{"id":38750,"date":"2023-09-20T06:18:47","date_gmt":"2023-09-20T04:18:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38750"},"modified":"2023-09-20T07:36:29","modified_gmt":"2023-09-20T05:36:29","slug":"storie-dal-paese-in-cui-le-antilopi-mangiano-rane-e-hanno-le-strisce-come-una-zebra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38750","title":{"rendered":"Storie dal paese in cui le antilopi mangiano rane. E hanno le strisce come una zebra"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Zebra-Duiker.png\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"355\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Zebra-Duiker-500x355.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-38753\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Zebra-Duiker-500x355.png 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Zebra-Duiker-768x545.png 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Zebra-Duiker.png 1392w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In un aneddoto frequentemente ripetuto fuori dal suo contesto, durante un convegno di criptozoologia uno dei partecipanti mostr\u00f2 ai colleghi il suo reperto di maggior pregio: una pelle perfettamente conservata, del tutto integra, dell&#8217;estinta tigre tasmaniana. Soltanto alcuni tra i presenti, sospettando la verit\u00e0, sollevarono la questione della cruciale somiglianza  del manto di tale animale con un altro essere dell&#8217;emisfero meridionale. Anch&#8217;esso onnivoro, dalla dimensione simile a quella di un cane di taglia media, dotato di un intelligenza vivace ed aspetti del suo comportamento ad oggi relativamente ignoti. Ma dal canto suo appartenente, senza nessun tipo di ambiguit\u00e0 possibile, al ramo africano della grande famiglia dei bovini, da cui il possesso di uno stomaco capace di digerire le fibre vegetali, sebbene su una scala e con una variet\u00e0 minore rispetto alle mucche a cui siamo abituati a pensare. Al punto da trovarsi classificato in base allo schema di Hoffman come un ruminante selettivo concentrato, ovvero in grado di specializzarsi unicamente nel consumo di particolari foglie, frutti e semi. Ma poich\u00e9 il duiker, un membro pi\u00f9 o meno zebrato del genere <em>Cephalophus<\/em>, raramente supera i 45 cm di altezza, esso \u00e8 frequentemente incapace di raggiungere anche i rami pi\u00f9 bassi del fitto sottobosco in cui tende a trascorrere le sue giornate. Il che non gli lascia altra possibilit\u00e0 che integrare la sua dieta con gli altri esseri viventi che riesce a catturare e trangugiare in un sol boccone: insetti, piccoli mammiferi, roditori, lucertoli e l&#8217;occasionale anfibio degli stagni boschivi. Per non parlare della leggenda, diffusa all&#8217;epoca della sua scoperta e classificazione all&#8217;inizio del XIX secolo, secondo cui fosse capace di soffiare dentro il guscio delle tartarughe, spingendole fuori al fine di fagocitarle. Un&#8217;immagine piuttosto crudele ed a tutti gli effetti priva di prove concrete, ancorch\u00e9 relativamente appropriata nel comprendere esattamente innanzi a quale tipo di animale ci troviamo davanti: una creatura scaltra, all&#8217;erta, agile e non priva di un certo grado d&#8217;ingegno. In tutte le sue accezioni e colorazioni inclusa quella originaria della Liberia e Costa d&#8217;Avorio, di cui potete osservare una fotografia poco sopra. Mentre i video, su Internet, risultano essere piuttosto rari probabilmente a causa del carattere schivo ed elusivo dell&#8217;animale, ampiamente giustificato dalla quantit\u00e0 di esemplari uccisi in modo non sostenibile, persino oggi, nell&#8217;acquisizione della cosiddetta <em>bush meat<\/em>, importante risorsa gastronomica per le genti indigene dell&#8217;Africa Occidentale. Il che ci lascia in grado di ammirare, per lo meno nella situazione attuale, questi mammiferi euteri principalmente negli zoo, dove l&#8217;ultimo programma riproduttivo relativamente alla variet\u00e0 dotata di strisce \u00e8 stato abbandonato, a Los Angeles, verso la met\u00e0 degli anni &#8217;70. Osservate, dunque, una vera rarit\u00e0 tra gli artiodattili dei nostri giorni&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GBgx3yzrP8c?si=OIXIYEkkgbfLHPUK\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Zebra-Duiker-View-500x313.