{"id":39291,"date":"2023-12-18T06:14:10","date_gmt":"2023-12-18T05:14:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39291"},"modified":"2023-12-18T06:14:15","modified_gmt":"2023-12-18T05:14:15","slug":"invito-a-pranzo-con-lingegnoso-costruttore-giapponese-degli-spaghetti-volanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39291","title":{"rendered":"Invito a pranzo con l&#8217;ingegnoso costruttore giapponese degli spaghetti volanti"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FgN2jdQg25g?si=RQTj4cEog7qyrw5F\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Shigeharu-Takeuchi-Food-Sample-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39293\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Shigeharu-Takeuchi-Food-Sample-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Shigeharu-Takeuchi-Food-Sample-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Shigeharu-Takeuchi-Food-Sample-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Shigeharu-Takeuchi-Food-Sample.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Le cibarie conturbanti poste sottovetro per le strade di Tokyo possiedono un fascino che aspira all&#8217;impossibile perfezione: sushi, ramen, pesce fritto, bistecche, cavoli, dolciumi&#8230; Ciascun singolo elemento colorato come in un dipinto, immutabile quanto un esempio prelevato raffigurato su di un libro di ricette preparato con l&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale. Ma se un gorilla affamato, sfuggito accidentalmente dallo zoo, dovesse infrangere la barriera trasparente che separa gli ingredienti dal desiderio, esso andrebbe incontro a una sgradevole sorpresa, immantinente. Poich\u00e9 la paraffina e cera, il cloruro di polivinile (PVC) e la vernice per l&#8217;aerografo di oggi non hanno il buon sapore di una volta. E per quanto sia possibile mangiare un qualche cosa con gli occhi, non \u00e8 tipico degli esseri viventi riuscirne a trarne un valido nutrimento. Mentre procede per strade celebri tra i <em>foodies<\/em> come Yanaka Ginza, Tsukishima Monja o i dintorni dell&#8217;inconfondibile mercato del pesce di Tsukiji, l&#8217;ipotetico primate affamato finirebbe per imbattersi in particolari manifestazione che neppure lui, con il coraggio animalesco ereditato dalle pregresse generazioni nate e cresciute nella foresta, avrebbe la predisposizione istintiva a fagocitare. C&#8217;\u00e8 un fantasma d&#8217;altra parte, una sorta di surreale poltergeist, che si manifesta presso questo tipo di localit\u00e0 ed istituzioni. Il suo agire non ha forma, ma dimostra l&#8217;efficacia di una tipica e comune contingenza: un paio di bacchette o perch\u00e9 no, la nostra familiare forchetta d&#8217;Occidente, si sollevano magicamente dal piatto. Mentre il cibo contenuto al suo interno, nella maggior parte dei casi una pasta lunga o il tipico soba d&#8217;Oriente, tende necessariamente a seguirlo. L&#8217;effetto \u00e8 surreale eppure stranamente accattivante. Ma l&#8217;essere sovrannaturale, sospeso tra il sollevamento e il trionfo gastronomico, non porta mai conclusione il suo gesto. Inducendo il fascino che stimola il fondamentale appetito delle persone.<br>Il che permette, accantonando ci\u00f2 che sembra per spostarci dritti verso il nocciolo della questione, di evocare a buon ragione il nome di un esperto creativo di queste parti; Shigeharu Takeuchi, maestro di quell&#8217;arte che prende il nome di \u98df\u54c1\u30b5\u30f3\u30d7\u30eb (<em>shokuhin sampuru<\/em>) essenzialmente consistente della costruzione artificiale di pietanze, in materiali non deperibili, da usare come esca invitante per i possibili clienti della propria istituzione cibaria. Ristorante, bar. caffetteria, bancarella o persino carretto itinerante, ci\u00f2 non ha importanza. Tutti, nel Giappone dei topi elettrici ed i fieri combattenti praticanti di un antico codice d&#8217;onore, hanno familiarit\u00e0 con tale caratteristico approccio al pubblico da parte dei preparatori del loro cibo. Ed hanno