{"id":36453,"date":"2022-09-11T06:17:27","date_gmt":"2022-09-11T04:17:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36453"},"modified":"2022-09-11T06:24:37","modified_gmt":"2022-09-11T04:24:37","slug":"perche-quel-giorno-sono-intervenuto-vedendoti-raccogliere-formiche-di-velluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36453","title":{"rendered":"Perch\u00e9 quel giorno sono intervenuto, vedendoti raccogliere formiche di velluto"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8atmRoLQfbo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/White-Velvet-Ant-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36456\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/White-Velvet-Ant-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/White-Velvet-Ant-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/White-Velvet-Ant-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/White-Velvet-Ant.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>La giovane donna soprannominata tra i compagni di giochi della trib\u00f9 col termine numerico Hetasp segu\u00ec l&#8217;amico Cheoj, nipote del decano dalla lunga barba bianca, nell&#8217;incombenza assegnatogli da questi per risolvere un problema della loro piccola comunit\u00e0 pedemontana. &#8220;Una cura&#8230; Per il raffreddore&#8221; disse il ragazzo &#8220;Secondo le antiche tradizioni. Pi\u00f9 che un rituale della festa: la pozione preparata con precisi gesti ed ingredienti, in base alle canzoni tramandate dalle 427 generazioni dei Tohono O\u2019odham.&#8221; Coda di lucertola, occhio di corvo. E soprattutto una manciata di quei semi\/frutti bianchi e ricoperti di una candida peluria, appartenenti ad una pianta che la gente del deserto di Sonora definiva &#8220;Piccolo fetore&#8221; e l&#8217;uomo bianco proveniente dalla Spagna <em>hediondilla<\/em>, &#8220;la puzzolente&#8221; o creosoto, per l&#8217;odore simile all&#8217;olio minerale creato dalla legna carbonizzata. Non che avessero buon gusto, visto il soprannome assegnato al loro popolo di Papago o &#8220;Uomini dei fagioli&#8221;. &#8220;A me neanche piacciono i fagioli&#8221; pens\u00f2 lei. &#8220;&#8230;Ci siamo&#8221; disse allora. Avvicinandosi arricciando il naso al verde oggetto degli odierni desideri, i fiorellini gialli sopra i rami contorti non pi\u00f9 alti di un paio di metri, la mano destra gi\u00e0 protesa ad afferrare uno dei numerosi <em>pom-pom<\/em> bianchi abbarbicati ad essi, individualmente non dissimili dal dente di leone dei prati nostrani. Quando sollevando il sopracciglio, vide coi suoi occhi quello che chiunque sarebbe stato pronto a definire come niente meno che&#8230; Surreale: &#8220;Si \u00e8 mosso! Si \u00e8 spostato senza vento!&#8221; Esclam\u00f2, tentando con ostinazione di afferrare il pisacane che correva in direzione perpendicolare alle sue dita disposte ad abbrancare la sterpaglia, quando Cheoj, facendo un balzo agile in avanti, la gett\u00f2 di lato mentre anteponeva l&#8217;avambraccio all&#8217;avanzata della strana piccola presenza semovente. E fu allora, con un&#8217;esclamazione soffocata, che Hetasp cap\u00ec quello che stava per succedere. Perch\u00e9 il &#8220;seme&#8221; si era arrampicato sopra il braccio di lui. E sollevando la sua testa ornata da una paio di lunghe antenne nere, aveva spalancato un paio di mandibole crudeli, pronte a chiudersi causando il ferimento del suo coraggioso salvatore. Ma la cosa pi\u00f9 preoccupante stava per succedere all&#8217;altro lato dell&#8217;insetto, da cui sporgeva, come il dardo di un&#8217;arciere, la pi\u00f9 vistosa approssimazione acuminata di una lancia da guerra.<br>Temere&#8230; Una formica solitaria? Improbabile. Dopo tutto anche le pi\u00f9 diffuse portatrici zampettanti del fuoco d&#8217;imenottero, le invasive <em>Solenopsis<\/em>, sono in grado di creare poco pi\u00f9 che irritazioni pruriginose e addirittura la <em>Hymenoptera Clavata<\/em>, l&#8217;atroce formica proiettile della giungla sudamericana, dev&#8217;essere impiegata in quantit\u00e0 notevoli all&#8217;interno dei guanti punitivi usati come rito d&#8217;iniziazione dagli indigeni del popolo dei Maw\u00e8. Ed in effetti anche nei momenti in cui svariati esemplari della nostra odierna mutillide, anche detta &#8220;formica di velluto&#8221; per l&#8217;affascinante manto simile alla peluria di un orso polare (o lo scienziato pazzo di Ritorno al Futuro) sussistono amichevolmente sulla stessa pianta dal diffuso impiego medicinale, scientificamente chiamata <em>Larrea tridentata<\/em>, \u00e8 raro che si mostrino cooperative l&#8217;una all&#8217;altra. Questo perch\u00e9 nonostante il nome e la chiara assenza d&#8217;ali, costoro non sono affatto delle formiche. Bens\u00ec creature parassite appartenenti alla superfamiglia Vespoidea. \u00c8 abbastanza per riuscire a guadagnarsi una ragionevole distanza di sicurezza verso i margini del Chaparral?