{"id":38022,"date":"2023-05-25T06:08:31","date_gmt":"2023-05-25T04:08:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38022"},"modified":"2023-05-25T06:08:34","modified_gmt":"2023-05-25T04:08:34","slug":"di-corna-impavide-su-cime-ataviche-cosi-ama-vivere-la-caprecora-tibetana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38022","title":{"rendered":"Di corna impavide su cime ataviche, cos\u00ec ama vivere la caprecora Tibetana"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KEbZ9GXlspY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Tibetan-Takin-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38025\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Tibetan-Takin-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Tibetan-Takin-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Tibetan-Takin-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Tibetan-Takin.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quando conosci ogni sentiero della montagna, se hai la dote implicita di consumare piante appena commestibili, con massimo profitto. Se l&#8217;aria rarefatta non riesce a scoraggiarti e l&#8217;incombente nebbia non riesce a penetrare il tuo fitto manto ricoperto d&#8217;olio; allora l&#8217;alta quota, e tutto ci\u00f2 che questa comporta, potr\u00e0 essere davvero il Paradiso. Fuori portata dalla maggior parte dei pi\u00f9 minacciosi tra i predatori. Fatta eccezione per l&#8217;uomo, s&#8217;intende. D&#8217;altra parte il takin o <em>Budorcas taxicolor<\/em>, magnifico bovide dall&#8217;aspetto caprino sul remoto tetto del mondo, \u00e8 un&#8217;imponente creatura dal peso medio di quattro quintali (che pu\u00f2 arrivare, in casi specifici, anche a una tonnellata) il cui manto \u00e8 apprezzabile a tal punto da aver potuto costituire, in base ad alcune teorie, l&#8217;origine del mito ellenico del Vello d&#8217;Oro. Forse procurato su mandato degli Dei, per un tramite di misteriosa provenienza, proprio dalla particolare sottospecie <em>B.t. bedfordi<\/em>, la cui colorazione esula pi\u00f9 d&#8217;ogni altra dall&#8217;origine termine d&#8217;identificazione latino, significante di contro &#8220;del colore di un tasso&#8221;. Cos\u00ec come caratteristico delle altre tre varianti, ciascuna situata in una differente regione limitrofa ai picchi dell&#8217;Himalaya, con una diversa gradazione cromatica o proporzionamento delle rispettive membra. Ma tutte egualmente, per una ragione o per l&#8217;altra, considerate vulnerabili dagli indici degli animali a rischio, con un occhio di riguardo nei confronti del <em>B.t. tibetana<\/em> o takin del Sichuan, da tempo immemore sottoposto a caccia non sostenibile e per questo rigorosamente vietata in base alle normative odierne. Pur senza poter contare dello stesso carisma ed immagine internazionale del suo compagno d&#8217;habitat maggiormente famoso, l&#8217;inconfondibile panda gigante. Creatura ursina la cui prima osservazione di un consumo di carne, attivit\u00e0 rara ma comunque attestata dalla scienza, la vedeva sgranocchiare per l&#8217;appunto una carcassa di questo notevole ruminante. La cui classificazione tassonomica risulta fin dalla prima descrizione scientifica (Hodgson, 1850) tutt&#8217;altro che scontata, visto il possesso di multiple caratteristiche apparentemente prese in prestito da differenti rami dell&#8217;albero della vita. Con corna d&#8217;antilope, manto di un bue muschiato, agilit\u00e0 di una capra, proporzioni bovine e un muso bombato che pare la caricatura di quello di un&#8217;alce. Tanto che il naturalista George Schaller, nella seconda met\u00e0 del secolo scorso, l&#8217;avrebbe definita come una versione &#8220;punta da un&#8217;ape&#8221; dell&#8217;iconica creatura canadese. Laddove la vistosa forma sovradimensionata dei seni nasali dell&#8217;animale, cos\u00ec come ogni altra sua caratteristica, costituisce uno specifico adattamento ai suoi ambienti di provenienza, funzionale al riscaldamento dell&#8217;aria prima d&#8217;immetterla all&#8217;interno dei suoi polmoni. Un&#8217;accorgimento dell&#8217;evoluzione, a dir poco, ingegnoso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/uyZFg0kXoZI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Takin-Biology-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38023\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Takin-Biology-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Takin-Biology-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Takin-Biology-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Takin-Biology.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Uno sguardo carico di sottintesi ed il contegno di colei che non si smuove per chicchessia. In fondo sono molto pochi i predatori che possono tentare di attaccare un erbivoro di queste dimensioni, fatta eccezione per l&#8217;occasionale orso, leopardo o intero branco di lupi. Ma l&#8217;unione, si sa, aiuta.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Identificato storicamente dagli indigeni locali come <em>shugu-pan<\/em> o con i termini apparentemente onomatopeici di <em>kyimyak<\/em>, <em>tsimyan <\/em>e <em>kyem<\/em>, il takin sarebbe quindi stato inserito dallo stesso Hodgson all&#8217;interno del suo genere monotipico <em>Budorcas<\/em>, biologicamente prossimo fra tutti a quello degli ovini a noi pi\u00f9 familiari, come desumibile almeno in parte da taluni aspetti e comportamenti. Ci\u00f2 che caratterizza in modo distintivo lo stile di vita di queste creature \u00e8 l&#8217;inclinazione a vivere in grandi branchi o veri e propri greggi, di decine di esemplari ma capaci di metterne insieme anche pi\u00f9 di un centinaio, organizzati secondo un sistema gerarchico estremamente preciso. Con i maschi pi\u00f9 forti situati nella marcia davanti o dietro, mentre le femmine con i cuccioli si trovano nel centro della formazione, potendo in questo modo beneficiare di un pi\u00f9 alto grado di protezione. Simili grandi comitive, dunque, testardamente inclini