{"id":37233,"date":"2023-01-15T06:10:39","date_gmt":"2023-01-15T05:10:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37233"},"modified":"2023-01-15T06:10:42","modified_gmt":"2023-01-15T05:10:42","slug":"questo-e-lino-come-nasce-il-piu-antico-dei-prodotti-tessili-umani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37233","title":{"rendered":"Questo \u00e8 lino: come nasce il pi\u00f9 antico dei prodotti tessili umani"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3JKhhtoe9v4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Fabric-Making-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37236\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Fabric-Making-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Fabric-Making-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Fabric-Making-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Fabric-Making.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Pesante riesce ad essere il passaggio delle epoche, la lenta e inesorabile rotazione del mulino secolare, che ogni cosa tende a rivoluzionare, trasformando in mera produzione delle macchine i processi che furono creati e messi in pratica dalla ben pi\u00f9 sottile risorsa della mente umana. Opere finalizzate alla risoluzione di una contingenza, o cancellazione di un bisogno, che del tutto indifferente a tale influsso fu trasmesso identico attraverso le generazioni. Pur lasciando evolversi, con ritmi assai variabili ma mai del tutto fermi, le aspettative logiche dei costruttori del sistema. Uomini, donne, artigiani, contadine o viceversa, ciascuno l&#8217;ultimo depositario di una striscia ininterrotta di sapienza, fino all&#8217;implementazione del copione utile ad espandere la tela di riferimento. E forse troppo avanti siamo andati, d&#8217;altra parte, nel ripetersi del ciclo, ogni qualvolta le persone non ricordano l&#8217;origine di tutto quanto, ovvero la maniera esatta in cui pu\u00f2 essere creata la materia prima che ogni cosa pu\u00f2 riuscire a ricoprire, fin dai tempi delle mummie egizie bendate dei loro sarcofagi, sepolte per non essere dimenticate. <br>Cos\u00ec giunge il qui presente Rob Stephens, agricoltore dei tempi moderni con 14.800 iscritti al conteggio attuale (e sia chiaro che non sto parlando di semplici ammiratori) le cui sequenze dal montaggio chiaro ed estrema nitidezza mostrano i mestieri che si trovano alla base della nostra stessa civilt\u00e0 presente. Come quella, di sei mesi fa, in cui si occupa di render pratica e tangibile all&#8217;inquadratura l&#8217;intera &#8220;filiera&#8221; che conduce con rapidit\u00e0 alla stoffa. L&#8217;unico e insostituibile, ben riconoscibile, morbido ma ruvido e piuttosto resistente tessuto di lino! Che pur essendo relativamente simile al cotone lo anticipa di almeno un paio di migliaia d&#8217;anni, nel pregresso catalogo della tecnologia neolitica portata fino alle sue pi\u00f9 avanzate conseguenze. Fino a&#8230; 5.000? 10.000 anni a questa parte? Difficile intuirlo. Anche e soprattutto considerato come questa pianta ci sia giunta gi\u00e0 ampiamente addomesticata fin dove riescono a risalire le nostre fonti, probabilmente a partire dalla specie mediterranea del <em>Linum bienne<\/em>, dell&#8217;ordine delle <em>Malpighiales<\/em> famose per i loro fiori piccoli ed eleganti. Fino ad essere piuttosto definita, nella maniera che veniamo qui chiamati ad osservare, da una serie di precisi e articolati passaggi, scritti a lettere di fuoco nel sistema che costituisce una delle pi\u00f9 preziose eredit\u00e0 che abbiamo ricevuto, assieme alle logiche e minute conseguenze della razionalit\u00e0 procedurale. Tanto basica, e diffusa, da aver motivato in base a precedenti convenzioni l&#8217;adozione del nome scientifico <em>L. usitatissimum<\/em>, ovvero &#8220;la pi\u00f9 utile&#8221; di tutte quante&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Fve2rDj9zrc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Retting-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37235\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Retting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Retting-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Retting-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Retting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il passaggio della macerazione del lino pu\u00f2 essere realizzato con diversi approcci incluso quello chimico contemporaneo, laddove quello pi\u00f9 pregevole assistito unicamente dal sole tende richiedere un&#8217;attenzione particolare. Pu\u00f2 infatti succedere, piuttosto facilmente, di lasciarlo troppo a lungo fino a rovinare il risultato finale.