potenzialmente visto, nel corso delle sue reiterate partecipazioni televisive ed i concorsi vinti all&#8217;interno del suo settore, un&#8217;opera di questo vero e proprio artista della manualit\u00e0, con oltre cinque decadi d&#8217;esperienza nella costruzione di un qualcosa in grado di affascinare e catturare le papille contenute all&#8217;interno della cavernosa e prevedibile bocca degli umani&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0Bfkr0EXG1E?si=spj6Sx3QbmxWrT55\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Shokuhin-Sampuru-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39294\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Shokuhin-Sampuru-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Shokuhin-Sampuru-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Shokuhin-Sampuru-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Shokuhin-Sampuru.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Uno degli exploit pi\u00f9 famosi di Takeuchi fu la vittoria in uno show televisivo in cui venne chiesto alle mogli di alcuni giudici gastronomici quali fossero i biscotti pi\u00f9 appetitosi tra quelli dei concorrenti per un t\u00e8 con le amiche. Senza avergli prima spiegato come fossero tutti, nessuno escluso, costruiti con plastica, vernice e cera.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La produzione di campioni di cibo rientra d&#8217;altra parte in quel catalogo ideale di pratiche tipicamente ed esclusivamente giapponesi, frutto della particolare evoluzione culturale di un paese in bilico tra antico e moderno, tra l&#8217;azione e la rimembranza, tra la Terra ed un ipotetico pianeta di universi paralleli latenti. Come spiegare, altrimenti la preponderante presenza di un simile tipo di specchietto per allodole, che in alcun altro luogo, nonostante i tentativi reiterati compiuti nelle decadi trascorse, \u00e8 mai riuscito a emergere dalla condizione dell&#8217;oscura curiosit\u00e0 situazionale? Se non attraverso un susseguirsi casuale di contingenze, derivate dalla storia particolare di un paese, la sua societ\u00e0 e lo stile utilizzato nelle comunicazioni interpersonali condotte all&#8217;interno dei suoi confini sul punto pi\u00f9 estremo dell&#8217;Asia. Si narra nei libri di storia, dunque, che verso la fine dell&#8217;epoca Edo (inizio IX secolo) i ristoratori nazionali avessero scoperto come soprattutto i viaggiatori non amassero dover attendere l&#8217;elenco auditivo delle pietanze disponibili, n\u00e9 leggere le proposte di un men\u00f9, possibilmente popolato d&#8217;ingredienti o terminologia familiare soltanto agli abitanti di ciascuna particolare regione. Dal che l&#8217;idea di porre in mostra piatti pronti da ammirare ed indicare, chiedendone una copia preparata al bisogno. Ma come potrete facilmente immaginare, simili proposte tendevano rapidamente a deperire, quando non giungevano ad attirare l&#8217;attenzione di mosche, formiche o altri poco raccomandabili artropodi di un paese popolato da miliardi d&#8217;insetti. Una soluzione migliore era naturalmente possibile, eppure a nessuno venne in mente d&#8217;implementarla almeno fino al 1917, quando due cose avvennero contemporaneamente. Da una parte a Kyoto, la compagnia Shimazu Manufacturing specializzata nella produzione di modelli anatomici a scopo educativo inizi\u00f2 a produrre, per un&#8217;iniziativa dei due impiegati Usushiro Tsuchida e Sojiro Nishio, una serie dedicata ai corsi di cucina. E dall&#8217;altra Takizo Iwasaki, nella sua residenza rurale a Guji, nella prefettura di Gifu, lasciava cadere accidentalmente sul tatami della cera proveniente da una candela di colore dorato, notando la curiosa somiglianza dei grumi risultanti ad un invitante piatto di tempura di pesce. Cos\u00ec che in entrambi gli ambiti, qualcosa scatt\u00f2 nella mente imprenditoriale di ognuno, iniziando a cercare una possibile applicazione commerciale per le loro risultanti idee. Gli <em>shokuhin sampuru<\/em> tardarono tuttavia a prendere