{"id":36440,"date":"2022-09-09T06:21:25","date_gmt":"2022-09-09T04:21:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36440"},"modified":"2022-09-09T06:30:15","modified_gmt":"2022-09-09T04:30:15","slug":"la-camera-lucida-ultimo-scalino-tecnologico-prima-dellinvenzione-della-fotografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36440","title":{"rendered":"La camera lucida, ultimo scalino tecnologico prima dell&#8217;invenzione della fotografia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WpwpdGyx880\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-History-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36442\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-History-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-History-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-History-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-History.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>\u00c8 una fondamentale idiosincrasia della societ\u00e0 contemporanea, nonch\u00e9 prova pratica dell&#8217;influenza delle immagini fittizie sul nostro stile di vita, se dinnanzi ad una scena o luogo memorabile, c&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;alta percentuale di persone che l&#8217;osservano mediante un&#8217;interfaccia tecnologica intermedia. L&#8217;oggetto creato per immortalare ci\u00f2 che siamo indotti ad osservare, incorporandolo all&#8217;interno di pellicola, rullino o scheda di memoria in silicio e plastica, diviene in questo modo anche un&#8217;affettazione, ovvero il metodo per connotare l&#8217;effettiva acquisizione esperienziale degli eventi. E quante volte, nella comunicazione fatta di stereotipi del buon pensiero, ci siamo sentiti ripetere o abbiamo pronunciato noi stessi le seguente parole: &#8220;Metti gi\u00f9 quel cellulare\/fotocamera ed osserva, vivi, affidati alla tua memoria.&#8221; Ah, se soltanto gli antichi maestri della pittura avessero seguito un simile consiglio! Probabilmente al giorno d&#8217;oggi avremmo da studiare un numero molto minore di capolavori&#8230; Ed i programmi di storia dell&#8217;arte sarebbero ancor pi\u00f9 brevi di quelli d&#8217;educazione fisica, con buona pace di chi organizza gli orari di lezione all&#8217;interno dei migliori licei. Col che non voglio certamente dire che personaggi del calibro di Jan van Eyck (1390-1441) Lorenzo Lotto (1480-1557) e Johannes Vermeer (1632-1675) avessero a disposizione un primissimo modello di Samsung o Apple iPhone 3G, sollevando la questione dei viaggi interdimensionali ed attraverso l&#8217;asse scorrevole del tempo; quanto piuttosto la pi\u00f9 ragionevole approssimazione della loro funzione fotografica, presentata in una guisa ed un livello d&#8217;ingombro alquanto fuori misura. Quello, per l&#8217;appunto, di una vera e propria tenda o grossa scatola con un piccolissimo foro, da cui lasciar filtrare una piccolissima quantit\u00e0 di luce da un paesaggio o scena assolata. Con il risultato totalmente naturale di ottener la proiezione invertita dell&#8217;immagine, sopra la parete tenebrosa antistante. Molti furono i manuali, ed altrettante le parodie umoristiche, relative al duro lavoro del pittore intento a ricalcare i propri disegni preparatori infilandosi all&#8217;interno del pertugio, strategicamente collocato innanzi al soggetto scelto per essere trasferito su carta. E sto qui parlando, sia chiaro, della <em>camera obscura<\/em>, un principio noto in via teorica, almeno dai primi esperimenti sulla luce documentati dall&#8217;architetto bizantino del sesto secolo, Antemio di Tralle, ma conosciuto e disponibile su larga scala non prima di dieci secoli da quel tempo. Utilizzato per quanto ci \u00e8 dato comprendere, o desumere a seconda dei casi, a sostegno d&#8217;innumerevoli quadri famosi, dipinti con assurda precisione matematica proprio perch\u00e9 creati tramite l&#8217;impiego di una macchina, sebbene di un tipo particolarmente semplice da concepire ed implementare. Il che sarebbe a un certo punto andato incontro ad una radicale alterazione della sua importanza, quando nel 1806 venne introdotto sul mercato qualcosa di migliore sotto ogni punto di vista rilevante: (pi\u00f9) portatile, privo di irrimediabili distorsioni ottiche, adattabile ad una maggiore quantit\u00e0 di situazioni. E soprattutto, privo delle specifiche condizioni d&#8217;utilizzo in materia d&#8217;illuminazione, non necessitando pi\u00f9 dell&#8217;impiego e montaggio di assurdi rifugi mobili prima di appoggiare solennemente lo strumento di disegno sulla pagina oggetto della propria creativit\u00e0. Il suo nome, questa volta, era <em>camera lucida<\/em> come delineato dallo stesso inventore, il chimico e polimata inglese William Hyde Wollaston (1766-1828) sebbene il principio di funzionamento fosse sostanzialmente diverso a tal punto da quello dell&#8217;approccio esistente, da porlo letteralmente all&#8217;opposto all&#8217;interno del suo specifico campo d&#8217;impiego. In ogni campo, tranne quello pratico dell&#8217;effettiva necessit\u00e0 a cui doveva offrire una soluzione&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aUjGMTUmc7s\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-Experiment-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36441\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-Experiment-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-Experiment-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-Experiment-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-Experiment.