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Una guida, o tutorial per usare l&#8217;inglesismo, che comincia necessariamente con l&#8217;estirpazione non mostrata di ampie quantit\u00e0 di questo vegetale, nella maniera utilizzata al fine di riuscire a preservarne il pi\u00f9 possibile l&#8217;estrema e preziosissima lunghezza, tale da massimizzare la percentuale di fibre utilizzabili a cui potr\u00e0 mirare il produttore al termine della sua opera ben collaudata. Che passa ben presto al secondo e importantissimo passaggio, cui vengono sottoposti i fasci dei corposi e spessi fili d&#8217;erba, della trebbiatura o separazione dai semi ed eventualit\u00e0 impurit\u00e0 grossolane, mediante l&#8217;utilizzo di un tagliente pettine, disposto ad arte sopra il recipiente necessario alla costituzione di una riserva collaterale e gastronomica d&#8217;innumerevoli possibili piante future. Una parte delle quali verr\u00e0 effettivamente restituita alla terra, senza ombra di dubbio, mentre la maggior quantit\u00e0 trover\u00e0 collocazione ultima sopra le nostre tavole per trasformarsi in ingrediente dal riconoscibile sapore, sia nella forma solida che come olio utile a condire un&#8217;ampia gamma di pietanze. Ma poich\u00e9 questa \u00e8, come si dice, tutta un&#8217;altra storia, sar\u00e0 il caso di seguire il successivo punto della lista di Stephens, il quale provvede successivamente alla cosiddetta macerazione o <em>retting<\/em> delle piante ripulite, nel suo caso implementato tramite l&#8217;utilizzo del sistema umido, all&#8217;interno di pratici barili di raccolta dell&#8217;acqua piovana. Un sistema tra i pi\u00f9 antichi e naturali a tal fine, cui viene preferita unicamente la disposizione diretta sotto il sole, ma che tende ad essere pi\u00f9 rapido e concludersi nel giro di 4 o 5 giorni. Ovvero il tempo necessario affinch\u00e9 i batteri presenti nell&#8217;aria ed acqua si occupino di consumare l&#8217;eteropolisaccaride noto con il termine scientifico di pectina, essenzialmente prodotto dalla pianta al fine di mantenere legato il fusto dei suoi steli legnosi (o canapuli) alle fibre protettive esterne. Cos\u00ec che le ci\u00f2 che era un tempo unito, diventi a questo punto separato e fragile, al punto di poter venire sottoposto alla fase successiva del metodo qui esposto, consistente nella stigliatura o <em>breaking<\/em>, messa in pratica mediante un apposito dispositivo in legno tradizionalmente collegato alla produzione del lino. Sostanzialmente null&#8217;altro che una pressa con una forma di battitura a doppia esse, entro cui le piante vengono spezzate e suddivise, lasciando che la parte meno pregevole cada spontaneamente a terra, separato dalle morbide ed utili fibre del colore e consistenza di una criniera equina.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FzTMH5NdwWY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Breaking-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37234\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Breaking-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Breaking-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Breaking-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Linen-Breaking.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;apparecchio manuale per la rottura delle fibre nei contesti domestici \u00e8 oggi piuttosto difficile da reperire, tanto che molti dei diretti interessati scelgono di costruirlo applicando le proprie conoscenze basiche nel campo della falegnameria. O la ricerca ed acquisto di veri e propri pezzi d&#8217;antiquariato.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Siamo a questo punto alla seconda scrematura del procedimento, che prevede un&#8217;energica trazione tramite il secondo pettine di <em>scutching<\/em>, utile a dividere le fibre pi\u00f9 corte da quelle maggiormente utilizzabili per l&#8217;obiettivo finale, gradualmente raccolte in una serie di trecce destinate all&#8217;arrotolamento futuro. Un groviglio particolarmente valido, che verr\u00e0 infine filato ed attorcigliato tramite il pi\u00f9 classico degli arcolai, riuscendo ad ottenere il filo ininterrotto per il quale si \u00e8 affrontato l&#8217;intero succedersi dei metodi sin qui dimostrati.<br>L&#8217;avreste mai pensato? Al di l\u00e0 del semplice opportunismo dei princ\u00ecpi, al fine di riuscire a realizzare l&#8217;opera desiderata, che predisporre ci\u00f2 che serve per la tessitura di un qualcosa d&#8217;immancabilmente utile potesse essere al tempo stesso semplice e innegabilmente complicata. Poich\u00e9 chiunque con un semplice giardino, cos\u00ec come avveniva in buona parte del mondo in epoca pre-moderna, potrebbe mettersi a produrre il lino necessario a far fronte ai propri quotidiani bisogni. Mentre ben pochi potrebbero acquisirne l&#8217;essenziale manualit\u00e0 e purezza d&#8217;intenti, quando tanto pi\u00f9 accessibile \u00e8 una spedizione nei negozi per l&#8217;acquisto di tovaglie, lenzuoli e l&#8217;occasionale capo estivo realizzato in base ai metodi e preferenze dei nostri antenati. Scelta assolutamente comprensibile, senz&#8217;altro, ma che non pu\u00f2 fare a meno di contribuire al problema di fondo. Per cui tutto quello di cui potremmo disporre, senza nessun tipo di limitazione apparente, \u00e8 ormai subordinato alle ragioni pratiche del consumismo. E l&#8217;impronta significativa che naturalmente ne deriva, ad opera ed ai danni della stessa brulicante collettivit\u00e0 umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pesante riesce ad essere il passaggio delle epoche, la lenta e inesorabile rotazione del mulino secolare, che ogni cosa tende a rivoluzionare, trasformando in mera produzione delle macchine i processi che furono creati e messi in pratica dalla ben pi\u00f9 sottile risorsa della mente umana. 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