{"id":40254,"date":"2024-05-29T06:02:41","date_gmt":"2024-05-29T04:02:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40254"},"modified":"2024-05-29T06:06:52","modified_gmt":"2024-05-29T04:06:52","slug":"lepica-discesa-e-lardua-risalita-dalla-duna-piu-elevata-del-nuovo-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40254","title":{"rendered":"L&#8217;epica discesa e l&#8217;ardua risalita dalla duna pi\u00f9 elevata del Nuovo Mondo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gagnnGKprBE?si=huM3oiuJ99yYUAP1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Dune-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40255\" style=\"width:500px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Dune-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Dune-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Dune-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Dune.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Una strana scena, se si osserva in video senza avere un utile quanto evidente prospettiva di riferimento. L&#8217;atmosfera \u00e8 quella di una spiaggia, in cui la gente sembra essere impegnata in un particolare tipo di maratona. Alcuni corrono, gioiosi, verso l&#8217;obiettivo. Le loro braccia che si agitano mentre laboriosamente tentano di rimanere in equilibrio, i piedi sollevati a malapena prima di avanzare un altro passo verso l&#8217;obiettivo non del tutto chiaro. E in senso opposto, stranamente, un gruppo in chiara contrapposizione, di turisti in fila indiana o che tale potrebbe essere definita. Se non fosse, pi\u00f9 che altro, una fila di orsi o di primati, che arrancando a quattro zampe tengono la testa china, concentrati in quello che parrebbe a tutti gli effetti essere un compito particolarmente gravoso. Una metafora dell&#8217;intero ciclo dell&#8217;esistenza umana, dalla giovent\u00f9 alla vecchiaia? Oppure l&#8217;esito di un luogo in cui si spende fino all&#8217;ultimo scampolo d&#8217;energia residua, dovendo quindi ritornare al punto di partenza nell&#8217;unico modo a cui \u00e8 ancora possibile far ricorso? In un certo senso, pi\u00f9 la seconda ipotesi che la prima. Bench\u00e9 occorre precisare: \u00e8 il viaggio stesso, l&#8217;obiettivo. E che viaggio&#8230; Una realt\u00e0 che si palesa non appena l&#8217;occhio dell&#8217;osservatore digitalizzato viene mosso in direzione laterale. Rendendo fin troppo palese una pendenza dolorosamente prossima ai 45 gradi, di per se capace di estendersi per un dislivello pari a 50 metri. La cui esperienza, se fossimo in montagna, sarebbe giudicata un&#8217;impresa degna di essere chiamata vero alpinismo. Ma poich\u00e9 siamo sulle coste del grande lago Michigan, il suo nome \u00e8 Sleepin Bear Dune(s). La &#8220;Duna dell&#8217;Orsa Addormentata&#8221; con riferimento alla leggenda dei nativi Ojibwe, secondo cui la madre di una cucciolata di plantigradi che aveva attraversato le acque aspett\u00f2 la propria prole sulla riva, per un tempo molto lungo, finch\u00e9 dovette rassegnarsi al loro improvvido annegamento. La che l&#8217;intercessione del Grande Spirito avrebbe trasformato loro in isole (South &amp; North Manitou) e sepolto lei sotto la sabbia, affinch\u00e9 potesse continuare ad aspettarli per l&#8217;eternit\u00e0. Non propriamente un lieto fine, a dirla tutta. Tranne che dal punto di vista di chi ama i paesaggi senza termini di paragone, meritevoli destinazioni per l&#8217;incrollabile entusiasmo del popolo di Instagram, cos\u00ec come lo erano stati per coloro che erano dotati degli strumenti simbolo della fotografia analogica convenzionale. Giacch\u00e9 non v&#8217;\u00e8 luogo alternativo, in tutti gli Stati Uniti, in cui sia possibile discendere un declivio altrettanto scosceso in sicurezza. Sotto ogni punto di vista rilevante, tranne quello del possesso di energie residue sufficienti a risalire da dove si era venuti&#8230; <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0gaLPA2eWeA?si=vvmGGGQVFFQkXEHk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Run-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40256\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Run-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Run-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Run-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Run.