{"id":37178,"date":"2023-01-06T06:28:30","date_gmt":"2023-01-06T05:28:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37178"},"modified":"2023-01-06T06:30:09","modified_gmt":"2023-01-06T05:30:09","slug":"duecentomila-persone-abitavano-lisbona-nel-settecento-finche-la-terra-stessa-non-si-sollevo-a-condannarle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37178","title":{"rendered":"Duecentomila persone abitavano Lisbona nel Settecento. Finch\u00e9 la terra stessa non si sollev\u00f2 a condannarle"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_b8ifOJdGl8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Cataclysm-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37181\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Cataclysm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Cataclysm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Cataclysm-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Cataclysm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ripercorrendo a ritroso la sequenza degli eventi storici che hanno condotto all&#8217;elaborazione dell&#8217;Illuminismo, la filosofia moderna e il metodo scientifico, pare inevitabile immaginare unicamente una sequenza di trionfi della razionalit\u00e0 rispetto all&#8217;ignoto. Ovvero l&#8217;inconoscibile natura, che pervade e condiziona i reciproci rapporti tra i diversi elementi, posti a confronto col carattere e l&#8217;infinita capacit\u00e0 d&#8217;inanellare il rapporto tra le cause e gli effetti da parte della complessa mente umana. E da un punto di vista dell&#8217;analisi storiografica ci\u00f2 pu\u00f2 essere considerato relativamente corretto, fatta eccezione per un singolo momento durato poco pi\u00f9 che una giornata, durante cui una delle pi\u00f9 vaste, ricche ed influenti citt\u00e0 d&#8217;Europa fu letteralmente rasa al suolo, in una maniera pi\u00f9 che semplicemente inaspettata; poich\u00e9 chi aveva mai sentito menzionare, se non in vaghi racconti e resoconti di seconda e terza mano, di un disastro naturale delle proporzioni di quello subito da Lisbona nel 1755? Erano le 9:40 di mattina del primo novembre, dunque, giorno di Ognissanti, quando la maggior parte dei devoti nella popolosa capitale del Portogallo si trovava nelle grandi chiese ad ascoltare la messa, oppure a casa per preparare il pranzo coi propri cari e conoscenti. Quando una scossa tellurica, di proporzioni mai provate prima, colp\u00ec l&#8217;intera area centro meridionale del paese, causando danni e vittime anche lungo la costa, sulle isole di Madeira e delle Azzorre, al di l\u00e0 del Mar Mediterraneo e nella punta estrema dell&#8217;Africa sottostante. Un sommovimento le cui esatte caratteristiche sono tutt&#8217;ora dibattute, con epicentro probabile nell&#8217;Atlantico ad occidente della penisola iberica e una magnitudine stimata tra 7,7 e 9,0 sulla moderna scala Richter. Entrambi dati largamente ignoti all&#8217;epoca, mentre fu brevemente e chiaramente possibile determinare la portata delle conseguenze: crolli, devastazioni, vittime e feriti. Ancor prima che un evento oceanico categorizzabile come il pi\u00f9 recente mega-tsunami europeo spazzasse via letteralmente il porto e le piazze pi\u00f9 esterne della citt\u00e0, dove in molti erano corsi a rifugiarsi per sfuggire ai crolli degli edifici. E neppure quello, effettivamente, fu il momento pi\u00f9 tragico della tremenda contingenza, quando probabilmente in forza delle numerose candele accese nelle chiese e le dimore per la ricorrenza sacra, rovesciate dai tremori e il panico collettivo, scatur\u00ec un incendio altrettanto privo di precedenti. Mentre i forti venti della stagione continuarono a soffiare ininterrotti, diffondendo le fiamme per diversi giorni durante qui giunse persistere una letterale tempesta alimentata dall&#8217;effetto camino, capace di attirare a se cospicue quantit\u00e0 d&#8217;aria continuando ad ardere a temperature sempre maggiori. Molti perirono in questo modo tra le macerie, nella sostanziale impossibilit\u00e0 di prestare soccorso, mentre altri furono letteralmente soffocati all&#8217;aperto, con l&#8217;ossigeno rapidamente risucchiato dal vortice incandescente. Gli storici ritengono, a tal proposito, che il conteggio delle vittime nel suo complesso possa essersi aggirato tra le 30.000 e 70.000, il quale unito a coloro che dovettero trasferirsi per la perdita della propria dimora port\u00f2 a un probabile dimezzamento della popolazione urbana nel suo complesso. Il re stesso, Giuseppe I di Braganza, ebbe la fortuna di salvarsi in quanto momentaneamente fuori citt\u00e0, per l&#8217;insistenza di una delle sue figlie di andare a messa per la festa in una chiesa di campagna. L&#8217;intera corte, che l&#8217;aveva seguito fuori dal palazzo reale di Ribeira sulle rive del fiume Tagus, scamp\u00f2 alla sorte toccata ai circa 70.000 libri rari ed opere d&#8217;arte contenute nelle vaste sale dei suoi tesori. Ma ora, contemplando dalle alture ci\u00f2 che rimaneva della loro sede un tempo magnifica, i potenti del Portogallo non potevano far altro che guardare ammutoliti, interrogandosi sul loro domani. Tutti, tranne uno&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/9SEoNLse2PU\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Destruction-History-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37179\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Destruction-History-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Destruction-History-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Destruction-History-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Destruction-History.