{"id":40189,"date":"2024-05-18T06:00:44","date_gmt":"2024-05-18T04:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40189"},"modified":"2024-05-18T06:00:59","modified_gmt":"2024-05-18T04:00:59","slug":"condominio-per-i-pappagalli-della-patagonia-unalta-scogliera-pericolante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40189","title":{"rendered":"Condominio per i pappagalli della Patagonia: un&#8217;alta scogliera pericolante"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/k3JYn_xdL64?si=rhNPL04olMt9TvJM\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Burrowing-Conure-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40190\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Burrowing-Conure-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Burrowing-Conure-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Burrowing-Conure-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Burrowing-Conure.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In prossimit\u00e0 della spiaggia di El Condor, nella provincia argentina di Rio Negro, \u00e8 solito risuonare occasionalmente il grido acuto del falco pellegrino. Occasione al verificarsi della quale, improvvisamente, l&#8217;atmosfera sembra subire una repentina quanto sostanziale onda di mutamento. Sparito \u00e8 il diffuso chiacchiericcio di un famoso popolo della montagna, la nutrita moltitudine di uccelli verdi, gialli e rossi sotto il petto che comunemente vagano per questi ritagli di cielo marcatamente azzurrino. Dove sono i pappagalli? Nelle loro buche, chiaramente. Anche voi, se foste braccati in modo ripetuto da un&#8217;impietoso predatore in grado di raggiungere i 240 Km orari, scegliereste di vivere all&#8217;interno di un luogo angusto e protetto. Scavato un po&#8217; alla volta, nel giro di anni successivi, tramite la forza esclusiva di un forte becco? Anche questa \u00e8 la natura. Quella di un volatile da 230-300 grammi di peso, non pi\u00f9 lungo di 52 cm, che cionondimeno appare facilmente in grado di apportare cambiamenti significativi al paesaggio. Operando in tal senso in modo analogo a termiti o formiche, con cui condivide d&#8217;altronde la stessa propensione alla costituzione di gruppi sociali collaborativi ed ingenti. I pi\u00f9 grandi noti, nel caso specifico, per quanto riguarda i membri dell&#8217;ordine degli psittaciformi, creature convenzionalmente note per il loro piumaggio variopinto, la dieta onnivora e la capacit\u00e0 innata di riprodurre i suoni. Tutte caratteristiche comuni alle letterali centinaia di esemplari conviventi del <em>Cyanoliseus patagonus<\/em>, distinto dalla propensione a costruire una rete invisibile di tane interconnesse, per cui la qualifica di mero nido appare alquanto riduttiva, trattandosi piuttosto della pi\u00f9 accentuata approssimazione animale di una mitica citt\u00e0 sotterranea. Tratteggiata dando priorit\u00e0 alla convenienza, per questi esseri dotati della predisposizione al volo, su una delle tavolozze maggiormente adatte della natura: pareti verticali a strapiombo, sulla giungla o sulla spiaggia, sulla strada, sopra i campi, costituite da conglomerati pendenti di arenaria, pietra calcarea o altre rocce friabili, vittime del tutto designate dell&#8217;intento e della forza di volont\u00e0 dei piccoli, a patto di avere il tempo necessario alla costituzione in essere dei loro significativi progetti. E sarebbe davvero difficile, tutto considerato, immaginare una soluzione abitativa migliore. Nascosta non soltanto dall&#8217;occhio scrutatore del famelico falco, ma anche via dalla portata d&#8217;innumerevoli mammiferi e serpenti predatori, del tutto incapaci di far presa sulla pietra sdrucciolevole dello strapiombo. Giungendo a costituire, conseguentemente, uno degli spettacoli pi\u00f9 memorabili di questo intero ambito costiero e zone circostanti, bench\u00e9 il pennuto in questione non fu sempre beneamato alla stessa maniera. Tanto da diventare, in diverse casistiche pregresse, il bersaglio di campagne d&#8217;eradicazione popolari condotte con i pesticidi e gli esplosivi, usati per far saltare in aria le sue citt\u00e0 verticali di maggiore rilevanza. Questo a causa dell&#8217;idea, del tutto erronea ed alquanto controintuitiva, che potesse prendere d&#8217;assalto i terreni agricoli e causare al tempo stesso l&#8217;erosione del paesaggio montano antistante&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dh2dWACcLyE?si=Qi339YnTf4VHpl5Y\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Parrots-Behaviour-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40192\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Parrots-Behaviour-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Parrots-Behaviour-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Parrots-Behaviour-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Parrots-Behaviour.