{"id":38681,"date":"2023-09-08T06:15:32","date_gmt":"2023-09-08T04:15:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38681"},"modified":"2023-09-08T06:15:36","modified_gmt":"2023-09-08T04:15:36","slug":"non-e-un-fungo-ne-un-fagiolo-scintillante-ma-il-museo-dellarte-a-liyang","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38681","title":{"rendered":"Non \u00e8 un fungo n\u00e9 un fagiolo scintillante, ma il museo dell&#8217;arte a Liyang"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4YlW1UdRM1c?si=0idLXr5BqecH9rGO\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38684\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Le forme sono illogiche ma in alcun modo prive di un latente fascino, concreto e funzionale ad un progetto fin troppo chiaro: porre in alto sullo spiazzo un edificio che non sia una mera parte dell&#8217;impetuoso fiume dell&#8217;architettura. Ma una sua deriva periferica, perfettamente calibrato per il suo contesto dall&#8217;alto grado di assoluta particolarit\u00e0. Dove? Nello spazio formale ed ordinato dello Yan Lake Park, aggiunta recente alla citt\u00e0 presso il confine orientale di Liyang, nella colorata provincia del Jiangsu. In quel punto, estremamente significativo, in cui gli alti grattacieli del quartiere finanziario lasciano il posto e si fondono con l&#8217;arcaica struttura degli <em>hutong <\/em>ancora disposti in base ai piani del Mondo Antico. Un tempo ed organizzazione a cui gli stessi architetti taiwanesi dietro l&#8217;opera, C.R. Lin e Bentao Li di Taipei (studio CROX) si rifanno dichiaratamente con la citazione di un ispiratore d&#8217;eccellenza, niente meno che il saggio, funzionario, pittore, musicista e poeta Cai Yong, vissuto tra il 132 e il 192 d.C. assistendo tra le altre cose al declino della grande dinastia degli Han. Pur potendo coltivare le sue arti grazie a mente fredda e un superiore grado di concentrazione come quando, mandato in esilio per aver offeso il potere sproporzionato degli eunuchi a corte, ud\u00ec per caso il suono di un pezzo di legno di paulonwia che ardeva nella stanza accanto. Per precipitarsi subito e tirarlo fuori ancora circondato dalle fiamme del camino, ma avendo gi\u00e0 capito che poteva realizzarne qualcosa d&#8217;assolutamente inusitato. Ecco dunque, in linea di principio, l&#8217;effettiva metafora nascosta nella forma del nuovo museo di Liyang, inaugurato alla presenza del Partito nell&#8217;aprile del 2018, aprendo metaforicamente il passaggio ad una nuova epoca della partecipazione dei cittadini e visitatori esterni al filo d&#8217;Arianna dell&#8217;arte pi\u00f9 simbolica ed elevata: esso rappresenterebbe, in modo non del tutto trasparente, lo strumento musicale del <em>jiao wei qin<\/em> (\u7126\u5c3e\u7434) ovvero letteralmente &#8220;pianoforte dalla coda bruciacchiata&#8221;, un tipo di cetra da tavolo di forma rettangolare a sette corde, il cui suono si diceva potesse rivaleggiare quello dei pi\u00f9 esperti e rinomati musici del palazzo imperiale. Il che offre un singolare spunto di riflessione perch\u00e9 in effetti, l&#8217;edificio post-moderno in questione non assomiglia per niente a tale oggetto, richiamandosi se proprio deve allo strumento a fiato ancor pi\u00f9 antico dello Sheng, organo a bocca dall&#8217;impostazione talvolta ellittica e stondata. Nonch\u00e9 la propensione, ancora una volta dichiarata nella press release pubblicitaria che accompagna le sue molte immagini, a &#8220;lasciar soffiare il vento&#8221; creando &#8220;fluttuanti melodie&#8221;. Gi\u00e0 perch\u00e9 l&#8217;invitante ed arcano palazzo, creato facendo ricorso alle teorie matematiche di Colin Rowe e la sua propensione alla molteplicit\u00e0 dei punti d&#8217;ingresso, presenta una pluralit\u00e0 di spazi negativi tra cui l&#8217;<em>oculus<\/em> centrale sovrastante un cortile parzialmente riparato, incuneato tra le quattro collinette artificiali che nascondono all&#8217;interno ben 12.000 metri quadri abitabili della sua struttura. Dove sar\u00e0 possibile entrare mediante un luminoso atrio a vetri, oppure direttamente dal secondo piano, percorrendo l&#8217;agile passerella inclinata che allude ai punti di passaggio nei tradizionali giardini della Cina&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jLHgNTeaqTI?si=MGWADMZNlY9ZHdye\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-Melodies-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38682\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-Melodies-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-Melodies-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-Melodies-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-Melodies.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Presentato con questo video alla Biennale di Venezia del 2018, il museo di Liyang ha gi\u00e0 ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali. Bench\u00e9 abbia inspiegabilmente faticato, per quanto ci \u00e8 dato capire, a far breccia nel cuore dei <em>netizen <\/em>del suo stesso grande paese.