{"id":36592,"date":"2022-10-03T06:19:24","date_gmt":"2022-10-03T04:19:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36592"},"modified":"2022-10-03T06:22:48","modified_gmt":"2022-10-03T04:22:48","slug":"la-dimora-fortificata-sul-fiume-che-divide-lantico-borgo-del-meridione-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36592","title":{"rendered":"La dimora fortificata sul fiume che divide l&#8217;antico borgo del meridione francese"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XweY7ynAgw4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Le-Palais-de-Annecy-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36595\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Le-Palais-de-Annecy-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Le-Palais-de-Annecy-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Le-Palais-de-Annecy-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Le-Palais-de-Annecy.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>L&#8217;importanza di qualificare determinati luoghi come parte del patrimonio storico di un paese non pu\u00f2 essere sopravvalutata, soprattutto in contesti dall&#8217;alto fascino turistico, dove ogni singolo metro quadro ha un valore pratico e sostanziale dietro l&#8217;adeguato investimento da parte di entit\u00e0 pubbliche o private. Pu\u00f2 in effetti far rabbrividire il pensiero che ad Annecy, nel distretto francese dell&#8217;Alta Savoia, poco pi\u00f9 di cento anni fa sia stato seriamente valutato il progetto per costruire dei bagni termali sopra lo spazio precedentemente occupato da un edificio militarizzato del XII secolo d.C. Ma a difesa degli sviluppatori edilizi locali, sarebbero stati degli OTTIMI bagni termali. O almeno questa era l&#8217;idea, finch\u00e9 il 16 febbraio del 1900 il Ministero Francese della Cultura non intervenne in contropiede, inserendo il Palais de l&#8217;Isle tra i cataloghi maggiormente inviolabili del suo lungo repertorio di preziose meraviglie. Come struttura triangolare (la forma geometrica perfetta) all&#8217;interno di un insediamento che aveva la stessa forma, fin quando successivamente alla fondazione del <em>vicus <\/em>romano di Boutae, qui venne costituito il pi\u00f9 importante crocevia tra le strade per recarsi a Ginevra, a Faverges e ad Aix-les-Bains. Un letterale punto focale dei viaggi nella particolare regione d&#8217;Europa dunque, ma anche un centro commerciale di primaria importanza destinato a vedere la propria prosperit\u00e0 e popolazione aumentare esponenzialmente con il trascorrere degli anni. Fino a diventare, non troppo tempo dopo l&#8217;anno Mille, la sede operativa della dinastia dei conti di Ginevra, che da qui esercitarono per molte generazioni il proprio potere incontrastato sotto l&#8217;autorit\u00e0 inviolabile del Re di Francia. Il che li avrebbe portati, coerentemente, alla costruzione di due importanti roccaforti, rispettivamente al di sopra di un&#8217;alta collina e lungo il corso del fiume Thiou, in posizione tale da poter osservare direttamente le invitanti acque del lago di Annecy. In una maniera tanto caratteristica e memorabile che ancora oggi, incredibilmente, non \u00e8 l&#8217;alto castello bens\u00ec la pi\u00f9 piccola casa non troppo distante dalla sua ombra, che monopolizza ed attrae maggiormente l&#8217;attenzione fotografica dei turisti. Questo per pi\u00f9 di una singola ragione, a partire dagli immediati dintorni di un centro storico che viene frequentemente paragonato a Venezia, con case antistanti all&#8217;acqua e dalle facciate graziosamente variopinte, in mezzo alle quali il Palais spicca come la prua mitologica di una colossale nave di pietra. Ma anche considerata la maniera nella quale, attraverso quasi cinque secoli di storia, questo importante lascito venne sottoposto a progressivi miglioramenti e cambi d&#8217;utilizzo primario, giungendo a costituire una cronistoria tangibile dei trascorsi stili architettonici popolari di volta in volta. Vedi quello italianeggiante adottato a partire dal 1401, quando la dinastia dei