{"id":36621,"date":"2022-10-08T06:24:42","date_gmt":"2022-10-08T04:24:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36621"},"modified":"2022-10-08T06:36:03","modified_gmt":"2022-10-08T04:36:03","slug":"la-citta-temprata-nel-crogiolo-sanguigno-dei-batraci-taurini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36621","title":{"rendered":"Willimantic, la citt\u00e0 temprata nel crogiolo sanguigno dei batraci taurini"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Qa2tGrrYJHU\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Willimantic-Frog-Bridge-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36624\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Willimantic-Frog-Bridge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Willimantic-Frog-Bridge-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Willimantic-Frog-Bridge-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Willimantic-Frog-Bridge.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il reverendo Samuel Peters si svegli\u00f2 nel cuore della notte all&#8217;improvviso, percependo nell&#8217;aria l&#8217;ineffabile sensazione del cambiamento. Le finestre socchiuse, nelle profondit\u00e0 tenebrose di quel periodo estivo e rovente del Connecticut centrale, lasciavano entrare una brezza lieve accompagnata a un suono distante. Come&#8230; Un sibilo, un sussurro! La voce senza timbro delle fate, pens\u00f2 lui nel dormiveglia, avvertendo la necessit\u00e0 di assegnargli un qualche tipo d&#8217;appellativo pregno di un latente senso di poesia. Mentre gi\u00e0 la sua coscienza scivolava nuovamente nella quiete del sonno dei giusti, le voci al piano terra lo riportarono forzatamente nel regno della veglia: &#8220;Credi che&#8230;&#8221; &#8220;Possibile che siano&#8230;&#8221; &#8220;Oh, no! Dobbiamo fare qualcosa!&#8221; Erano Jack, il suo servo personale assieme a Sinda, la moglie, che immediatamente aggiunse per buona coscienza: &#8220;Sssh, sveglierai il padrone!&#8221; Troppo tardi, penso lui. Ma ogni proposito di far presente la sacralit\u00e0 delle ore successive al tramonto, dopo il sopraggiungere dell&#8217;alba distante, venne meno alla realizzazione di&#8230; Quanto stava per accadere. Il suono di fondo, quello strano strumento musicale d&#8217;accompagnamento, stava lentamente e inesorabilmente salendo d&#8217;intensit\u00e0. Mentre la melodia si arricchiva di grida e strepiti, terribili lamenti. Il suono dei tamburi e voci indistinte. Lo sguardo del reverendo si rivolse tutto attorno nella stanza da letto per fissarsi, infine, sulla statuetta di George Washington che gli era stata regalata, il Natale scorso, dal suo amico ed avvocato, il colonnello Eliphalet Dyer. Qualche settimana prima che quest&#8217;ultimo, spinto dalle sue inclinazioni patriottiche di vecchia data, arringasse il pubblico nella sala comune del municipio, riuscendo a formare un piccolo reggimento di milizia con cui recarsi a combattere in primavera i cosiddetti &#8220;indiani&#8221;. Termine ad ombrello che in quel 1754 tendeva a riferirsi, senza distinzioni degne di nota, a tutte quelle trib\u00f9 dei nativi in territorio nordamericano (Canada incluso) che avevano deciso di allearsi coi francesi all&#8217;inizio della guerra coloniale dei sette anni. Ritrovando le antiche inclinazioni, o almeno cos\u00ec si diceva, al massacro indiscriminato dei civili, la raccolta dei loro scalpi e la riconquista degli antichi territori perduti. &#8220;Dio mio, dammi la forza&#8230;&#8221; Pronunci\u00f2 tra se e se il predicatore, mentre senza ulteriori indugi si alzava rapido dal letto, impugnando il pregevole moschetto che tutti gli abitanti di Willimantic avevano ricevuto dal governatore al completamento di un breve servizio di leva &#8220;&#8230;Di difendere il mio gregge dalla violenza.&#8221; Ora stava scendendo le scale e mentre attraversava il salone principale, vide Jack con un bastone di legno lungo almeno quattro spanne, mentre la consorte si copriva la bocca con le mani gi\u00e0 evidentemente preparata al peggio. Ora Samuel apr\u00ec la porta principale, comprendendo all&#8217;improvviso la gravit\u00e0 della situazione. Oltre alle voci unite all&#8217;unisono in un terribile peana, si udiva infatti il suono dei tamburi, come durante l&#8217;esibizione collettiva dei selvaggi nota convenzionalmente con il termine di pow-wow.  Inoltre si udivano dei nomi, chiamati dalle voci querule nel vento: &#8220;Wight, Hilderken, Dier, Tete. Dier, dier, dier!