{"id":40222,"date":"2024-05-23T06:03:46","date_gmt":"2024-05-23T04:03:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40222"},"modified":"2024-05-23T06:03:57","modified_gmt":"2024-05-23T04:03:57","slug":"le-affilate-zanne-del-ragno-che-ha-fatto-dellassassinio-il-suo-stile-di-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40222","title":{"rendered":"Le affilate zanne del ragno che ha fatto dell&#8217;assassinio il suo stile di vita"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/omIIG_fHEoo?si=GR5K4Tu5rsyWxy4o\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40225\" style=\"width:500px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il pellicano costituisce, per qualsiasi animale di mare o di terra che sia pi\u00f9 piccolo della sua bocca, un pericolo pressoch\u00e9 costante. Non che l&#8217;aspetto di uno degli uccelli volanti pi\u00f9 imponenti al mondo incoraggi a concedergli alcun tipo di fiducia, con gli occhi fissi, il grosso becco dalla parte inferiore rigonfia e la postura oscillante, che lo vede brandirlo come un surreale spadaccino. Innumerevoli sono i filmati, reperibili online, in cui la creatura in questione agguanta e ingurgita creature come un temibile gabbiano sovradimensionato. Non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 orribile ad immaginarsi, proprio in funzione di questo, che la perfetta via di mezzo tra un simile predatore aviario e il ragno, l&#8217;apparente risposta della natura alla domanda &#8220;Come posso coniugare assieme la combinazione di fenotipi evolutivi del pi\u00f9 inarrestabile, ingegnoso, implacabile tra i predatori privi di una spina dorsale?&#8221; Una visione non cos\u00ec ipotetica e del tutto degna di essere considerata preoccupante per chiunque incluso l&#8217;uomo, se non stessimo parlando di creature non pi\u00f9 imponenti di un singolo chicco di riso. La cui stessa vita ed intera esistenza, d&#8217;altra parte, paiono profondamente dedicate al perfezionamento di un tecnica di caccia dei propri simili introdotta a questo mondo dal periodo alquanto significativo di 40 milioni di anni. Cos\u00ec lungo, che ad una presa di coscienza cronologicamente approfondita sar\u00e0 possibile trarre la conclusione che proprio il nostro ottuplice amico sia in effetti assai pi\u00f9 antico dell&#8217;eponimo pennuto di riferimento. Al punto che sarebbe formalmente pi\u00f9 corretto chiamare quest&#8217;ultimo &#8220;uccello-Archaeidae&#8221; piuttosto che il contrario. Il che appare oggettivamente poco probabile, visto come il piccolo predatore non assomigli poi cos\u00ec tanto alla controparte, fatta eccezione per il lungo &#8220;collo&#8221; specifiche situazioni in cui le proprie zanne raptatorie, concettualmente non cos\u00ec dissimili da quelle di una mantide religiosa, non si trovino raccolte assieme e puntate rigorosamente verso il basso, alla stessa maniera del becco menzionato nei paragrafi precedenti. Pur trattandosi, come avrete capito a questo punto, di due arti nettamente distinti ed indipendenti, nel caso specifico corrispondenti alla definizione dei cheliceri, impiegati dalla stragrande maggioranza degli aracnidi per poter introdurre il cibo all&#8217;interno delle proprie bocche affamate. O come in questo caso&#8230; Catturarlo. Con un approccio strategico utilizzato indifferentemente dai maschi che le femmine di questo gruppo di circa 90 specie, il cui dimorfismo proporzionale risulta essere d&#8217;altronde molto inferiore a quello di altri esponenti della classe dei ragni. Un chiaro requisito, per permettere anche ai maschi di effettuare l&#8217;accurato assalto strategico nei confronti dei malcapitati rappresentanti dello stesso gruppo d&#8217;ipotetici tessitori di ragnatela&#8230; Bench\u00e9 costui possa vantare, nella maggior parte dei casi, molto di meglio da fare.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/shorts\/Iaa9Q2-LaSY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-Hunt-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40224\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-Hunt-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-Hunt-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-Hunt-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-Hunt.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Immaginate dunque quale possa essere il modo migliore per agguantare e rendere inerme una creatura di pari dimensioni, dotata a sua volta di mandibole potenti, per non parlare delle zanne alle estremit\u00e0 capaci d&#8217;iniettare un veleno potenzialmente letale. Di certo un individuo primitivo, privo di armi a distanza come pu\u00f2 essere ancora oggi un esponente del regno animale, cercherebbe di colpirlo con una lancia o altro implemento inastato, che \u00e8 poi il principio stesso dell&#8217;attacco messo in atto dai ragni pellicani. Dopo essersi calati a testa in gi\u00f9 sopra la ragnatela di altri aracnidi mediante il lungo filo che costituisce il loro unico uso continuativo delle tipiche ghiandole note come seritteri, affinch\u00e9 le vibrazioni prodotte inducano il padrone di casa a recarsi presso l&#8217;indirizzo di una presunta mosca o altro prelibato invitato all&#8217;ora di un atteso spuntino. Soltanto per trovarsi innanzi, come capovolgimento evidente delle aspettative, ad un mostro dalle armi anatomiche chiaramente allungate al proprio indirizzo e semplicemente impossibili da aggirare. Il risultato, nella maggior parte delle circostanze, \u00e8 la morte.