{"id":37704,"date":"2023-04-02T06:27:06","date_gmt":"2023-04-02T04:27:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37704"},"modified":"2023-04-02T06:27:09","modified_gmt":"2023-04-02T04:27:09","slug":"uno-sguardo-indietro-verso-il-ponte-dacciaio-piu-pesante-delle-isole-inglesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37704","title":{"rendered":"Uno sguardo indietro verso il ponte d&#8217;acciaio pi\u00f9 pesante delle isole inglesi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_IAfoP-b7No\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Bridge-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37707\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Bridge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Bridge-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Bridge-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Bridge.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Era un pomeriggio uggioso del 1887 quando Sir Benjamin Baker, due anni dopo l&#8217;inizio del progetto pi\u00f9 importante della sua carriera, sal\u00ec presso la cattedra della grande aula ad emiciclo del palazzo neoclassico di Albemarle Street, nel quartiere londinese di Mayfair. Dal grande manifesto posto sopra un cavalletto e preventivamente coperto mediante il classico telo nero della <em>suspense<\/em>, molti dei presenti membri della Royal Institution avevano gi\u00e0 intuito il tipo di lezione che aveva intenzione di tenere, sebbene fosse difficile immaginare effettivamente fino che punto avesse intenzione di violare la regola non scritta di questo tipo di contesti accademici, evitando l&#8217;uso prosaico di metafore particolarmente ardite ma sfruttando unicamente proporzioni matematiche asservite all&#8217;organizzazione dei concetti latenti. Ogni vago sospetto ed elucubrazione, ad ogni modo, furono chiariti nel momento in cui, dopo una breve cappello introduttivo sul concetto del ponte dell&#8217;insenatura di Forth e quello che avrebbe potuto significare per la Gran Bretagna, chiese al suo assistente di scoprire la grande fotografia esplicativa: un&#8217;immagine che ritraeva tre uomini seduti, due dei quali su altrettante sedie e sopra manici di scopa in posizione obliqua, in opposizione a  quelli usati per sostenere dei mucchi di mattoni facenti funzione di contrappeso. In opposizione a quelli posti ad incontrarsi nel punto centrale, assieme a un asse sopra cui era situato in equilibrio il terzo uomo, mantenuto in posizione per la fisica vigente da un <em>enseble<\/em> cos\u00ec surrealista. Segu\u00ec spiegazione probabilmente lunga ed elaborata, che esulando dallo spettro rilevante del presente articolo, possiamo agevolmente riassumere nella frase &#8220;Uguale in linea di principio. Ma pi\u00f9 grande.&#8221;<br>Molto, molto pi\u00f9 grande: con i suoi esattamente 2.467 metri di lunghezza, con 642 di avanzo rispetto al precedente ponte record di Brooklyn a New York, che essendo stato completato soltanto 4 anni prima aveva dimostrato al mondo la fattibilit\u00e0, e l&#8217;efficienza di una sovrastruttura costruita primariamente nell&#8217;acciaio dell&#8217;epoca moderna, creato grazie al processo Bressemer brevettato nel 1856. Lo stesso portato ad apparentemente valido coronamento in questa terra di Scozia, per inciso, nel 1878 con l&#8217;inaugurazione del ponte simile sul golfo di Tay, ugualmente utile a velocizzare ed aumentare l&#8217;efficienza del trasferimento di merci verso settentrione, evitando di dover girare attorno a due delle pi\u00f9 rilevanti interruzioni paesaggistiche sulla costa orientale britannica. Era questa, tuttavia, un&#8217;epoca di grandi cambiamenti e sperimentazioni, che avrebbe a breve portato ad esempio la Francia al di l\u00e0 della Manica alla costruzione dell&#8217;iconica Torre Eiffel, un&#8217;altra formidabile dimostrazione della superiorit\u00e0 del ferro dall&#8217;alto contenuto di carbonio a quello prodotto dalle forge tradizionali. Che molto poteva sopportare, sebbene avesse limiti ancora non del tutto noti. Almeno fino a quella drammatica notte del 28 dicembre 1879, quando per un tragico errore dei calcoli infrastrutturali, proprio il viadotto di Tay cedette in modo catastrofico sotto il peso di un treno passeggeri, portando alla morte di 75 di loro. Fu per questo con un vago senso di trepidante attesa, oltre che oggettiva curiosit\u00e0, che i presenti alla prima dimostrazione tecnica di cosa Baker e il principale collega, anch&#8217;egli &#8220;Sir&#8221; John Fowler avessero intenzione di fare, per allontanare il pi\u00f9 possibile l&#8217;ipotesi che un frangente simile potesse verificarsi ancora. Difficile immaginare effettivamente in quanti, nell&#8217;insigne riunione, potessero effettivamente immaginare fino a che punto fossero intenzionati ad arrivare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ydsE4JF12jY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Demonstration-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37708\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Demonstration-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Demonstration-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Demonstration-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Demonstration.