{"id":38143,"date":"2023-06-12T06:12:23","date_gmt":"2023-06-12T04:12:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38143"},"modified":"2023-06-12T06:12:27","modified_gmt":"2023-06-12T04:12:27","slug":"laguzzo-fascino-dellastronave-che-trasporto-larchitettura-cecoslovacca-negli-anni-70","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38143","title":{"rendered":"L&#8217;aguzzo fascino dell&#8217;astronave che trasport\u00f2 l&#8217;architettura cecoslovacca negli anni &#8217;70"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/X03-7E4st4w\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38146\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Perfetta unit\u00e0 di tempo, opportunit\u00e0 e luogo. Miracolose contingenze che persino nell&#8217;allineamento dello spazio intelligibile, talvolta non riescono a creare l&#8217;eccezione che, idealmente, pu\u00f2 dare una conferma della regola immanente. Un esempio? I paesi dell&#8217;Europa Orientale, durante i lunghi anni dell&#8217;egemonia sovietica, videro l&#8217;impiego reiterato di un canone esteriore sobrio ed utilitaristico. In ogni campo della creativit\u00e0 moderna, inclusa guarda caso l&#8217;architettura. Niente di scorretto in linea di principio, nel proporre tale affermazione, finch\u00e9 non si volge il proprio sguardo verso il picco della montagna di Je\u0161t\u011bd, la pi\u00f9 alta cima del massiccio bohemo. Ove campeggia, tra l&#8217;occasionale nebbia rarefatta dei 1.012 metri d&#8217;altitudine, una struttura che ricorda al tempo la torre Eiffel, un alto stupa indiano, il razzo sulla copertina di una rivista <em>pulp<\/em> e il grattacielo costruito da un eclettico stregone. Il simbolo totemico, nonch\u00e9 punto d&#8217;orgoglio, della piccola citt\u00e0 di Liberec, famosa per le sue piste da sci ed altre attrazioni tipiche del contesto montano. Con una storia che getta le sue radici nel solido suolo dioritico fino al 1844, quando le forze militari inviate nel territorio per sedare le rivolte degli opifici tessili si abituarono a compiere gite sulle alture, rifocillandosi presso l&#8217;istituzione di ristoro itinerante dei coniugi Hasler. Che tre anni dopo divent\u00f2 una baita in legno. E nel 1850 un capannone in pietra. Successivamente sostituito, per opera di un&#8217;associazione tedesca nel 1906, in un&#8217;affascinante cottage con 23 camere, che probabilmente sarebbe ancora tra noi. Non fosse stato per la scelta imprudente, il 31 gennaio del 1963, di un impiegato incaricato di scongelare i tubi di approvvigionamento idrico. Che utilizzando una fiamma ossidrica a tal fine, fin\u00ec per dare fuoco all&#8217;intero edificio. Rammarico, rimpianto, dispiacere. Ulteriormente destinati a manifestarsi quando, un anno dopo, i lavoratori del cantiere di demolizione incendiarono accidentalmente anche la vecchia casupola degli Hasler, chiudendo il cerchio della devastazione accidentale. Ma da grandi ed imprevisti eventi, come si suole affermare, derivano opportunit\u00e0 importanti e non ci volle molto, quello stesso anno, perch\u00e9 la gente di Liberec iniziasse a raccogliere spontaneamente le ingenti cifre necessarie per ricostruire lass\u00f9&#8230; Qualcosa. Erano questi, d&#8217;altra parte, gli anni del governo di Anton\u00edn Josef Novotn\u00fd, un segretario del Partito Comunista relativamente aperto all&#8217;espressione individuale e l&#8217;eclettica realizzazione delle idee. Come quella dell&#8217;architetto Karel Hub\u00e1\u010dek destinata ad essere selezionata, nell&#8217;aprile del &#8217;63, come vincitrice del prestigioso concorso indetto al fine di trovare un sostituto per la cima rimasta spoglia del Je\u0161t\u011bd. E sulla quale assai difficilmente, in quegli anni, avrebbe potuto trovare posto una semplice croce. N\u00e9 semplicemente un albergo, con accanto una pratica torre per le telecomunicazioni. Bens\u00ec l&#8217;insolita, perfettamente funzionale combinazione di queste due cose&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_A3IywLiVTE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-Structure-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38147\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-Structure-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-Structure-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-Structure-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-Structure.