{"id":36740,"date":"2022-10-25T06:19:38","date_gmt":"2022-10-25T04:19:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36740"},"modified":"2022-10-25T06:19:43","modified_gmt":"2022-10-25T04:19:43","slug":"la-pregna-mole-della-statua-riportata-in-superficie-arando-un-campo-kirghiso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36740","title":{"rendered":"La pregna mole della statua riportata in superficie arando un campo kirghiso"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Statue-of-Issik-Kul.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"374\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Statue-of-Issik-Kul-500x374.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36743\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Statue-of-Issik-Kul-500x374.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Statue-of-Issik-Kul-768x574.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Statue-of-Issik-Kul.jpg 1249w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L&#8217;evento  si \u00e8 verificato lo scorso 15 ottobre presso il villaggio di Ak-Bulun, nelle vicinanze delle sponde dell&#8217;antico lago di Issyk Kul. All&#8217;ombra della catena montuosa delle Tian Shan settentrionali, quando l&#8217;agricoltore Erkin Turbaev urt\u00f2 improvvisamente un corpo estremamente solido con la lama del suo attrezzo pi\u00f9 importante, un ponderoso aratro a traino veicolare. &#8220;Un fastidio non da poco&#8221; a questo punto della sua preparazione stagionale, pens\u00f2 lui, finch\u00e9 non scese dal sedile del trattore per andare a guardare. Ritrovando immersa tra la terra quella che poteva essere soltanto un&#8217;imponente faccia di pietra, con occhi, orecchie ed un copricapo chiaramente definiti. Ma soprattutto un collo, collegato a quello che poteva essere soltanto un monumento originariamente verticale mirato a riprodurre un&#8217;intera figura umana. Chiamati quindi i suoi vicini, assieme a vari uomini di fatica provenienti dal vicino insediamento urbano, la compagnia si avvicend\u00f2 a scavare e liberare nel corso di un intero pomeriggio il misterioso monumento. Per scoprire un&#8217;imponente statua adagiata sulla schiena dell&#8217;altezza\/lunghezza di 3 metri d&#8217;altezza, le braccia scolpite a rilievo nel granito in quello che potrebbe sembrare un gesto di meditazione o di pace. Almeno finch\u00e9 non si nota, nella mano sinistra, la forma riconoscibile di un tipico akinak delle steppe d&#8217;Asia, coltello di origine sciita. Abbastanza da identificare, anche senza una preparazione specifica, l&#8217;oggetto come appartenente alla categoria di reperti pan-asiatica nota con il nome di balbal o &#8220;antenati&#8221; nella lingua dei Turchi, il popolo diffuso fin dai tempi antichi dall&#8217;Europa fino alla parte pi\u00f9 estrema dell&#8217;Asia Centrale. Con un profondo significato storico e culturale, come pochi altri oggetti possono vantarsi di possedere nella storia di queste genti spesso nomadiche, del tutto disinteressate ad un lascito materiale capace di attraversare integro le distanti epoche a venire.<br>L&#8217;effettiva storia dei balbal dunque, per quanto \u00e8 stato determinato attraverso gli studi compiuti nei tempi moderni, ha inizio attorno al VII secolo tra la trib\u00f9 dei cosiddetti Turchi Celesti o G\u00f6kt\u00fcrk, cavalieri delle steppe che ereditarono il vasto territorio un tempo appartenuto all&#8217;impero degli Xiongnu a partire dal 546, successivamente alla salita al potere del Kaghan Bumin, Che non spingendo i propri interessi di conquista sempre pi\u00f9 ad Oriente si ritrov\u00f2 a guerreggiare con la Cina della dinastia degli Wei, che tuttavia seppe resistere alle sue armate incombenti. E nel 584 circa vide la minaccia dissolversi spontaneamente a causa di un&#8217;accesa disputa dinastica per la successione al trono ambito di quinto Kaghan. Nel territorio ormai diviso di queste genti avvenne quindi un cambiamento culturale verso il principio del VII secolo, che avrebbe portato all&#8217;adozione di un nuovo metodo per onorare i morti, non pi\u00f9 basato sulla