{"id":39864,"date":"2024-03-26T06:04:53","date_gmt":"2024-03-26T05:04:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39864"},"modified":"2024-03-26T06:08:53","modified_gmt":"2024-03-26T05:08:53","slug":"morte-vita-e-metamorfosi-del-coleottero-che-crede-nellamore-materno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39864","title":{"rendered":"Morte, vita e metamorfosi del coleottero che crede nell&#8217;amore materno"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/db2DT5VuX7Y?si=ok97_5sEnEutgjJs\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/American-Burying-Beetle-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39865\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/American-Burying-Beetle-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/American-Burying-Beetle-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/American-Burying-Beetle-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/American-Burying-Beetle.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si tratta di scovare l&#8217;odore di una piccola carcassa, nessuno \u00e8 pi\u00f9 efficiente del <em>Nicrophorus americanus<\/em>, onorato rappresentante di una categoria d&#8217;insetti che gli antichi Egizi giudicavano connessa alla divinit\u00e0 suprema. Questo perch\u00e9 la versione americana dello scarabeo sacro, che avvicinava metaforicamente la palla di sterco al disco incandescente del sommo Ra, non ha particolari preferenze per le deiezioni di altri esseri biologici bens\u00ec l&#8217;intero corpo fisico lasciato indietro successivamente al trapasso: l&#8217;insensibile, inamovibile residuo degli animati uccelli, topi o altri mammiferi del sottobosco. Eppur mai inutili, anche dopo essere stati abbandonati dalla vivida scintilla dell&#8217;esistenza. Essendo un concentrato estremamente apprezzabile, per chi non \u00e8 incline a formalizzarsi, di nutrienti calorie pronte ad essere fagocitate. Per se stessi e caso vuole, la nutrita, brulicante schiera della sua prole. Come ed ancor pi\u00f9 di molti altri esponenti di quell&#8217;ordine, lo scarabeo &#8220;seppellitore&#8221; \u00e8 infatti una creatura emimetabola ovvero adattata a condurre una prima fase della propria esistenza in forma sotterranea\/ipogea, prima di affrontare una metamorfosi completa in grado di donargli tra le altre cose un efficiente paio di ali ed elitre capaci di proteggerle dagli urti accidentali. Ma \u00e8 su come riesca a garantire, ogni volta, la riuscita di un processo tanto lungo e laborioso, che si basa il suo effettivo nome in termini di linguaggio comune, risalente all&#8217;epoca in cui era praticamente ovunque sulla Costa Occidentale e buona parte dell&#8217;entroterra statunitense. Nato dall&#8217;osservazione del momento in cui effettivamente trova la propria notevole fonte di sostentamento. Dando inizio, piuttosto che portando a conclusione l&#8217;opera che pu\u00f2 costituire il solenne coronamento del suo stile di vita. Se c&#8217;\u00e8 allora uno agente dell&#8217;ordine davvero efficiente, tra la schiera di creature non pi\u00f9 lunghe di 45 mm, egli ne costituisce senza dubbio l&#8217;esempio maggiormente apprezzabile tra la sfera biologica corrente. Per il modo in cui, dopo aver chiamato sulla scena una degna partner riproduttiva mediante l&#8217;uso di specifici feromoni, la coppia inizier\u00e0 sapientemente a muovere il defunto fondamento della propria nascente vita domestica. Fino al punto ove la terra sia abbastanza friabile, per mettersi a scavare e seppellirne le rigide membra: un&#8217;operazione ingegneristica, quest&#8217;ultima, tutt&#8217;altro che semplice per creature fino a 150 volte pi\u00f9 piccole dell&#8217;eventuale ratto bersaglio di tali attenzioni. Le quali ben conoscono i vantaggi di rimuovere un tale tesoro dal ciclo attivo degli altri saprofagi o eventuali predatori di striscianti agenti della decomposizione. Nascondendolo dove nessuno, tranne loro stessi, potr\u00e0 scegliere di agire indisturbato per le prossime settimane o mesi di febbrile attenzione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/p-VXgtdv19s?si=-8quugcDk6f09K8k\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Burying-Beetle-Study-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39866\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Burying-Beetle-Study-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Burying-Beetle-Study-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Burying-Beetle-Study-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Burying-Beetle-Study.