a reimpiegare sempre gli stessi sentieri montani indipendentemente dalla meta, tendono a consumare l&#8217;erba e scavare dei veri e propri solchi simili a una rete stradale creata dalla natura, capace di condurre senza esitazione verso obiettivi interessanti come depositi ed affioramenti di sale. Particolarmente evidenti tra i pascoli a quote meno elevate dove tendono a trascorrere l&#8217;inverno, prima di far ritorno in primavera alle cime pi\u00f9 inviolabili, dove le femmine partoriranno un singolo piccolo generalmente tra aprile e maggio, dopo un periodo di gestazione della lunghezza di otto mesi. Il neonato dunque (chiamato in lingua inglese <em>kid<\/em> come avviene per le giovani capre) sar\u00e0 del tutto inseparabile dalla madre per i primi due mesi di vita, potendo emettere fin da subito un potente suono simile al grugnito di un maiale, capace di richiamarla a se ogni qualvolta dovesse aver rivolto la sua attenzione altrove. Per quanto concerne invece l&#8217;alimentazione, vi basti considerare che stiamo parlando di creature erbivore dalla straordinaria versatilit\u00e0, capaci di digerire praticamente ogni tipo di materia vegetale disponibile all&#8217;interno del loro ambiente, incluso il coriaceo bamb\u00f9 fino al considerevole diametro di 10 cm. Mostrando inoltre una particolare preferenza per piccoli arbusti cespugliosi come il rododendro, che tendono a consumare alzandosi sulle zampe posteriori ed appoggiando quelle anteriori in posizione sopraelevata, mentre usano le forti labbra prensili per strapparne le foglie una ad una. Dimostrando quello stesso tipo d&#8217;agilit\u00e0 e sveltezza, cos\u00ec poco evidenti dalla loro conformazione fisica, che sfruttano al principio della stagione degli amori, negli inseguimenti vicendevoli culminanti nei combattimenti tra maschi solitari ed in cerca di una compagna, organizzati sulla base di una precisa gestualit\u00e0 e galateo. Con sguardi minacciosi, la testa che s&#8217;inclina da un lato ed occasionali colpi vibrati con le corna, bench\u00e9 per fortuna raramente dotati di conseguenze particolarmente serie. Importante, al fine di stabilire una gerarchia, anche la demarcazione del territorio, effettuata mediante lo stesso strato odoroso che ricopre totalmente il sovrapelo dell&#8217;animale, piuttosto che particolari ghiandole nella maniera tipica di altri esponenti della grande famiglia bovina.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fyqjtn2Ahps\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Takin-Herd-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-38024\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Takin-Herd-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Takin-Herd-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Takin-Herd-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/05\/Takin-Herd.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;organizzazione gerarchica delle greggi di takin, in natura, \u00e8 simile a quella delle pecore selvatiche, con frequenti guerre tra maschi al fine di definire la reciprocit\u00e0 dei ruoli. Non \u00e8 d&#8217;altronde infrequente per i maschi adulti la scelta di vivere in solitudine, per lo meno per i lunghi mesi che trascorrono tra ciascuna stagione degli accoppiamenti.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Stranamente sconosciuto fuori dai suoi paesi di appartenenza, nonostante l&#8217;aspetto distintivo e dimensioni considerevoli, il <em>Budorcas<\/em> rappresenta un&#8217;anomalia nel panorama etologico dell&#8217;Estremo Oriente. Assolutamente degno di essere celebrato per il suo aspetto insolito, l&#8217;interessante comportamento ed il suo inconfondibile carisma caprino, del tutto scevro di possibili connotazioni arbitrariamente sataniche al pari degli a noi pi\u00f9 familiari, distanti cugini europei. Non che la vicinanza al regno sotterraneo degli angeli decaduti, ancorch\u00e9 ancestrali demoni della montagna, dovrebbe in linea di principio costituire necessariamente un male. Bens\u00ec la fonte di una pi\u00f9 frequente menzione all&#8217;interno di una cultura generalista non pi\u00f9 condizionata dalle consuetudini della superstizione! E dopo tutto cosa c&#8217;\u00e8 di meglio, per incoraggiare la conservazione di un&#8217;insostituibile creatura, che interpretare il suo carattere, permettendogli di dialogare col sistema mitologico frutto delle antiche architetture umane?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando conosci ogni sentiero della montagna, se hai la dote implicita di consumare piante appena commestibili, con massimo profitto. Se l&#8217;aria rarefatta non riesce a scoraggiarti e l&#8217;incombente nebbia non riesce a penetrare il tuo fitto manto ricoperto d&#8217;olio; allora l&#8217;alta quota, e tutto ci\u00f2 che questa comporta, potr\u00e0 essere davvero il Paradiso. Fuori portata &#8230; <a title=\"Di corna impavide su cime ataviche, cos\u00ec ama vivere la caprecora Tibetana\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=38022\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Di corna impavide su cime ataviche, cos\u00ec ama vivere la caprecora Tibetana\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,240,7122,818,3609,200,7123,1911,2312,1536,2683,1097,5693,301,109,694,3610,819,991,7124],"class_list":["post-38022","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-asia","tag-bhutan","tag-biologia","tag-bovidi","tag-capre","tag-cime","tag-comportamento","tag-creature","tag-dal-mondo","tag-erbivori","tag-evoluzione","tag-greggi","tag-montagne","tag-natura","tag-pecore","tag-prede","tag-riproduzione","tag-tibet","tag-vette"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38022","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38022"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38022\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38026,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38022\/revisions\/38026"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}