{"id":38710,"date":"2023-09-13T06:15:55","date_gmt":"2023-09-13T04:15:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38710"},"modified":"2023-09-13T06:24:10","modified_gmt":"2023-09-13T04:24:10","slug":"lannosa-inchiesta-sullastrale-piuma-del-maestoso-congo-pavone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38710","title":{"rendered":"L&#8217;annosa inchiesta sull&#8217;astrale piuma del maestoso congo-pavone"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tVtF6HpmAbI?si=CmUku2wPfqTYwZnW\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Crest-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38711\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Crest-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Crest-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Crest-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Crest.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In assenza della rigida struttura gerarchica implicata da una religione organizzata, tolto il clero, le chiese ed ogni soggettiva vocazione a dedicarsi anima e corpo alla divinit\u00e0 suprema, gli atti sacri dedicati al grande Spirito del Mondo avevano la propensione a dipanarsi per il tramite di un tipo di veicoli profondamente diversi. Vedi quello evidenziato dall&#8217;orgoglio identitario della casta dirigente e sacerdotale del popolo dei cosiddetti Bakongo, il gruppo etnico facente parte del gruppo bantu che nel XIX secolo era stato convinto, dall&#8217;impietoso ingegno dell&#8217;uomo bianco, che il Dio cristiano altro non fosse che il padre celeste Nzambi a Mpungu, creatore del mondo, delle genti e gli animali che vivevano sulla Terra. Continuando nonostante tutto a mantenere, come si trov\u00f2 a notare l&#8217;allora giovane studente americano di storia naturale James P. Chapin, alcuni fattori esteriori della loro ancestrale filosofia. Primo tra questi, l&#8217;abbigliamento e il distintivo copricapo simbolo della categoria, reso inconfondibile dalla presenza di talune lunghe penne bluastre, in merito alle quali nessun occidentale aveva ancora dato segno di aver fatto mente locale. Almeno finch\u00e9 nel 1913 il ventiduenne Chapin, gi\u00e0 un esperto in molte branche della scienza e invero destinato a diventare uno dei maggiori ornitologi della storia moderna, non si ritrov\u00f2 a chiedersi ad alta voce: &#8220;Che diamine di uccello \u00e8 questo?&#8221;<br>Ma trov\u00f2 difficile comunicare in modo comprensibile la propria sorpresa, o chiedere ulteriori delucidazioni ai nativi. O forse la sua posizione collaterale all&#8217;intento dichiarato della spedizione, rintracciare il misterioso giraffide destinato a diventare noto come l&#8217;okapi (<em>O. johnstoni<\/em>), unita alla natura schiva e cauta del misterioso volatile, rimand\u00f2 sensibilmente l&#8217;opportunit\u00e0 di scoprirne l&#8217;agognato aspetto.  Ci vollero per questo ulteriori 21 anni, perch\u00e9 l&#8217;ormai affermato Dr. Chapin, ricercatore associato alla Columbia University, si ritrovasse per caso ad osservare un paio di volatili considerati dei pavoni dall&#8217;aspetto insolito presso il Museo Reale dell&#8217;Africa Centrale a Teruven, nelle Fiandre. Quando l\u00e0, proprio sotto i suoi occhi increduli e incapaci di dimenticare un dettaglio, la vide come se non fosse trascorso neanche un giorno: la piuma sul cappello bianco posseduto dai capi spirituali makongo. Ritrovandosi probabilmente ad imprecare, contro uno studio tassonomico che tendeva ad accorpare uccelli dalla coda lunga e variopinta con qualcosa di pi\u00f9 simile a un tacchino aerodinamico, i colori  cangianti molto atipici e la corporatura di una pernice europea dieci volte pi\u00f9 grande. Perci\u00f2 &#8220;Signori, ascoltatemi&#8221; egli scrisse prima possibile: &#8220;Ci\u00f2 che abbiamo innanzi altro non \u00e8 che un pollo (fowl). Il pollo del Congo.&#8221;<br>Vero, falso, giusto, indegno. All&#8217;uccello tutto questo non importa. Purch\u00e9 potesse continuare, nel suo modo, a cantare le opportune lodi di Nzambi a Mpungu, controllore del Sole e di ogni cosa che arde sotto il suo sguardo superno&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_fmMqZwvZhw?si=s6SSALBE2ok4gkWC\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Illust-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38713\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Illust-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Illust-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Illust-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Illust.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Entrambi caratterizzati dalla presenza di una macchia rossa sul collo, il maschio e la femmina non si assomigliano quasi in null&#8217;altro. Lui verde scuro ed azzurro, lei un ibrido di marrone maculato, foglie secche e smeraldini virgulti, con la cresta pi\u00f9 piccola e purtroppo priva dell&#8217;arcano candore. Probabilmente all&#8217;epoca sarebbero stati classificati come specie diverse, se non ci fosse stato il precedente esempio del pavone asiatico meridionale.