{"id":39180,"date":"2023-11-30T06:11:14","date_gmt":"2023-11-30T05:11:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39180"},"modified":"2023-11-30T06:11:18","modified_gmt":"2023-11-30T05:11:18","slug":"la-creatura-nella-duna-che-squittisce-al-tramonto-nordafricano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39180","title":{"rendered":"La creatura nella duna che squittisce al tramonto nordafricano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xgvcJ4WuejU?si=PBZ0UV9x9gL7o6Nd\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-nest-camera-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39182\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-nest-camera-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-nest-camera-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-nest-camera-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-nest-camera.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Tra i Tuareg del deserto del Sahara esiste un&#8217; espressione idiomatica, comunemente utilizzata per riferirsi alle ore vesperine. Il suo significato in lingua italiana pu\u00f2 essere tradotto come &#8220;L&#8217;ora in cui esce [dalla tana] il gundi.&#8221; Cosa rappresenti, esattamente, questa presenza abitudinaria \u00e8 largamente noto tra le genti della rilevante area geografica. Ma permane avvolto da un sottile senso di mistero per tutti gli altri. Ecco, dunque, la risposta a questa implicita domanda. Il gundi \u00e8 il topo con il pettine, comodamente incorporato tra le dita di entrambe le zampe posteriori, da lui utilizzato ripetutamente per potersi sistemare il lungo e folto pelo, non propriamente n\u00e9 istintivamente associabile a un animale di climi tanto secchi e termicamente elevati. Il gundi \u00e8 una creatura socievole ma battagliera, incline a combattere contro l&#8217;arsura muovendosi come una lucertola, soltanto nelle ore in cui il sole comincia a sorgere e fino al raggiungimento di una temperatura eccessiva; che per lui tende a corrispondere alla cifra non trascurabile di 36 gradi. Il gundi \u00e8 un roditore dalle dimensioni e forma simile ad un porcellino d&#8217;India (17-18 cm) ma del color dell&#8217;arenaria e dotato di un paio di orecchie molto tonde collocate nella parte alta della testa alla maniera di un pika, bench\u00e9 perfettamente aderenti alla curvatura del cranio per ottimizzare il suo passaggio negli stretti pertugi sotterranei che \u00e8 solito chiamare &#8220;casa&#8221;. Potendo trarre giovamento, allo stesso tempo, dalla singolare capacit\u00e0 di appiattire le proprie costole, diventando la ragionevole approssimazione quadrupede di una sogliola del deserto. Famoso per il suo comportamento dardeggiante e la rapida reazione agli imprevisti tipica degli animali-preda, un tanto interessante prodotto dell&#8217;evoluzione non poteva certo restare sconosciuto all&#8217;uomo europeo in eterno, cos\u00ec che nel 1774 il naturalista e sostenitore di Linneo, G\u00f6ran G\u00f6ran\u00a0Rothmann, si trov\u00f2 finalmente ad individuarlo durante i suoi viaggi in Libia e Tunisia, attribuendogli il nome poliglotta di <em>Mus gundi<\/em>, da latino per &#8220;topo&#8221; e l&#8217;espressione locale utilizzata per definirlo. Il che implicava un tipo di classificazione che oggi definiremmo inesatta, visto l&#8217;inserimento tassonomico del nostro amico in un genere e famiglia distinti, rispettivamente <em>Ctenodactylidae <\/em>e <em>Ctenodactylus<\/em>, con riferimento al pettine anatomico di cui discusso brevemente in apertura. Per proseguire quindi notando un qualcosa di altrettanto sorprendente, configurabile come il possesso da parte della piccola creatura di denti privi sia di radici che del duro smalto a base di ferro che caratterizza la stragrande maggioranza dei roditori, rendendoli effettivamente ottimizzati per nutrirsi preferibilmente delle piante morbide e succulente tipiche dei suoi climi desertici d&#8217;appartenenza, di cui va in cerca anche a chilometri di distanza. Un&#8217;osservazione comportamentale che avrebbe condotto, di l\u00ec a poco, a una seconda ed altrettanto notevole notazione: la maniera in cui questi esserini potessero, e fossero frequentemente inclini a fare a meno di bere.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FWZgscLtRsA?si=fPk3CbbeA22TQko6\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-couple-at-rest-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39181\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-couple-at-rest-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-couple-at-rest-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-couple-at-rest-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-couple-at-rest.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La sua forma tondeggiante e il folto pelo corto hanno lasciato elaborare ad alcuni la teoria che il gundi possa aver costituito, milioni di anni fa, l&#8217;antenato trasportato oltreoceano da una zattera di mangrovie da cui ebbero origine i caviomorfi sudamericani. Una teoria in effetti priva di basi scientifiche apparenti.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Contrariamente a quanto si potrebbe pensare data la sua scarsa capacit\u00e0 di regolare la temperatura corporea, il gundi \u00e8 infatti il possessore di una notevole ottimizzazione per la vita in condizioni cos\u00ec poco accoglienti: dei reni con tubuli extra-lunghi, capaci di assorbire fino all&#8217;ultima particella di umidit\u00e0 direttamente dal cibo e concentrando al massimo la propria urina. Una dote che pu\u00f2 essere sfruttata in maniera pi\u00f9 o meno intensa dall&#8217;animale, a seconda della quantit\u00e0 di piante che riesce nei vari momenti a fagocitare. Una volta ritornato nella propria tana sotterranea qualche ora dopo il sorgere del sole, il gundi attende pazientemente le ore del tramonto, quando si avventura nuovamente alla ricerca di cibo. Finch\u00e9 per il discendere eccessivo della temperatura, fa nuovamente ritorno ai crepacci tra le rocce o il terreno semi-solido dove \u00e8 solito