{"id":40217,"date":"2024-05-22T06:02:11","date_gmt":"2024-05-22T04:02:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40217"},"modified":"2024-05-22T06:02:15","modified_gmt":"2024-05-22T04:02:15","slug":"lesperienza-fluviale-del-serpente-che-costruiva-i-castelli-dei-samurai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40217","title":{"rendered":"L&#8217;esperienza fluviale del serpente che costruiva i castelli dei samurai"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xsgWov53NuI?si=4mLO5ZUipZO_c5iW\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Ikada-Kudari-Kitayama-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40218\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Ikada-Kudari-Kitayama-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Ikada-Kudari-Kitayama-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Ikada-Kudari-Kitayama-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Ikada-Kudari-Kitayama.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Uno degli aneddoti militari di maggior rilievo collegati alla figura del condottiero samurai Toyotomi Hideyoshi, secondo dei tre unificatori del Giappone, ne vede la capacit\u00e0 di leadership ed organizzazione esaltata da una singolare contingenza. La necessit\u00e0 espletata da costui, all&#8217;epoca noto semplicemente come Kinoshita T\u014dkichir\u014d, di costruire una fortezza temporanea lungo il fiume Sunomata, all&#8217;alba della battaglia di Inabayama del suo signore Oda Nobunaga contro il clan rivale dei Saito. Mansione portata a termine, secondo i resoconti storiografici, nel giro &#8220;di una singola notte&#8221; cos\u00ec che il nemico, pronto al contrattacco prima di trovarsi accerchiato, si trov\u00f2 in effetti innanzi a solide pareti sormontate da schiere d&#8217;arcieri. Questo grazie al trasporto sul posto di singoli elementi prefabbricati, assemblati con l&#8217;aiuto di maestranze locali al servizio di Hachisuka Koroku, un signore locale che aveva posto la propria bandiera al servizio del mutamento dei poteri in atto nella nazione. Ma come, esattamente, fu possibile portare a termine una tale impresa? Ed in quale modo, esattamente, i componenti del massiccio edificio raggiunsero quel sito ad un ritmo tanto accelerato? A una disanima pi\u00f9 approfondita delle circostanze, entrambe le domande sembrerebbero avere la stessa risposta. Riassumibile nel termine specifico di <em>ikadashi<\/em> o maestro delle zattere, una figura tecnica la cui importanza sembrerebbe essere andata perduta tra le pagine della storia, all&#8217;introduzione di strade asfaltate, mezzi di trasporto a motore ed altri apparati simbolo della modernit\u00e0. Altrove ma non dovunque, con specifico riferimento a una preziosa tradizione custodita dal villaggio di Kitayama, nella prefettura di Wakayama situata a circa 200 Km di distanza dal sito di quell&#8217;antica battaglia. Un tragitto lungo per molti ma non loro, i cavalieri di un leggendario mezzo di trasporto da fino a 30 metri di lunghezza costituito da serie successive di tronchi legati assieme, noto come zattera <em>toko<\/em> <em>nagashi<\/em> proprio perch\u00e9 affine, concettualmente, all&#8217;aspetto ancora ipotetico di un treno dai molti vagoni. Ciascuno dei quali ospitante, o costituito esso stesso, da pregiati tronchi di cedro, l&#8217;albero principale raccolto dagli <em>yamanashi<\/em>, boscaioli di montagna tra i pi\u00f9 abili praticanti della silvicoltura nel Giappone pre-moderno. Da un periodo stimato di circa 600 anni, facendo della loro tecnica, e quella strettamente interconnessa del trasporto fluviale, una delle tradizioni doverosamente iscritta al gremito elenco dei beni immateriali ed in senso pi\u00f9 specifico &#8220;forestali&#8221; di un paese che non ha mai perso il contatto con la propria storia. Facendo affidamento, in modo alquanto prevedibile, a quella risorsa del tutto insostituibile a tal fine del turismo istituzionalizzato, grazie ad un&#8217;attrazione particolarmente celebre di quel centro abitato, oggi costituente un&#8217;atipica enclave amministrativa all&#8217;interno del proprio distretto geografico d&#8217;appartenenza. Ove si offre l&#8217;opportunit\u00e0, a coloro che ne hanno il coraggio, di cavalcare uno dei sette <em>doko<\/em> facenti parte di <em>toko<\/em> indubitabilmente imponenti, all&#8217;interno della stretta e tortuosa gola del Doro sul vicino fiume Kitayama. Un&#8217;attivit\u00e0 giudicata un tempo tanto pericolosa, da essere vietata ai figli primogeniti di ciascuna famiglia&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/95h9PZ_D9zE?si=wRuhiefHdQt82G_7\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Nagashi-Rafting-Wakayama-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40220\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Nagashi-Rafting-Wakayama-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Nagashi-Rafting-Wakayama-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Nagashi-Rafting-Wakayama-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Nagashi-Rafting-Wakayama.