, competere con gli infinitesimali nativi dei cieli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;appel du vide, o richiamo del vuoto \u00e8 un termine impiegato in campo psicologico, per definire l&#8217;insensata e immotivata pulsione umana a compiere un balzo da un&#8217;altezza significativa, possibilmente all&#8217;origine di un&#8217;alta percentuale di suicidi. 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