piede, almeno fino ad un famoso e tragico evento: il devastante terremoto del Kanto, destinato nel 1923 a radere al suolo una parte considerevole delle maggiori citt\u00e0 di una delle isole pi\u00f9 popolose al mondo, incluso il quartiere Nihonbashi di quella che fino a un paio di generazioni prima si chiamava ancora Edo, potendo beneficiare delle merci e dei servizi dello storico centro commerciale Shirokiya. Fu dunque tale istituzione, per prima, ad adottare nella sua versione ricostruita una pletora di appetitosi modellini creati in larga parte dalla Shimazu e la Iwasaki Model Manufacturing, fondata nel frattempo a Osaka dall&#8217;omonimo inventore su suggerimento della moglie, rimasta profondamente colpita dal realismo delle sue notevoli omelette di cera. Il genio prototipico era, a quel punto, fuoriuscito dalla bottiglia e nessuno, in tutto il Giappone, avrebbe presto potuto affermare di non subire il fascino conturbante dei campioni di cibo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jBJO6K6rKnY?si=r2kjW8D6fPnA6g5W\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Food-Sample-Factory-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39292\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Food-Sample-Factory-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Food-Sample-Factory-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Food-Sample-Factory-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/12\/Food-Sample-Factory.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nei primi anni del <em>food sampling<\/em> un problema primario fu trovare vernici o materiali che non sbiadissero dopo poche settimane o mesi sotto la luce diretta del sole. Una sfida superata, soltanto in seguito, grazie all&#8217;invenzione contemporanea del PVC.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il ruolo in questa storia del creativo mostrato in apertura, Shigeharu Takeuchi, lo pone non cos\u00ec distante dall&#8217;invenzione di quest&#8217;arte, quando all&#8217;et\u00e0 di soli 18 anni lascia l&#8217;inizio di una fiorente carriera come operaio in campo metallurgico, per cominciare a lavorare in una fabbrica di campioni di cibo nella prefettura di Kagoshima. Ci sarebbe voluto dunque soltanto fino agli &#8217;70 perch\u00e9, raccogliendo l&#8217;esperienza guadagnata e grazie alla propria intrinseca predisposizione imprenditoriale, inaugurasse la sua azienda di nome Food Model Ideas, famosa per un prodotto in particolare: quello che beneficiava dell&#8217;effetto della posata fluttuante, grazie all&#8217;intrigante impiego di uno scheletro in fil di ferro. Pi\u00f9 volte riproposto e modificato, verso la creazione di un tipo di soggetti spesso dinamici o accattivanti; vedi, ad esempio, l&#8217;immagine del riso fatto saltare in padella, eternamente intrappolato sul rapido volgere dei secondi. Un utilizzo particolarmente interessante di quegli stessi materiali a base plastica che, dopo essere diventati indisponibili in Giappone per un lungo periodo nel dopoguerra, avrebbero permesso in seguito l&#8217;evoluzione drastica di cosa fosse possibile vedere, con i propri occhi increduli, nella vetrina di un ristorante. <br>Assieme alla percezione un tempo accantonata di come il cibo pi\u00f9 desiderabile, in Giappone, sia spesso del tutto impossibile da digerire. E che alla fine come ogni altra cosa in questo regno incontrastato della creativit\u00e0 tangibile, ci\u00f2 abbia dato luogo ad nuova e formidabile espressione dell&#8217;arte umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le cibarie conturbanti poste sottovetro per le strade di Tokyo possiedono un fascino che aspira all&#8217;impossibile perfezione: sushi, ramen, pesce fritto, bistecche, cavoli, dolciumi&#8230; Ciascun singolo elemento colorato come in un dipinto, immutabile quanto un esempio prelevato raffigurato su di un libro di ricette preparato con l&#8217;aiuto dell&#8217;intelligenza artificiale. 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