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La dimostrazione del &#8220;ponte umano&#8221; \u00e8 una semplice prova tecnica ancora oggi occasionalmente realizzata nelle aule delle scuole ed universit\u00e0 anglosassoni, traendo ispirazione dalla famosa foto impiegata da Benjamin Baker. Oltre a costituire un quadro tutt&#8217;altro che infrequente negli studi degli ingegneri ed architetti di tutto il modo.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il ponte sul golfo (Firth) di Forth, creato per sostituire l&#8217;eponimo quanto laborioso traghetto delle due cittadine costiere di Queensferry &#8220;Nord&#8221; e &#8220;Sud&#8221; nacque dunque costituendo l&#8217;effettiva dimostrazione dei margini di sicurezza perseguibili all&#8217;interno di una societ\u00e0 estremamente avanzata e tecnologica, come quella Vittoriana, in cui tuttavia gli accorgimenti e precauzioni dell&#8217;odierna ingegneria non erano ancora stati sottoposti al vaglio delle plurime generazioni intercorse. Motivo per cui viene descritto come il pi\u00f9 eminente esempio di<em> over-engineering<\/em> o &#8220;sovra-progettazione&#8221; con la sua massiccia struttura superiore a sbalzo di 51.324 tonnellate di acciaio appoggiata sui massicci piloni di granito e cemento, a loro volta creati per raggiungere, verso il punto centrale del golfo, una profondit\u00e0 massima di 48 metri. Il tutto a fronte di una serie di analisi avanzate, al fine di determinare che il suolo sabbioso sottostante fosse effettivamente in grado di sostenere una struttura tanto imponente, il cui aspetto esteriore al termine della costruzione avrebbe potuto letteralmente sfidare l&#8217;immaginazione della gente di allora. Fin dall&#8217;inizio del progetto, che aveva visto la sua inaugurazione <em>in-situ<\/em> nell&#8217;anno 1882, tradurre la teoria in pratica aveva iniziato a dimostrarsi tutt&#8217;altro che semplice o scontato. Dovendo necessariamente far ricorso, al fine di collocare le fondamenta, all&#8217;impiego di alcuni dei sistemi <em>cofferdam <\/em>di chiusura impermeabile pi\u00f9 svettanti della storia, mantenuti privi d&#8217;acqua in corrispondenza del fondale unicamente grazie al pompaggio di grandi quantit\u00e0 d&#8217;aria compressa prelevata dalla superficie. Il che richiedeva, per gli operai, il passaggio di una serie di camere di equilibrio diverse volte al giorno, con i rischi che potrete facilmente immaginare. Una volta che la struttura del ponte inizi\u00f2 a crescere verso l&#8217;alto, inoltre, le maestranze incaricate d&#8217;implementare le oltre 4.200 tonnellate di rivetti, un singolo centimetro alla volta, dovettero salire a fino 110 metri sopra l&#8217;acqua del golfo, trovandosi spesso in situazioni operative particolarmente precarie. Il che fin\u00ec per dimostrare, tragicamente, come l&#8217;attenzione per la salvaguardia e l&#8217;incolumit\u00e0 dei tecnici del XIX secolo non sembrasse estendersi anche alla classe umile della cosiddetta bassa manovalanza, i cui rappresentanti al termine dei lavori per il ponte di Forth avrebbero dovuto fare i conti con l&#8217;avvenuto decesso di una quantit\u00e0 stimata di fino a 78 persone, rendendola ancor prima dell&#8217;inaugurazione effettivamente una struttura pi\u00f9 letale del gi\u00e0 tristemente noto ponte di Tay. Se c&#8217;era una cosa che a Forth non avrebbe mai potuto verificarsi, d&#8217;altra parte, era un crollo, grazie all&#8217;impressionante solidit\u00e0 dei giganteschi tubolari impiegati per consolidare il passo della carreggiata, comparabili nell&#8217;aspetto e sagoma ad una massiccia nave da guerra.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/NrgRMhp_Q64\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Bridge-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37705\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Bridge-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Bridge-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Bridge-Visit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/04\/Forth-Bridge-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tra tutti i luoghi che vale la pena di visitare in prima persona, le imponenti infrastrutture sono quelli di maggiore rilevanza. Come si potrebbe riuscire, altrimenti, a prendere atto delle loro massicce proporzioni?