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lungamente trascurato nelle sue costose opere di manutenzione, l&#8217;albergo ormai di mezzo secolo \u00e8 stato sottoposto ad un primo restauro nel 2016. Tuttavia diverse problematiche tra cui le infiltrazioni d&#8217;acqua nel basamento, allo stato attuale, restano irrisolte.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nella sua forma facilmente osservabile da molte miglia di distanza, l&#8217;<em>hotel a vys\u00edla\u010d<\/em> (albergo e trasmettitore) di Je\u0161t\u011bd\u00a0\u00e8 costituito da una forma paraboloide rotante, con una pianta circolare di 33 metri e l&#8217;altezza complessiva di 100. Tale da sovrastare, ed in qualche modo valorizzare, la frastagliata sagoma della montagna. Occupata nel suo primo piano sopra la reception, accessibile mediante scala a chiocciola di marmo, da un ristorante panoramico con arredi futuribili attentamente selezionati da Otakar Binar, l&#8217;edificio lascia quindi il posto nei livelli oltre il quarto ai tipici arredi di un albergo di montagna, per un totale di 12 camere e un appartamento disposti attorno al cerchio del cilindro centrale. Ospitando poi nei piani superiori, in modo alquanto prevedibile, gli spazi dedicati all&#8217;elettronica e manutenzione della svettante e potente antenna. Una configurazione atipica capace di condurre a non pochi problemi logistici, derivanti almeno in parte dalla difficolt\u00e0 di trasportare materiali pesanti o prefabbricati con l&#8217;unico ausilio veicolare della vecchia funivia, costantemente battuta dai venti e dalle intemperie di questa regione d&#8217;Europa meteorologicamente turbolenta. Al punto che all&#8217;interno del pinnacolo elettrificato, l&#8217;ingegnere strutturale Zden\u011bk Patrman assieme ai colleghi dell&#8217;Universit\u00e0 Tecnica di Praga (CVUT) avrebbe scelto d&#8217;implementare un pendolo di stabilizzazione assolutamente avveniristico per l&#8217;epoca, soltanto una delle molte soluzioni insolite adottate nell&#8217;edificio. Tra cui un rivestimento d&#8217;alluminio brevettato <em>ad-hoc<\/em> per l&#8217;isolamento termico, finestre rinforzate nella parte bassa per resistere all&#8217;occasionale distacco di lastre ghiaccio dalla sommit\u00e0 della torre ed uno scudo in materiali termici contro la diffusione delle microonde, per proteggere gli ospiti da irradiazioni indesiderate. Una letterale tempesta perfetta di tecnologie prive di precedenti, destinata a complicare ed allungare non poco il completamento dell&#8217;opera, tanto che nel 1968, durante l&#8217;invasione dell&#8217;allora unita Cecoslovacchia da parte delle truppe dei paesi del Patto di Varsavia le maestranze straniere coinvolte dovettero fuggire via in tutta fretta, complicando ulteriormente le operazioni. Aggiungete a questo l&#8217;avvenuta e inevitabile successione al governo di Hub\u00e1\u010dek da parte del nuovo Segretario di partito Alexander Dub\u010dek, una figura molto pi\u00f9 conservatrice e meno aperta nei confronti d&#8217;influenze moderniste percepite come provenienti dall&#8217;estetica possibilista del blocco occidentale. Tanto che al completamento e conseguente inaugurazione nel 1973 del grande capolavoro di Hub\u00e1\u010dek, architetto semplicemente troppo celebre ed ammirato nel paese per poter pensare  di fare un passo indietro sul suo progetto, quest&#8217;ultimo non venne neanche ufficialmente invitato, dovendo essere fatto entrare di nascosto dalla porta sul retro. Un&#8217;antipatia surreale e reiterata che aveva nel frattempo portato a revocargli il passaporto quattro anni prima, contestualmente al suo ottenimento del premio Perret conferitogli dall&#8217;Unione