{"id":39771,"date":"2024-03-09T06:07:56","date_gmt":"2024-03-09T05:07:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39771"},"modified":"2024-03-09T06:08:01","modified_gmt":"2024-03-09T05:08:01","slug":"la-struttura-di-richat-mistero-geologico-di-un-occhio-gigantesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39771","title":{"rendered":"La struttura di Richat: mistero geologico di un occhio gigantesco"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zchA8VOSBhU?si=zLdFDRfUD74I5vXc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39774\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Difficile pu\u00f2 risultare la presa di coscienza, ed invero alquanto controintuitiva, che la Terra possiede un davanti e un dietro, testa e piedi, parte frontale della sua facciata ed un retro esteriormente meno interessante. Almeno un occhio. E un ombelico. Ma quale dei due risulti situato in Mauritania, nel punto forse pi\u00f9 isolato dell&#8217;intero deserto del Sahara, non \u00e8 necessariamente facile da determinare, poich\u00e9 questa \u00e8 una realizzazione interconnessa strettamente al proprio gusto soggettivo in campo metaforico \u00e8 la suggestione immaginaria che deriva dalla vista e presa di coscienza di un paesaggio (in chiari termini) &#8230;Alieno. Quasi nessun mammifero o lucertola lo abita. Ben pochi uccelli osano sorvolarlo. Come si trattasse di un centro energetico percorso dalle onde di un generatore ignoto. O l&#8217;impatto di un macigno cosmico, nella maniera lungamente sospettata, che ha lasciato eternamente impresso il susseguirsi di una serie d&#8217;increspature concentriche nello stagno dell&#8217;Esistenza. Ci\u00f2 bench\u00e9 la cosiddetta struttura di Richat risulti, in base al tipo di studi condotti in epoca contemporanea, dall&#8217;occorrenza di un tipo di fenomeni interni al sottosuolo. Il che rientra, per quanto possibile, nell&#8217;impressione che tende a restituire. Sostanzialmente un&#8217;area circolare di roccia sedimentaria variamente erosa, del diametro di 40 chilometri, posto a disegnare la figura equivalente di una palpebra o cratere. Con all&#8217;interno un altro, e un altro ancora. Situata nella regione di Adrar vicino al centro abitato di Ouedane, nel cui dialetto la parola r\u012b\u0161\u0101t vuole dire &#8220;piuma&#8221;, con un&#8217;origine etimologica del toponimo particolarmente difficile da determinare. Composta dal punto di vista geologico da un susseguirsi di rocce ignee intrusive ed estrusive, tra cui gabbri, kimberliti, carbonatiti ed ammassi tufacei che poggiano sopra una vasta superbreccia sedimentaria, l&#8217;anomalia risulta consistente con la parte esposta agli elementi di un antico maars, ovvero la risultanza paesaggistica di un eruzione di tipo freatico-magmatico. La cui occorrenza cronologica, in base alla datazione delle pietre sottoposte a pi\u00f9 approfondita analisi, parrebbe attorno ai 94-104 milioni di anni fa, bench\u00e9 nessuno sembrasse averne posto in evidenza l&#8217;esistenza almeno fino alla met\u00e0 del secolo scorso. Questo perch\u00e9 come potrebbe avvenire per un cerchio del grano 100 volte pi\u00f9 grande, risulta essere praticamente impossibile notare l&#8217;effettivo aspetto del sito finch\u00e9 non lo si osserva da posizione sopraelevata, ed in questo caso specifico, particolarmente distante. Tanto che dopo le prime descrizioni scientifiche tra gli anni &#8217;30 e &#8217;40, con uno studio di Richard-Molard che ebbe l&#8217;intuizione di definirlo, per l&#8217;appunto, &#8220;ombelico&#8221; le fotografie capaci di supportare l&#8217;idea sarebbero giunte soltanto nel 1965, grazie ai due astronauti McDivitt e White a bordo della missione Gemini 4. Probabilmente inclini a rimanere senza parole, di fronte alle incredibili eccezioni compiute dalla natura&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/a9_Qmc7bCGo?si=NvkXKh7Fp1qNrRtD\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-Exploration-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39773\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-Exploration-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-Exploration-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-Exploration-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-Exploration.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dopo un lungo periodo di ipotesi appena accennate e frequentemente in diretto contrasto, non prima dell&#8217;inizio degli anni 2000 si sarebbe dunque giunti ad un catalogo di cause valide ad istituire un contesto valido di approfondimento. Esse includono in primo luogo l&#8217;idea di un anticlino, ovvero una piega degli strati rocciosi per infiltrazione magmatica con convessit\u00e0 rivolta verso l&#8217;alto, propensa ad esporre in modo progressivo gli strati sottostanti cos\u00ec da creare l&#8217;evidente disegno. Mentre alternativamente ed in maniera pi\u00f9 semplice, il concetto alla base di un simile fenomeno potrebbe venire rintracciato nel moto tettonico dei continenti, potenzialmente accompagnato da un tipo di attivit\u00e0 magmatica ormai impossibile da determinare. Laddove una terza ragione d&#8217;esistenza, in linea di principio, potrebbe figurare nel fenomeno del diapiro di sale, ulteriore emersione del sostrato che ha l&#8217;origine nella minore densit\u00e0 media dei minerali composti almeno in parte da tale sostanza. Rocce destinate, in seguito, a mescolarsi e confondersi con lo strato superficiale pre-esistente. In una regione la cui datazione mineralogica risale fino ai 541 milioni di anni, quando la Terra era ancora suddivisa nei due supercontinenti originati dalla Rodinia, il cui futuro accostamento avrebbe conferito l&#8217;opportunit\u00e0 di esistere alla ben pi\u00f9 popolare Pangea. Questo perch\u00e9 molto meno interessante risultava essere in quell&#8217;epoca il nostro pianeta, con le uniche forme di vita individuabili nei primi organismi multicellulari all&#8217;interno di oceani scarsamente abitati.