&#8221; Ma quel che era peggio, \u00e8 che qualcuno aveva gi\u00e0 iniziato a sparare, probabilmente alla cieca, all&#8217;indirizzo del dolce declivio antistante alla chiesa&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vhywWia6II8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/American-Bullfrog-Feeds-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36623\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/American-Bullfrog-Feeds-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/American-Bullfrog-Feeds-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/American-Bullfrog-Feeds-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/American-Bullfrog-Feeds.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Le quattro statue di rane del ponte di Windham hanno anche dei nomi: Manny, Willy, Windy e Swifty. Rispettivamente provenienti da Willi, Mantic, Windham e&#8230; Swift (rapido) dalla ben nota velocit\u00e0 della corrente del fiume sottostante.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Chi accede oggi alla vecchia citt\u00e0 industriale di Windham, alias zona censita di Willimantic lungo il corso dell&#8217;omonimo fiume, pu\u00f2 farlo attraverso uno di due ponti distinti. Il primo di metallo risalente al 1906, costruito a partire da Main Street con lo scopo originario di permettere ai numerosi operai degli opifici di recarsi facilmente al lavoro, producendo quelle stoffe che avevano permesso a un simile centro abitato del New England di acquisire il soprannome prestigioso di &#8220;Thread City&#8221; &#8211; Citt\u00e0 del filo. Ed il secondo moderno ed in cemento, implementato per sostituire l&#8217;ancor pi\u00f9 vecchio arco di pietra che dal 1857 aveva attraversato, in sol balzo, il fiume, la palude e la ferrovia che condividevano lo stesso nome. Ci\u00f2 che colpisce ancor maggiormente del panorama in questi tempi moderni, tuttavia, \u00e8 la presenza lungo la suddetta carreggiata di una serie di elementi decorativi, con la forma di rocchetti simili a colonne doriche sormontati da quattro imponenti figure. La raffigurazione statuaria stilizzata, con tanto di colore verde ed occhi del colore del bronzo, di altrettante esponenti della specie <em>Lithobates catesbeianus<\/em>, pi\u00f9 comunemente detta rana toro nordamericana. Creatura che ricorre, d&#8217;altra parte, nelle insegne commerciali locali, come sigillo dei documenti del comune, raffigurata in effige sui muri degli edifici e in guisa di pi\u00f9 piccole statue decorate dagli stessi abitanti in modo variopinto, nel corso di una storica parata ed evento commemorativo di un paio di decadi a questa parte. Sul modello di queste stesse sculture opera di Leo Jensen, artista del vicino centro abitato di Ivorytown. Non \u00e8 d&#8217;altronde insolito, in questa particolare zona degli Stati Uniti, che le comunit\u00e0 scelgano un nome derivante dai propri trascorsi trionfi nell&#8217;industria ed il commercio, piuttosto che un singolo evento collegato alla loro originaria fondazione. Bench\u00e9 Willimantic, nello specifico, risulti atipica per il suo sentire interconnesso all&#8217;occorrenza di quella che in molti si sono sentiti di definire, negli anni, come una semplice leggenda metropolitana. Sebbene qualcosa dovesse effettivamente essere capitato in quella fatidica notte del 1754, vista l&#8217;esistenza di una certa quantit\u00e0 di racconti, tutti concordanti nel pi\u00f9 strano e significativo dettaglio: che il mondo sembr\u00f2 all&#8217;improvviso capovolgersi, mentre ognuno faceva il possibile per difendere se stesso e la propria famiglia. Fino al ritorno delle prime luci dell&#8217;alba, quando un coraggioso contingente di milizia popolana coi coltelli figurativamente tra i denti caric\u00f2 la collina perpendicolare al fiume, per trovarsi innanzi ad una scena niente meno che sconvolgente. Piuttosto che i previsti indiani armati fino ai denti, un grande stagno ormai quasi del tutto prosciugato, ricolmo di quelle che potevano soltanto essere una massa spropositata di rane morte o morenti. I cui squillanti richiami, per tutta la notte, avevano tenuto sveglia la brava gente di Windham, fino al sopraggiungere di un effettivo stato d&#8217;isteria collettiva, inclusiva di numerosi proiettili sparati nelle tenebre del tutto prive di alcuna possibilit\u00e0 di rivalsa. L&#8217;evento fu immediatamente di dominio pubblico e coloro che ne erano stati direttamente coinvolti, non senza un&#8217;encomiabile dose di autoironia, decisero di farne un&#8217;emblema ed una sorta di umoristico punto d&#8217;orgoglio. Lo stesso reverendo locale, Samuel Peters, ne scrisse in particolare un resoconto piuttosto dettagliato, in cui si narra della maniera surreale in cui alcuni degli anziani della citt\u00e0, trovato in se il