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sarebbe voluto fino al 1955, alquanto incredibilmente, perch\u00e9 il tardivo classificatore di una specie tanto insolita riuscisse effettivamente a vedere un <em>Afropavo congensis<\/em> vivente, dopo aver ripreso ormai sessantenne l&#8217;attivit\u00e0 di ricerca sul campo della sua giovent\u00f9. Vivendo l&#8217;opportunit\u00e0 fantastica, al confine tra lo Zaire e l&#8217;Angola, d&#8217;incontrarne sette esemplari imbattendosi nella conferma di quello che aveva sempre sospettato. Sul tema di un pennuto che era, al tempo stesso, simile e diverso rispetto al mero concetto di un pavone proveniente dai remoti recessi dell&#8217;India e dell&#8217;Indocina. Prima di tutto in quanto caratterizzato da esemplari maschi, nonostante quello che potremmo essere inclini ad aspettarci, totalmente privi di alcun tipo di coda ipertrofrica, posizionata come lo stendardo di un poderoso e magnifico fagiano. Il che presupponeva pressioni evolutive alquanto differenti, volendo approcciarsi alla questione tramite l&#8217;idea tipicamente darwinista, secondo cui l&#8217;ingombro problematico di quel fenotipo servisse alle femmine per identificare i maschi &#8220;pi\u00f9 forti&#8221; o maggiormente &#8220;in salute&#8221; al fine di proiettare la propria stirpe genetica verso il domani. E tralasciando studi pi\u00f9 recenti, che hanno dimostrato come il pavone maschio voli con la stessa identica dimestichezza della sua signora, ci\u00f2 bastava nondimeno a suscitare pi\u00f9 di qualche interrogativo. Poich\u00e9 com&#8217;era possibile che un presunto cugino della stirpe con la ruota, endemica di terre situate ad oltre 6.000 Km di distanza, potesse prosperare in questo luogo senz&#8217;alcun tipo di sovrapposizione intermedia? Come se un&#8217;entit\u00e0 extraterrestre o il volere degli Spiriti lo avessero, inspiegabilmente, trasportato nel punto mediano del continente pi\u00f9 inesplorato del Vecchio Mondo. Perch\u00e9 i punti di contatto per il resto c&#8217;erano, ma anche le differenze! Ben visibili nell&#8217;<em>Afropavo <\/em>che corteggia la sua femmina girandole attorno ed inscenando una ritmica danza, con la coda puntata verso il basso piuttosto che sollevata nel formare un&#8217;oscillante, variopinta scenografia. E nel modo in cui concluso l&#8217;accoppiamento, egli tendesse a rimanergli fedele con chiaro intento monogamo, mentre entrambi covano e accudiscono gli eredi nello spazio sopraelevato del proprio nido. Che difendono ferocemente con chiaro intento territoriale, arrivando ad attaccare animali anche molto pi\u00f9 grandi di loro, spesso a discapito della loro stessa sopravvivenza. Una volta e se raggiunta effettivamente l&#8217;et\u00e0 adulta (la mortalit\u00e0 tra i pulcini risulta essere piuttosto elevata) i pavoni sviluppano quindi una dieta totalmente onnivora composta in egual parte da semi, frutta caduta dagli alberi ed insetti, ragni, piccoli mammiferi ghermiti con spietata decisione e trangugiati senza il minimo accenno di un suono. Giungendo a costituire, da pi\u00f9 di un singolo aspetto, gli effettivi superpredatori del fitto sottobosco in cui si aggirano, lontani da sguardi ed attenzioni particolarmente indiscrete. Lontani da pericoli di tipo naturale degni di nota, essi emettono frequentemente i propri acuti versi di richiamo simili all&#8217;onomatopea &#8220;gowe&#8221; dinnanzi alla quale le femmine sono solite rispondere con il baritonale suono &#8220;gowah&#8221;. Fino allo scatenarsi di complessi, articolati duetti autocelebrativi, con l&#8217;intento di recare lode al miracolo di un altra alba che inizia a palesarsi nell&#8217;intercapedine tra i rami.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4eFRoSwvn1E?si=b3qkkJ58gHmO5o9X\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Female-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38712\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Female-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Female-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Female-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Congo-Peafowl-Female.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La femmina del pavone del Congo risulta essere altrettanto, e persino maggiormente combattiva del suo consorte. Difficilmente si potrebbe dubitare, a tal proposito, del senso di minaccia che implica il suo sapiente sguardo.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi minacciato, in base all&#8217;indice dello IUCN ed un conteggio statistico che ne prevede poco meno di 10.000 esemplari rimasti, il fagiano\/pollo\/pavone del Congo \u00e8 una di quelle creature che senz&#8217;altro troverebbero collocazione in infiniti documentari e libri divulgativi sulla natura, se soltanto la maggior parte del pubblico generalista ne avesse pi\u00f9 di una vaga ed incerta nozione. Questo perch\u00e9 al contrario del parente che ha trovato la celebrit\u00e0 nei giardini di Versailles ed altre innumerevoli grandi residenze nobiliare europee, nessuno ha mai pensato di metterlo sopra un piedistallo. Facendone piuttosto il piatto occasionale necessario a sopravvivere durante le pregresse guerre, insurrezioni e crisi migratorie dell&#8217;intera macroarea dello Zaire. Fino a che punto, dunque, un uccello pu\u00f2 essere influenzato dalla situazione socio-economica della sua nazione? Ai posteri l&#8217;ardua elucubrazione. <br>Se soltanto avranno fatto in tempo ad elaborarne l&#8217;antefatto, prima che ci via restituito, per intercessione di Colui che osserva, quanto ci appartiene di diritto, gowe-gowah; gowe-gowah&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In assenza della rigida struttura gerarchica implicata da una religione organizzata, tolto il clero, le chiese ed ogni soggettiva vocazione a dedicarsi anima e corpo alla divinit\u00e0 suprema, gli atti sacri dedicati al grande Spirito del Mondo avevano la propensione a dipanarsi per il tramite di un tipo di veicoli profondamente diversi. 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