{"id":37211,"date":"2023-01-11T06:13:32","date_gmt":"2023-01-11T05:13:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37211"},"modified":"2023-01-11T06:13:35","modified_gmt":"2023-01-11T05:13:35","slug":"i-baffi-dellalchetta-cavernicola-che-pesca-oltre-i-confini-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37211","title":{"rendered":"I baffi dell&#8217;alchetta cavernicola che pesca oltre i confini del mondo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"373\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-500x373.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37213\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-500x373.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-768x573.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stormo che si eleva sul paesaggio tenebroso, successivamente all&#8217;ora del tramonto del sole. Ali oscuri per oscuri presagi, come amava ripetere qualcuno, soprattutto se di un tipo membranoso accompagnato dal caratteristico squittente verso d&#8217;ecolocazione pipistrellesca. Ma il signore della notte, forma alternativa del vampiro, non \u00e8 il solo membro di un gregario gruppo di volatili che cercano soddisfazione successivamente alle ore tarde dell&#8217;estendersi pomeridiano del mondo. Poich\u00e9 ci sono esseri, all&#8217;estremo capo dell&#8217;estensione territoriale dei continenti, la cui organizzazione oraria potr\u00e0 anche essere simile, ma per il resto si conformano a uno stile di vita maggiormente conforme al mare e le sue regole imposte nei confronti di ogni essere vivente, volatile o meno. Lontanissimi parenti, se vogliamo, dei pi\u00f9 comuni e inconfondibili gabbiani, soavi mangiatori dei minuti ed ogni pesce che si trovi per casistiche malcapitate ad incrociare il loro sguardo assassino. Ma anche: spazzatura, resti di cibo, pezzi di panino da sottrarre in modo pressoch\u00e9 diretto dalle mani degli avventori umani. Tutti ausili alla sopravvivenza che non fanno parte del sentire delle alchette, soprattutto per il loro areale esteso ma ben definito, che le colloca primariamente su una parte dell&#8217;arcipelago delle Aleutine, ad oriente della Siberia con particolare concentrazione presso le isole Komandorskie\u00a0o &#8220;del Comandante&#8221;, patria di oltre un milione di uccelli generalmente distribuiti in ampie colonie interspecie. Eventualit\u00e0 accertata, entro una certa misura, anche per l&#8217;<em>Aethia pygmaea<\/em> assieme a sua cugina l&#8217;<em>Aethia cristatella<\/em> (di cui <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=32214\" target=\"_blank\">un precedente articolo<\/a>) sebbene entro i confini ragionevoli di soluzioni quotidiane essenzialmente distinte. Ci\u00f2 in quanto la seconda e ben pi\u00f9 piccola membra dello stesso genere, come esemplificato dai chirotteri di paragone sopra menzionati, condivide la stessa nicchia ecologica ma non l&#8217;agenda, causa la propria appartenenza al novero piuttosto vario degli animali notturni. Un valido approccio, se vogliamo, al passare inosservata per quanto possibile dall&#8217;aggressivo sguardo dei predatori, accorgimento particolarmente utile per un uccello di appena 37 cm di apertura alare e 135 grammi di peso. Sebbene presenti il notevole problema evolutivo di come fare, ad ogni termine dei propri voli esplorativi e di foraggiamento, a navigare senza luce negli angusti pertugi dei propri tunnel lavici o pertugi del ghiaione, se non veri e propri passaggi verso il sottosuolo delle circostanze, ove preferiscono stabilirsi nel periodo di riproduzione e non solo. Ma poich\u00e9 la natura non pu\u00f2 essere chiamata in alcun modo, se non straordinariamente ed implacabilmente creativa, nel caso dell&#8217;alchetta ci\u00f2 \u00e8 un segreto che pu\u00f2 essere chiarito in modo molto semplice tramite l&#8217;osservazione. Di quel volto inconfondibile e striato, impreziosito non soltanto dalla stessa cresta della controparte sin qui citata, ma una stravagante collezione di piume arcuate simili ad antenne d&#8217;insetto. Sensibili ed attente, come le vibrisse tattili del gatto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fB8bEfkH6ws\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-display-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37214\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-display-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-display-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-display-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-display.