{"id":40062,"date":"2024-04-27T06:10:32","date_gmt":"2024-04-27T04:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40062"},"modified":"2024-04-27T06:15:56","modified_gmt":"2024-04-27T04:15:56","slug":"locchio-del-discernimento-creativo-in-un-sacro-dedalo-di-bambu-e-spazzatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=40062","title":{"rendered":"L&#8217;occhio del discernimento creativo in un sacro dedalo di bamb\u00f9 e spazzatura"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/k1U6BQeC3lE?si=NAynyaWJEuVryuap\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Loy-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40064\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Loy-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Loy-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Loy-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Loy.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L&#8217;ineffabile presenza del Divino \u00e8 spesso resa manifesta da fattori di contesto accidentali, circostanze atipiche o di tipo transitorio. Dal punto di vista soggettivo di Teseo nel Labirinto, l&#8217;essere supremo da cui guardarsi e se possibile ricevere il via libera verso un piano d&#8217;esistenza superiore (lo stesso da cui, incidentalmente, proveniva) era senz&#8217;altro l&#8217;uomo con la testa del possente bovino. E non c&#8217;\u00e8 niente che possa scrutare con maggiore tenerezza la malcapitata mosca nella ragnatela, che il proprietario zampettante di quel sospeso ed intricato recesso abitativo. Perch\u00e9 mai, allora, l&#8217;uomo del mondo contemporaneo non dovrebbe scendere a patti con l&#8217;essenza di ci\u00f2 che, pi\u00f9 di ogni altra cosa, condiziona e detta il ritmo della sua esistenza quotidiana? Quel prodotto inerentemente collaterale, eppur non meno necessario, cui abbiamo attribuito la definizione di &#8220;rifiuto&#8221;. Eppur mai, per quanto si possa continuare ad auspicarlo, sparir\u00e0 dal segno e il passo dell&#8217;ininterrotto prosieguo della nostra esistenza. Il che presta l&#8217;incipiente prospettiva ad una ricca serie di eventualit\u00e0 ulteriori. Come l&#8217;emersione di un Demiurgo, quanto meno, per il prolungarsi del precipuo patto finzionale temporaneamente stabilito tra l&#8217;artista ed il suo fruitore. Colui, il primo, che domina la testa del draconico contesto. E colui che, invece, tenta di afferrarne per quanto possibile la coda e le ali. Un tema di fondo il quale, se vogliamo, prende vita e si anima rapidamente nelle opere dell&#8217;artista indiano Asim Waqif, praticante di una sua particolare versione della creativit\u00e0 di recupero, mirata alla messa in opera di colossali installazioni localmente specifiche in prestigiose gallerie, luoghi pubblici e musei di tutto il mondo. Realizzate, di volta in volta, mediante l&#8217;utilizzo preponderante del materiale che meglio sembra esprimere il concetto di fondo. Sebbene nel corso dell&#8217;ultima decade, ritrovando l&#8217;originale passione dell&#8217;inizio della sua carriera, tale plastica sostanza sembri esser diventata primariamente il legno di bamb\u00f9, cui sembrerebbe in grado di donare una vita, ed al tempo stesso una mente, quasi del tutto indipendenti dal consueto approccio umano alle questioni della vita di tutti i giorni. Verso la creazione di un qualcosa come Loy (\u09b2\u09af\u09bc, 2020) ovvero vedi sopra, il padiglione creato a Calcutta come tradizionalmente viene fatto in occasione della festa del Durga Puja, la cui propensione al Caos fondamentale degli spazi architettonici, posizionati a circondare ed in un certo senso proteggere la statua della Dea, sembra alludere in maniera trasversale alla questione tematica di fondo: &#8220;Schegge lanciate in modo incontrollabile noi siamo. Non questa materia iscritta alle nozioni del razionalismo del senso comune.&#8221; Se anche pu\u00f2 sussistere una simile dicotomia, una volta che il creatore riesce a fondersi con la sua creazione. In questo caso tanto efficacemente individuabile nel saliente e continuativo rumore di fondo udito dalla civilt\u00e0 vigente, ogni qual volta un singolo oggetto o materiale da cantiere sopravvive, nonostante i presupposti, all&#8217;unico scopo per cui era stato originariamente sottratto al mondo&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KmQl_Mw3M0I?si=IMArjVAUrW65NtPi\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Chaal-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40063\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Chaal-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Chaal-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Chaal-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Chaal.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Sarebbe d&#8217;altra parte riduttivo, per non dire formalmente inesatto, voler definire questo artista moderno di Nuova Delhi mediante un singolo aspetto della sua visione o a dire il vero, anche una sola ancorch\u00e9 eclettica disciplina. Laddove Asim Waqif, nato nel 1978 ed originariamente formatosi presso la Scuola di Architettura della sua citt\u00e0 pur non avendo un particolare interesse nell&#8217;esercizio pratico di tale professione, avrebbe iniziato gi\u00e0 negli anni dal 2005 a fare il proprio ingresso nel mondo dell&#8217;arte formalmente definita con sculture e creazioni di concetto, frequentemente accompagnate da saggi scritti per coadiuvarne e renderne pi\u00f9 solido il messaggio centrale. Con un primo studio creato nello stesso anno a Kohj mediante stecche di bamb\u00f9 legate con delle corde, che potremmo individuare come un prototipo di molte delle sue creazioni successive. Prima di riuscire a immaginare un modo migliore per avvicinare l&#8217;arte alla gente comune, mediante la creazione di pezzi concepiti per trovare posto in luoghi accidentali o dotati della propria storia, vedi &#8220;Agrasen ki bavdi yahan hai!