{"id":39169,"date":"2023-11-28T06:23:01","date_gmt":"2023-11-28T05:23:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39169"},"modified":"2023-11-28T06:28:43","modified_gmt":"2023-11-28T05:28:43","slug":"placando-antiche-differenze-venne-prima-lorsacchiotto-o-il-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39169","title":{"rendered":"Placando antiche differenze: venne prima l&#8217;orsacchiotto, o il presidente americano?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/U6EG-MfOd9c?si=dwK2YsyEO8UpbTvj\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/History-of-Teddy-Bear-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39170\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/History-of-Teddy-Bear-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/History-of-Teddy-Bear-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/History-of-Teddy-Bear-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/History-of-Teddy-Bear.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L&#8217;imponente figura storica del 26\u00b0 Presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt, viene spesso riassunta con la celebre espressione di &#8220;Politica del grande bastone&#8221; nata da un ipotetico proverbio africano (in realt\u00e0 inventato di sana pianta) secondo cui per farsi rispettare sulla scena internazionale, occorresse sempre presentarsi come pronti all&#8217;azione militare. Ci fu tuttavia un caso particolarmente insolito poco dopo l&#8217;accesso al suo primo mandato nel 1901, a seguito dell&#8217;assassino del predecessore William McKinley, in cui il pi\u00f9 progressista leader nella storia del partito Repubblicano si trovo effettivamente al cospetto di uomini armati di pesanti clave. E di fronte alla loro incitazione alla violenza, abbass\u00f2 la propria arma, pronunciando un&#8217;espressione di misericordia destinata ad entrare nella leggenda. Non \u00e8 generalmente discussa molto spesso, fuori dal suo paese d&#8217;origine, una strana corrispondenza tra il soprannome (a suo tempo deprecato) di questo capo di stato e l&#8217;appellativo tipicamente riferito ad uno dei giocattoli pi\u00f9 popolari di tutti i tempi: il classico pupazzo di peluche, ispirato ad un cucciolo di orso, ancora oggi portato spesso a letto da bambini e bambine di tutto il mondo. Non a caso detto <em>Teddy<\/em> bear, con un riferimento a un soprannome che il diretto interessato odiava (almeno inizialmente) e una parabola che avrebbe potuto trovar posto, a pieno titolo, nelle vicende di un saggio governante del Mondo Antico. Il carismatico, eloquente, spesso incontenibile Roosevelt era infatti noto anche per il suo hobby preferito: quello di andare a caccia, ogni qual volta se ne presentasse l&#8217;opportunit\u00e0, di animali grandi e impressionanti in base alla metrica dei suoi tempi. Tanto che in un fatidico 15 novembre del 1902, accantonati temporaneamente gli impegni presidenziali, part\u00ec per lo stato del Mississippi per fare un&#8217;esperienza particolarmente significativa: trovare, e naturalmente uccidere, un vero esemplare di orso bruno nordamericano. Impresa ragionevolmente semplice in teoria, soprattutto quando la propria guida fosse niente meno che Holt Collier, l&#8217;afro-americano cercatore di tracce ed ex-cavallerizzo dell&#8217;Unione ai tempi della guerra civile, famoso per aver ucciso oltre 3.000 plantigradi al sopraggiungere del suo pensionamento. Ancorch\u00e9 giornate sfortunate possano anche capitare, cos\u00ec che la vittima selvaggia, in questo caso, non sembrava palesarsi in alcuna maniera. Almeno finch\u00e9 sul finire del pomeriggio, uno dei cani della muta venne aggredito da un vecchio esemplare, presto circondato e stordito a bastonate dai cacciatori, finch\u00e9 lo stesso Holt non intervenne per legarlo a un&#8217;imponente albero di salice con corde particolarmente resistenti. Segue dunque nell&#8217;aneddoto, questa scena potentemente drammatica, di Roosevelt che raggiunge la radura con i mazzuolatori al seguito, il proprio fucile di grosso calibro appoggiato stancamente sulla spalla. E con un&#8217;espressione disgustata pronuncia parole destinate ad essere riportate con spropositato orgoglio da buona parte dei quotidiani nordamericani co\u00e9vi: &#8220;In qualit\u00e0 di cacciatore ho ucciso bestie in molti luoghi e circostanze. Ma se ora dovessi sparare a questo povero animale, non potrei certo definirmi un vincitore. Fate finire le sue sofferenze ed andiamocene tutti a casa.