{"id":36994,"date":"2022-12-06T06:09:08","date_gmt":"2022-12-06T05:09:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36994"},"modified":"2022-12-06T06:09:41","modified_gmt":"2022-12-06T05:09:41","slug":"visioni-della-macchina-che-aspirera-le-vaste-risorse-minerarie-dei-fondali-marini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36994","title":{"rendered":"Visioni della macchina che aspirer\u00e0 le vaste risorse minerarie dei fondali marini"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Lwq1j3nOODA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Machine-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36997\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Machine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Machine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Machine-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Machine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Mentre il mondo si prepara per l&#8217;obbligatoria transizione verso forme d&#8217;energia maggiormente pulite, c&#8217;\u00e8 una problematica domanda insiste sulle delicate operazioni tecnologiche di aggiornamento di risorse ed infrastrutture: da dove, esattamente potremo procurarci i materiali necessari? Tutto quel nickel, rame e cobalto, che l&#8217;umanit\u00e0 ha dovuto utilizzare fino ad ora per la produzione di motori elettrici e batterie. Ma su scale relativamente pi\u00f9 gestibili di quelle che stanno iniziando a profilarsi all&#8217;orizzonte. Non che questa Terra, allo stato attuale dei fatti, sia ancora arida e del tutto priva di risorse. Sebbene urti l&#8217;immaginazione, e decisamente non poco, l&#8217;ipotesi futura di colossali miniere a cielo aperto, che deturpano il paesaggio e inquinano ancor pi\u00f9 degli autoveicoli che stavano iniziando a scomparire dalle strade. Si dice che le profondit\u00e0 oceaniche ci siano meno conosciute delle remote distanze cosmiche attraverso lo spazio esterno. E come tutte le frontiere, nascondono risorse significative pronte da essere semplicemente prese allungando una (lunga) mano. Perci\u00f2, nessuno potr\u00e0 dubitare che ivi alberghi una possibile risoluzione del problema. A conto di poter fare affidamento su importanti progressi procedurali e tecnologici, per semplificare quello che altrimenti rischierebbe di diventare uno dei processi pi\u00f9 difficoltosi, ed improduttivi, dell&#8217;odierna economia di scala.<br>Quando si affermava anticamente che le strade erano letteralmente lastricate d&#8217;oro e argento nel cosiddetto Nuovo Mondo, si trattava largamente di una metafora. Eppure non sarebbe poi cos\u00ec lontano dalla letterale verit\u00e0 dei fatti dire lo stesso delle remotissime profondit\u00e0 marine, oltre i cinque, seimila metri dalla luce del Sole, ove nel corso di millenni ha avuto modo di svilupparsi un fenomeno dall&#8217;andamento alquanto singolare. Col che intendo l&#8217;ancestrale accumulo, per effetto dei venti e rigurgiti geologici a partire dai camini termali, di un&#8217;infinit\u00e0 di particelle di metalli pesanti, soprattutto manganese, successivamente in grado di costituire al giro dei millenni delle tipiche concrezioni botroidali. Ovvero in altri termini, oggetti bitorzoluti della dimensione approssimativa tra quella di un uovo e una patata, letteralmente disseminati come si trattasse di affascinanti oggetti del desiderio. Carichi di opulenza e straordinarie opportunit\u00e0. Da qui i tentativi gi\u00e0 effettuati, i primi dei quali risalgono all&#8217;inizio degli anni &#8217;70 ad opera di varie compagnie multinazionali, di sollevare in qualche modo tali oggetti soprattutto nella prossimit\u00e0 delle coste, in maniera analoga a quanto fatto in alcune localit\u00e0 produttrici dei diamanti marini africani. Senza tuttavia riuscire mai a trovare un approccio sistematico realmente efficiente, causa le notevoli capacit\u00e0 logistiche incipienti in simili circostanze di procura. Almeno fino a questi ultimi anni. Come apprezzabile dal video qui prodotto nel 2019 dal MIT di Boston, in cui il Prof. Thomas Peacock ci descrive con un l&#8217;ausilio di una grafica 3D gli ultimi progressi, e quella che potrebbe costituire una vera e propria avanguardia, di una delle industrie nascenti che potrebbero caratterizzare i restanti tre quarti del XXI secolo: l&#8217;attivit\u00e0 mineraria in acque profonde o <em>deep-sea mining<\/em>, come preferiscono chiamarlo i nostri amici e colleghi d&#8217;Oltremare&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/j_UbM-1eHT8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Method-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36996\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Method-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Method-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Method-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Method.