{"id":36822,"date":"2022-11-07T06:22:42","date_gmt":"2022-11-07T05:22:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36822"},"modified":"2022-11-07T06:22:47","modified_gmt":"2022-11-07T05:22:47","slug":"il-sorriso-dei-palazzi-che-ricordano-ai-tedeschi-un-eclettico-maestro-della-pop-art","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36822","title":{"rendered":"Il sorriso dei palazzi che ricordano ai tedeschi un eclettico maestro della Pop Art"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/zIY0qdTIcHw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Happy-Rizzi-House-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36825\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Happy-Rizzi-House-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Happy-Rizzi-House-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Happy-Rizzi-House-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Happy-Rizzi-House.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere un concetto filosoficamente rilevante il tentativo d&#8217;immaginare che le cose, nel loro sussistere, possiedano quella coscienza implicita in grado di trascendere l&#8217;ora e il singolo momento della loro stessa creazione. Percependo tramite coloro che ne fanno uso, di volta in volta le precipue associazioni umane, inclusa quella che determina il coordinamento occasionalmente soggettivo tra causa ed effetto. Vedi l&#8217;impetuoso fiume cristallizzato di cemento, metallo e vetro, che il lessico contemporaneo ama definire megalopoli della trascendenza, ovvero centro imprescindibile di tutte le moderne aspirazioni, desideri e progetti sia presenti che futuri. Un luogo in cui sarebbe facile essere felici, secondo lo stereotipo delle allegorie bucoliche e l&#8217;impostazione &#8220;innata&#8221; della nostra esistenza, il cui valore pu\u00f2 essere misurato (molti ne sono convinti) nelle ore in cui si mettono la testa e spalle fuori dal gravoso iter ripetuto del quotidiano. Il che risulta essere d&#8217;altronde una questione di punti di vista, come quelli garantiti da un particolare tipo di organi sensoriali, pi\u00f9 imponenti di quelli di una balenottera azzurra ma anche maggiormente statici, in quanto un prodotto ineccepibile dell&#8217;immaginazione pensante. Iride, pupille e sclere, per non parlare quindi di quel naso e un gran paio di baffi, sotto cui compare di sottecchi il segno di una bocca che denuncia la migliore e pi\u00f9 compromettente delle emozioni. Pura ed inadulterata, folle, immotivata allegria. Poich\u00e9 se la citt\u00e0 avesse un volto, questo \u00e8 poco ma sicuro, ella ne farebbe uso per interfacciarsi con noialtri, operosi creatori della sua tangibile essenza; mentre di rimando e per il nostro conto, parleremmo a quei palazzi con un tono non dissimile da quello usato per bambini o cani domestici, accarezzandone abbaini e le ringhiere in segno di ringraziamento per il loro contributo al bene della collettivit\u00e0 che ne abita le cavit\u00e0 interiori o &#8220;stanze&#8221;. Per l&#8217;acquisizione di un&#8217;inclinazione alla reciproca tolleranza pi\u00f9 profonda ma che dico, per certi versi, persino migliore.<br>E c&#8217;\u00e8 un fondamentale ottimismo di contesto nell&#8217;opera pregressa, ivi incluso il suo singolo contributo architettonico al centro della Bassa Sassonia di Braunschweig, dell&#8217;artista newyorchese James Rizzi, defunto prima del suo tempo nel 2011 all&#8217;et\u00e0 di soli 61 anni mentre faceva ci\u00f2 che amava maggiormente e che costituisce il proprio principale lascito ad una sempiterna collettivit\u00e0 con il prezioso incarico d&#8217;interpretarlo. Traendone ottimi pensieri, come quelli suscitati dal complesso di uffici oggi noto con il nome di Happy Rizzi House, la pi\u00f9 spettacolare divagazione dall&#8217;aspetto che tendiamo a dare per scontato in un qualsiasi tipo di edificio, ma anche la realizzazione materiale di un qualcosa che lui aveva lungamente teorizzato in forma grafica, l&#8217;immagine specchiante di quel tentativo, universalmente complicato, di sorridere a una vita che sorride in cambio. Siamo tutti, in fin dei conti, acciaiose sfere che rimbalzano tra i ponti e rampe di un immenso flipper amorale e privo di pregiudizi. Tanto vale, a tal fine, che abbia il miglior <em>look<\/em> immaginabile e ci faccia, di tanto in tanto, l&#8217;occhiolino&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Bhq3fHxFFAc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Rizzi-Expo-Graz-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36824\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Rizzi-Expo-Graz-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Rizzi-Expo-Graz-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Rizzi-Expo-Graz-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Rizzi-Expo-Graz.