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Talvolta dimostrare l&#8217;aspetto di un volatile nell&#8217;inquadratura di una telecamera richiede mano ferma e la capacit\u00e0 di stringerne le piume appena un po&#8217; pi\u00f9 di quanto si potrebbe essere naturalmente inclini a fare. Non tutti riescono nell&#8217;impresa.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un singolare caso di convergenza dunque, se vogliamo, tra quadrupedi terrestri e bipedi volatori. Lungamente sospettato e scientificamente descritto nel 2008 da uno studio di Sampath Seneviratne e Ian Jones della St. John University dell&#8217;isola di Terranova, che non senza un pizzico di spietatezza procedurale, hanno proceduto a mettere una serie d&#8217;uccellini dentro un labirinto senza luce, dopo aver bloccato in parte con il nastro adesivo le piume facciali di un terzo di loro, e totalmente quelle di una quantit\u00e0 equivalente. Iniziativa a seguito della quale, come potrete facilmente immaginare, i membri della specie sottoposti alla costrizione maggiore risultavano meno efficaci nella navigazione, sbattendo pi\u00f9 volte il becco e la testa contro i limiti degli stretti passaggi obbligati dall&#8217;uomo. Il che non \u00e8 d&#8217;altronde un tipo di casistica del tutto ignota anche in natura, visto come tali attrezzi utili alla percezione siano persi dall&#8217;uccello al termine di ciascun periodo riproduttivo, grosso modo corrispondente all&#8217;estate boreale, per poi tornare all&#8217;insorgere della successiva primavera. Questo nonostante un&#8217;altra, singolare caratteristica dell&#8217;alchetta pigmea, talmente rara da distinguerla non soltanto all&#8217;interno del suo genere, bens\u00ec addirittura l&#8217;intero catalogo degli uccelli &#8220;puramente&#8221; marini di ogni parte del mondo: l&#8217;assoluta mancanza di propensioni migratorie. Che porta questo uccello pescatore, primariamente incline a nutrirsi di plankton come gamberetti e cobepodi di varia natura, a spingersi soltanto raramente a pi\u00f9 di 10 Km dalla sua costa nat\u00eca, dove continua a soggiornare per l&#8217;intero prolungarsi dei mesi invernali. Periodo durante il quale, a quanto osservato, riesce a sopravvivere integrando la propria dieta tramite sessioni di caccia sulla terraferma, alla ricerca di vermi, insetti ed altre creature la cui esistenza viene normalmente ignorata da ogni caradride, gabbiani inclusi. Fino al ritorno del periodo della primavera quando ciascuna coppia, diversa annualmente, provveder\u00e0 ad istituire il sito sotterraneo del proprio nido (nessuna costruzione necessaria) un pertugio ove la femmina potr\u00e0 deporre un singolo uovo covato da entrambi i genitori. Che normalmente inizier\u00e0 a schiudersi dopo un periodo di 35-36 giorni, cui far\u00e0 seguito la nascita del pulcino che dovr\u00e0 essere nutrito ed accudito per ulteriori 40, fino all&#8217;acquisizione dell&#8217;indipendenza e conseguente capacit\u00e0 di volare via dal nido durante le ore pi\u00f9 profonde della notte. L&#8217;inizio di una nuova, straordinaria avventura tra gli scogli e non lontano dalla propria stessa isola di provenienza. Un&#8217;ulteriore nozione, certamente interessante per quanto difficile da verificare: pare che le piume dell&#8217;<em>Aethia pygmaea<\/em>, se annusate, restituiscano la sensazione di un vago profumo di limone, diversamente da quello simile al mandarino posseduto dall&#8217;<em>A. cristatella<\/em>. Una dote la cui specifica funzione evolutiva risulta particolarmente difficile, se non del tutto impossibile da individuare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yTXFcsEp2t4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-foraging-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37212\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-foraging-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-foraging-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-foraging-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Whiskered-Auklet-foraging.