cremazione bens\u00ec la sepoltura sotterranea, lasciando per la prima volta un qualche tipo di struttura permanente sul tragitto delle loro incessanti migrazioni. Poich\u00e9 non \u00e8 possibile concepire l&#8217;effettivo concetto di una tomba, senza un qualche tipo di lapide appropriata&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yZXhn71Wgms\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Steppe-Balbal-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36742\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Steppe-Balbal-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Steppe-Balbal-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Steppe-Balbal-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Steppe-Balbal.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La forma riconoscibile ed il realismo delle steli funebri dell&#8217;Asia Centrale pu\u00f2 variare sensibilmente, con determinati aspetti figurativi pi\u00f9 curati a seconda della specifica regione e cultura d&#8217;appartenenza. Raramente, tuttavia, si presentano con un profilo dettagliato come quello dell&#8217;esempio di Issyk Kul.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il <em>balbal <\/em>nella sua forma pi\u00f9 caratteristica \u00e8 dunque un particolare tipo di monumento funebre, scolpito per lo pi\u00f9 in pietra granitica ma pi\u00f9 raramente di origine calcarea, con forma conica o rettangolare, raffigurante una figura antropomorfa con lo sguardo rivolto rigorosamente ad est. Questo si ritiene per il significato religioso della direzione da cui nasce il Sole, somma entit\u00e0 divina alla base della religione di quei tempi remoti. Di pietre come queste ce ne sono molte varianti, attestate in un&#8217;area estremamente ampia dai monti Altai fino al Kirghizistan\u00a0in prossimit\u00e0 dei confini cinesi, con forme e fogge altrettanto diverse. Essi possono rappresentare sia uomini che donne, rispettivamente riconoscibili dalla forma a rilievo rispettivamente di baffi o seni appena accennati, quando non costituiscono figure troppo indistinte per poterne comprendere esteriormente il genere d&#8217;appartenenza. Si ritiene, tuttavia, che le figure rappresentate siano sempre delle persone specifiche, talvolta identificate mediante un&#8217;iscrizione in prossimit\u00e0 della testa, o specifici elementi nella foggia dei loro ornamenti o abiti di riferimento. Incluso il copricapo, spesso presente, che pu\u00f2 essere un cappello come un <em>malahai <\/em>dell&#8217;Asia Centrale o <em>bashlyk<\/em> kirghiso, bench\u00e9 nel caso dei soggetti maschili corrisponda ancor pi\u00f9 frequentemente ad un qualche tipo di elmo utilizzato in combattimento. Il che ci porta senza falla alla finalit\u00e0 pi\u00f9 spesso confermata dalle fonti filologiche per molti di questi orpelli, rappresentanti non tanto il defunto presente all&#8217;interno del tumulo o <em>kurgan<\/em> (sepolcro) sottostante, bens\u00ec i suoi nemici sconfitti in battaglia armati di spade, asce, archi o altre attrezzature belliche che dovranno accompagnarlo e proteggerlo nel regno inconoscibile dell&#8217;aldil\u00e0. Proprio per questo le tombe degli eroi di maggior prestigio venivano circondate da una quantit\u00e0 anche piuttosto significativa di <em>balbal<\/em>, costruiti dai migliori scultori al seguito della trib\u00f9 itinerante. Diverso invece il caso delle statue rappresentanti donne o effettivi numi tutelari del defunto, le cui mani tendono a tenere delle ciotole piuttosto che pettini o monili, al probabile fine di simboleggiare un qualche tipo di offerta per l&#8217;anima del defunto. Non che questo possa essere il caso della statua ritrovata presso il lago di Issyk Kul, in stato di conservazione pressoch\u00e9 perfetto e dalla natura figurativa pi\u00f9 curata della media delle maggior parte dei ritrovamenti co\u00e9vi, al punto da aver fatto sospettare inizialmente alcuni che potesse trattarsi di una scultura di tipo buddhista costruita in epoca successiva. Ma tutto nelle vesti, nell&#8217;atteggiamento e nella dotazione della statua permette di collocarla