{"id":39844,"date":"2024-03-23T06:09:05","date_gmt":"2024-03-23T05:09:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39844"},"modified":"2024-03-23T06:14:12","modified_gmt":"2024-03-23T05:14:12","slug":"cosi-costruimmo-unalta-torre-con-i-teschi-dei-nostri-nemici-ben-presto-comprendemmo-la-portata-del-nostro-errore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39844","title":{"rendered":"Cos\u00ec costruimmo un&#8217;alta torre con i teschi dei nostri nemici. Ben presto, comprendemmo la portata del nostro errore&#8230;"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/t3ZcT55uBSQ?si=9B9WdMcTuJ2A_MX1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Cele-Kula-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39845\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Cele-Kula-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Cele-Kula-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Cele-Kula-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Cele-Kula.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L&#8217;orrore della guerra, per tutte le sue implicazioni materialistiche immanenti, \u00e8 un ricordo che svanisce molto presto nella mente delle ulteriori generazioni, possibilmente accantonato in favore di concetti maggiormente utili all&#8217;organizzazione di uno stato semplice da amministrare. Forse per questo \u00e8 tanto tipica la costruzione di monumenti, statue, memoriali in grado di attraversare intonsi le pesanti decadi, offrendo un punto di vista persistente sui sacrifici e le gesta dei nostri padri. Soltanto non succede, nella maggior parte dei casi, che sia stato il nemico a farlo! Come a Ni\u0161, citt\u00e0 situata in quella che oggi potremmo definire la Serbia sud-occidentale, ove da oltre due secoli sorge, in una forma progressivamente rovinosa, il pi\u00f9 notevole esempio di necropoli verticale al mondo. Da ogni aspetto pratico una torre, il cui scopo originale non era certo quello di onorare alcunch\u00e9; fatta eccezione, se vogliamo, per l&#8217;autorit\u00e0 del sultano a Constantinopoli. Supremo dominatore, secondo il prospetto dell&#8217;Impero Ottomano, dell&#8217;intera parte orientale d&#8217;Europa incluso questo martoriato paese. Almeno fino ad un evento che nessuno, formalmente, avrebbe potuto prevedere. Bench\u00e9 fossero in molti ad averne percepito l&#8217;eventualit\u00e0, quando finalmente il 15 dicembre del 1801, un gruppo di giannizzeri a Belgrado ritenne fosse giunta l&#8217;ora di dichiararsi indipendenti, cominciando dall&#8217;assassinio del proprio pasci\u00e0 e per buona misura, un certo numero di duchi e capi regionali di nazionalit\u00e0 Serba, che supervisionavano l&#8217;amministrazione del paese occupato. Fu sotto molti punti di vista, l&#8217;inizio della fine, con una serie di battaglie condotte dai locali sotto il comando di un abile comandante, l&#8217;ex-mercante di bestiame \u0110or\u0111e Petrovi\u0107, destinato a passare alla storia con il soprannome di Kara\u0111or\u0111e. Colui che credeva, come l&#8217;Imperatore di Francia, al diritto del popolo all&#8217;indipendenza ma sotto una monarchia assoluta intitolata a lui soltanto. Il che non piacque alquanto prevedibilmente al sultano Mahmud II, che superato il lungo periodo della crisi politica e gli assassinii che l&#8217;avevano portato al potere, invi\u00f2 nel 1809 il suo Pasci\u00e0 Hurshid Amed per sedare la persistente ribellione, alla testa di un&#8217;armata dalle molte migliaia di soldati armati di tutto punto. Ci furono diversi scontri, dunque, in cui gli abili comandanti serbi, conoscendo meglio territorio, prevalsero contro gli Ottomani: a Ivankovac e Misar, respingendo gli armigeri ostili fino al presidio fortificato di \u010cegar, presso quella che prende oggi il nome di citt\u00e0 di Ni\u0161. Ma gli approvvigionamenti erano complicati, anche per le divisioni di vedute all&#8217;interno dell&#8217;esercito