<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/inhmqd62-3s\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/White-Velvet-Ant-Observation-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36455\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/White-Velvet-Ant-Observation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/White-Velvet-Ant-Observation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/White-Velvet-Ant-Observation-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/White-Velvet-Ant-Observation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Piccole, veloci, graziose nell&#8217;aspetto quanto avverse ad essere raccolte o maneggiate dagli umani. Ma cos\u00ec come un leggiadro lupo bianco nella tundra invernale resta pur sempre lo stesso predatore sanguinario, la formica di velluto merita lo stesso grado di rispetto delle sue cugine a strisce gialle e nere. Pena la sofferenza intensa ma pur sempre transitoria, di un veleno mai letale (salvo allergie) ma senz&#8217;altro degno di essere ricordato a vita.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Di vespe d&#8217;altra parte a questo mondo ce ne sono molte, notoriamente inclini a vivere vicino alle aggregazioni umane ricercando possibili vantaggi gastronomici nel grande ristorante della spazzatura. Ma non tutte, n\u00e9 alcun altra a parte questa, sono state in grado di acquisire il soprannome di &#8220;assassine di bovini&#8221; per la loro presunta capacit\u00e0 di stroncare una mucca adulta con la potenza del proprio ovopositore acuminato, facente occasionalmente funzioni di pungiglione. Arma spietata e molto funzionale, per queste creature le cui femmine risultano del tutto prive della capacit\u00e0 di librarsi in aria (avendo perso fin da tempo immemore le proprie ali) essendo quindi prive dell&#8217;abilit\u00e0 di sfuggire ai propri nemici, preferendo piuttosto terrorizzarli con le semplici modalit\u00e0 della propria esistenza. Poich\u00e9 una femmina adulta di mutillide, inclusa la sopra descritta <em>Dasymutilla gloriosa<\/em> dei cespugli di creosoto, non \u00e8 soltanto pericolosa, bens\u00ec perfettamente in grado di pubblicizzare questa sua caratteristica, grazie alla colorazione aposematica e l&#8217;inaspettata capacit\u00e0 di emettere un verso stridente, strofinando tra di loro i pettini delle sue zampe posteriori. In un concerto che \u00e8 stato dimostrato capace in esperimenti controllati di dissuadere istintivamente rettili, piccoli mammiferi ed uccelli, con il potenziale rafforzamento individuale del ricordo di una puntura subita nel corso delle proprie brevi ed occasionalmente dolorose esistenze. Tale suono possedendo inoltre la funzione, particolarmente distintiva, di chiamare a se l&#8217;attenzione dei maschi itineranti della stessa specie, in realt\u00e0 tanto diversi da passare lungamente per specie distinte, soprattutto visto anche il possesso significativo di un paio di efficienti ali. Da loro utilizzate per perlustrare il proprio ambiente volando bassi, alla ricerca dell&#8217;occasione di ottenere finalmente il proprio traguardo biologico pi\u00f9 importante: l&#8217;occasione di dar vita a una discendenza. In un episodio che ricorda un vero e proprio passionale amplesso, spesso culminante nel decollo di lui, pi\u00f9 piccolo, che riesce nonostante ci\u00f2 a sollevare la consorte in un glorioso volo nuziale, fino ai rami di <em>hediondilla<\/em> o altre basse piante nordamericane. Lungi dall&#8217;essere un momento di giubilo e felicit\u00e0 condivisa per le altre piccole creature del deserto, l&#8217;accoppiamento delle &#8220;formiche&#8221; di velluto costituisce l&#8217;inizio di un nuovo e subdolo tipo di terrore, in cui la femmina fecondata, rilasciata a terra, inizia subito a compiere un tipo di malefica perlustrazione. Alla ricerca di una tana o buchetta abitata da altre vespe, coleotteri o malcapitati ditteri