{"id":36796,"date":"2022-11-03T06:26:22","date_gmt":"2022-11-03T05:26:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36796"},"modified":"2022-11-03T06:26:27","modified_gmt":"2022-11-03T05:26:27","slug":"lincredibile-finestra-postmoderna-fuori-dal-contesto-della-cattedrale-di-colonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36796","title":{"rendered":"L&#8217;incredibile finestra postmoderna fuori dal contesto della cattedrale di Colonia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xIKGNf3NTNc\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Richter-Cathedral-Window-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36799\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Richter-Cathedral-Window-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Richter-Cathedral-Window-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Richter-Cathedral-Window-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Richter-Cathedral-Window.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Voltando l&#8217;angolo che porta dall&#8217;ingresso della chiesa alla vasta e incommensurabile scenografia della sua navata, il visitatore potr\u00e0 scorgere qualcosa d&#8217;inaspettato. Tra gli altri pilastri sormontati da archi a sesto acuto, in corrispondenza dei fregi ornati di pareti che si perdono nella penombra dei recessi pi\u00f9 svettanti, come un milione di farfalle colorate, che paiono risplendere alimentate dal sacro fuoco di un&#8217;imperturbabile rivelazione. Soltanto voltandosi, mentre tenta di dare un senso a tale straordinaria visione, egli potr\u00e0 scorgerne l&#8217;origine: la forma immediatamente riconoscibile del tipico finestrone gotico, &#8220;riempito&#8221; da qualcosa che pu\u00f2 essere soltanto descritto come l&#8217;immagine di una schermata informatica successivamente a un blocco del tuo PC. Una cascata di pixel variopinti, resi limpidi e splendenti dall&#8217;astro diurno che si staglia dietro di loro, almeno in apparenza totalmente privi di alcun tipo di significato. L&#8217;opera di un grande artista, forse il maggior pittore vivente, la cui esperienza di vita non potr\u00e0 pi\u00f9 ripetersi, ma anche una particolare situazione di contesto, che per quanto ci \u00e8 dato auspicare, non DOVR\u00c0 pi\u00f9 avere luogo a verificarsi. Semplicemente perch\u00e9 scaturisce dagli abissi pi\u00f9 profondi e imperscrutabili della disperazione, pur avendo portato ad alcuni, inaspettati e singolari risvolti positivi.<br>Tra tutti e tutte coloro che, per fondamentale beneficio dell&#8217;umanit\u00e0, si sforzarono di dare un contributo positivo a quel disastro senza precedenti che fu la seconda guerra mondiale, sussiste una particolare categoria che non viene spesso menzionata nei libri di storia. Sto parlando dei <em>bauh\u00fctte<\/em> o &#8220;muratori&#8221; secondo l&#8217;antica tradizione mitteleuropea, coloro che vivendo all&#8217;interno di anguste e instabili capanne sopra il tetto delle cattedrali tedesche, sfidarono con cadenza quasi quotidiana la caduta delle bombe alleate. Nel disperato, ma riuscito tentativo di mantenere intatte alcune delle opere d&#8217;arte tangibili pi\u00f9 importanti mai lasciate alla posterit\u00e0 indivisa. Vedi un edificio come l&#8217;impressionante <em>K\u00f6lner Dom<\/em> (Duomo di Colonia) o ufficialmente <em><em>Hohe Domkirche Sankt Petrus<\/em><\/em> (La Chiesa Cattedrale di San Pietro) ovverosia semplicemente la chiesa gotica pi\u00f9 imponente d&#8217;Europa e del mondo. Particolarmente celebre, in taluni circoli, per quella foto del 1944 in cui si erge maestosa ed indefessa in mezzo alle macerie di un&#8217;intera citt\u00e0 di 700.000 persone, di cui ne restavano a quel punto, secondo le stime pi\u00f9 ottimistiche, non pi\u00f9 di 50.000. Ivi inclusi i suddetti scalpellini, che persino mentre risuonavano le sirene di allarme per i raid aerei restarono ai loro &#8220;posti di combattimento&#8221;, estinguendo le fiamme sul nascere e mantenendo l&#8217;antico tetto sgombro dai detriti che rischiavano di appesantirlo. Giungendo addirittura, in almeno un caso, a rinforzare un pilastro che era stato danneggiato, grazie all&#8217;aiuto di una parte della brava gente di K\u00f6ln. Quando tuttavia il cappellano cattolico Philip Hannan, giungendo presso la citt\u00e0 assieme al resto dell&#8217;82\u00b0 Divisione Aviotrasportata, riusc\u00ec a rintracciare l&#8217;arcivescovo tedesco Josef Frings, per ottenere un mandato ecclesiastico a protezione e salvaguardia dell&#8217;importante edificio, esso appariva gi\u00e0 danneggiato in molti aspetti. Il pi\u00f9 evidente tra i quali, risultava essere la distruzione di ogni singola vetrata incorporata nelle sue alte mura. Inclusa quella forse pi\u00f9 notevole, risalente all&#8217;era di completamento dopo circa sei secoli del maestoso progetto architettonico ed originariamente databile al 1863, che sul lato sud commemorava, con un elaborato intarsio di vetri colorati della vastit\u00e0 di 106 metri quadri, l&#8217;immagine e l&#8217;opera