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tra le zone di maggiore interesse per la raccolta dei materiali sul fondale oceanico figura la CCZ o zona di frattura di Clipperton, una faglia trasforme nel Pacifico nord-equatoriale. Le cui spropositate ricchezze largamente inesplorate attendono soltanto di essere raccolte, sebbene si sappia ben poco dell&#8217;effetto che tale pratica potrebbe avere sulla presumibile biodiversit\u00e0 locale.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dopo i primi fallimentari esperimenti compiuti soprattutto da Francia, Germania, Stati Uniti e Giappone, costati una stima approssimativa di 650 milioni di dollari, si era perci\u00f2 raggiunta la conclusione attorno all&#8217;inizio degli anni &#8217;80 che la raccolta sistematica dei noduli di manganese forse semplicemente troppo anti-economica per essere praticabile con la tecnologia esistente. Ma poich\u00e9 tale aspetto del vivere contemporaneo, come sappiamo molto bene, \u00e8 soggetto a fluidi presupposti di cambiamento, sarebbe occorso solamente attendere fino alle decadi incombenti per poter disporre di strumenti quali una precisa geo-localizzazione a buon mercato (il GPS), l&#8217;eco-scandaglio tridimensionale (USBL) il posizionamento acustico (USBL) e soprattutto la possibilit\u00e0 d&#8217;impiego con alti presupposti di versatilit\u00e0 dei sistemi a controllo remoto sottomarino (ROV) veri e propri veicoli connessi alla superficie da un lungo cordone &#8220;ombelicale&#8221; capace di permettere il trasferimento di energia e grandi volumi d&#8217;informazioni, come video o fotografie di argomento scientifico raccolti l\u00e0 dove nessun umano si era spinto prima di quel momento. Dal che l&#8217;idea, messa in opera per la prima volta in maniera dimostrativa attorno al 2011 da compagnie di larga fama come la Lockheed Martin, DEME, China Minerals e Keppel, di schierare simili apparati con l&#8217;apporto di strumentazione ed apparati funzionali all&#8217;utile mansione fin qui delineata, inclusiva di un pi\u00f9 grande tubo entro cui pompare su, letteralmente, grandi quantit\u00e0 di terra e metallo. Fino al <em>non plus ultra<\/em> apprezzabile di questo settore, che potremmo individuare nell&#8217;approccio maggiormente simile a quello sopra descritto nel video del MIT, grazie all&#8217;opera della cooperativa europea di varie compagnie private ed universit\u00e0, Blue Nodules, successivamente trasformata a partire dall&#8217;anno 2020 nella Blue Harvesting, una vera e propria azienda con effettivi interessi nel recupero delle risorse sottomarine profonde. Come esemplificato dai test condotti gi\u00e0 a partire dal 2018 nel tratto di mare aperto 10 miglia a sud di Malaga, nella Spagna meridionale, con la loro piattaforma dimostrativa Apollo II. Un <em>rover <\/em>dotato di quattro cingoli e una &#8220;testa&#8221; simile a un&#8217;aratro, capace di rimescolare e sollevare grandi quantit\u00e0 di terra, mentre procede in direzioni alternate come una macchina per coltivare le patate. Per poi catturare, grazie ad un sistema simile a un&#8217;aspirapolvere, le preziose pepite coinvolte nell&#8217;inarrestabile deflagrazione, successivamente processate e separate per quanto possibile dal materiale considerato meno che necessario. In un fluido semi-denso da inviare di ritorno, tramite l&#8217;aria compressa proveniente dalla nave di superficie (in altri e pi\u00f9 efficienti casi si usano pompe su segmenti equidistanti del percorso) agli umani in impaziente attesa del proprio importante ritorno d&#8217;investimento. Un approccio&#8230; Inesorabilmente funzionale, sebbene condizionato da importanti problematiche di tipo ambientalista. A partire dagli effetti sul sostrato biologico del fondale stesso, e fino all&#8217;intero ecosistema che lo circonda&#8230;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pCus0hTsibc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Prototype-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36995\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Prototype-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Prototype-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Prototype-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/12\/Deep-Sea-Mining-Prototype.