&#8221; (2008) un pallone aerostatico capace di emettere suoni, di colore bianco e posto a fluttuare all&#8217;interno degli spazi definiti da un tradizionale bavdi (\u092c\u093e\u0935\u0921\u093c\u0940) il pozzo indiano a gradoni oggi meno utile rispetto a un tempo, per la contaminazione delle falde acquifere e delle piogge terrestri. Di nuovo ricomparso nell&#8217;opera HELP, consistente nella scritta eponima creata dal galleggiamento di bottiglie di plastica all&#8217;interno dell&#8217;acqua ormai tossica del fiume un tempo sacro dello Jamuna, affluente del Gange. Avendo in questo modo introdotto due tematiche, del messaggio ecologista di fondo e l&#8217;interattivit\u00e0 a beneficio dei visitatori, che avrebbero costituito in seguito dei punti ricorrenti della sua visione d&#8217;artista. Cos\u00ec efficacemente agevolati a concretizzarsi in quello che potremmo definire come il primo indiscutibile successo internazionale, la creazione nel 2012 presso il Palais de Tokyo di Parigi dell&#8217;opera Bordel Monstre, una visione del tutto fuori controllo di assi di legno, pallet dimenticati, vortici di materiali da costruzione rimediati e cumuli di carta straccia, circondati da grafemi senza logica apparente tracciati su pareti e pavimento mediante l&#8217;uso delle bombolette di vernice spray. Un ambiente pensato per essere sperimentato direttamente, toccato e percepito con tutti i sensi, mentre ci si perde nell&#8217;imprecisione geometrica di tutto quello che pu\u00f2 derivare dalla dolorosa percezione dello status quo vigente. Discussione che ritorna nuovamente al centro nelle ultime creazioni dell&#8217;artista, ove paiono convergere le multiple vie d&#8217;accesso verso il nesso irrinunciabile della questione di fondo. Fino all&#8217;appena presentata Chaal, di nuovo un &#8220;luogo della mente&#8221; da visitare in modo totalmente fisico, presso il Centro Culturale Nita Mukesh Ambani di Mumbai, al centro di un maelstrom di bamb\u00f9 interconnesso nella creazione d&#8217;archi e volute, con l&#8217;aggiunta di tamburi meccanizzati, sonagli ed altri strumenti, concepiti per suonare autonomamente quando qualcuno gli passa accanto. Con veri e propri spazi d&#8217;ascolto, simili ad amache, ove apprezzare ed in qualche modo tentare di dare un senso alla cacofonia eminente. Una trasversale via d&#8217;accesso, se vogliamo, ad un possibile stato di consapevolezza tanto collaterale quanto tasformativa del nostro rapporto con tutto ci\u00f2 che siamo inclini a definire &#8220;di scarto&#8221;.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GKVgCzQFg7c?si=39wSqD4IsrmBAVHp\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Venu-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-40065\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Venu-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Venu-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Venu-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/04\/Asim-Waqif-Venu.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>A completare questa breve rassegna di una mera piccola parte delle creazioni di Waqif (il cui catalogo completo \u00e8 disponibile <a href=\"https:\/\/asimwaqif.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sul suo sito ufficiale<\/a> ed include opere dal tono pacifista, create con residuati o scarti bellici di provenienza principalmente mediorientale) appare utile menzionare almeno un paio di citazioni che permettono di comprendere il suo rapporto con il mondo formale dell&#8217;arte ed il tipo di messaggio che, fondamentalmente, egli intende veicolare ormai da decadi di febbrile intento. La prima, una sorta di augurio metareferenziale e per certi versi sedizioso: &#8220;Vorrei indurre i ricchi a mettere nei propri lussuosi salotti dei letterali cumuli di rifiuti.&#8221; E la seconda in risposta ad un giornalista che aveva chiesto, durante una sua mostra internazionale, quale fine avrebbe fatto la materia prima utilizzata dopo il concludersi della kermesse. Al che, l&#8217;artista sorridente: &#8220;Finir\u00e0 in discarica, naturalmente. Almeno che qualcuno sia abbastanza folle da pagare soldi veri per possederla.&#8221; Il che, anche accantonando la modestia pi\u00f9 o meno fittizia che pu\u00f2 sostenere una simile visione delle cose, appare innegabilmente conduttivo alla missione implicita dei suoi gesti pregressi. Abbassare alternativamente la cima della torre, oppure alzare il ciglio superiore del grande flusso antistante. Finch\u00e9 tuffarsi non sia pi\u00f9 effettivamente necessario. Allorch\u00e9 galleggeremo nel superfluo che dilaga, tutti quanti, alla stessa identica maniera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ineffabile presenza del Divino \u00e8 spesso resa manifesta da fattori di contesto accidentali, circostanze atipiche o di tipo transitorio. 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