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il problema di questa creatura in effetti, come per molte altre in condizioni simili in distanti provincie del globo, \u00e8 l&#8217;assenza di legislazioni specifiche atte a proteggere la sottospecie principale, causa l&#8217;evidente e preponderante diffusione all&#8217;interno di uno specifico territorio. Il che non pu\u00f2 fare a meno di sorprendere tutto considerato, con principale riferimento alle esigenze altamente caratteristiche del tipo di territorio utilizzato da simili abitatori variopinti per fare il nido. Ci\u00f2 anche in forza della capacit\u00e0 di adattamento del pappagallo della Patagonia, nondimeno propenso a mettersi a scavare anche in sostrati prodotti dall&#8217;uomo, quali miniere a cielo aperto, pozzi o gli argini artificiali dei fiumi. Ed occasionalmente anche il cavo degli alberi, bench\u00e9 si tratti di una soluzione di seconda scelta in base alle direttive radicate nella mente del suo affinato istinto. Che prevede l&#8217;inizio della stagione degli accoppiamenti all&#8217;inizio dell&#8217;estate meridionale tra ottobre e novembre, con il ritorno ai siti di nidificazione all&#8217;apice della stagione, previo un reiterato processo di miglioramento ed ampliamento degli scavi per la prossima generazione di nascituri. Fino alla deposizione di due-cinque uova per ciascuna coppia all&#8217;interno di accoglienti camere nascoste alla profondit\u00e0 di almeno 3 metri, ove il piccolo nascer\u00e0 nel giro di 25 giorni grazie alla cova da parte della femmina distinguibile dalla macchia rossa pi\u00f9 piccola sul petto, mentre il maschio di occuper\u00e0 di procurare il cibo e fare la guardia all&#8217;imboccatura del tunnel scelto dalla propria compagna. Dando a questo punto inizio a frequenti periodi di temporaneo allontanamento da parte di entrambi i genitori, i quali potranno fare affidamento sulla natura irraggiungibile dell&#8217;uscio della propria dimora, pur accettando il rischio tutt&#8217;altro che inaudito che i piccoli, incuriositi da un rumore o un distante accenno di movimento, si affaccino finendo per cadere gi\u00f9 dalla scogliera, con conseguenze pi\u00f9 o meno letali a seconda dei casi. Una volta superata tale fase critica e trascorso un periodo di circa 8 settimane, essi avranno dunque acquisito la capacit\u00e0 del volo potendo unirsi al resto dello stormo nelle tipiche attivit\u00e0 di foraggiamento. Che includono principalmente l&#8217;individuazione di alberi da frutto nei periodi estivi, per poi passare a nutrirsi di semi, bacche ed altro materiale vegetale a partire dal sopraggiungere dell&#8217;autunno. Molto amato dagli indigeni della Terra del Fuoco di Etnia Mapuche, che ne celebrano il ritorno ogni anno con una festa messa in pratica da diverse comunit\u00e0 locali, il pappagallo della Patagonia \u00e8 una creatura socievole ed amichevole anche con l&#8217;uomo, tanto da aver favorito nel corso degli anni l&#8217;esportazione di numerosi esemplari al fine d&#8217;iniziare la loro carriera di animali da compagnia. Il che ha permesso, se non altro, di misurare la durata massima della loro vita, pari ad un minimo in condizioni ideali di vent&#8217;anni, o fino a un massimo di 35 nei casi estremi registrati dalla scienza.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6kte6c-iAqA?si=5fiJTTeC1rDynwnm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Conures-Flock-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40191\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Conures-Flock-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Conures-Flock-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Conures-Flock-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/05\/Patagonian-Conures-Flock.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Condizionata da una riduzione misurabile della sua popolazione complessiva, la specie di questi pappagalli ha visto particolari gruppi di popolazioni soggetti a significative minacce per la loro continuativa sopravvivenza. Vedi il caso della sottospecie <em>C. p. bloxami<\/em> con l&#8217;areale ormai concentrato a poche regioni del Cile centrale, che si sarebbe probabilmente gi\u00e0 estinta senza il reiterato aiuto e partecipazione di diverse associazioni per la conservazione della natura. Una casistica particolarmente fortunata ed importante, visto come studi dell&#8217;ultima decade (Petra Quillfeldt et al. &#8211; 2011) abbiano dimostrato la probabile provenienza genetica di tutte le variet\u00e0 attualmente esistenti proprio dal territorio cileno, lasciando intendere l&#8217;abilit\u00e0 pregressa di questi pappagalli di attraversare con successo, almeno in un singolo caso pregresso, il territorio inospitale della cordigliera andina. Il che potrebbe ampiamente giustificare, dal punto di vista evolutivo, la loro associazione con pareti di pietra ed altri recessi paragonabili del paesaggio. Facendone una certificata casistica di convergenza evolutiva comportamentale, rispetto al gruccione (<em>Merops apiaster<\/em>) africano ed eurasiatico: un altro costruttore di profondi tunnel nei frontoni collinari ed altre rocce friabili ed incombenti. Forse la migliore e pi\u00f9 sicura metodologia abitativa, disponibile per chi possiede un agile e altrettanto ben calibrato paio d&#8217;ali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In prossimit\u00e0 della spiaggia di El Condor, nella provincia argentina di Rio Negro, \u00e8 solito risuonare occasionalmente il grido acuto del falco pellegrino. Occasione al verificarsi della quale, improvvisamente, l&#8217;atmosfera sembra subire una repentina quanto sostanziale onda di mutamento. 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