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La duna dell&#8217;Orsa Dormiente \u00e8 situata sulla parte interna della cosiddetta Penisola Inferiore, risultante dai terreni sopraelevati lasciati integri dal ritirarsi dei ghiacciai preistorici responsabili della creazione del vasto bacino lacustre, in un&#8217;epoca corrispondente al concludersi dell&#8217;ultima glaciazione (10.000 anni fa). Processo tormentato e non del tutto lineare, tanto da aver dato adito lungo una simile linea territoriale a numerose insenature, successivamente ostruite cos\u00ec da trasformarsi in laghi pi\u00f9 piccoli ed indipendenti. Uno di questi \u00e8 quello di Glen, con la forma di doppia e suddivisa dal passaggio di una celebre strada panoramica, sostando ai margini della quale diventa possibile attraversare la sottile striscia di terra fino al punto paesaggistico sopraelevato dell&#8217;ursina leggenda. Di suo conto derivata dalle particolari condizioni climatiche e geologiche considerate all&#8217;origine del tipo di duna detto <em>perched <\/em>o &#8220;appollaiato&#8221; in quanto capace di poggiare su un pendio scosceso, in questo caso una morena di detriti residui accumulatosi attraverso i millenni dalla formazione del lago antistante. <br>Per una passeggiata di raggiungimento gi\u00e0 non propriamente rilassante, bench\u00e9 le cose inizino a farsi considerevolmente pi\u00f9 preoccupanti all&#8217;arrivo presso il ciglio del declivio, ove campeggiano cartelli vagamente minacciosi con diciture quali &#8220;Attenzione, godetevi il panorama da qui&#8221;, &#8220;La risalita pu\u00f2 richiedere fino a due ore di fatica, evitate di restare bloccati&#8221; e il particolarmente ansiogeno: &#8220;I servizi di salvataggio possono avere un costo di fino 3.000 dollari&#8221; possibilmente basato su una terribile storia vera. Il che appare tutt&#8217;altro che impossibile, quando si osserva uno qualsiasi dei tanti video pubblicati online d&#8217;intere famiglie impegnate nella difficoltosa escursione, che soprattutto nella sua seconda parte tende a estrarre i propri affilatissimi artigli. In effetti del tutto paragonabili, a ben pensarci, al tipo di luoghi ed attrazioni turistiche comparativamente ben pi\u00f9 remote, creando una situazione d&#8217;apparente accessibilit\u00e0 con le conseguenze per l&#8217;appunto anticipate nei salienti avvisi. Non che manchino, online, consigli ragionevolmente validi per coloro che intendano affrontare la risalita. Tra cui l&#8217;impiego di un pratico paio di racchette da neve, possibilmente coadiuvate dai bastoni a corredo, oppure il ritorno all&#8217;indietro e andando a quattro zampe, con pantofole a proteggere le mani, per l&#8217;intero estendersi del duro tragitto di risalita. Mentre altri, pi\u00f9 in forma, considerano soltanto necessario non procedere direttamente in linea retta, ma piuttosto zig-zagando per smorzare il pendio. Duramente scoraggiata, di suo conto, l&#8217;ipotesi di sfruttare l&#8217;erba a lato della duna per aumentare l&#8217;attrito dei propri passi: essa costituisce, infatti, l&#8217;unica barriera contro l&#8217;incessante processo d&#8217;erosione, che gradualmente sposta la duna verso l&#8217;entroterra fino ad una sua futura, non cos\u00ec distante scomparsa. E non pensate neppure di fare il bagno: queste sono acque che raggiungono in media i 20 gradi per pochissimi giorni l&#8217;anno, vista la latitudine ed il clima dello stato di riferimento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/iejiFavbigQ?si=9My7_qqcKmFuKty0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Sign-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40257\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Sign-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Sign-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Sign-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Sleeping-Bear-Sign.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L&#8217;intero parco dell&#8217;Orsa Dormiente, cos\u00ec chiamato a partire dagli anni &#8217;70 quando il Governo inizi\u00f2 l&#8217;esproprio dei terreni privati al fine di costituire un&#8217;area di pubblico utilizzo con relative attrazioni turistiche chiaramente segnate sulle mappe, \u00e8 per questo la risultanza di quel processo necessario negli Stati Uniti contemporanei mirato a trasferire la salvaguardia dei terreni dagli originali eredi dei latifondisti delle origini al servizio istituzionale dei ranger statali, con immediato guadagno di destinazioni a beneficio dell&#8217;intera collettivit\u00e0 pagante. <br>Con i suoi 56 Km di costa accessibili in auto dietro il pagamento di un ragionevole pedaggio, per un totale di 288 Km quadrati, ricchi di spunti culturali e panorami degni di essere ricordati. Bench\u00e9 per qualche ragione sia sempre la duna scoscesa ad attirare, come una calamita irresistibile, i visitatori dei dintorni verso l&#8217;ardimentosa discesa. Trovandosi a riconfermare in sporadiche casistiche pregresse, se ancora fosse necessario, l&#8217;inefficienza delle persone nel giudicare preventivamente le conseguenze delle proprie azioni precipitose. E la geometrica necessit\u00e0 di ritornare in alto, ogni qual volta si \u00e8 raggiunto il fondo di un recesso remoto. Con cupa e placida soddisfazione, da parte dei turisti che scelgono piuttosto di onorare i cartelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una strana scena, se si osserva in video senza avere un utile quanto evidente prospettiva di riferimento. L&#8217;atmosfera \u00e8 quella di una spiaggia, in cui la gente sembra essere impegnata in un particolare tipo di maratona. Alcuni corrono, gioiosi, verso l&#8217;obiettivo. 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