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Trovandosi a quel punto, sulla base di un copione particolarmente studiato, a ripercorrere con passo lievi tre importanti tappe nella progressione della consapevolezza umana: niente meno che passato, presente e futuro. A partire dallo spazio al piano terra, ospitante un&#8217;esaustiva collezione di manufatti adiacenti all&#8217;era delle prime dinastie, a partire da un&#8217;ascia di pietra con manico del Neolitico, passando per Gui di giada votivi e i uno dei famosi gusci di tartaruga utilizzati per la divinazione oracolare durante l&#8217;intero lungo periodo dei Zhou (1045-256 a.C.) per poi proseguire con crateri e ciotole appartenenti al periodo degli Stati Combattenti e l&#8217;ascesa della dinastia Qin (221-206 a.C.) e spade, incensieri, sigilli della successiva egemonia degli Han. Fino ed oltre la caduta coincidente all&#8217;invenzione melodiosa di Cai Yong, con ulteriori reperti ospitati tra stanze e corridoi geometricamente ad angolo retto, appartenenti alle epoche Tang, Yuan e Ming. \u00c8 perci\u00f2 soltanto accedendo al primo piano e le sue forme organiche dal surrealista rivestimento delle pareti, intenzionalmente in grado di riprendere e valorizzare la forma atipica dell&#8217;edificio come visto da fuori, che il visitatore potr\u00e0 entrare in comunicazione con le mostre attualmente in corso, speso dedicate a specifici artisti e creativi dell&#8217;epoca moderna o contemporanea. Vedi quelle gi\u00e0 tenute nel corso del primo anno, dedicate tra gli altri al calligrafo vivente Hsing Yun e il ceramista del XIX secolo Chen Hongshou. Per poi concludere l&#8217;ideale esperienza con l&#8217;accesso al terzo piano e solarium dell&#8217;edificio, dove risulter\u00e0 possibile osservare non soltanto il parco sottostante ma anche le stelle fisse nel distante cielo notturno, per quanto possibile trovandosi collocati nel centro esatto di una citt\u00e0 di 804.000 abitanti.<br>Dal punto di vista strutturale l&#8217;incombente edificio, capace di sporgere in maniera caratterizzante dalla forma bulbosa dei suoi terrapieni di sostegno, risulta essere nel frattempo pienamente al passo coi tempi. Mediante l&#8217;utilizzo, tra le altre cose, di una facciata esterna in strisce d&#8217;alluminio brunito sovrapposte, idealmente capaci di massimizzare le sue prestazioni termiche diminuendo l&#8217;impronta carbonifera necessaria per la climatizzazione dell&#8217;edificio. Il che rientra pienamente nell&#8217;ideale dello studio CROX cos\u00ec come narrato sul sito ufficiale, istituito in base al neologismo di <em>avant-gardenaturalism<\/em>, una macedonia di termini che non suoner\u00e0 benissimo, ma esprime pienamente il concetto basilare di riferimento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yZquh1m-ZtI?si=6WZueJr7eEGJSkzd\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-View-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38683\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-View-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-View-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-View-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/09\/Liyang-Museum-View.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La forma e proporzioni a quattro lobi del museo ricordano a dire il vero pi\u00f9 una foglia, fungo o altra creazione osservabile del mondo vegetale. Laddove i riferimenti musicali derivano piuttosto, molto probabilmente, dal concetto puramente metaforico dell&#8217;armonia.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Notevole come molteplici altre proposte dell&#8217;architettura cinese dei nostri giorni, il museo di Liyang aspira per questo ad essere di pi\u00f9 che una mera attrazione turistica per la sua citt\u00e0 ospitante. Ma piuttosto uno spunto di riflessione, culturalmente carico di sottintesi, su cosa pu\u00f2 rappresentare con i giusti metodi l&#8217;architettura parzialmente slegata da ogni tipologia di modello, oltre i limiti del costruttivismo e il prevedibile canone dei moderni. Andando oltre il prototipico paragone tra Le Corbusier e Palladio, al centro di un celebre saggio dell&#8217;ispiratore occidentale Colin Rowe, mediato qui attraverso sensibilit\u00e0 e richiami tipici dell&#8217;architettura asiatica ed il suo significato sociale. Non sempre pienamente o facilmente accessibile alle presenti generazioni, se \u00e8 vero che il museo in questione \u00e8 stato incluso, nell&#8217;anno 2023, in una lista ufficiosa degli &#8220;edifici pi\u00f9 brutti della Cina&#8221;. Spesso accompagnata, nella sua trattazione online in lingua originale, dal rassicurante corollario del blogger viaggiatore rimasto capace di formarsi una propria opinione assolutamente positiva della visita recentemente sperimentata. Poich\u00e9 non \u00e8 appropriato, n\u00e9 mai realmente salubre nel paese di Mezzo criticare ci\u00f2 che le autorit\u00e0 statali hanno gi\u00e0 da tempo accettato e posto al di sopra di un piedistallo. Come si era trovato suo malgrado a scoprire il grande musicista Cai Yong, che trascorse buona parte della vita in esilio. Soltanto per essere richiamato nella capitale durante il breve regno del tiranno Dong Zhuo, alla morte del quale venne imprigionato fino al giorno e l&#8217;ora della sua morte. Ma non si pu\u00f2 uccidere, n\u00e9 chiudere tra quattro mura, l&#8217;insostanziale leggerezza di una melodia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le forme sono illogiche ma in alcun modo prive di un latente fascino, concreto e funzionale ad un progetto fin troppo chiaro: porre in alto sullo spiazzo un edificio che non sia una mera parte dell&#8217;impetuoso fiume dell&#8217;architettura. Ma una sua deriva periferica, perfettamente calibrato per il suo contesto dall&#8217;alto grado di assoluta particolarit\u00e0. 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