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La tempesta di fuoco \u00e8 un evento mai del tutto controllabile da parte degli umani, nonostante il successo ottenuto nel corso della seconda guerra mondiale nel causarlo come conseguenza dei bombardamenti alleati nelle grandi citt\u00e0 tedesche. Ma un conto \u00e8 dare inizio a qualcosa, tutt&#8217;altra storia riuscire a domarla.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La terribile realizzazione di quella che potremmo definire come una delle paure ancestrali degli abitanti di un contesto architettonicamente complesso, tanto latente in questi territori dato il resoconto medievale di precedenti eventi tellurici nel 1321 e 1531, port\u00f2 ad un immediata presa di coscienza collettiva. Poich\u00e9 tra tutti gli edifici della grande Lisbona, celebre all&#8217;epoca come uno dei centri culturali del suo continente, furono proprio le chiese a riportare i danni pi\u00f9 immediati ed evidenti, spesso costati la vita all&#8217;intera collettivit\u00e0 dei propri occupanti. Come era possibile allora che l&#8217;Altissimo, dovendo scegliere come comportarsi per distribuire le sue ricompense e punizioni, avesse utilizzato un metodo capace di garantire il crollo degli alti soffitti e le magnifiche volte dipinte, risparmiando di contro gli angusti e tenebrosi ambienti della perdizione, come taverne, bische e bordelli? La situazione di Lisbona, in breve tempo, fece il giro dell&#8217;intero mondo civilizzato, grazie all&#8217;efficienza di alcuni dei primi giornali in senso moderno, venendo proiettata nei salotti dell&#8217;intellighenzia ai vertici del nascente movimento Illuminista. Il celebre scrittore e filosofo Voltaire, in modo particolare, l&#8217;utilizz\u00f2 famosamente come pratica dimostrazione che il mondo materiale non era &#8220;il migliore possibile in base alla volont\u00e0 di Dio&#8221; come teorizzato dai seguaci dell&#8217;Ottimismo del suo predecessore Alexander Pope.<br>Simili disquisizioni, nel frattempo, esulavano naturalmente dalle preoccupazioni pi\u00f9 pressanti della classe dirigente del Portogallo, che si ritrov\u00f2 a dover gestire una situazione logistica dalla portata letteralmente impressionante. Crisi da cui emerse, in modo particolarmente evidente, la figura gi\u00e0 storicamente significativa di Sebasti\u00e3o Jos\u00e9 de Carvalho e Melo, Marchese di Pombal, il primo ministro e braccio destro del re Giuseppe I. Un personaggio particolarmente inviso ai nobili pi\u00f9 prestigiosi della corte, per le sue origini di un mero scudiero e nipote di un sacerdote, che tuttavia nel corso di quasi due decadi sarebbe giunto, al termine della sua carriera, a dominare nei fatti l&#8217;intera amministrazione quotidiana dell&#8217;impero coloniale del Portogallo. Un&#8217;influenza acquisita ed in larga parte accresciuta proprio grazie alla sua gestione del terremoto di Lisbona, seguito del quale implement\u00f2 e richiese una serie di fulminee operazioni di contenimento. A partire dallo schieramento in campo dell&#8217;esercito, che imped\u00ec il panico nelle strade agendo per punire i saccheggiatori, 34 dei quali vennero pubblicamente impiccati di fronte alla popolazione sopravvissuta. Tutto ci\u00f2 mentre una pletora di forche venivano erette preventivamente nelle principali piazze cittadine, a solenne e imperturbabile monito a chi avesse intenzione di fare la stessa fine. Al lui viene attribuita anche la famosa risposta al quesito fondamentale di cosa sarebbe stato necessario fare a quel punto: &#8220;Seppellire i morti e curare i vivi&#8221;, un assioma destinato a realizzarsi nel corso di settimane e mesi di supervisione febbrile, all&#8217;organizzazione che avrebbe permesso alla gente di Lisbona di evitare l&#8217;insorgere di devastanti pestilenze, nonch\u00e9 di essere ricostruita in parte significativa entro la fine dell&#8217;anno a venire. Quest&#8217;ultimo successo grazie all&#8217;elaborazione di un sofisticato piano regolatore, proposto e implementato da ingegneri militari, per la radicale demolizione dei quartieri pi\u00f9 colpiti e la realizzazione di uno schema cittadino nuovo, fatto di strade in linea retta piuttosto che angusti vicoli e calle. Viali magnifici le cui svettante facciate antistanti, edificate in base a un sobrio ma elegante stile neoclassico, sarebbero diventate il primo esempio del nascente stile architettonico Pombalino, denominato proprio in base al cognome del Primo Ministro. Il cui contributo storico nell&#8217;impietosa circostanza, nei fatti, and\u00f2 persino al di l\u00e0 di questo&#8230;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WjtiXAzNy0s\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Quake-Experience-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-37180\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Quake-Experience-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Quake-Experience-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Quake-Experience-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2023\/01\/Lisbon-Quake-Experience.