{"id":38939,"date":"2023-10-23T06:17:57","date_gmt":"2023-10-23T04:17:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38939"},"modified":"2023-10-23T06:18:01","modified_gmt":"2023-10-23T04:18:01","slug":"lo-strisciante-degli-abissi-che-corrode-lo-scheletro-della-balena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38939","title":{"rendered":"Lo strisciante degli abissi che corrode lo scheletro della balena"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/rvrd8IH9scc?si=V2jUu2TYLjV3UN68\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Osedax-Worms-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38941\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Osedax-Worms-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Osedax-Worms-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Osedax-Worms-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Osedax-Worms.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel vespro della tenebra latente sottomarina, un dramma sta per giungere in maniera inevitabile alla sua conclusione: il grande cetaceo, appesantito dalla cifra esagerata dei suoi anni, ha smesso ormai da qualche ora di nuotare. Le pinne appesantite, impossibili da muovere, gettano la loro tenue ombra nel grande vuoto verticale, che si estende dalla sabbia fino alle propaggini del cielo superno. Per un&#8217;ultima volta, la creatura inusitata ha potuto salutare il tramonto, ma adesso pu\u00f2 comprendere grazie all&#8217;istinto la sublime vicinanza della sua ora. Niente, o nessuno, provveder\u00e0 d&#8217;altronde a piangerne l&#8217;estrema dipartita; mentre gi\u00e0 una piccola e gremita folla di creature, pesci, cefalopodi e crostacei, si prepara ad affollarne senza invito il funerale. Giubilo ed esaltazione, la gloria di un banchetto dalle proporzioni spropositate! Un trionfo della carne nella morte, che fornisce un mezzo di sostentamento in grado di nutrire gli affamati! In altri termini, chiunque abiti a profondit\u00e0 e in ambienti tanto irraggiungibili, da non permettere l&#8217;esecuzione della fotosintesi clorofilliana. Questo pensa la balena, poco prima della cessazione di ogni idea o ricordo. Ed il suo corpo esanime cominci, gradualmente, a sprofondare. \u00c8 la caduta, detta in gergo anglofono <em>whale fall<\/em>, di un gigante. Ovvero la rinascita di grandi assembramenti conviviali, ciascuno in grado di trarre propsperit\u00e0 da una specifica parte residuale di quel tutto. Inclusa la struttura interna che comunemente non contiene nutrimento, n\u00e9 sapore: lo scheletro che abbiamo dentro e come noi, gli antichissimi cugini degli abissi di cui \u00e8 stata appena resa per antonomasia l&#8217;estrema eulogia. Soltanto non provate ad aspettarvi esseri simili a seppie con un becco crudele, o pesci sgretolatori dalle mandibole affini a un mezzo da cantiere. Siam qui al cospetto di un tipo di opera molto pi\u00f9 metodica, e sottile. La disgregazione tramite l&#8217;impiego di acidi, al fine di raggiungere i lipidi e altre sostanze nutritive contenuti all&#8217;interno. Per il volere e l&#8217;opera di un verme non pi\u00f9 lungo di 3-4 cm, inclusa la sua inamovibile e sofisticata radice. Non sarebbe cos\u00ec lontano dalla verit\u00e0, in effetti, chiunque si avventurasse nell&#8217;offrire un tipo di confronto tale, da riuscire ad associare la presenza ed il funzionamento del genere di verme polichete <em>Osedax <\/em>a quello di una carota. Infilzato per un verso nel sostrato, come un trapano, mentre il gambo della &#8220;pianta&#8221; emerge per formare un&#8217;intrigante quanto inconfondibile pennacchio. Il chiaro segno che nell&#8217;ora macabra dell&#8217;infinito annientamento, ancora \u00e8 tipico della natura ricercare, e in qualche modo continuare a perseguire la bellezza&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-4c25NDB0yI?si=ymt_q-E7Sl6klYwX\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Osedax-Ecology-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38940\" style=\"aspect-ratio:1.597444089456869;width:500px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Osedax-Ecology-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Osedax-Ecology-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Osedax-Ecology-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Osedax-Ecology.