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Se il Giappone costituisce ad oggi una delle destinazioni turistiche pi\u00f9 apprezzate globalmente dell&#8217;Asia Orientale, ci\u00f2 trova la frequente e popolare giustificazione del fascino posseduto dalla tentacolare megalopoli tokyoita, citt\u00e0 pi\u00f9 vasta e popolosa del mondo nonch\u00e9 mecca degli amanti d&#8217;innumerevoli derive nipponiche della cultura contemporanea, primariamente connesse al mondo dell&#8217;arte popolare coltivata con finalit\u00e0 d&#8217;intrattenimento. Molti sono, tuttavia, i meriti esteriori di un territorio ampio e diversificato con alte montagne ricoperte da folte foreste, valli verdi e fiumi impetuosi, forse nessuno maggiormente celebre di quello dove sorgono le abitazioni storiche dell&#8217;eponimo villaggio di Kitayama. Un nome che ritorna come appellativo, per la terza volta, della compagnia gestita dallo stesso ufficio del sindaco, incaricata tra le altre cose di far funzionare durante i mesi estivi quella che potremmo definire come una delle pi\u00f9 singolari, e storicamente rilevanti montagne russe naturali al mondo. Evolutasi direttamente a partire dagli anni &#8217;60 del Novecento, quando il trasporto tradizionale del legname da parte degli <em>ikadashi<\/em> era ormai passato in secondo piano conducendo alla dismissione delle originali autostrade fluviali. Ben presto resuscitate, con encomiabile piglio imprenditoriale, al fine di permettere a coloro che ne avevano la predisposizione di vivere per un singolo giorno l&#8217;esperienza di un apprendista a bordo delle <em>toko<\/em> <em>nagashi<\/em>. Niente pi\u00f9 che zavorra, a voler essere oggettivi, cos\u00ec come avveniva per coloro a cui un tempo si chiedeva di cavalcare il serpente per un minimo di tre anni, prima di ricevere l&#8217;ardua e difficoltosa mansione di gestire il timone principale simile a una pagaia, situata nella prima delle <em>doko<\/em> saldamente legate assieme. Ulteriormente migliorate nei tempi moderni, come si conf\u00e0 alle norme e regolamenti di sicurezza vigenti, da lunghi corrimani a cui i passeggeri possono aggrapparsi MOLTO saldamente, non potendo essere effettivamente legati con imbracature o cinture di sicurezza nel caso mai impossibile di un capovolgimento dell&#8217;imbarcazione. Non che gli incidenti siano in alcun modo frequenti, vista la perizia dimostrata dai moderni maestri della zattera, spesso dei dipendenti pubblici con mansioni alternative durante i mesi autunnali e il lungo inverno. Come Kazuhiro Tokoro, <a href=\"https:\/\/cocolococo.jp\/1052\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un giovane intervistato dalla rivista Cocoloco<\/a>, il quale narra orgogliosamente di come durante il periodo di attivit\u00e0 maggiormente intensa, sia giunto in anni precedenti a perdere fino 7 Kg di peso, per poi tornare ad effettuare la manutenzione e rifornimento delle caldaie a biomassa utilizzata nel vicino <em>onsen <\/em>(bagno termale) di Okutoro. Forse la pi\u00f9 tipica ed amata destinazione per i praticanti del turismo intranazionale del moderno Giappone. E non solo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gfT80k3lpzc?si=_uQFoCQldDaXaLtB\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Japanese-log-rafting-experience-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40219\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Japanese-log-rafting-experience-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Japanese-log-rafting-experience-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Japanese-log-rafting-experience-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Japanese-log-rafting-experience.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ancor prima di poter sviluppare l&#8217;idea di un flusso continuo di persone comuni, libere di muoversi tra le diverse prefetture e sperimentarne direttamente, come si ama particolarmente fare da queste parti, tradizioni ed usanze, gli <em>ikadashi<\/em> di Wakayama coltivarono una reputazione di eccellente professionalit\u00e0 ed appropriatezza procedurale. Tanto da essere impiegati notoriamente, in anni successivi, dallo stesso Toyotomi Hideyoshi al fine di costruire l&#8217;enorme castello di Osaka, e qualche decade dopo dal suo assediante e supremo successore nell&#8217;egemonia feudale Ieyasu Tokugawa, alle prese con il progetto della propria esclusiva fortezza, Edo-j\u014d. Che non \u00e8 giunta integra fino ai nostri giorni, avendo nel frattempo acquisito la qualifica di residenza imperiale nella Tokyo contemporanea, ma non certo per carenze dei suoi materiali da costruzione. Bens\u00ec un grande incendio verificatosi nel 1873, pericolo sempre presente in un paese dove il principale materiale da costruzione in epoca pre-moderna fu sempre e soltanto il legno. Dalla notevole resistenza elastica ai frequenti e inevitabili terremoti. Ma non le sviste occasionali di coloro che dovevano gestire il fuoco a fini d&#8217;illuminazione, o all&#8217;interno delle cucine. Con conseguenze certamente terribili, nonch\u00e9 tristemente facili da prevedere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli aneddoti militari di maggior rilievo collegati alla figura del condottiero samurai Toyotomi Hideyoshi, secondo dei tre unificatori del Giappone, ne vede la capacit\u00e0 di leadership ed organizzazione esaltata da una singolare contingenza. 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