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La pi\u00f9 grande mostra mai tenuta delle opere di Rizzi \u00e8 stata quella del Museo Graz della scorsa estate, qui cos\u00ec efficientemente catalogata dal passaggio fluttuante di un rapido drone telecomandato. Permettendo di notare, nel giro di pochi minuti, l&#8217;eccezionale quantit\u00e0 di opere realizzate dall&#8217;artista.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il nome programmatico del progetto, spesso abbreviato dai nativi in un pi\u00f9 semplice <em>Rizzi-Haus<\/em>, ne denuncia almeno in parte l&#8217;unicit\u00e0 e fondamentale approccio comunicativo nello schema urbanistico della citt\u00e0 indivisa. Quello di una serie di palazzi moderni dell&#8217;altezza di cinque piani, costruiti tra il quartiere storico di Magniviertel e il palazzo ducale di Braunschweig, ricostruito finalmente nel 2005 dopo che era andato distrutto nel corso della seconda guerra mondiale. Su un&#8217;idea venuta nel 1997 al gallerista e mercante d&#8217;arte Olaf Jaeschke, che interfacciandosi da mesi con l&#8217;artista americano di successo pens\u00f2 a un certo punto di coinvolgere un suo parente architetto, Konrad Kloster ed assieme a lui pensare di ottenere l&#8217;impossibile sul territorio della spesso formale, ma mai eccessivamente rigida Germania moderna: dare forma, un mattone alla volta, ad uno di quegli svettanti edifici che costituiscono il pi\u00f9 ricorrente fondale dei dipinti ed altri quadri di James Rizzi, come le colline antropomorfizzate grazie a un paio di occhietti che seguono il giocatore nei vecchi episodi della serie di Super Mario ed assieme a caotici maelstrom di minuscoli personaggi che si muovono per strade contorte ed improbabili. Un gioco dunque, null&#8217;altro che questo, ma portato alle pi\u00f9 estreme conseguenze fino a stagliarsi su una <em>skyline <\/em>con svariati elementi storici, vedi la chiesa di Santa Caterina che si staglia agevolmente, col suo campanile gotico, a poca distanza nell&#8217;inquadratura di un&#8217;ideale foto dai contrasti particolarmente accesi. E davvero, riuscite a immaginarne di pi\u00f9 estremi? L&#8217;allegria e spensieratezza di tanti rettangoli abitabili che ridono, scrutando attenti la popolazione sulle strade sottostanti. Rosa, azzurri e verde acqua, con figure di uccellini e cuori, stelle, piccole esplosioni o fuochi d&#8217;artificio. Davvero un qualcosa che &#8220;sarebbe dovuto rimanere sulla tela&#8221; nell&#8217;opinione di parecchi benpensanti, almeno prima di un profondo cambiamento nel rapporto tra la cultura contemporanea e le sue opere, ivi incluso il repertorio delle immagini presenti nello studio dei presupposti imprescindibili tra Fare, <em>et<\/em> Creare.<br>Una trasformazione vissuta in prima persona, ed in parte anche agevolata, nell&#8217;opera pregressa di un cos\u00ec notevole artista, formatosi in quanto tale soltanto a partire dagli anni &#8217;70 dello scorso secolo, quando recandosi a Gainesville per frequentare l&#8217;Universit\u00e0 della Florida decide repentinamente di cambiare radicalmente il campo dei suoi studi, da economia aziendale alle arti grafiche. Su suggerimento dei suoi amici che avevano visto le pitture da lui fatte su alcuni muri della propria residenza disadorna, e in una maniera tale da trovarsi, di l\u00ec a poco, instradato nel bisogno di presentare tre progetti allo stesso tempo: uno di grafica, uno di pittura ed uno di scultura. Circostanza nella quale non avendo tempo a sufficienza, in modo particolarmente celebre, cre\u00f2 uno degli stili che sarebbero diventati il suo marchio di fabbrica: una tela sottostante, ricoperta da una sovrastruttura in fili di metallo, adibita a sostenere un riquadro dipinto con il resto della scena. Grafica, pittura e scultura allo stesso tempo. Con soggetti ed uno stile che definire originali sarebbe stato, persino oggi, una notevole riduzione ai minimi termini dei significativi presupposti di partenza&#8230;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0iZX8ycvA1w\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Rizzi-Condor-Retrospective-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36823\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Rizzi-Condor-Retrospective-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Rizzi-Condor-Retrospective-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Rizzi-Condor-Retrospective-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Rizzi-Condor-Retrospective.