{"id":37415,"date":"2023-02-15T06:14:10","date_gmt":"2023-02-15T05:14:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37415"},"modified":"2023-02-15T06:15:05","modified_gmt":"2023-02-15T05:15:05","slug":"lo-spirito-selvaggio-dellasino-che-vive-sul-tetto-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37415","title":{"rendered":"Lo spirito selvaggio dell&#8217;asino che vive sul tetto del mondo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HsBC__0xDo0\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Donkey-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37418\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Donkey-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Donkey-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Donkey-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Donkey.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In una narrazione in prima persona del suo viaggio verso la capitale Lhasa, che lo port\u00f2 ad attraversare le sperdute regioni montuose circostanti monastero di Kumdun, Thubten Jigme Norbu scrisse: &#8220;Vedemmo gli asini selvatici o kiang aggregati in gruppi tra le 10 e 50 femmine, ciascuno capeggiato da uno stallone. Animali alti, nobili e scattanti, mi colpirono in modo particolare per la bellezza della loro colorazione, caratterizzata da una linea nera situata al centro della schiena. Questi branchi seguirono incuriositi la nostra carovana. Talvolta si avvicinavano e tendevano a circondarla, senza mai avvicinarsi tuttavia in modo eccessivo.&#8221; E potrebbe sembrare strana la maniera in cui il fratello maggiore del Dalai Lama, che negli anni &#8217;50 aveva circa una quindicina d&#8217;anni, possa essere rimasto cos\u00ec profondamente colpito da una presenza numericamente piuttosto diffusa, parte inscindibile del patrimonio faunistico del suo paese. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che simili equini, strettamente imparentati l&#8217;onagro o hemione, pi\u00f9 comunemente detto l&#8217;asino asiatico, possiedono degli specifici adattamenti evolutivi tali da permettergli di vivere in ambienti particolarmente inospitali tra i 2.700 e i 5.400 metri, dove la temperatura pu\u00f2 tranquillamente scendere al di sotto dei 25 gradi durante i mesi invernali. Il che ha richiesto, per la loro sopravvivenza, lo sviluppo non soltanto di un&#8217;ottima capacit\u00e0 d&#8217;isolamento termico ma anche tratti genetici idonei alla respirazione di aria con basse quantit\u00e0 di ossigeno, oltre ad una flora intestinale capace di digerire pressoch\u00e9 qualsiasi forma di resiliente e formidabile forma di vita vegetale. Tutto ci\u00f2 in associazione ad una forma fisica eccellente, la corporatura massiccia ed un altezza pi\u00f9 simile a quella di un cavallo dalle dimensioni medio-piccole pari a 140 cm, con zoccoli perfetti per spostarsi su irte pendici montane o arrampicarsi sulle rocce come una sorta d&#8217;imponente creatura caprina. Tale da permettere a quello che la scienza definisce <em>Equus kiang<\/em>, in effetti, una significativa capacit\u00e0 di resistenza nei confronti della caccia condotta attraverso i secoli da plurime generazioni delle genti locali, che non riuscirono mai davvero ad addomesticarlo. Nonostante l&#8217;areale significativamente ampio che ne vede tre sottospecie talvolta riconosciute, l&#8217;<em>E. k. kiang<\/em> occidentale, l&#8217;<em>E. k. polyodon<\/em> e l&#8217;<em>E. k. holdereri<\/em> orientale, diffuso fino ai bassipiani della regione dello Xinjiang, dove prospera all&#8217;interno di bacini fluviali costituendo aggregazioni di fino ad un migliaio di esemplari. Gruppi di animali tutt&#8217;altro che permanenti, bens\u00ec fluidi e inclini a frequenti scambi dei loro membri costitutivi, con il probabile obiettivo di scongiurare la consanguineit\u00e0. Mentre particolari analisi biologiche, di contro, hanno suggerito la possibilit\u00e0 che tale suddivisione sia effettivamente superata, trattandosi di un mero cline o variazione graduale tra le tre forme, possibilmente esse stesse una singola sottospecie dell&#8217;asino asiatico propriamente detto (<em>E. hemionus<\/em>) a sua volta differenziatosi dalla versione africana dello stesso animale attorno ai 4.0, 4,5 milioni di anni fa. Nel momento stesso in cui inizi\u00f2 a fare la sua probabile comparsa la zebra, con cui condivide in parte la forma del muso convesso e la corporazione fisica, per non parlare dell&#8217;indole territoriale mostrata dai maschi solitari, che porta questi equini ad aggredire con una certa enfasi qualunque essere indesiderato che tendono a incontrare sul proprio cammino. Una comprensibile ed inevitabile applicazione pratia, se vogliamo, delle spietate leggi di sopravvivenza&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XejgJH6eQGA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Group-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37417\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Group-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Group-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Group-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Group.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cromaticamente attraente come pochi altri esponenti del genere equino, il kiang ha costituito per anni un simbolo importante del suo paese. Non che molti, tra gli abitanti del Tibet, abbiano davvero avuto l&#8217;occasione di vederlo da vicino.