ribelle, tanto che mentre i circa 10.000 serbi assediavano i turchi all&#8217;interno della loro fortezza, questi ultimi ricevettero un rinforzo di 20.000 soldati dalla Rumelia. Immantinente i feroci combattimenti si spostarono sulle colline antistanti, ove un giovane e coraggioso comandante dell&#8217;odierna Svilajnac, gi\u00e0 trionfatore delle prime fasi del conflitto, si trov\u00f2 circondato con gli uomini della propria brigata all&#8217;interno di una trincea insanguinata. Frangente disperato nel quale, ben conoscendo le terribili torture e l&#8217;impalamento che la casa di Osman riservava ai suoi traditori, egli ebbe l&#8217;ispirazione d&#8217;impugnare la propria pistola. E pronunciando le salienti parole: &#8220;Salvatevi, fratelli, se potete e volete farlo. Chi rester\u00e0 al mio fianco morir\u00e0!&#8221; Spar\u00f2 contro un deposito di munizioni, causando una catastrofica e roboante detonazione.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/kniKDg1fUwA?si=Nl5KgJrlkQKbBoix\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Serbian-Chapel-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39847\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Serbian-Chapel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Serbian-Chapel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Serbian-Chapel-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Serbian-Chapel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La morte lavor\u00f2 alacremente in quel fatidico giorno. Con perdite ingenti da entrambe le parti, la battaglia cess\u00f2 in maniera pressoch\u00e9 istantanea, con ingenti perdite anche dalla parte dei vincitori, mentre il popolo di Ni\u0161 tornava nuovamente sotto l&#8217;autorit\u00e0 dell&#8217;Impero Ottomano. Ma il terrore non era ancora finito, giacch\u00e9 il Pasci\u00e0 Hurshid, infiammato dalla rabbia e il desiderio di salvare il proprio onore, decret\u00f2 l&#8217;ottenimento di un tributo terribilmente dissacratorio, a carico di coloro che avevano combattuto e perso per la causa ostile all&#8217;autorit\u00e0 concessa dal suo sovrano. Egli ordin\u00f2 dunque ai soldati serbi superstiti di tagliare sistematicamente la testa dei propri commilitoni periti sul campo di battaglia. Ed impiegando una tecnica ben nota agli Ottomani, procedette a scarnificarne i crani, bollendoli e trasformandoli in perfette effigi di morte. Quindi, dopo averne inviato un campione a Mahmud II, con un gesto particolarmente macabro fece erigere una torre in pietra d&#8217;arenaria e marmo dell&#8217;altezza di 4,5 metri. Nelle cui pareti furono incorporati, alquanto incredibilmente, 952 teschi in 14 file sovrapposte. Per incutere idealmente, in maniera sempiterna, l&#8217;assoluto terrore nei cuori di coloro che credevano di potersi ribellare al potere assoluto. Non ci volle molto, tuttavia, perch\u00e9 gli eredi del Pasci\u00e0 iniziassero ad odiare tale struttura. Punto focale dell&#8217;odio comunitario nei loro confronti, nonch\u00e9 una tomba destinata a diventare sacra nel giro di appena un paio di generazioni, costituendo la meta di un pellegrinaggio continuativo da parte di aspiranti patrioti e sediziosi nei confronti delle forze di occupazione. Tanto che, gi\u00e0 nel 1861, anni dopo l&#8217;istituzione del principato semi-indipendente della Serbia grazie al successore di Kara\u0111or\u0111e ed il ritiro dei gran parte degli eserciti turchi, l&#8217;ultimo Pasci\u00e0 di Ni\u0161, Ahmed Shefik Midhat, aveva dato l&#8217;ordine di smantellare il monumento. I teschi furono allora rimossi e in buona parte seppelliti, ma ci\u00f2 non si rivel\u00f2 essere abbastanza, quando 17 anni dopo al ritorno trionfale dell&#8217;Esercito Reale Serbo nella citt\u00e0, uno dei primi atti compiuti consistette nel parziale restauro della \u0106ele kula (Torre dei teschi) provvedendo all&#8217;erezione di un tardivo baldacchino sormontato da una croce per proteggerla