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-38752\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Zebra-Duiker-View-500x313.png 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Zebra-Duiker-View-768x480.png 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Zebra-Duiker-View-1536x960.png 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Zebra-Duiker-View.png 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;unico video disponibile su YouTube di un duiker zebrato ne vede un esemplare ripreso da una fototrappola in mezzo alla natura. Il suo comportamento circospetto e l&#8217;andatura ricordano quelli di un cervo, bench\u00e9 non sussista quasi nessun tipo di parentela.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ecologicamente parlando, la maggior parte dei duiker costituiscono l&#8217;esempio classico di una creatura di tipo <em>slinker<\/em> o &#8220;sfuggente&#8221;, la cui strategia per mettersi in salvo da un predatore consiste generalmente nel muoversi in maniera erratica e cercare un qualche tipo di nascondiglio. Aspetto da cui proviene per l&#8217;appunto il loro nome dall&#8217;origine olandese (la cui pronuncia corretta ha un suono simile al termine inglese <em>biker<\/em>) una declinazione del verbo <em>duiken<\/em>, &#8220;tuffarsi&#8221; preferibilmente in mezzo all&#8217;erba alta quando risulta disponibile, cos\u00ec come fatto dalle 21 altre specie disseminate in buona parte dell&#8217;Africa subsahariana. Suddivisa in tre generi tra cui quello del <em>Cephalophus,<\/em> le tre pi\u00f9 piccole ma molto simili <em>Philantomba<\/em> e la distintiva, monotipica <em>Sylvicapra<\/em> <em>grimmia<\/em>, molto pi\u00f9 simile ad un&#8217;antilope di tipo convenzionale con corna pi\u00f9 lunghe, un corpo snello e zampe lunghe per correre nella savana del Corno dove \u00e8 concentrata la maggior parte della sua popolazione. Molto interessante nello studio sistematico del resto dei duiker, nel frattempo, \u00e8 proprio la loro capacit\u00e0 di condividere un ambiente e le sue risorse con altri membri della loro stessa stirpe, spesso controbilanciando il sovrapporsi degli areali con una sorta di vera e propria turnazione del foraggiamento, che vede talune specie aggirarsi in cerca di cibo preferibilmente nelle ore notturne, mentre altre diventano maggiormente attive dopo il sorgere del sole (con il C. zebra che appartiene al secondo gruppo). Mentre altri cefalofi cambiano pi\u00f9 volte i propri orari una volta trasferiti in cattivit\u00e0, probabilmente per sfruttare al massimo gli orari delle visite del rispettivo zoo di appartenenza. Il che rientra a pieno titolo negli agili piani operativi dei piccoli bovidi, abituati in natura a seguire gli uccelli, le scimmie ed altre creature intente a nutrirsi di frutti nella parte superiore della canopia, attendendo pazientemente che qualche boccone gli cada di mano o dal becco, per poi affrettarsi a fagocitarlo. Non che membri di questa adattabile gen\u00eca ungulata siano stati al di sopra, in periodi di magra, dall&#8217;abitudine di consumarne direttamente le deiezioni. Ci\u00f2 detto la fisiologia del duiker \u00e8 caratterizzata, rispetto a quella di altri ruminanti, da una relativa delicatezza e specializzazione, il che porta in modo particolare le specie pi\u00f9 piccole a preferire una specifica fonte di fibre ed un&#8217;altra per le fondamentali proteine, con un&#8217;indole solitaria decisamente territoriale, nonch\u00e9 aggressiva nei confronti dei propri cospecifici di entrambi i sessi, per lo meno al di fuori dalla stagione degli amori. Tutelando l&#8217;area di propria competenza mediante l&#8217;impiego delle apposite ghiandole odorifere posizionate in prossimit\u00e0 del muso, che l&#8217;animale strofina enfaticamente contro gli alberi ed altre