conti di Ginevra si estinse assieme all&#8217;usanza di battere moneta nell&#8217;insulare edificio con il suo ultimo rappresentante rimasto privo di eredi, niente meno che l&#8217;antipapa con sede ad Avignone Clemente VII, al secolo Roberto, vescovo di Annecy. Cos\u00ec dalla fine di una casata nobile, come spesso avviene, avrebbe tratto vantaggio un&#8217;altra. Permettendo a seguire l&#8217;ulteriore espansione territoriale dei gi\u00e0 influenti Savoia operativi nell&#8217;omonima regione, tra cui il conte Giano che ne ricevette ed assegn\u00f2 l&#8217;appannaggio del &#8220;piccolo&#8221; castello di Annecy alla moglie, H\u00e9l\u00e8ne di Lussemburgo. Fu la figlia di quest&#8217;ultima dunque, dopo essersi sposata con Fran\u00e7ois de Luxembourg-Martigues, a sovrintendere assieme al marito al completo rinnovamento dell&#8217;ormai polverosa zecca risalente all&#8217;epoca di Carlo IV, trasformandola in una vera dimora principesca in cui nulla veniva lasciato al caso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DezVM77tpNY\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Annecy-Drone-View-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36593\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Annecy-Drone-View-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Annecy-Drone-View-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Annecy-Drone-View-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Annecy-Drone-View.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Annecy, chiamata anche in italiano Annes\u00ec o Ennes\u00ec, e il capoluogo dell&#8217;omonimo arrondissement e di due cantoni. Circondata da un&#8217;antica foresta, il lago omonimo e le pendici dei monti alpini, offre uno scenario degno di figurare in qualsiasi guida turistica, anche senza entrare nel merito della sua lunga storia.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Comunemente paragonato alla forma approssimativa di un fuso, il Palazzo dell&#8217;Isola sorge attorno ad una singola dimora quadrangolare di 12 metri di lato, un tempo separata dalla terra ferma con due ponti dotati di possenti portoni di quercia inaccessibili al popolo o potenziali forze d&#8217;invasione. Importanti, al piano terra, sono i quattro ambienti dotati di una volta semicircolare, sopra cui si estende la grande sala delle udienze fiancheggiata dalla cosiddetta camera dei Conti, entrambi accessibili mediante l&#8217;uso di un&#8217;apposita scala a chiocciola ricavata ai margini della struttura. Nel cortile circondato da mura venne quindi edificata anche una cappella, fiancheggiata da un&#8217;ulteriore torre di avvistamento fornita di pratica latrina. Degli antichi arredi e tesori custoditi un tempo sotto questi soffitti resta tuttavia ben poco al giorno d&#8217;oggi, in forza dei numerosi utilizzi alternativi fatti del castello nel corso dei secoli a venire. A partire dal XVI secolo quando i duchi di Genevois-Nemours, ramo cadetto dei Savoia, decisero di trasformarlo in un tribunale con le annesse carceri, per ospitare le quali ampliarono sensibilmente i gi\u00e0 spaziosi sotterranei dell&#8217;av\u00ecta dimora. Dal 1729 in poi vi sarebbero stati anche istituiti gli uffici del catasto cittadino e un&#8217;istituto dalla funzione nebulosa definito Delegazione per la Liberazione dei Diritti Feudali, almeno finch\u00e9 allo scoppio della Rivoluzione nel 1789, la sua funzione di prigione assunse il ruolo preponderante, finendo per ospitare svariati nobili deposti per il furibondo e talvolta sanguinario plebiscito popolare. Utilizzato per tutto il XIX secolo come caserma per le truppe di passaggio, e deposito di munizioni o altro materiale bellico, il palazzo avrebbe saltuariamente assunto il ruolo di scuola per carpentieri, ginnasio e casa di riposo per gli anziani. Finch\u00e9 in bilico tra le due guerre, riacquistato almeno in parte il suo ruolo strategico di struttura facilmente difendibile, fu di nuovo impiegato per ospitare prigionieri di guerra degli avversi schieramenti. Il vecchio tribunale e casa della legge francese divent\u00f2 quindi uno strumento in mano alle forze d&#8217;occupazione, acquisendo una connotazione minacciosa che l&#8217;avrebbe reso spiacevole agli occhi degli abitanti di quest&#8217;antico insediamento.