{"id":38592,"date":"2023-08-23T06:19:01","date_gmt":"2023-08-23T04:19:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38592"},"modified":"2023-08-23T06:26:06","modified_gmt":"2023-08-23T04:26:06","slug":"la-genesi-della-lattuga-che-oltrepasso-i-limiti-delle-stagioni-nordamericane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38592","title":{"rendered":"La genesi della lattuga che oltrepass\u00f2 i limiti delle stagioni statunitensi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8slZSd4yy1c?si=DP-Pd9Q0smIZNAdz\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38595\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Presenza frequente, ma non sempre garantita presso il banco verde dei supermercati italiani, l&#8217;insalata icerberg \u00e8 un tipo d&#8217;ingrediente che si tende a dare per scontato. Pratica, economica, venduta dentro il cellophane che sembra imprescindibile nella presentazione, laddove tanti altre derivazioni dell&#8217;antica <em>Lactuca sativa<\/em> albergano direttamente nei cassoni, o conservate nelle buste trasparenti con il logo del produttore. Sostanzialmente di un&#8217;utilit\u00e0 ridotta, nel suo caso particolare: poich\u00e9 tra tutte le piante commestibili a foglia verde, non c&#8217;\u00e8 n&#8217;\u00e8 una che possa dirsi di capace di resistere all&#8217;accumularsi cronologico dei giorni pi\u00f9 di questa, a partire da quel periodo fatidico del Natale del 1928, quando un treno lungo quasi un miglio part\u00ec da Santa Cruz, nello stato della California, per distribuire a decine di migliaia di americani un prodotto impossibile, l&#8217;enigma della verdura fogliosa in inverno. Dopo settimane e lunghi mesi di patate, conserve e sottaceti, colorando di un pazzesco senso di rivalsa contro le incombenti imposizioni del calendario. Perch\u00e9, come e soprattutto chi aveva fatto il miracolo, stavolta? Gli articoli di giornale puntarono con entusiasmo il dito verso l&#8217;industria W. Atlee Burpee &amp; Co. con sede a Warminster, Pennsylvania, che aveva reintrodotto la variet\u00e0 a partire dal catalogo dei semi originariamente importati dai coloni del Nuovo Mondo. Con teorie che vedono risalire l&#8217;<em>iceberg salad<\/em>, come fu chiamata commercialmente, all&#8217;antichit\u00e0 del Caucaso e successivamente, l&#8217;intera regione del Mediterraneo. Come una forma superiore della pianta sacra all&#8217;epoca dei faraoni, quando veniva usata per preparare un olio con qualit\u00e0 afrodisiache ed altrettanto utile durante il processo di mummificazione. Non che all&#8217;epoca, effettivamente, l&#8217;avreste riconosciuta, visto il gambo ricoperto di spine grondanti resina lattiginosa (da cui il nome) e l&#8217;assenza pressoch\u00e9 totale di una &#8220;rosetta&#8221; centrale di foglie, oggi caratteristica fondamentale delle sue molteplici variet\u00e0. Mentre per quanto riguarda l&#8217;effettiva origine dell&#8217;appellativo contemporaneo, vi sono molte ipotesi, a partire da quella che il blocco di ghiaccio in questione, come in un&#8217;inversione del disastro del Titanic d&#8217;inizio secolo, fosse quello contenuto nei lunghissimi convogli ferroviari al fine di prolungarne l&#8217;effettiva commestibilit\u00e0, pari a fino 1.000 tonnellate complessive di materiale. Laddove un&#8217;interpretazione maggiormente poetica della questione, attribuita alla figura dell&#8217;altro pioniere della Western Growers Association, Henry P. Grain, vedeva la denominazione scaturire dalla maniera in cui le sommit\u00e0 di ciascun vegetale, bianche sotto il sole mattutino, riuscissero riflettere la luce per l&#8217;effetto della rugiada, assomigliando ad altrettante isole galleggianti dei mari circumpolari terrestri. Entrambe storie, sia ben chiaro, attentamente costruite ad arte per alimentare la leggenda, di un prodotto che cadde immediatamente nell&#8217;insieme dei potenti risultati della scienza, capaci di cambiare il mondo e il nostro stile di vita. Almeno prima che i miglioramenti dei trasporti, l&#8217;implementazione di processi produttivi efficienti e l&#8217;invenzione di celle frigorifere migliori rendessero l&#8217;eccezionale, una pura e semplice regola del quotidiano&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UQ3UiLoPDag?si=J6ZsOYkRP5bAikTT\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-Industry-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38594\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-Industry-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-Industry-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-Industry-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-Industry.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Associata a un tipo di produzione pesante con macchinari e campi estremamente vasti, la lattuga iceberg non rientra propriamente tra i prodotti sostenibili mediante metodologie di sfruttamento convenzionali. Ciononostante, la sua distribuzione \u00e8 scalabile sulle necessit\u00e0 della societ\u00e0 globale, il che la colloca in modo strategico nell&#8217;attuale societ\u00e0 industrializzata.