coraggio, avessero tentato d&#8217;organizzare un&#8217;ambasceria da inviare presso il capo degli &#8220;indiani&#8221; per tentare di negoziare un lasciapassare per le gente gi\u00e0 pronta alla resa. Ma nulla di tutto questo ebbe modo di concretizzarsi, quando venne finalmente rivelata l&#8217;effettiva portata della verit\u00e0 e l&#8217;ecclesiastico venne persino allontanato dalla comunit\u00e0, come simpatizzante politico di frange destabilizzanti all&#8217;ordine civile dello stato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/esd7HSbhF-Q\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Willimantic-River-Mills-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36622\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Willimantic-River-Mills-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Willimantic-River-Mills-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Willimantic-River-Mills-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Willimantic-River-Mills.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Successivamente agli anni 2000, con il declino dell&#8217;industria tessile locale, la citt\u00e0 di Willimantic sarebbe andata incontro ad un periodo di declino da cui soltanto ora sta iniziando a riprendersi. Con le sue numerose fabbriche abbandonate, divenne quindi nota come &#8220;capitale dell&#8217;eroina del Connecticut&#8221;, mentre si scherzava cupamente sul nome del suo istituto d&#8217;accoglienza pi\u00f9 famoso, l&#8217;Hooker Hotel (letteralmente: Albergo delle prostitute). Una mera coincidenza&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La storia della grande battaglia notturna era gi\u00e0 diventata perci\u00f2 nel giro di un mezzo secolo parte inscindibile del folklore locale, quando Nason W. Leavitt e suo figlio Burton Leavitt, proprietari di una delle fabbriche di materiali tessili pi\u00f9 grandi di Willimantic, decisero d&#8217;immortalarla in una celebre operetta comica, intitolata semplicemente &#8220;Le rane di Windham&#8221;. Produzione farsesca ed informale, che ruotava attorno alla consueta storia romantica ostacolata dalle circostanze, in cui il chiasso disarticolato della notte fatidica si presentava agli spettatori come segno inviato da Dio in persona al colonnello Dyer, affinch\u00e9 permettesse ai giovani innamorati di convolare a nozze, in un finale lieto nonostante il proseguire della guerra dei sette anni.<br>Dall&#8217;analisi scientifica relativa a cosa, effettivamente, possa essere accaduto in quel fatidico giorno emergono perci\u00f2 due possibilit\u00e0 distinte. La prima \u00e8 che a seguito di un lungo periodo di siccit\u00e0, le rane toro di quella particolare zona del Connecticut avessero finito per radunarsi tutte all&#8217;interno di quel singolo stagno, iniziando a combattere ferocemente ed emettendo quel terribile frastuono che spavent\u00f2 la popolazione. Ma l&#8217;assenza nelle registrazioni dell&#8217;epoca di alcun cenno a tale periodo di disagio climatico hanno dato credibilit\u00e0, negli ultimi anni, alla divergente teoria di Susan Z. Herrick, etologa nata e cresciuta a Willimantic. Secondo cui l&#8217;evento eccezionale avrebbe potuto trarre l&#8217;origine da uno stato di sovrappopolazione delle rane toro, che moltplicandosi eccessivamente avrebbero finito per dover rinunciare all&#8217;estensione tipica del loro territorio. Finch\u00e9 praticamente, sovrapposte una all&#8217;altra, l&#8217;istinto le avrebbe indotte ad abbandonare ogni pretesa in merito, dedicando tutte le proprie energie al soverchiare le voci dei rivali nel tentativo di accaparrarsi una compagna. Con le conseguenze cacofoniche di cui abbiamo ricevuto l&#8217;impressionante notizia. Un destino frenetico e crudele, di una spietata natura che non tiene particolarmente a preservare i propri rappresentanti pi\u00f9 umili, fin dall&#8217;epoca della Creazione proseguendo per le epoche dei dinosauri, la cui natura combattiva sopravvive al giorno d&#8217;oggi nelle lotte dei batraci squillanti. Purch\u00e9 una palla di moschetto non raggiunga le loro forme nella notte indistinta, per la natura di un (ragionevole?) fraintendimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il reverendo Samuel Peters si svegli\u00f2 nel cuore della notte all&#8217;improvviso, percependo nell&#8217;aria l&#8217;ineffabile sensazione del cambiamento. Le finestre socchiuse, nelle profondit\u00e0 tenebrose di quel periodo estivo e rovente del Connecticut centrale, lasciavano entrare una brezza lieve accompagnata a un suono distante. Come&#8230; Un sibilo, un sussurro! 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