degli antichi Re cristiani dell&#8217;Era Medievale a seguire. Un vuoto che avrebbe necessitato, senz&#8217;ombra di dubbio, un&#8217;attenta pianificazione ed appropriato ripristino alle condizioni originali. Ma poich\u00e9 una finestra di queste dimensioni costituisce un importante elemento strutturale, ancor prima che decorativo, non sarebbe del tutto fuori luogo affermare che fu necessario fare le cose in fretta, e sommariamente&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/E1cWzGjQxkY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Cologne-Cathedral-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36798\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Cologne-Cathedral-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Cologne-Cathedral-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Cologne-Cathedral-Visit-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Cologne-Cathedral-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Alte ed occasionalmente piuttosto cupe, le cattedrali dell&#8217;Europa centrale e settentrionale possiedono un&#8217;atmosfera che prospera nelle contraddizioni. Proprio per questo, in esse, la vetrata variopinta diventa un elemento decorativo di ancor pi\u00f9 primaria importanza.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Chiunque abbia visitato la cattedrale di Colonia prima dell&#8217;anno 2007, ed a partire da quel fatidico 1948, avr\u00e0 quindi avuto modo di notare in corrispondenza della sua alta parete sud la semplice opera in vetro di Wilhelm Teuwen, un finestrone lievemente decorato ma per lo pi\u00f9 monocromatica ed in effetti, trasparente. La pura e semplice dimostrazione di come non sempre le soluzioni semplici possano essere risolutive, vista la maniera in cui in particolari ore del giorno, il bagliore della luce si dimostrasse perfettamente capace di oltrepassarla, accecando i fedeli facenti parte della congregazione, il loro sacerdote ed ogni possibile visitatore dell&#8217;edificio. Un effetto altamente indesiderabile, proprio perch\u00e9 andava a ledere la fondamentale atmosfera di raccoglimento e preghiera della <em>K\u00f6lner Dom<\/em>. Fu cos\u00ec che nell&#8217;anno 2003, dovendo stanziare i fondi per l&#8217;impegnativo restauro del gigantesco elemento, il capitolo del canonici di Colonia scelse piuttosto d&#8217;istituire un concorso per i principali artisti interessati a dare il proprio contributo: la vetrata sarebbe stata dunque ricostruita, pi\u00f9 magnifica, inconfondibile e pregna di quanto fosse stata da oltre mezzo secolo di tempo. In un primo momento, il soggetto favorito sembr\u00f2 essere quello proposto dai pittori Edith Stein e Maximilian Kolbe, finalizzato a commemorare l&#8217;Olocausto ed i martiri tedeschi del &#8216;900. Almeno finch\u00e9 sulla scrivania dei committenti non giunse il progetto del loro concittadino Gerhard Richter, un diretto adattamento del suo celebre quadro del 1976, <em>4096 Farben<\/em> (4096 colori). Eclettico, geniale artista visuale, le cui quotazioni nelle case d&#8217;aste rivaleggiano ormai da decadi quelle di una figura monumentale come Picasso, costui proponeva dunque un qualcosa di assolutamente privo di precedenti: non pi\u00f9 figure umane o scene della Bibbia secondo la tradizione dei luoghi sacri d&#8217;Occidente, bens\u00ec una composizione astratta, priva di alcun significante o scopo apparente, escluso quello d&#8217;instillare indirettamente, anche nei fruitori pi\u00f9 materialisti, l&#8217;inquieto sospetto dell&#8217;esistenza di un&#8217;armonia ed Intelligenza superiore. <br>Grande avanguardista delle arti visuali, Gerhard Richter aveva iniziato la sua opera nel territorio conflittuale della Germania dell&#8217;Est, dipingendo alcuni murales di soggetto socialista, prima di scappare verso l&#8217;Ovest due mesi prima dell&#8217;erezione del muro di Berlino nel 1961. Fu nel periodo successivo, mentre le sue opere precedenti venivano distrutte per ragioni politiche, che accedette agli onori delle cronache della storia dell&#8217;arte, grazie alla sua originale fusione di fotografia e pittura, espressa in una serie di opere basate su immagini spostate fuori dal contesto e &#8220;rivelate&#8221; attraverso strati sovrapposti di colore, in composizioni precedentemente mai viste prima, sconfinando spesso nell&#8217;astrattismo. Fu a partire dal 1973, con l&#8217;evolversi continuo della sua visione, che inizi\u00f2 a lavorare su una forma espressiva di tipo completamente diverso, quella delle tavole di colori casuali posizionati nella forma di rettangoli in una matrice. A partire da &#8220;256 <em>Farben<\/em> &#8221; e poi soltanto &#8220;10 <em>Farben<\/em> &#8220;, fino al <em>magnum opus<\/em> del 2007, rivelato al pubblico nello stesso anno della finestra della Cattedrale di Colonia, &#8220;4900 <em>Farben<\/em>&#8221; 1 e 2, una serie di 49 armonie cromatiche prodotte in due versioni successive, ciascuna rappresentata in una tavola rettangolare frutto della generazione numerica casuale. Un approccio, quest&#8217;ultimo, giudicato insufficiente nel caso della finestra della <em>K\u00f6lner Dom<\/em>, per la quale Richter mise mano in pi\u00f9 punti della composizione per scongiurare l&#8217;emersione di un <em>pattern<\/em> o qualche tipo di significato apparente, oltre a rendere diametralmente simmetriche le colonne 1 e 3, 2 e 5, 4 e 6.