non pi\u00f9 tardi del VII secolo, facendone uno degli esempi pi\u00f9 antichi e meglio conservati di <em>balbal <\/em>ritrovati nell&#8217;intera regione di riferimento. Un importante ausilio per comprendere l&#8217;antica estensione e natura culturalmente coesa di quello che potrebbe costituire uno degli imperi meno studiati antecedenti alla diffusione della principale religione monoteista in Asia Centrale. Con le conseguenze che ben conosciamo, dato il divieto categorico da parte dell&#8217;Islam a rappresentare e celebrare la figura degli esseri umani, destinato a far dimenticare l&#8217;originale metodologia di marcatura delle tombe ad opera dei propri stessi antenati.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/UYLRMNTi9x4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Balbal-Historic-Museum-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36741\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Balbal-Historic-Museum-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Balbal-Historic-Museum-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Balbal-Historic-Museum-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Balbal-Historic-Museum.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Le esposizioni museali di <em>balbal<\/em>, come questa allestita all&#8217;aperto in una qualche non meglio identificabile regione della Turchia, tendono ad assomigliare a dei piccoli cimiteri. Detto ci\u00f2, raramente i sepolcri dei capi dei G\u00f6kt\u00fcrk erano soliti essere costruiti l&#8217;uno vicino all&#8217;altro. Troppo vasto risultava, il territorio in cui spaziavano i loro interessi finch\u00e9 rimanevano in vita&#8230;&lt;<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ci\u00f2 detto, le steli di marcatura funebre dei Turchi Celesti continuarono a far parlare di se anche in epoca medievale, come esemplificato dal resoconto del viaggiatore Guglielmo di Rubruck, che nel XIII secolo scrisse delle strane statue di pietra installate dai Cumani sulle tombe dei propri morti, come un importante punto di riferimento per chiarire l&#8217;andamento dei propri itinerari. Soltanto successivamente, frammenti di monumenti simili sarebbero stati ritrovati anche nei dintorni della celebre citt\u00e0 distrutta di Troia, lasciando intuire un certo grado di sincretismo che potrebbe collocare attestazioni ancor pi\u00f9 cronologicamente remote di quelle sospettate in origine per tali monumenti. Steli antropomorfe, d&#8217;altra parte, sono emerse anche in siti appartenenti alla remota Et\u00e0 del Ferro durante scavi compiuti al volgere del millennio, come quello della citt\u00e0 di Hakk\u00e2ri nella Turchia Orientale, forse finalizzati a rappresentare gli antichi dinasti di Hubushkia, un regno contemporaneo alla remota epoca della civilt\u00e0 Assira. Appena qualche settimana fa, oggetti dall&#8217;origine ed antichit\u00e0 soltanto leggermente inferiore hanno invece fatto notizia per la loro avvenuta distruzione &#8220;accidentale&#8221; durante il bombardamento e conseguente occupazione russa del sito cumano di Izium, citt\u00e0 ucraina appartenente all&#8217;oblast di Karkhiv.<br>Difficile immaginare, a tal proposito, un sentimento pi\u00f9 naturalmente intrinseco nella mentalit\u00e0 umana di quello finalizzato a commemorare e in qualche modo rendere omaggio ai propri insigni predecessori. Che poi possa tornare utile anche ai posteri, al fine di qualificare e contestualizzare il nostro lascito, \u00e8 pi\u00f9 che altro un valore aggiunto di pratiche profondamente utili a chi resta, oggi ed ora, tra i viventi. A patto che si riesce a ricordare, anche a distanza di millenni, quali siano le cose davvero importanti, nel novero di ci\u00f2 che abbiamo ricevuto intatto, e tale dovrebbe idealmente proiettarsi verso le plurime ore del nostro domani. Imprevisti permettendo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;evento si \u00e8 verificato lo scorso 15 ottobre presso il villaggio di Ak-Bulun, nelle vicinanze delle sponde dell&#8217;antico lago di Issyk Kul. 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