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Spesso utilizzati al giorno d&#8217;oggi per promuovere il turismo e come simbolo piuttosto distintivo dell&#8217;ambiente naturale tibetano, i kiang compaiono anche in video propagandistici della tv cinese per la regione autonoma dello Xinjiang, associati a significativi programmi atti a garantire la loro protezione dai cacciatori. Iniziative che si sono dimostrate utili bench\u00e9 la pressione non sia mai davvero scomparsa del tutto, in forza delle antiche tradizioni dei popoli di qui, inerentemente dotati di una quantit\u00e0 piuttosto bassa di terreni agricoli e quindi possibili fonti di cibo alternative all&#8217;allevamento. Ulteriore aspetto da considerare, resta inoltre il conflitto con creature domestiche di varia natura, nei confronti delle quali gli asini selvatici tendono generalmente a mostrarsi piuttosto ostili, con circostanze di aggressione raramente prive di effettive conseguenze di palese prevedibile entit\u00e0. Chiunque abbia effettivamente osservato i &#8220;pacifici&#8221; perissodattili\u00a0alle prese con un ostacolo percepito tende generalmente a rimanere colpito dalle loro tecniche di combattimento ben collaudate, consistenti di morsi e calci a cui risulta difficile sfuggire, soprattutto dal momento in cui un gruppo di esemplari si dispone in cerchio, formando la versione quadrupede di una vera e propria testuggine romana. Per non parlare dell&#8217;annuale stagione degli amori concentrata tra i mesi di luglio ed agosto, durante cui neppure i loro simili risultano essere immuni all&#8217;istinto di combattersi fino allo stremo, in maniera tale da mettere a rischio la reciproca sopravvivenza futura. Una volta che il maschio alpha si sar\u00e0 accoppiato con tutte le possibili componenti del suo harem, perci\u00f2, esse partoriranno normalmente un singolo puledro a distanza di un intero anno, abbastanza precoce da potersi alzare in piedi nel giro di poche ore. Una propensione necessaria a garantirgli validi presupposti di sopravvivenza, per creature che non hanno mai potuto contare sulla protezione dei contesti moderati dall&#8217;uomo. Per quanto concerne invece la loro dieta una volta completato lo svezzamento in un periodo di ulteriori 12 mesi, essa sar\u00e0 solita comporsi di una vasta variet\u00e0 di erbe, bassi cespugli e persino radici sepolte sotto un sottile strato di terra, per lo pi\u00f9 appartenenti al genere leguminoso delle <em>Oxytropis<\/em>, insistentemente cercate con gli zoccoli prima di essere strappate direttamente dal terroso ed invisibile groviglio. La durata della vita complessiva si aggira attorno ai 20 anni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/GVO0SpCU_IU\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Vs-Predators-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37416\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Vs-Predators-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Vs-Predators-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Vs-Predators-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/02\/Kiang-Vs-Predators.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">In questo montaggio piuttosto impressionante, l&#8217;asino parzialmente addomesticato combatte contro un qualche tipo di volpe o altro canide di dimensioni medio-piccole, quindi un suo simile resiste all&#8217;aggressione di ci\u00f2 che viene identificato come un pericoloso leopardo. Che si dimostra totalmente incapace, nonostante i presupposti, di fiaccarne lo spirito ed il naturale istinto di sopravvivenza.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Fin da tempo immemore considerati iconici per la loro caratteristica livrea tendente al marrone scuro, sfumata verso il bianco della ventre con palesi finalit\u00e0 di mimetismo, gli asini tibetani furono potenzialmente descritti nel trattato Indika del filosofo greco Ctesia di Cnido, dedicato ai territori al di l\u00e0 del fiume Indo e l&#8217;anomalo ecosistema che circondava le loro abitudini ed insediamenti. Con un piccolo, ma significativo fraintendimento, consistente nella descrizione di un unico sporgente corno in corrispondenza della loro fronte, possibilmente all&#8217;origine d&#8217;innumerevoli storie mitologiche nel corso delle epoche successive. Una tendenza ad esagerare in modo alquanto fiabesco, senz&#8217;altro alimentata almeno in parte dal comportamento schivo di questo animale, ancora descritto nel 1900 dal monaco e viaggiatore giapponese Ekai Kawaguchi come &#8220;Creatura dalle strane abitudini&#8221; ed &#8220;incline ad osservare l&#8217;uomo soltanto da dietro le spalle, mentre tende a girare in modo vorticoso su se stessa. Sempre pronta ad una fuga precipitosa non appena ci si avvicina in modo sufficiente a toccarla.&#8221; Una sorta di spirito libero e ineffabile, insomma, degno di occupare un intero capitolo collaterale alle incostanti narrazioni del ciclo arturiano. Soprattutto se filtrata tramite le molte iterazioni successive, di un letterale telefono senza fili capace di raggiungere le contrapposte estremit\u00e0 di un continente. L\u00e0, dove il cielo stesso sembra essere tinteggiato di un sintetico blu cobalto, al di sopra delle nubi che ricoprono le nostre pianeggianti giornate senza i branchi di colui che raglia per accompagnare la sua innata magnificenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una narrazione in prima persona del suo viaggio verso la capitale Lhasa, che lo port\u00f2 ad attraversare le sperdute regioni montuose circostanti monastero di Kumdun, Thubten Jigme Norbu scrisse: &#8220;Vedemmo gli asini selvatici o kiang aggregati in gruppi tra le 10 e 50 femmine, ciascuno capeggiato da uno stallone. Animali alti, nobili e scattanti, &#8230; <a title=\"Lo spirito selvaggio dell&#8217;asino che vive sul tetto del mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37415\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Lo spirito selvaggio dell&#8217;asino che vive sul tetto del mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[4268,125,240,3442,818,3212,3775,1911,2312,1536,3444,2683,1097,369,301,6965,819,1615,991],"class_list":["post-37415","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-altitudine","tag-animali","tag-asia","tag-asini","tag-biologia","tag-branchi","tag-catena-alimentare","tag-comportamento","tag-creature","tag-dal-mondo","tag-equini","tag-erbivori","tag-evoluzione","tag-mammiferi","tag-montagne","tag-perissodattili","tag-riproduzione","tag-sopravvivenza","tag-tibet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37415","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37415"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37415\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37421,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37415\/revisions\/37421"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37415"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37415"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37415"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}