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le radici dell&#8217;<em>Osedax<\/em> presentano una copertura protettiva di muco dalla funzione ragionevolmente incerta, bench\u00e9 si ritenga possa avere l&#8217;obiettivo di proteggere la matrice dell&#8217;osso parzialmente eroso, affinch\u00e9 il verme non si stacchi venendo trascinato via dalla corrente.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lungamente sconosciuti alla scienza per la profondit\u00e0 dei loro habitat, raramente inferiore ai 1.500, 2.000 metri, gli <em>Osedax <\/em>o &#8220;vermi mangiatori d&#8217;ossa&#8221; furono infine scoperti per un colpo di fortuna nel 2004, durante una ricerca di routine presso i fondali della baia californiana di Monterey. Quando il biologo australiano Greg Rouse, ai comandi del batiscafo telecomandato Tiburon, scorse degli strani fori, ed ancor pi\u00f9 caratteristiche forme, sulle vertebre di un capodoglio passato a miglior vita da un tempo relativamente recente. Un&#8217;importante e valida opportunit\u00e0, per ogni studioso che si rispetti, di mettere alla prova un ampio ventaglio di teorie. E qualche volta l&#8217;occasione imprevedibile di alterare in modo sostanziale il paradigma precedentemente acquisito. Gradualmente nella decade a venire, attraverso studi mirati e vari esperimenti condotti negli oceani della Terra, la biologia di queste insolite creature sarebbe apparsa pi\u00f9 chiara. Osedax, di cui abbiamo identificato all&#8217;ora attuale svariate dozzine di specie, \u00e8 un tipo di anellide straordinariamente prolifico e dotato di capacit\u00e0 notevoli di propagarsi attraverso distanze significative. Impossibile sarebbe spiegare, altrimenti, il modo in cui specie simili se non identiche compaiono all&#8217;improvviso, anche a migliaia di chilometri di distanza, come nel fraintendimento medievale della generazione spontanea dei microbi o delle formiche. Trasportate in questo modo dalle correnti, le larve microscopiche attecchiscono sopra la superficie candida del corpo parzialmente fagocitato. Provvedendo dunque a svilupparsi, in base ad un copione gi\u00e0 scritto, nella maniera maggiormente opportuna: saranno infatti tutte femmine, per prime, a colonizzare un nuovo territorio, formando i campi fioriti di cui abbiamo riportato fin qui l&#8217;estetica e funzionamento sostanziale. Mentre le loro controparti maschili, in un&#8217;esibizione di difformit\u00e0 tra i sessi tra le pi\u00f9 estreme dell&#8217;intero regno animale, misurano in media una frazione di millimetro, assiepandosi a formare dei veri e propri harem da 50-100 esemplari, ciascuno raccolto all&#8217;interno del tunnel scavato da una singola potenziale partner riproduttiva. Ricavato proprio grazie, come accennato poco sopra, da una parte fisica del verme che assomiglia essenzialmente ad un intrico di radici, piuttosto che le ife del sostrato fungino, incaricato di assumere sostanze nutritive dalle ossa della balena. Un proposito condotto al suo coronamento tramite l&#8217;impiego di copiose quantit\u00e0 di acido carbonico (HCO<sub>3<\/sub><sup>&#8211;<\/sup>) secreto incessantemente dall&#8217;instancabile creatura. Il che ci porta alla domanda implicita di come, esattamente, possa digerirne il fluido risultante, quando gli Osedax risultano del tutto privi di bocca, stomaco o gli altri tipici elementi di un sistema digerente convenzionale? La risposta sono i microbi, o per esser pi\u00f9 precisi dei batteri contenuti nel suo corpo longilineo, appartenenti alle categorie degli <em>Arcobacter<\/em>, <em>Sulfurospirillum<\/em> e <em>Sulfurimonas<\/em>. In una progressione successiva che conduce inesorabilmente verso gli stadi ulteriori della decomposizione della balena, o altra fonte di preziose sostanze nutritive. Ed al termine di un lavoro soddisfacente, la produzione di una nuova generazione di capsule larvali, funzionalmente simili a spore, destinate a schiudersi sopra il prossimo cetaceo defunto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4QE3TUQpp5g?si=e55TaM3leEB8HSrn\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Whale-Remains-Creatures-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38942\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Whale-Remains-Creatures-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Whale-Remains-Creatures-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Whale-Remains-Creatures-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/10\/Whale-Remains-Creatures.