<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ed al raggiungimento della spettacolare apertura nel 1889 culminante con l&#8217;apposizione dell&#8217;ultimo bullone per mano dello stesso Duca di Rothesay, il futuro re Edward VII, il successo di fronte alla stampa e al pubblico fu pressoch\u00e9 immediato. La &#8220;corsa verso il Nord&#8221;, come iniziarono a chiamarla i giornali, era finalmente una concreta possibilit\u00e0 per merci e passeggeri, permettendo a un treno delle principali compagnie ferroviarie di percorrere la tratta tra Londra ed Aberdeen in sole otto ore e mezza, contro le 13 necessarie precedentemente. Ma soprattutto facendo a meno delle dispendiose e complicate operazioni portuali, necessarie al caricamento di un treno pienamente carico sopra le acque perennemente agitate del golfo di Forth. <br>E per quanto concerne la solidit\u00e0 del ponte&#8230; Giudicate un po&#8217; voi. Guardando l&#8217;impressionante struttura, ancora oggi solida e frequentemente utilizzata, 134 anni dopo, a fronte di occasionali opere di restauro pi\u00f9 che altro finalizzate al rifacimento della verniciatura (almeno fino all&#8217;utilizzo, nell&#8217;intervento del 2001, di una speciale resina anti-corrosione che si sarebbe dimostrata capace di durare un minimo di 25 anni). L\u00ec dove si trova, come uno spettro del Natale passato, a un capo estremo degli altri due ponti di lunghezza multi-chilometrica sul golfo di Forth, quello stradale del 1964, costruito in base ai crismi degli attraversamenti sospesi contemporanei e l&#8217;avveniristico Queensferry Crossing, il capolavoro strallato del 2017, considerato negli ultimi anni come un possibile modello da imitare per il nostrano ponte di Messina. Sebbene sia opportuno sottolineare come la profondit\u00e0 dello stretto rilevante, in tale caso, si presenti come cinque volte superiore ed il tipo di progetto assomigli, piuttosto, a quello della sopracitata infrastruttura scozzese della seconda met\u00e0 del Novecento. Egualmente valida, in ultima analisi, a costituire un punto di partenza per percorrere di nuovo nella mente i numerosi e validi traguardi superati dai nostri predecessori. Nella ricerca funzionale e al tempo stesso estetica di un punto di passaggio veicolare verso l&#8217;altro luogo. Sia in senso pratico che immaginifico, poich\u00e9 non \u00e8 facile scrutare opere simili, senza pensare al prototipico miraggio della fata Morgana. Isola dei sogni sopra i limiti dell&#8217;orizzonte, che allude a proporzioni troppo grandi perch\u00e9 possano essere in alcun modo parte dell&#8217;universo e della natura. Finch\u00e9 qualcuno non decida, per ragioni molto personali, di modificare la distanza dell&#8217;obiettivo finale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era un pomeriggio uggioso del 1887 quando Sir Benjamin Baker, due anni dopo l&#8217;inizio del progetto pi\u00f9 importante della sua carriera, sal\u00ec presso la cattedra della grande aula ad emiciclo del palazzo neoclassico di Albemarle Street, nel quartiere londinese di Mayfair. Dal grande manifesto posto sopra un cavalletto e preventivamente coperto mediante il classico telo &#8230; <a title=\"Uno sguardo indietro verso il ponte d&#8217;acciaio pi\u00f9 pesante delle isole inglesi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37704\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Uno sguardo indietro verso il ponte d&#8217;acciaio pi\u00f9 pesante delle isole inglesi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[914,5351,1621,479,915,1439,1594,167,132,5234,249,6043,1002,280,1294,239,71,1725,97,126,385,6771],"class_list":["post-37704","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acciaio","tag-attraversamenti","tag-dimostrazioni","tag-esperimenti","tag-ferrovie","tag-golfi","tag-infrastrutture","tag-ingegneria","tag-inghilterra","tag-insenature","tag-mare","tag-ottocento","tag-personaggi","tag-ponti","tag-punti-di-riferimento","tag-scozia","tag-storia","tag-strutture","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-treni","tag-vittoriani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37704"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37704\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37709,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37704\/revisions\/37709"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}