<br>Per quanto concerne a questo punto l&#8217;aspetto tassonomico di questa famiglia eccezionalmente antica, occorre menzionare come siamo innanzi a creature abbastanza rare da essere considerate lungamente estinte, dopo i primi ritrovamenti di fossili preservati nell&#8217;ambra in Europa centrale a partire dal decennio del 1840. Almeno finch\u00e9, nel 1881, non venne individuato il primo esemplare vivo in Madagascar, ben presto inserito nel genere <em>Eriauchenus<\/em>. Destinato ad essere segu\u00ecto soltanto un secolo dopo dalle due ulteriori scoperte dell&#8217;<em>Afrarchaea<\/em> (Sud Africa) ed <em>Austrarchaea<\/em> (Australia) nonch\u00e9 la definizione di ulteriori due generi nel 2012 e 2018, rispettivamente situati nell&#8217;ultimo e nel primo paese menzionati all&#8217;interno di questo breve elenco. Una distribuzione discontinua e distante, di specie per lo pi\u00f9 distinte da caratteri minori come la lunghezza del collo o delle zampe, che permette di desumere due dati molto significativi: il primo \u00e8 una collocazione preistorica di questa configurazione predatoria sin dai tempi del supercontinente Pangea, quando terre oggi lontanissime costituivano un&#8217;unica distesa indivisa. E la seconda \u00e8 la pregressa esistenza di due sotto-categorie distinte, l&#8217;una collocata nell&#8217;emisfero settentrionale ormai estinta e l&#8217;altra agli antipodi, capace in forza di condizioni maggiormente favorevoli di continuare a riprodursi fino alla nostra Era. Un processo che vede la femmina, per sua preferenza ed inclinazione del tutto priva di una fissa dimora, trasportare la propria sacca delle uova sulla schiena stessa, senza per questo essere rallentata in alcun modo durante l&#8217;esecuzione delle proprie scorribande predatorie ai danni degli aracnidi costruttori di ragnatela. Tutte nozioni acquisite, quelle fin qui menzionate, grazie alla serie decennale di studi prodotti a partire dal 2014 sotto la supervisione di Hannah M. Wood, curatrice del dipartimento aracnidi all&#8217;interno del museo dello Smithsonian, diventata ormai da tempo una delle massime autorit\u00e0 accademiche sull&#8217;argomento. Pur non essendo mai stata morsa, come racconta estensivamente nelle occasionali interviste, da una delle piccole creature che risultano del resto totalmente inoffensive per l&#8217;uomo, nonostante l&#8217;aspetto di un incubo scaturito dall&#8217;inferno. Preferendo lasciarsi cadere a terra come strategia difensiva, analogamente a quanto fatto dagli insetti appartenenti all&#8217;ordine dei rincoti, vedi le tipiche &#8220;cimici verdi&#8221; della nostra ecozona comparativamente settentrionale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AX3YPF0Dd60?si=yAYDDipDTnig5N7U\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-Capture-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40223\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-Capture-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-Capture-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-Capture-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Pelican-Spider-Capture.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Uccelli o ragni, in fondo, poco importa: la natura \u00e8 costruita sulla base della cognizione secondo cui riuscire a prevalere in un confronto, nella maggior parte delle circostanze, richiede adattamenti particolarmente calibrati sul bisogno di colpire per primi. E quale miglior modo risulta possibile immaginare che il possesso di un&#8217;arma pi\u00f9 grande? Giacch\u00e9 \u00e8 proprio il ruolo delle braccia (in inglese <em>arms<\/em>) quello svolto nell&#8217;anatomia dei ragni dalle loro zanne articolate <em>alias<\/em> cheliceri. Bench\u00e9 pochi altri esempi possano definirsi altrettanto temibili, fatte le dovute proporzioni, rispetto a quello posseduto dai millimetrici appartenenti alla famiglia preistorica degli archeidi. Che pressoch\u00e9 nessuno della stessa stazza potrebbe sconfiggere, una volta sottintesa l&#8217;approssimazione ragionevole di un vero e proprio duello frontale tra spadaccini. Ed anche ci\u00f2 dimostra l&#8217;innata e implicita spietatezza dell&#8217;ordine implicito dell&#8217;Universo e coloro che ne popolano le indistinte schiere animali deambulatorie, la cui parola in codice pu\u00f2 essere da sempre ricondotta al concetto imprescindibile di Sopravvivenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pellicano costituisce, per qualsiasi animale di mare o di terra che sia pi\u00f9 piccolo della sua bocca, un pericolo pressoch\u00e9 costante. 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