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pi\u00f9 ci si allontana dalla superficie brulicante di vita, maggiormente le forme di vita tendono a diventare rare e muoversi il meno possibile, conservando per quanto possibile l&#8217;energia. Ma lo stato transitorio della preziosa carcassa di balena vede, come i punti di sfogo termali di un vulcano sottomarino, la totale e in questo caso temporanea inversione delle circostanze.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un&#8217;importante iniziativa dimostrativa, condotta nel 2007 dallo stesso Greg Rouse assieme ad altri scienziati dell&#8217;Acquario di Monterey, \u00e8 stata quindi osservata la capacit\u00e0 dei vermi Osedax di nutrirsi anche di ossa bovine fatte affondare di proposito nei fondali pi\u00f9 remoti della baia sul Pacifico, un sostanziale laboratorio delle condizioni in essere nel pi\u00f9 vasto e sconosciuto ecosistema della Terra. Mentre approcci simili, condotti in varie regioni incluse le profondit\u00e0 dei mari nel Circolo Polare Artico, hanno permesso di comprendere l&#8217;estrema vastit\u00e0 dell&#8217;habitat di simili spazzini, perfettamente calibrati dalla natura al fine di occupare una nicchia ecologica ben precisa. Vedi la loro capacit\u00e0, riportata giusto nel maggio di quest&#8217;anno sulla Rivista di biologia marina di Cambridge, di trarre nutrimento anche dai denti appartenuti un tempo agli squali. Chi altri potrebbe, a simili profondit\u00e0, lontano dalla fonte energetica dell&#8217;astro solare, occuparsi di consumare e far sparire i resti di creature semplicemente troppo imponenti perch\u00e9 gli si possa permettere di fossilizzarsi? Poich\u00e9 l&#8217;evoluzione pu\u00f2 convergere anche tra regni totalmente diversi. E il processo che in superficie costituisce l&#8217;opera di muffe, muschi o licheni, in assenza di questi ultimi diviene l&#8217;appannaggio pressoch\u00e9 esclusivo di simili campioni dell&#8217;opportunismo situazionale. Lo strisciante verme che anticipa, ed in qualche modo riesce a corroborare, l&#8217;ora entropica della non-esistenza finale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel vespro della tenebra latente sottomarina, un dramma sta per giungere in maniera inevitabile alla sua conclusione: il grande cetaceo, appesantito dalla cifra esagerata dei suoi anni, ha smesso ormai da qualche ora di nuotare. Le pinne appesantite, impossibili da muovere, gettano la loro tenue ombra nel grande vuoto verticale, che si estende dalla sabbia &#8230; <a title=\"Lo strisciante degli abissi che corrode lo scheletro della balena\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38939\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Lo strisciante degli abissi che corrode lo scheletro della balena\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1479,228,664,125,576,1068,2312,5147,187,1097,2444,249,2216,109,400,4271,3191,819,78,663],"class_list":["post-38939","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-abissi","tag-ambiente","tag-anellidi","tag-animali","tag-balene","tag-cetacei","tag-creature","tag-digestione","tag-ecologia","tag-evoluzione","tag-fondale","tag-mare","tag-morte","tag-natura","tag-oceano","tag-ossa","tag-policheti","tag-riproduzione","tag-scienza","tag-vermi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38939","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38939"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38939\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38943,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38939\/revisions\/38943"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38939"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38939"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38939"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}