&#8221;<br>Ci\u00f2 che egli non sapeva, tuttavia, era come un tale gesto fosse destinato a portare un cambiamento storico nel modo universalmente utilizzato per calmare ed allietare i bambini&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9kBFQLCjlfg?si=ztqwMxGS3igfqrRk\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Steiff-Teddy-Museum-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39172\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Steiff-Teddy-Museum-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Steiff-Teddy-Museum-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Steiff-Teddy-Museum-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Steiff-Teddy-Museum.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Come ogni cosa nuova ed interessante, l&#8217;orsacchiotto venne inizialmente criticato da diversi sostenitori delle &#8220;buone vecchie tradizioni di una volta&#8221;. Vedi il caso del reverendo del Michigan Michael G. Esper, pronto a giurare nel 1907 che giocare con orsi di pezza al posto delle bambole avrebbe diseducato le bambine a mettere al mondo figli. Psicologia spicciola&#8230; (e surrealista)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Caso volle infatti che il celebrato frangente venisse ritratto in pi\u00f9 occasioni dal vignettista del Washington Post, Clifford K. Berryman. Dapprima in modo realistico, con intenti trasversali di un offrire un qualche tipo di commento politico, ma ad ogni iterazione successiva sempre pi\u00f9 ironia e surrealismo. Fino alla versione pi\u00f9 famosa, con un Roosevelt dalle proporzioni disneyane che &#8220;risparmia&#8221; il feroce carnivoro al guinzaglio, trasformato per l&#8217;occasione in un animaletto dall&#8217;aspetto grazioso e il volto quasi umano. Ora trovandoci all&#8217;inizio del XX secolo, non \u00e8 probabile che per la maggior parte delle figure coinvolte figurasse al centro dei pensieri la questione del <em>merchandising<\/em>. Ma almeno qualcuno, all&#8217;epoca, ebbe la capacit\u00e0 d&#8217;individuare un forte potenziale di guadagno ed il suo nome era Morris Michtom, di giorno venditore di caramelle in un negozio di Brooklyn. La notte, inventore e fabbricante di giocattoli assieme alla moglie, cui fece cucire e costruire una fedele riproduzione della creatura boschiva del momento, che espose in via sperimentale all&#8217;interno della sua vetrina. Per un tempo molto breve, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, poich\u00e9 &#8220;l&#8217;orsetto di Teddy&#8221;, come l&#8217;aveva chiamato, andava letteralmente a ruba con grandi e piccini. E proprio questo fu l&#8217;inizio di un nuovo capitolo della sua vita, con tanto di fondazione di una compagnia di produzione di giocattoli, la Ideal Company destinata a sopravvivergli un buon paio di generazioni. Ma anche di una fondamentale e irrisolvibile diatriba. Poich\u00e9 caso vuole (e forse non soltanto quello) che pressoch\u00e9 allo stesso tempo all&#8217;altro lato dell&#8217;Atlantico il nipote di una celebre sarta ed industriale del Baden-W\u00fcrttemberg avesse costruito pi\u00f9 o meno la stessa, identica cosa. La loro Steiff Company in effetti, fondata pi\u00f9 di tre decadi prima dalla matriarca sopravvissuta alla polio e parzialmente invalida Margarete S., aveva riscosso un successo senza precedenti con la commercializzazione di un nuovo tipo di giocattoli, non pi\u00f9 rigidi e spigolosi come soldatini, bambole di porcellana o personaggi fusi con lo stagno. Bens\u00ec fabbricati con la stoffa ed imbottiti a dovere, come i puntaspilli a forma di elefante da cui avevano, si dice, tratto la loro origine. Dal che l&#8217;idea del suo erede professionale Richard S, per la creazione del prodotto destinato a entrare negli annali del 55 PB (Plush-<em>Beweglich<\/em>, ovvero snodato grazie a un sofisticato meccanismo, con il numero finalizzato ad indicarne l&#8217;altezza) un pupazzo che non ebbe, almeno da principio, il successo sperato. Fino a che, cos\u00ec si narra, il rappresentante dell&#8217;ufficio acquisti dei grandi magazzini americani Borfeldt, un tale Hermann Berg, non si trov\u00f2 al cospetto dello stand degli Steiff ad una fiera del giocattolo di Lipsia. Quando intravedendo l&#8217;opportunit\u00e0 di un <em>business <\/em>d&#8217;eccezione, ordin\u00f2 3.000 orsi per il mercato del suo paese. Il che non chiarisce, esattamente, per quale ragione gli innovativi oggetti avrebbero dovuto cominciare ad essere chiamati &#8220;Teddy&#8217;s&#8221; <em>bear<\/em>&#8230;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Aq_Wa2wdVBo?si=8AmAfqzn5m78lQuv\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Origin-of-Stuffed-Toys-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-39171\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Origin-of-Stuffed-Toys-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Origin-of-Stuffed-Toys-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Origin-of-Stuffed-Toys-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/11\/Origin-of-Stuffed-Toys.