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/rzQZuQBm074\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Cologne-Cathedral-View-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36797\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Cologne-Cathedral-View-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Cologne-Cathedral-View-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Cologne-Cathedral-View-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/11\/Cologne-Cathedral-View.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Vista dall&#8217;alto la cattedrale di Colonia \u00e8 particolarmente riconoscibile, dando origine alla leggenda che gli aerei alleati l&#8217;avessero risparmiata intenzionalmente per usarla come punto di riferimento. Fatto in realt\u00e0 abbastanza improbabile, quando si considera l&#8217;estrema imprecisione della maggior parte dei bombardamenti effettuati durante la seconda guerra mondiale.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Raggiunto quindi il giorno dell&#8217;<em>unveiling<\/em> del suo lavoro costato 370.000 euro, bench\u00e9 non avesse chiesto alcun tipo d&#8217;onorario ma data la complessit\u00e0 tecnica degli esattamente 11.263 pannelli quadrati uniti con una speciale tecnica a base di silicone, come potrete facilmente immaginare le critiche non tardarono ad arrivare. La pi\u00f9 accesa di tutte proprio quella del cardinale tedesco Joachim Meisner, non coinvolto nel capitolo della cattedrale, che tuttavia non pot\u00e9 esimersi dal definire la nuova finestra come &#8220;Fuori luogo in una chiesa cristiana, sembrando pi\u00f9 adatta a una moschea o altra casa di preghiera.&#8221; Una visione delle cose innegabilmente superficiale, che si basava unicamente sul divieto in base alla fede islamica di rappresentare la figura umana. Ed aggiungerei non particolarmente condivisa dal resto del mondo cattolico, vista l&#8217;immediata richiesta da parte della cattedrale di Reims di realizzare qualcosa di simile anche l\u00ec, che Richter\u00a0scelse di rifiutare. Per poi dedicarsi anima e corpo, invece, a partire dal 2020 alle finestre dell&#8217;abbazia di Tholey, monastero benedettino nel distretto di Sankt Wendel. In quella che sar\u00e0, in base alle sue dichiarazioni, l&#8217;ultima opera di grandi proporzioni della sua leggendaria carriera d&#8217;artista, una scelta direi comprensibile considerando il venerando traguardo raggiunto dei 90 anni d&#8217;et\u00e0. Ben pochi altri possono affermare, nel suo campo professionale, di aver accumulato in vita un patrimonio superiore ai 700 milioni di dollari, grazie esclusivamente alla forza espressiva dei suoi pennelli. E soltanto  occasionalmente, &#8220;qualche&#8221; vetro colorato che si staglia a ridosso dell&#8217;azzurro cielo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voltando l&#8217;angolo che porta dall&#8217;ingresso della chiesa alla vasta e incommensurabile scenografia della sua navata, il visitatore potr\u00e0 scorgere qualcosa d&#8217;inaspettato. Tra gli altri pilastri sormontati da archi a sesto acuto, in corrispondenza dei fregi ornati di pareti che si perdono nella penombra dei recessi pi\u00f9 svettanti, come un milione di farfalle colorate, che paiono &#8230; <a title=\"L&#8217;incredibile finestra postmoderna fuori dal contesto della cattedrale di Colonia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36796\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;incredibile finestra postmoderna fuori dal contesto della cattedrale di Colonia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,3333,1869,1867,625,2905,1536,6764,1334,236,3255,321,2373,3813,1002,95,1294,276,1015,71,649,1523,6763,87],"class_list":["post-36796","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-bombardamenti","tag-cattedrali","tag-chiese","tag-citta","tag-colonia","tag-dal-mondo","tag-duomo","tag-edifici","tag-europa","tag-finestre","tag-germania","tag-luoghi","tag-novecento","tag-personaggi","tag-pittura","tag-punti-di-riferimento","tag-religione","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-storia","tag-tecnica","tag-turismo","tag-vetrate","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36796","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36796"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36796\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36800,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36796\/revisions\/36800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36796"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36796"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36796"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}