intenti ad allevare la propria prole. Questo perch\u00e9 ogni mutillide appartiene per l&#8217;appunto al gruppo delle vespe-cuculo, istruite dalla natura a deporre le proprie uova dentro il nido di qualcun altra, sfruttando gli istinti materni della vittima per garantire la buona nascita dei propri figli, che quindi provvederanno a fagocitare voracemente ogni possibile fratellastro futuro. E se pure lei dovesse essere tanto sfortunata, al momento dell&#8217;invasione di propriet\u00e0 privata, da incontrare e dover combattere contro i padroni del nido, poco importa. Costruita come un carro armato grazie all&#8217;esoscheletro rigido ed impenetrabile soprattutto nella parte frontale, mamma mutillide potr\u00e0 facilmente uccidere il nemico e spostarsi oltre per tentare altrove.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YnMChQlbX1Y\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Velvet-Ant-Sting-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36454\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Velvet-Ant-Sting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Velvet-Ant-Sting-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Velvet-Ant-Sting-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Velvet-Ant-Sting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Con la sua lunghezza prossima al centimetro la formica di velluto \u00e8 una <em>vespoidea<\/em> piuttosto grande, proprio per questo in grado d&#8217;inoculare una quantit\u00e0 rilevante di veleno. Il che non sembrerebbe aver dissuaso i numerosi sperimentatori masochisti, insistentemente inclini a provarne l&#8217;esperienza sulla propria pelle sotto le telecamere di YouTube.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Pi\u00f9 comunemente nota nell&#8217;accezione della settentrionale <em>Dasymutilla occidentalis<\/em>, con una vistosa colorazione aposematica arancione e nera, la formica di velluto presenta una variet\u00e0 di colorazioni pi\u00f9 o meno mimetiche davvero affascinanti, inclusa quella della cosiddetta formica panda o <em>Euspinolia militaris<\/em> a macchie bianche e nere. Caso particolare rappresenta tuttavia la fin qui descritta vespa del creosoto, per un&#8217;anomalia di tipo evolutivo davvero molto difficile da spiegare. Questo perch\u00e9 in base alle moderne analisi genetiche, l&#8217;insetto in questione \u00e8 stato dimostrato possedere una storia evolutivo lunga almeno cinque milioni di anni, laddove la pianta ospite sopra cui parrebbe creato per mimetizzarsi non fu originariamente nativa del Nord America, essendo qui attestata solamente a partire dal Pleistocene, a seguito dell&#8217;ultima Era glaciale. Come spiegare, dunque, il suo presunto camuffamento vegetale? L&#8217;unica risposta significativa, frequentemente discussa online, vedrebbe l&#8217;origine del colore bianco della <em>D. gloriosa<\/em> e alcune specie cognate con finalit\u00e0 ben diverse, principalmente relative alla dissipazione del calore accumulato sotto il sole cocente del deserto di Sonora. Laddove nelle sfumature possedute dalle altre mutillidi, \u00e8 possibile notare un letterale gradiente che tende a scurirsi, tanto pi\u00f9 il clima diventa temperato e sussistono macchie vegetative ove trovare rifugio dall&#8217;arsura. Potenzialmente un singolare caso di convergenza evolutiva tra due regni distinti, quello vegetale ed animale, tanto raro da non aver consentito ancora l&#8217;istituzione di una commissione di ricerca interdisciplinare, per poterlo fare oggetto di una trattazione accademica formale. Un altro modo, da un certo punto di vista, in cui la natura sembra possedere il mandato di sorprenderci ogni volta che ne ha la possibilit\u00e0, provvedendo in questo caso a sovrascrivere l&#8217;ultimo segno di riconoscimento utile a capire il rischio innanzi a cui si va incontro maneggiando simili minute, ma crudeli ed innegabilmente aggressive creature.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giovane donna soprannominata tra i compagni di giochi della trib\u00f9 col termine numerico Hetasp segu\u00ec l&#8217;amico Cheoj, nipote del decano dalla lunga barba bianca, nell&#8217;incombenza assegnatogli da questi per risolvere un problema della loro piccola comunit\u00e0 pedemontana. &#8220;Una cura&#8230; Per il raffreddore&#8221; disse il ragazzo &#8220;Secondo le antiche tradizioni. 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