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una serie di palazzi come quelli di Braunschweig richiedono frequente manutenzione al fine di mantenere la vivacit\u00e0 dei propri colori, grosso modo una volta per ciascuna decade a venire. In altri contesti, ci\u00f2 non risulta essere purtroppo necessario: vedi il caso del Rizzi Bird, ritirato senza troppe cerimonie dalla flotta della Condor nel 2006, dopo appena 10 anni di onorato servizio.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il resto della biografia, come si dice, \u00e8 storia, con Rizzo che tornato a New York, e stabilitosi nel quartiere dei creativi di Soho, inizia a fare il giro delle gallerie d&#8217;arte, proponendo entusiasticamente le proprie opere, mentre si mantiene vendendole per strada a pochi dollari l&#8217;una. Eppure gradualmente i meriti del suo stile, stranamente infantile ma occasionalmente complicato quanto uno scenario escheriano, iniziano gradualmente a guadagnare un numero maggiore d&#8217;estimatori, fino ad irrompere sullo sfondo di una nuova scena internazionale del mondo dell&#8217;arte, posta in essere principalmente da figure del calibro di Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Richard Hamilton&#8230;<br>Cos\u00ec come fatto a pi\u00f9 riprese dai suoi insigni colleghi, l&#8217;autore non esita a collaborare con il mondo del commercio e della pubblicit\u00e0, lavorando negli anni &#8217;80 ad alcuni progetti in Giappone, per film, puzzle, men\u00f9 dei ristoranti, calendari e persino la copertina di un dizionario. Sono degli stessi anni le copertine di alcuni album del gruppo <em>new wave<\/em> Tom Tom Club, che ne imita lo stile anche nei video di accompagnamento ai successi della stessa era. Ma il pi\u00f9 significativo aumento di visibilit\u00e0 arriva nel 1996, quando viene scelto come artista ufficiale dei Giochi Olimpici di Atlanta, Georgia, che rappresenta con il suo consueto stile caotico ed un po&#8217; <em>na\u00eff<\/em>, ma anche ricco di spunti d&#8217;analisi ulteriori. Da quel momento, la portata delle proprie collaborazioni d&#8217;artista non pu\u00f2 che crescere esponenzialmente, spostandosi spesso in Germania per dare il proprio contributo al gusto estetico di oggetti sempre pi\u00f9 imponenti: tre New Beetle per la Volkswagen. Un Boeing 757 per la compagnia Condor Airlines, sussidiaria della Lufthansa. Un treno metropolitano per la citt\u00e0 di Heilbronn. Ed infine, il complesso di palazzi completato nel 2001 a Braunschweig, ricevendo un corposo finanziamento dalla societ\u00e0 di moda locale New Yorker, rimasta proprietaria dell&#8217;immobile fino ai giorni odierni. E che vi si \u00e8 trasferita fisicamente nel 2012 dopo che il precedente inquilino, l&#8217;impresa di consulenza aziendale MLP, ha dovuto ricercare soluzioni alternative causa l&#8217;aumento eccessivo dei propri dipendenti. Bench\u00e9 si parli, ormai da tempo, di trasformare i piani inferiori della <em>Rizzi-Haus<\/em> in un <em>lounge <\/em>di ristoro con museo annesso, utilizzato al fine di ospitare alcune delle opere pi\u00f9 famose dell&#8217;artista. Un progetto con sicuri ed ottimi presupposti di visibilit\u00e0 per l&#8217;intero centro cittadino, e che potremmo vedere realizzato nel corso della prossima decade. Giustificando, ancora una volta e per parecchi anni a venire, l&#8217;incombenza spesso oggetto di opinioni contrastanti a carico di un simile oceano di sorrisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 essere un concetto filosoficamente rilevante il tentativo d&#8217;immaginare che le cose, nel loro sussistere, possiedano quella coscienza implicita in grado di trascendere l&#8217;ora e il singolo momento della loro stessa creazione. 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