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Molti orsacchiotti della Steiff sono oggi oggetti da collezione dal valore estremamente significativo, inclusa la scomparsa prima tiratura dei primi 3.000 &#8220;55 PB&#8221;, che secondo una leggenda metropolitana sarebbero finiti tutti in mare a causa di un naufragio. Mentre la realt\u00e0 dei fatti \u00e8 che furono probabilmente troppo delicati, ed amati dai loro giovani proprietari, per riuscire a sopravvivere fino ai nostri giorni.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ed \u00e8 qui che la grande e affascinante macchina degli aneddoti entra, nuovamente, in funzione. Giacch\u00e9 narrano fonti primariamente tedesche, che un diplomatico statunitense precedentemente in visita presso il museo della Steiff nel paese di Giengen an der Brenz, si fosse di ritorno a Washington trovato improvvisamente invitato ad una cena alla Casa Bianca. E non avendo nulla di pronto niente da portare in dono a Roosevelt, avesse perci\u00f2 deciso di omaggiare la figlia con il singolare souvenir acquistato nella suddetta occasione, un genuino orsacchiotto del modello 55 PB. Piaciuto tanto alla bambina da decidere di attribuirgli il soprannome paterno destinato a rimanere negli annali, aprendo inconsapevolmente la strada ai peluche del tutto simili destinati a diventare poi mascotte presidenziali, durante la riuscita campagna di rielezione nel 1904.<br>Parabola dell&#8217;imprenditoria e il capitalismo &#8220;benevolo&#8221; che colp\u00ec senz&#8217;altro la fantasia di Theodore Roosevelt, l&#8217;arcinoto e inveterato nemico dei monopoli e i freni pubblici alla libera creativit\u00e0 d&#8217;impresa, il concetto dell&#8217;orsacchiotto sussiste ad oggi dunque in una situazione simile a quella del proverbiale uovo e della gallina. Mentre sfuma nella nebbia della storia l&#8217;effettiva possibilit\u00e0 di chi sia stato il primo, effettivamente, a concepirlo. Tedesco o americano? Cacciatore o preda? Magari la realt\u00e0 dei fatti \u00e8 contenuta all&#8217;interno di un bastone senza evidenti particolarit\u00e0 esteriori. Dentro un sala sotterranea del museo Smithsonian, assieme al prototipico &#8220;primo orso di pezza&#8221; nella storia del Novecento. Il loro valore, soprattutto l&#8217;uno accanto all&#8217;altro: inestimabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;imponente figura storica del 26\u00b0 Presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt, viene spesso riassunta con la celebre espressione di &#8220;Politica del grande bastone&#8221; nata da un ipotetico proverbio africano (in realt\u00e0 inventato di sana pianta) secondo cui per farsi rispettare sulla scena internazionale, occorresse sempre presentarsi come pronti all&#8217;azione militare. Ci fu tuttavia un caso &#8230; <a title=\"Placando antiche differenze: venne prima l&#8217;orsacchiotto, o il presidente americano?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=39169\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Placando antiche differenze: venne prima l&#8217;orsacchiotto, o il presidente americano?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[4519,125,669,309,356,321,297,136,1381,6980,2689,2275,505,1002,3610,2655,756,147,71,1987,7403],"class_list":["post-39169","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aneddoti","tag-animali","tag-caccia","tag-commercio","tag-divertimento","tag-germania","tag-giocattoli","tag-invenzioni","tag-leggende","tag-media","tag-modernariato","tag-oggetti","tag-orsi","tag-personaggi","tag-prede","tag-presidenti","tag-pupazzi","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-tecnologie","tag-theodore-roosevelt"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39169"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39174,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39169\/revisions\/39174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}