superfici rispettando una cadenza spesso non superiore ai 20 minuti. E frequenti scontri combattuti grazie all&#8217;uso delle piccole corna verticali, coadiuvate da una sommit\u00e0 del cranio particolarmente spessa e resistente, capace di arrecare danni non indifferenti ed anche uccidere chi finisce per avere la peggio. Fino alla definizione di una coppia stabile una volta eliminato ogni possibile rivale, capace di mettere al mondo un singolo cucciolo a stagione, dopo un periodo di gestazione tra i 221 e 229 giorni. Il che implica un ritmo riproduttivo decisamente troppo basso per far fronte, nella maggior parte delle circostanze, alla quantit\u00e0 di esemplari uccisi annualmente dall&#8217;uomo, caratterizzando ogni singola specie esistente della famiglia, escluso il duiker blu (<em>Philantomba monticola<\/em>) e quello comune sopra menzionato (<em>Sylvicapra grimmia<\/em>), come vulnerabile in base ai criteri internazionali della IUCN.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2Qt7yE0Erio?si=-TG8u8YNjkW8g9Oh\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Yellow-Backed-Duiker-500x313.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-38751\" style=\"width:500px;height:313px\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Yellow-Backed-Duiker-500x313.png 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Yellow-Backed-Duiker-768x480.png 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Yellow-Backed-Duiker-1536x960.png 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Yellow-Backed-Duiker.png 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Questo duiker dal dorso giallo (<em>C. silvicultor<\/em>) dello zoo di Cincinnati mostra un apprezzabile entusiasmo per il ramo offerto dalla sua guardiana. E un indole socievole con le persone che, molto probabilmente, risulta simile a quella dei cefalofi zebrati delle antecedenti istituzioni statunitensi.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Pi\u00f9 simile a una sorta di chimera per la quantit\u00e0 di caratteristiche, apparentemente disarmoniche, che coesistono nel surreale elenco di fenotipi posseduti da un cos\u00ec anomalo prodotto dell&#8217;evoluzione, il duiker \u00e8 in realt\u00e0 la risposta attentamente calibrata all&#8217;esigenza di occupare specifiche nicchie ecologiche di pertinenza. Laddove nessuna delle sue salienti specializzazioni, a quanto ci \u00e8 possibile determinare, risulta in alcun modo superflua. Ed in molte maniere, esso finisce per costituire l&#8217;anello mancante tra i &#8220;semplici&#8221; bovini e creature maggiormente simili a noi, come i canidi, felini ed altri carnivori dentro e fuori la selvaggia vastit\u00e0 della savana. <br>Al punto che l&#8217;assenza di un&#8217;industria dell&#8217;allevamento nell&#8217;emisfero settentrionale con possibili finalit\u00e0 ricreative pu\u00f2 essere giustificata unicamente dalla nostra associazione delle creature ruminanti ad un singolo e particolare utilizzo: la consumazione sulla tavola dei nostri giorni. E per fortuna non siamo ancora arrivati a dover creare hamburger da esseri con il peso unitario massimo di una ventina di chili. Bench\u00e9 la storia pregressa dei fast-food, \u00e8 una questione largamente nota, risulti spesso piena di (terribili) sorprese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un aneddoto frequentemente ripetuto fuori dal suo contesto, durante un convegno di criptozoologia uno dei partecipanti mostr\u00f2 ai colleghi il suo reperto di maggior pregio: una pelle perfettamente conservata, del tutto integra, dell&#8217;estinta tigre tasmaniana. Soltanto alcuni tra i presenti, sospettando la verit\u00e0, sollevarono la questione della cruciale somiglianza del manto di tale animale &#8230; <a title=\"Storie dal paese in cui le antilopi mangiano rane. E hanno le strisce come una zebra\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38750\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Storie dal paese in cui le antilopi mangiano rane. 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