trovare riparo (non possedendo le capacit\u00e0 necessarie a scavarsi da solo i propri tunnel) all&#8217;interno di strutture dall&#8217;organizzazione particolarmente sofisticata. Con colonie di fino a un centinaio di esemplari nella parte centrale della propria area d&#8217;appartenenza, esso \u00e8 infatti solito dividersi con i vari membri del gruppo in una serie di &#8220;stanze&#8221; interconnesse, ciascuna occupata da un maschio, una femmina e i loro piccoli, oppure un gruppo di esemplari giovani ancora in cerca di un partner riproduttivo. Una volta individuato il quale, provvederanno a trasferirsi mettendo al mondo in genere un paio di piccoli ciascuno, con un periodo di gestazione di quaranta giorni e quattro capezzoli a disposizione, che la femmina impiegher\u00e0 allattandoli per un periodo estremamente breve: cominceranno infatti a ricevere il cibo solido dopo meno di una settimana e saranno svezzati entro un massimo di tre, trattandosi di creature notevolmente precoci ed altrettanto rapide nell&#8217;acquisire l&#8217;indipendenza. Un espediente, probabilmente, necessario proprio per la quantit\u00e0 di liquidi limitata a disposizione della femmina, ed il conseguente alto costo energetico per la produzione del proprio latte. Menzione a parte merita nel frattempo la natura particolarmente vocale delle risultanti famigliole di roditori, inclini a comunicare utilizzando vari tipi di squittii ed un vero e proprio linguaggio, concettualmente non dissimile da quello dei cani della prateria, capace d&#8217;identificare i vari tipi di pericoli o predatori. Fino al caso estremo e l&#8217;unico approccio disponibile per l&#8217;autodifesa, consistente nel battere rumorosamente le zampe anteriori a terra. I cui risultati, chiaramente, possono variare.<br>Trattandosi di creature ragionevolmente comuni all&#8217;interno del territorio di appartenenza, nessuna delle quattro specie di gundi riconosciute viene considerata ad oggi a rischio d&#8217;estinzione n\u00e9 viene fatta oggetto di particolari norme di protezione, con alcune popolazioni native ancora inclini ad utilizzarle come saltuarie, non molto sostanziose fonti di cibo. Le varianti appaiono tutte esteriormente alquanto simili, con la possibile eccezione di quella scoperta e classificata in Etiopia da Edward Blyth nel 1856, identificabile col nome di<strong> <\/strong><em>Pectinator spekei<\/em>. Il cui corpo maggiormente affusolato ricorda, in modo decisamente maggiormente prossimo, quello di un topo domestico europeo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SqLQYCxcXTw?si=unT5opCQCmfGMDxr\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-sunbathing-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39183\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-sunbathing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-sunbathing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-sunbathing-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Gundi-sunbathing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spesso immobile ed apparentemente assorto mentre intento a prendere il sole, il roditore \u00e8 in realt\u00e0 incline a brevi periodi d&#8217;attivit\u00e0 e rapide ritirate in direzione della propria tana. Percependo il pericolo con largo anticipo, grazie ad ottime capacit\u00e0 uditive.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 infine un&#8217;ultima associazione, certamente ancor meno piacevole, da fare sui gundi e la loro stretta interconnessione con una particolare branca dell&#8217;analisi scientifica. Quella legata all&#8217;ubiqua condizione della <em>Toxoplasma gondii<\/em>, causata da un parassita protista che venne per l&#8217;appunto individuata, nel 1908 da Nicolle &amp; Manceaux, grazie alle analisi di laboratorio di una di queste piccole creature. Pur non essendo di loro esclusivo n\u00e9 particolare appannaggio, ma legando eternamente quell&#8217;antico nome ad una malattia rilevante negli umani soltanto nel caso in cui sussista un qualche tipo d&#8217;immunosoppressione, ma che conseguentemente ad essa pu\u00f2 causare anche la meningite con esiti particolarmente gravi o letali. Un altro esempio, se vogliamo, del modo in cui l&#8217;osservazione delle creature apparentemente meno significative del nostro mondo possa portare a scoperte importati e possibili cambiamenti di paradigma, occasionalmente in grado di migliorare la qualit\u00e0 della vita umana. Aumentando ricorsivamente, in tal modo, il tempo disponibile per continuare a comprendere ed apprezzare i magnifici sistemi della natura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i Tuareg del deserto del Sahara esiste un&#8217; espressione idiomatica, comunemente utilizzata per riferirsi alle ore vesperine. Il suo significato in lingua italiana pu\u00f2 essere tradotto come &#8220;L&#8217;ora in cui esce [dalla tana] il gundi.&#8221; Cosa rappresenti, esattamente, questa presenza abitudinaria \u00e8 largamente noto tra le genti della rilevante area geografica. Ma permane avvolto &#8230; <a title=\"La creatura nella duna che squittisce al tramonto nordafricano\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39180\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La creatura nella duna che squittisce al tramonto nordafricano\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,125,6573,818,1911,1281,544,1097,109,6074,819,344,2065,78,1615,1366,3493,1421],"class_list":["post-39180","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-animali","tag-aridita","tag-biologia","tag-comportamento","tag-conservazione","tag-deserto","tag-evoluzione","tag-natura","tag-nordafrica","tag-riproduzione","tag-roditori","tag-sahara","tag-scienza","tag-sopravvivenza","tag-sottosuolo","tag-tane","tag-tassonomia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39180"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39180\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39184,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39180\/revisions\/39184"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}