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Notevole coronamento nella figura estetica dell&#8217;alchetta pigmea sono le sue due pupille strette come punte di una spilla da cucito. Che contribuiscono a donargli una aspetto lievemente stranito, affine a quello di qualcuno che abbia fatto uso di sostanze stupefacenti.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Creatura fortunatamente non associata ad alcun tipo di rischio di sopravvivenza, grazie alla capacit\u00e0 di proliferazione, la remota collocazione delle proprie terre di appartenenza e la vastit\u00e0 dell&#8217;areale occupato, l&#8217;alchetta baffuta ha nondimeno sofferto di una progressiva riduzione della popolazione complessiva nel corso delle decadi successive alla sua scoperta, nel 1789 ad opera del naturalista Johann F. Gmelin. Questo per due fattori particolarmente sfortunati, il primo dei quali \u00e8 lo sbarco inevitabile del ratto nero dal ponte incatramato delle prime navi degli esploratori giunti fin quaggi\u00f9. Creatura insidiosa particolarmente incline ad occupare gli stessi ambienti sotterranei frequentati dal piccolo caradride, con conseguenze tristemente facili da immaginare per i suoi inermi pulcini. Ed in secondo luogo la problematica forse pi\u00f9 recente, ma altrettanto letale, delle luci notturne utilizzate dai pescherecci, attrazione irresistibile per le alchette in volo, che frequentemente vanno a sbatterci contro subendo conseguenze per lo pi\u00f9 letali. Una conseguenza certamente involontaria della condivisione accidentale di ampi spazi, ma che nonostante tutto, non parrebbero essere ampi abbastanza.<br>Perch\u00e9 di certo, nessuno avrebbe voluto arrecare intenzionalmente danno ad animali tanto graziosi e distintivi, capaci di compiere evoluzioni collettive sulle rocce che circondano alcune tra le terre emerse pi\u00f9 remote e irraggiungibili della Terra, spingendosi oltre la linea dell&#8217;orizzonte alle ore del vespro ed identificando a vantaggio dei navigatori la vicinanza il pi\u00f9 probabile punto d&#8217;approdo. Eventualit\u00e0 da celebrare, oggi come allora, con un silenzioso senso di sollievo e una possibile preghiera nei confronti del Dio Nettuno. Poich\u00e9 il vasto oceano non conosce facilitazioni, sia per gli abitanti della superficie che gli starnazzanti visitatori degli strati superni dell&#8217;atmosfera. Nostri compagni irrinunciabili, nella fruizione di risorse brulicanti condivise che precorrono e continuano ad esistere indefesse, oltre gli strati dell&#8217;impenetrabile velo salmastro della verit\u00e0 marina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo stormo che si eleva sul paesaggio tenebroso, successivamente all&#8217;ora del tramonto del sole. Ali oscuri per oscuri presagi, come amava ripetere qualcuno, soprattutto se di un tipo membranoso accompagnato dal caratteristico squittente verso d&#8217;ecolocazione pipistrellesca. Ma il signore della notte, forma alternativa del vampiro, non \u00e8 il solo membro di un gregario gruppo di &#8230; <a title=\"I baffi dell&#8217;alchetta cavernicola che pesca oltre i confini del mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37211\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I baffi dell&#8217;alchetta cavernicola che pesca oltre i confini del mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[6883,125,3824,6882,688,2312,1536,1097,3284,965,249,109,4762,400,2093,2854,6884,819,890,919,277],"class_list":["post-37211","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aleutine","tag-animali","tag-arcipelaghi","tag-caradridi","tag-caverne","tag-creature","tag-dal-mondo","tag-evoluzione","tag-grotte","tag-isole","tag-mare","tag-natura","tag-nido","tag-oceano","tag-oriente","tag-pescatori","tag-planktivori","tag-riproduzione","tag-siberia","tag-spiaggia","tag-uccelli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37211","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=37211"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37211\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":37215,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/37211\/revisions\/37215"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=37211"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=37211"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=37211"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}