dagli elementi. Fu in questa guisa, in particolare, che essa venne dipinta innumerevoli volte nei quadri delle opere degli autori realisti e nazionalisti, mentre i poeti la impiegavano come potente metafora del sacrificio compiuto da coloro che credevano nella fondazione di un paese autonomo e capace di determinare il suo destino. Assieme al tipo d&#8217;identit\u00e0 nazionale che avrebbe causato, in seguito, tanti scompensi e problematiche nello scenario altamente volatile dell&#8217;Est Europa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7aU3JJ-DZxI?si=CUQIIKG7SDNXawzr\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Reconstruction-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39846\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Reconstruction-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Reconstruction-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Reconstruction-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Skull-Tower-Reconstruction.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Entro il 1892, la torre ormai parzialmente erosa e con la stragrande maggioranza dei teschi assenti, dopo essere stati prelevati negli anni da familiari e discendenti che credevano di aver riconosciuto un loro caro, venne infine circondata da una solida cappella, progettata dall&#8217;architetto Dimitrije T. Leko. Questa fu rinnovata pi\u00f9 volte nel corso del secolo successivo, con l&#8217;aggiunta di un busto di Sin\u0111eli\u0107, una vetrina in evidenza con quello che viene ritenuto essere il suo teschio ed una placca recante la dicitura dedicata: &#8220;Ai primi liberatori della Serbia dalla battaglia del Kosovo&#8221; (conflitto medievale risalente al 1389). <br>Per tornare dunque brevemente alle conseguenze della battaglia, l&#8217;ambizioso leader Kara\u0111or\u0111e,\u00a0fallito il suo progetto entro la fine del 1812 venne isolato dagli alleati russi ed in assenza di un&#8217;amnistia a suo nome fu costretto a varcare il confine dell&#8217;Austria. Inizialmente arrestato e quindi rilasciato, cerc\u00f2 di costruirsi una vita civile nella regione dell&#8217;odierna Moldovia, ma inevitabilmente avvert\u00ec il richiamo della seconda ribellione serba, destinata ad ottenere sotto il comando del principe Milo\u0161 Obrenovi\u0107 le condizioni di parziale indipendenza che lui stesso aveva scelto di rifiutare anni prima. Cos\u00ec l&#8217;eroe che aveva ormai fatto il suo tempo, ospitato falsamente dal voivoda serbo Vujica Vuli\u0107evi\u0107, venne messo a morte in gran segreto nel 1817 presso la foresta di Radovanje Grove, affinch\u00e9 non potesse fomentare gli animi impedendo il ritorno ad una situazione di stabilit\u00e0 nazionale. Perito in un luogo e condizioni troppo differenti, il suo teschio non ebbe mai l&#8217;occasione di ricongiungersi sopra la \u0106ele kula a quello del suo vecchio amico Sin\u0111eli\u0107. Diversi tra i suoi discendenti, in seguito, se ne sarebbero rammaricati. Le cose nel frattempo, per la Serbia ed il suo popolo, sarebbero migliorate. Prima di peggiorare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;orrore della guerra, per tutte le sue implicazioni materialistiche immanenti, \u00e8 un ricordo che svanisce molto presto nella mente delle ulteriori generazioni, possibilmente accantonato in favore di concetti maggiormente utili all&#8217;organizzazione di uno stato semplice da amministrare. Forse per questo \u00e8 tanto tipica la costruzione di monumenti, statue, memoriali in grado di attraversare intonsi le &#8230; <a title=\"Cos\u00ec costruimmo un&#8217;alta torre con i teschi dei nostri nemici. Ben presto, comprendemmo la portata del nostro errore&#8230;\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39844\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Cos\u00ec costruimmo un&#8217;alta torre con i teschi dei nostri nemici. 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