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ogni frontiera offre valide opportunit\u00e0 di procurarsi dei tesori, a patto di poter avere a disposizione la strumentazione corretta per riuscire a conquistarli. Come un macchinario stranamente simile a quello degli <em>harvester<\/em> del mondo fantascientifico di Dune, spostati all&#8217;estremo opposto dello spettro ideale dell&#8217;umidit\u00e0 planetaria.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Una parola chiave nell&#8217;ambito dell&#8217;attivit\u00e0 mineraria in acque profonde, ed un termine che potremmo abituarci a sentire sempre pi\u00f9 spesso negli anni a venire \u00e8 per l&#8217;appunto <em>plume<\/em> (pennacchio) riferito alle grandi quantit\u00e0 di materiale sollevato dal passaggio di questi apparati controllati a distanza, ulteriormente accresciuto durante lo scarico successivo alla filtratura prima del pompaggio verso l&#8217;alto. E di nuovo scaricato, gi\u00f9 dal ponte della nave, all&#8217;ulteriore cernita effettuata con l&#8217;aiuto di multipli occhi e mani umane. Abbastanza da oscurare, letteralmente, gli strati occupati da innumerevoli creature microscopiche, ovvero il plankton e coloro che comunemente se ne nutrono, effettuando una ben pi\u00f9 naturale filtratura delle acque marine. Un ostacolo difficilmente superabile al 100% e che ha fatto elaborare le stime maggiormente pessimiste di migliaia, se non decine di migliaia di specie marine estinte nel giro della prossima decade, indipendentemente dal tipo di precauzioni ed accorgimenti responsabili che potranno essere implementati dalle compagnie. Una prospettiva niente meno che terribile, sebbene siamo al punto in cui diventa necessario porsi una serie d&#8217;interrogativi impossibili da rimandare. Tutti riassumibili nella questione, niente meno che fondamentale, di quanto sia il caso di continuare ad attendere che le nostre prospettive diventino migliori. Quando la realt\u00e0 dei fatti ci dimostra come i materiali necessari per la transizione energetica diventeranno presto irrinunciabili, portando ad una corsa all&#8217;estrazione che potrebbe, senza una guida adeguata, accelerare piuttosto che ritardare l&#8217;annientamento per mano umana del nostro pianeta. Ed \u00e8 proprio a fronte di una tale presa di coscienza, che dovremmo rivedere e riconsiderare lo schema imprescindibile delle nostre priorit\u00e0 nell&#8217;immediato futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre il mondo si prepara per l&#8217;obbligatoria transizione verso forme d&#8217;energia maggiormente pulite, c&#8217;\u00e8 una problematica domanda insiste sulle delicate operazioni tecnologiche di aggiornamento di risorse ed infrastrutture: da dove, esattamente potremo procurarci i materiali necessari? Tutto quel nickel, rame e cobalto, che l&#8217;umanit\u00e0 ha dovuto utilizzare fino ad ora per la produzione di motori &#8230; <a title=\"Visioni della macchina che aspirer\u00e0 le vaste risorse minerarie dei fondali marini\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36994\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Visioni della macchina che aspirer\u00e0 le vaste risorse minerarie dei fondali marini\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[705,704,2153,766,1704,6820,249,667,3550,562,1428,400,5822,1351,822,2424,858,5183,97,1654,557],"class_list":["post-36994","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-batterie","tag-energia","tag-estrazione","tag-futuro","tag-macchinari","tag-manganese","tag-mare","tag-materiali","tag-metodi","tag-minerali","tag-nickel","tag-oceano","tag-pompaggio","tag-profondita","tag-progetti","tag-progresso","tag-risorse","tag-rover","tag-tecnologia","tag-tubi","tag-veicoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36994"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36994\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36998,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36994\/revisions\/36998"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}