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Finestre museali spalancate su uno dei momenti pi\u00f9 terribili della storia europea. \u00c8 famoso il diario di un medico francese che si trovava a Lisbona durante il terremoto, il quale amput\u00f2 arti nel giro di 24 ore a circa 70 persone rimaste gravemente ferite nei crolli degli edifici. Entro l&#8217;alba successiva, soltanto 10 erano ancora vive.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il fatto stesso che la catastrofe di Lisbona venga qualificata spesso come un catalizzatore dell&#8217;Illuminismo non \u00e8 dunque motivato unicamente dall&#8217;aspetto filosofico e della giustificazione divina, che avrebbero contribuito alla connotazione delle disciplina nota come teodicea. Bens\u00ec dall&#8217;effettivo primo tentativo derivante di razionalizzare scientificamente i movimenti tellurici, ed implementare un&#8217;efficace serie di contromisure. Per volere dello stesso Marchese di Pombal, coadiuvato dal re il quale aveva iniziato a subire di claustrofobia dopo l&#8217;esperienza del disastro, i nuovi edifici di Lisbona vennero connotati da elaborate strutture anti-sismiche, sostenute da pali in legno conficcati nel terreno e capaci di mantenersi flessibili, tremando e scongiurando il crollo delle mura antistanti. Un espediente la cui efficacia fu effettivamente testata, e giudicata soddisfacente, grazie al ponderoso passaggio d&#8217;interi reggimenti in assetto di marcia. Il filosofo tedesco Immanuel Kant, entro l&#8217;anno successivo al terremoto, pubblic\u00f2 inoltre una serie di trattati mirati a ipotizzarne le possibili cause e contromisure, giungendo ad attribuire scosse simili alla presenza di vaste caverne sotterranee, riempite di gas inclini ad andare incontro a periodici eventi di surriscaldamento. La cui collocazione in parallelo al fiume Tagus, concluse, avrebbe dovuto scoraggiare l&#8217;insediamento futuro lungo il corso delle sue rive. Ipotesi completamente discostate dalla realt\u00e0 dei fatti oggi pi\u00f9 chiari, ovviamente, ma che vengono universalmente riconosciute come il preciso momento in cui nacque la scienza della sismologia in senso moderno. E da l\u00ec, tutto ci\u00f2 che ne sarebbe derivato nei secoli successivi.<br>Consapevolmente collocata in una zona soggetta ad episodi comparabili in futuro, Lisbona dunque ancora oggi una citt\u00e0 che vive all&#8217;ombra di un incombente possibile disastro. Esteriormente assai diversa dagli altri antichi centri europei, con le sue vaste strade e gli edifici non pi\u00f9 alti di qualche piano,, essa celebra e ricorda, con tremebonda reverenza, l&#8217;ora pregressa e forse profetica della sua completa devastazione. In un museo e centro turistico inaugurato lo scorso aprile, dal nome di Quake: The Lisbon Experience, i visitatori vengono chiamati a vivere in prima persona una credibile riproduzione del terremoto del 1755, completa di sedili vibranti e proiezioni apocalittiche con fiamme e scene terrificanti. &#8220;Una visione macabra&#8221; denuncia qualcuno nei commenti su Internet: &#8220;Considerando l&#8217;assenza ancora fin troppo evidente di risorse infrastrutturali adeguate. Qui non siamo in Giappone. Quando la terra tremer\u00e0 di nuovo, sar\u00e0 troppo tardi per rendercene conto.&#8221; Ma forse, dopo tutto \u00e8 meglio cos\u00ec. Chi vorrebbe vivere, davvero, nella costante e irrimediabile percezione della propria mortalit\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripercorrendo a ritroso la sequenza degli eventi storici che hanno condotto all&#8217;elaborazione dell&#8217;Illuminismo, la filosofia moderna e il metodo scientifico, pare inevitabile immaginare unicamente una sequenza di trionfi della razionalit\u00e0 rispetto all&#8217;ignoto. Ovvero l&#8217;inconoscibile natura, che pervade e condiziona i reciproci rapporti tra i diversi elementi, posti a confronto col carattere e l&#8217;infinita capacit\u00e0 d&#8217;inanellare &#8230; <a title=\"Duecentomila persone abitavano Lisbona nel Settecento. Finch\u00e9 la terra stessa non si sollev\u00f2 a condannarle\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=37178\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Duecentomila persone abitavano Lisbona nel Settecento. 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