Internazionale degli Architetti (UIA) da ritirare a Buenos Aires. Inficiando in tal modo l&#8217;unica opportunit\u00e0, ad oggi, da parte di un architetto di nazionalit\u00e0 Ceca o Slovacca di ricevere quel prestigioso riconoscimento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RSdt8tdFrjM\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-Interior-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38144\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-Interior-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-Interior-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-Interior-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/06\/Jested-Hotel-Interior.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;estetica spaziale degli interni dell&#8217;albergo, ripresa anche nelle camere e diverse suppellettili a corredo, doveva spiccare in modo ancor pi\u00f9 significativo nell&#8217;epoca uniforme dell&#8217;egemonia sovietica. Permettendo ai visitatori di sperimentare, in modo alquanto problematico, l&#8217;eccezionale ebbrezza dell&#8217;espressionismo individuale e la capacit\u00e0 di sovvertire i modelli.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Oggi un importante punto di riferimento ed attrazione turistica della Repubblica Ceca, l&#8217;albergo di Je\u0161t\u011bd rappresenta una proposta eccezionalmente fuori dal contesto del suo ambito e territorio d&#8217;appartenenza. Non cos\u00ec diversa, per lo meno da un punto di vista metaforico, dal macigno errante &#8220;del gobbo&#8221; Kamen Krej\u010d\u00edk, visibile con occhio attento dalle sue finestre panoramiche, segno a valle di un&#8217;ancestrale incontro tra l&#8217;eponimo abitante del villaggio e gli elfi, chiamati dallo Spirito della montagna per riorganizzare e definire il paesaggio. Se non che improvvisamente spaventati, da codesto burbero individuo, ne lasciarono cadere un singolo mattone costituente e numerosi altri frammenti, destinati a rotolare rovinosamente verso valle. E chiss\u00e0 come avrebbe reagito, l&#8217;incidentale avversario del cambiamento, all&#8217;atterraggio di un simile UFO proveniente da galassie lontane. Almeno prima di risedere, almeno una volta, tra l&#8217;argenteo ed accogliente involucro di quelle digradanti mura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perfetta unit\u00e0 di tempo, opportunit\u00e0 e luogo. Miracolose contingenze che persino nell&#8217;allineamento dello spazio intelligibile, talvolta non riescono a creare l&#8217;eccezione che, idealmente, pu\u00f2 dare una conferma della regola immanente. Un esempio? I paesi dell&#8217;Europa Orientale, durante i lunghi anni dell&#8217;egemonia sovietica, videro l&#8217;impiego reiterato di un canone esteriore sobrio ed utilitaristico. In ogni campo &#8230; <a title=\"L&#8217;aguzzo fascino dell&#8217;astronave che trasport\u00f2 l&#8217;architettura cecoslovacca negli anni &#8217;70\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38143\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;aguzzo fascino dell&#8217;astronave che trasport\u00f2 l&#8217;architettura cecoslovacca negli anni &#8217;70\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[3405,662,6423,2183,330,1536,236,2373,301,1002,1294,606,4625,71,1725,867,2256,1523,87],"class_list":["post-38143","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alberghi","tag-antenne","tag-architetture","tag-cecoslovacchia","tag-costruzioni","tag-dal-mondo","tag-europa","tag-luoghi","tag-montagne","tag-personaggi","tag-punti-di-riferimento","tag-repubblica-ceca","tag-simboli","tag-storia","tag-strutture","tag-telecomunicazioni","tag-torri","tag-turismo","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38143","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38143"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38143\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38150,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38143\/revisions\/38150"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}