<br>All&#8217;inizio dell&#8217;epoca contemporanea tuttavia, questa citt\u00e0 di ormai oltre 100.000 abitanti diventata celebre come &#8220;Roma delle Alpi&#8221; inizia a rivalutare la sua storia, connotata dai numerosi ordini religiosi che in epoca rinascimentale avevano trovato rifugio tra i suoi confini, costruendo numerose chiese e monumenti. Per non parlare dei suoi due castelli, sottoposti ad un primo restauro a partire dal 1949, con fondi riservati per lo pi\u00f9 al maggiore, pi\u00f9 volte devastato da incendi ed utilizzato come caserma fino a due anni prima di quella data. Tanto che ritroviamo il pur celebre Palais ancora in pessime condizioni gi\u00e0 nell&#8217;anno 2016, con le tegole dismesse e le mura macchiate dai lunghi anni d&#8217;intemperie e l&#8217;inquinamento. Finch\u00e9 finalmente in tale occasione, con uno stanziamento di 1,8 milioni di euro e una chiusura di circa un anno, alle parole seguono finalmente i fatti, restituendoci un castello in condizioni di conservazione pressoch\u00e9 eccellenti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LyCpP7tfZ9k\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Annecy-Palais-Museum-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36594\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Annecy-Palais-Museum-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Annecy-Palais-Museum-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Annecy-Palais-Museum-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/10\/Annecy-Palais-Museum.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Questa ripresa a 360 gradi del museo, bench\u00e9 dotata di risoluzione piuttosto bassa, ci offre un&#8217;ottima opportunit\u00e0 di visitare virtualmente il Palais de l&#8217;Isle. Nonch\u00e9 scrutare fuori dalle luminose finestre, oltre cui si estende uno dei borghi pi\u00f9 caratteristici del meridione europeo.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Una questione di principio, se vogliamo, vista la presenza all&#8217;interno oltre al museo della storia di Annecy anche del Ciap (<em>Centre d&#8217;interpr\u00e9tation de l&#8217;architecture et du patrimoine<\/em>) dell&#8217;intera regione dell&#8217;Alta Savoia, sito amministrativo da cui viene tutelato e promosso il considerevole patrimonio artistico dell&#8217;intera regione. Di cui questa inconfondibile cittadina, stranamente trascurata dalle cronache internazionali, ha lungamente costituito il capoluogo politico nonch\u00e9 centro culturale di altissima caratura, capace di attirare una quantit\u00e0 di turisti superiore alle aspettative. <br>Complice anche un evento annuale come il Festival del Cinema Italiano che qui si tiene ogni anno tra la fine di settembre e l&#8217;inizio di ottobre, capace di cementare l&#8217;associazione di vecchia data che ha fatto di questo comune l&#8217;ideale punto di collegamento tra la Francia e la nostra penisola, con il beneplacito delle rispettive dinastie regnanti. E non baster\u00e0 di certo la fine dell&#8217;antico regime, per disunire ci\u00f2 che era stato un tempo solido, permettendo la perdita d&#8217;identit\u00e0 su cui molti un tempo avevano scommesso la propria fortuna e condizione privilegiata. Purch\u00e9 vengano mantenuti i pregiati valori. E tutte quelle strutture che in essi avevano trovato una valida, ma di certo non l&#8217;unica ragione d&#8217;esistenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;importanza di qualificare determinati luoghi come parte del patrimonio storico di un paese non pu\u00f2 essere sopravvalutata, soprattutto in contesti dall&#8217;alto fascino turistico, dove ogni singolo metro quadro ha un valore pratico e sostanziale dietro l&#8217;adeguato investimento da parte di entit\u00e0 pubbliche o private. 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