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nicroforo nella sua forma adulta, anche detto occasionalmente scarabeo <em>sexton<\/em> o &#8220;sacrestano&#8221; \u00e8 dunque una creatura dall&#8217;aspetto altamente distintivo caratterizzata da colorazione aposematica arancione e nera. Questo nonostante l&#8217;assenza di particolari strategie difensive o sostanze chimiche per l&#8217;autodifesa, analogamente a quanto avviene per gli altri membri della famiglia dei Silphidae, associate dal punto di vista etimologico agli spirti della foresta teorizzati da Paracelso. Per l&#8217;iniziativa degli studiosi che nel XIX secolo, per primi, si avvicinarono alla classificazione in due generi distinti di questo cuneo evolutivo dedicato allo sfruttamento di un cos\u00ec specifico, nonch\u00e9 funzionale espediente. Il che fa di loro degli specialisti nella consumazione di carogne, bench\u00e9 molti potrebbero rimanere sorpresi dall&#8217;abilit\u00e0 che lo scarabeo dimostra anche nella caccia e fagocitazione di altri insetti vivi, grazie alle sue mandibole simili a una tenaglia seghettata capace di smembrare la preda di turno. In maniera ancora impraticabile per la forma larvale del tutto simile ad un verme bigattino di mosca, pallido e famelico, bench\u00e9 la storia della propria crescita risulti essere notevolmente diversa. Ci\u00f2 in quanto il sexton \u00e8 dotato di un istinto genitoriale estremamente raro nella classe degli insetti, per lo meno al di fuori della categoria degli imenotteri eusociali che custodiscono e proteggono i propri nuovi nati fino al raggiungimento di un ruolo utile nella conservazione della colonia. Laddove il nostro protagonista di oggi, successivamente alla deposizione delle uova nella carcassa da parte della femmina, non le abbandona bens\u00ec continua a proteggerle, arrivando a ricoprire il topo o uccello morto con una speciale secrezione antibatterica. E provvedendo a rimuovere (mangiandoli) eventuali altri mangiatori striscianti o zampettanti di ci\u00f2 che un tempo costituiva a sua volta un membro operativo di questa Terra, per poi procedere a rigurgitare, successivamente alla schiusa, parte di quei nutrienti bocconi sulla schiera dei vermetti pallidi che ama sopra ogni altra cosa. Questo per un periodo di circa un mese e fino all&#8217;apice dell&#8217;estate, quando ormai trasformatisi in pupe quasi totalmente indipendenti, le forme giovanili dello scarabeo emergeranno con entusiasmo dal proprio appartamento peloso e ormai quasi del tutto consumato. Andando in cerca del pegno necessario al nuovo inizio del saliente ciclo, una mansione per la quale risultano perfettamente equipaggiati, vista la notevole abilit\u00e0 nel volo che li porta a percorrere anche una chilometro nel corso di una singola notte di accurata perlustrazione. Notevole anche la convivenza simbiotica con minuscoli acari del genere <em>Poecilochirus<\/em>, i quali trasportati a destinazione dello scarabeo provvederanno a loro volta a divorare le uova dei vermi pre-esistenti contenuti eventualmente nella carcassa. Spianando la strada ai nuovi venuti e i figli che si stanno premurando di mettere al mondo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/p-VXgtdv19s?si=-8quugcDk6f09K8k\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Nicrophorus-Observation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39867\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Nicrophorus-Observation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Nicrophorus-Observation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Nicrophorus-Observation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Nicrophorus-Observation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trattandosi di creature da una storia della vita tanto specifica ed accuratamente pianificata, quasi costruita sulla base di un copione ben strutturato, i <em>Nicrophorus <\/em>costituiscono i bersagli tristemente esposti di qualsiasi variazione dei fattori ambientali vigenti. Tanto da essere andati incontro, nel corso delle ultime generazioni, ad una riduzione molto significativa della propria popolazione totale un tempo diffusa nell&#8217;intero continente nordamericano, in forza di numerosi indesiderabili eventi: l&#8217;aumento dell&#8217;uso dei pesticidi, con conseguente contaminazione delle carcasse, la diminuzione di quest&#8217;ultime per via della riduzione degli habitat non occupati dagli esseri bipedi e perci\u00f2 ancora inerentemente adatti ad animali pi\u00f9 imponenti di una formica, ape o vespa. Per non parlare dell&#8217;aumento di altre popolazioni d&#8217;invertebrati saprofagi come unici veri vincitori dell&#8217;Antropocene, concorrenti problematici qualora in grado di raggiungere un animaletto defunto prima della propria sepoltura per mano degli scarabei. Soprattutto se presenti in quantit\u00e0 tale da portarlo ad abbandonare una dimora possibile, per decollare alla ricerca non sempre garantita di un&#8217;altra. D&#8217;altra parte non \u00e8 sempre possibile l&#8217;esecuzione senza falla di un piano ben collaudato. E certe volte un fato sconveniente, o la buona sorte di una terza parte, pu\u00f2 portare chi ha prerogative esplicite a un fondamentale cambiamento di obiettivi. Dalla prosperit\u00e0 alla mera, e complicata sopravvivenza. In un ambito in cui l&#8217;uomo, anche volendo sfruttarne a oltranza l&#8217;utilit\u00e0 spesso evidenziata nelle serie TV nell&#8217;entomologia medico-criminale, al fine di determinare l&#8217;ora e data precisa di un decesso, potrebbe fare veramente molto poco per aiutarlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si tratta di scovare l&#8217;odore di una piccola carcassa, nessuno \u00e8 pi\u00f9 efficiente del Nicrophorus americanus, onorato rappresentante di una categoria d&#8217;insetti che gli antichi Egizi giudicavano connessa alla divinit\u00e0 suprema. 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