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Eppure non sarebbe totalmente errato sottolineare come l&#8217;iceberg, nella patria d&#8217;adozione e presso il vecchio continente dove ricominci\u00f2 ad essere coltivata attorno alla met\u00e0 del secolo scorso, sia riuscita a non passare mai di moda. Con la sua caratteristica consistenza croccante ed il gusto dolciastro non troppo forte, destinato a diventare nel corso degli anni &#8217;60 e &#8217;70 un caposaldo delle cosiddette <em>wedge salad<\/em>, un piatto in cui la base verdeggiante andava incontro a condimenti dall&#8217;importante contenuto calorico, tra cui cipolla tritata, avocado, cetriolo, noci pecan e persino salse a base di maionese o formaggio. Particolarmente durante il regno incontrastato di William Garin e la sua Western Iceberg Lettuce Inc, una delle compagnie maggiormente responsabili di aver traghettato tale pianta fino ai giorni odierni. Come un caposaldo del mangiare vagamente e sorprendentemente insalubre, oggi affiancata, se non del tutto sovrascritta negli ambienti dei <em>gourmand<\/em>, da una scuola dell&#8217;insalata ragionevole e pi\u00f9 simile all&#8217;interpretazione letterale del termine. Fino al drastico boicottaggio della fine degli anni &#8217;70, quando una protesta iniziata da Caesar Chavez vide questo tipo di lattuga passare di moda, come un simbolo dello sfruttamento dei raccoglitori californiani privi di sindacati, agevolando il passaggio nelle cucine dei ristoranti a variet\u00e0 pi\u00f9 piccole come la variet\u00e0 romaine, con la caratteristica struttura interna simile a un labirinto.<br>Il che ha relegato, nella mente di molti gastronomi statunitensi, l&#8217;iceberg ad un mondo e sapori ormai desueti, in molte e discutibili maniere &#8220;inferiori&#8221; alle alternative disponibili nei giorni odierni. La lattuga prodotta dall&#8217;agronomia moderna, si argomenta tutt&#8217;oggi, rappresenta il trionfo dell&#8217;apparenza sull&#8217;effettiva e genuina sostanza, risultando priva dello stesso contenuto vitaminico di molte alternative, nonostante l&#8217;aspetto salutare ed innegabilmente attraente. Inoltre, bench\u00e9 ci\u00f2 sia un problema sistematico ereditato dall&#8217;agricoltura poco sostenibile del Novecento, la sua coltivazione intensiva prevede uno sfruttamento irresponsabile del suolo, con significative quantit\u00e0 di sprechi dovuti alla metodologia con cui viene raccolta e preparata alla distribuzione su scala nazionale. Non che il settore della rugola, gli spinaci o il cavolo riccio (chiamato in Nordamerica, <em>kale<\/em>) veda risultati meno problematici a breve o medio termine, il che non pu\u00f2 di certo essere considerato una colpa dell&#8217;intero catalogo vegetale, quanto del ragionamento alla base dell&#8217;industria e tutto ci\u00f2 che essa comporta. Efficienza, guadagno, vendibilit\u00e0 ad ampio spettro&#8230;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/p_ndsBgMdYY?si=RlAPqaNm-vo18zF_\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-Harvesting-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38593\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-Harvesting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-Harvesting-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-Harvesting-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/08\/Iceberg-Lettuce-Harvesting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una famosa e prototipica menzione della lattuga a lunga durata \u00e8 presente nel romanzo East of Eden del premio Nobel John Steinbeck, con il personaggio dell&#8217;imprenditore Adam Trask che tenta di preservarla &#8220;Come la carne dei mammut all&#8217;interno dei ghiacciai siberiani&#8221;. Esperimento che fallisce nella narrazione, bench\u00e9 traguardi simili fossero gi\u00e0 stati raggiunti in epoca antecedenti alla sua pubblicazione.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Qual \u00e8 dunque, al giorno d&#8217;oggi il posto che possiamo riservare, sulle nostre tavole, all&#8217;ormai familiare eppure in qualche modo futuribile insalata statunitense? Una visione alternativa dell&#8217;argomento, per cui viene spesso citato un celebre articolo del New Yorker della critica gastronomica Helen Rosner, \u00e8 che l&#8217;iceberg si trovi ad oggi sull&#8217;onda di un possibile ritorno ai meriti di una cucina dai sapori complessi e non per forza eminenti. Con la propria geometria indefessa, in grado di resistere non soltanto alla degradazione del trasporto ma anche l&#8217;aggiunta in cucina di condimenti corposi ed ingombranti, capaci di annientare la consistenza di altre tipologie d&#8217;ingredienti. Per non parlare del confinamento limite all&#8217;interno dell&#8217;imprescindibile hamburger, noto pilastro di sostegno della tavola statunitense. Mentre in ricette dalla composizione sofisticata, riesce a bilanciare e accrescere la gestalt dei sapori, aggiungendo il <em>crunch<\/em> tonante che la rende particolarmente tollerabile per i bambini di tutte le et\u00e0. O quasi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presenza frequente, ma non sempre garantita presso il banco verde dei supermercati italiani, l&#8217;insalata icerberg \u00e8 un tipo d&#8217;ingrediente che si tende a dare per scontato. 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