<br>Sussiste tuttavia un altro spunto di approfondimento cronologico, che rende la struttura di Richat rilevante anche nello studio della Preistoria umana. Ci\u00f2 a causa della quantit\u00e0 non trascurabile di manufatti pre-acheuliani in pietra, possibilmente risalenti al tardo Neolitico e disposti prevalentemente nell&#8217;anello esterno dell&#8217;occhio, dove trovavano posto dei possibili antichi territori di caccia o siti d&#8217;estrazione mineraria. Dovete considerare, a tal proposito, come all&#8217;epoca il Sahara settentrionale avesse un clima molto meno arido, con la sua trasformazione in deserto databile ad &#8220;appena&#8221; 10.000-5.000 anni prima della data corrente. Il che permette, nel presente discorso, di mettere in prospettiva quanto lunghi e graduali siano i processi geologici e tutto ci\u00f2 che ne deriva, rispetto alla trasformazione climatica di intere regioni della Terra. Un&#8217;ultima e forse la pi\u00f9 ambiziosa delle ipotesi trarrebbe infine l&#8217;origine dalla disposizione in cerchi concentrici degli strati esposti di Richat, in qualche modo ricondotta dagli autori contemporanei della pseudoscienza alla possibilit\u00e0 che proprio qui sorgesse la citt\u00e0 di Atlantide, cos\u00ec disposta in base all&#8217;approfondita descrizione che ne fece Platone. Il che appare ragionevolmente poco probabile vista la distanza dall&#8217;oceano, l&#8217;assenza d&#8217;inondazioni pregresse ed anche di particolari elementi strutturali menzionati in modo esplicito, come un lungo canale scavato ad attraversare i quartieri della citt\u00e0 perduta. Non che tali considerazioni sembrino aver smorzato in alcun modo l&#8217;entusiasmo dei cultori di tale idea.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uXaI4mtYtaE?si=rd2sb0vUCIhrW48R\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-Archeology-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39772\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-Archeology-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-Archeology-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-Archeology-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2024\/03\/Richat-Structure-Archeology.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Alla base di pi\u00f9 di una delusione ricorrente da parte di turisti provenienti da ogni parte del mondo, che raggiunto questo luogo ne scoprono un aspetto totalmente anonimo e privo di alcuna caratteristica osservabile dal livello del terreno, la struttura \u00e8 uno di quei luoghi che dimostrano le proprie qualit\u00e0 soltanto se osservati da quote sufficientemente elevate, bench\u00e9 esso si trovi, per uno scherzo del destino, lontano da qualsiasi rotta commerciale di considerevole importanza. Forse proprio per questo, ad oggi l&#8217;opportunit\u00e0 di osservarlo in modo interattivo trova posto soprattutto nell&#8217;ambito digitale, con strumenti <a href=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/place\/Struttura+di+Richat\/@21.0704677,-11.3800408,46667m\/data=!3m1!1e3!4m6!3m5!1s0xe811f4e324b6875:0xc77fc467300cc46d!8m2!3d21.1146745!4d-11.3942791!16zL20vMDIxNmw5?entry=ttu\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/place\/Struttura+di+Richat\/@21.0704677,-11.3800408,46667m\/data=!3m1!1e3!4m6!3m5!1s0xe811f4e324b6875:0xc77fc467300cc46d!8m2!3d21.1146745!4d-11.3942791!16zL20vMDIxNmw5?entry=ttu\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">come Google Earth<\/a> o il simulatore di volo della Microsoft, che utilizza immagini satellitari. Mentre esso figura ai margini della cultura popolare assai probabilmente proprio grazie allo strategico Civilization 6, dove l&#8217;occhio appare come meraviglia naturale, che aumenta l&#8217;<em>appeal<\/em> di un luogo permettendo al tempo stesso la produzione di risorse scientifiche addizionali. Nient&#8217;altro che una meccanica di gioco, tuttavia riconducibile a considerazioni collaterali evidenti. Quale migliore incoraggiamento sussiste al progresso, d&#8217;altra parte, che interrogarsi sulle imprescindibili meraviglie che affollano l&#8217;Universo? Anche quando non \u00e8 facile catturarle all&#8217;interno di un singolo sguardo. Dopo tutto \u00e8 proprio a questo che serve l&#8217;immaginazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Difficile pu\u00f2 risultare la presa di coscienza, ed invero alquanto controintuitiva, che la Terra possiede un davanti e un dietro, testa e piedi, parte frontale della sua facciata ed un retro esteriormente meno interessante. Almeno un occhio. E un ombelico. 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