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il funzionamento teorico della camera lucida era stato gi\u00e0 teorizzato nel sedicesimo secolo da \u00a0Johannes\u00a0Kepler (o Keplero) sebbene a quanto sappiamo, n\u00e9 lui n\u00e9 i suoi colleghi costruirono mai fisicamente un simile strumento. \u00c8 molto probabile tuttavia, per non dire certo, che Wollaston si fosse ispirato ai suoi scritti.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Eppur sussiste, oggi pi\u00f9 che mai, l&#8217;idea costruita secondo cui il disegnatore che ricalca o proietta le linee delle proprie creazioni sulla carta del prodotto finale stia in qualche modo &#8220;barando&#8221; mentre salta le tappe intermedie del processo d&#8217;apprendimento, producendo un qualcosa d&#8217;inadeguato a ricevere l&#8217;aleatoria qualifica di &#8220;vera arte&#8221;. Un&#8217;idea perpetrata dai professionisti, dagli estimatori e dagli stessi insegnanti di pittura, che invitano i propri studenti a imitare le opere dei grandi nomi delle antologie, senza che gli venga permesso per questo d&#8217;utilizzare gli stessi strumenti di cui costoro si erano serviti come importante tecnologia al servizio della loro carriera. Vedi la gi\u00e0 citata soluzione oscura e quella luminosa, ancor meno famosa e celebrata proprio perch\u00e9 rimasta in uso per un tempo relativamente breve, prima dell&#8217;invenzione del primo processo fotografico ad opera di Joseph Nic\u00e9phore Ni\u00e9pce, nel 1826. Un singolo ventennio dunque, durante cui l&#8217;occasione d&#8217;incontrare qualcuno di solennemente concentrato intento a scrutare dentro a un rudimentale obiettivo in cima ad un bastone assicurato al tavolo aument\u00f2 esponenzialmente, dando luogo ad una percezione dello scopo pratico e funzione ulteriore dell&#8217;arte grafica che precorreva largamente i tempi, ponendo in essere gli effettivi presupposti degli automatismi futuri che sarebbero parsi all&#8217;epoca del tutto speculativi ed assurdi. Perch\u00e9 cos\u00ec si presentava la creazione di Wollaston, gi\u00e0 famoso per aver scoperto gli elementi chimici del palladio e del rodio, prima di dedicarsi all&#8217;invenzione di strumenti ottici di nuova e innovativa concezione. Tra cui il prisma che porta ancora oggi il suo nome, consistente di due forme ortogonali realizzati in materiale rifrangente, generalmente la calcite, cementati assieme in corrispondenza della base mediante l&#8217;uso di una colla trasparente (all&#8217;epoca si preferiva la trementina canadese, frutto della resina dell&#8217;<em>Abies balsamea<\/em>) e montati su un apposito sostegno perpendicolare al tavolo da disegno. Il che permetteva, a chi scrutava dentro un simile apparato monocolo, di vedere essenzialmente due cose allo stesso tempo: il foglio bianco e quello dinnanzi a cui ci si era preventivamente collocati. A quel punto ed esattamente come nel caso della precedente <em>camera obscura<\/em>, si poteva procedere agevolmente al tracciamento del soggetto, con precisione probabilmente irraggiungibile dalla mano libera della stragrande maggioranza degli artisti grafici, allora come oggi. I vantaggi tuttavia erano significativi, vista la maniera in cui la soluzione di Wollston non distorceva in modo significativo l&#8217;immagine, causando soltanto una lieve alterazione prospettica degli oggetti pi\u00f9 in alto e lontani. Vero e proprio &#8220;marchio di fabbrica&#8221; del suo utilizzo, tale da aver permesso agli studiosi sperimentali di posizionarsi ad esempio sulla stessa strada di Parigi immortalata dall&#8217;impressionista Gustave Caillebotte nel 1877, posizionando una <em>camera lucida<\/em> e tracciando il profilo dei palazzi in maniera perfettamente coincidente a quella del suo dipinto. Altri, come l&#8217;architetto L\u00e9on Vaudoyer, avevano continuato a coltivare un&#8217;ostilit\u00e0 ed acredine nei confronti di ogni apparato artificiale utilizzato per facilitare la scienza logica del disegno, scrivendo ad esempio di tutto il proprio fastidio al suggerimento di suo padre di tale &#8220;superficiale orpello&#8221; per velocizzare il suo tracciamento delle rovine pompeiane nel 1827. Un ulteriore utilizzo pratico dello strumento, oltre a quello fatto da archeologi, paleontologi ed altri studiosi interessati ad eliminare il margine d&#8217;errore umano dai loro disegni, era quello di effettiva fotocopiatrice\/fotoriduttrice ante-litteram: bastava infatti mettere un&#8217;immagine ad un metro di distanza e ricalcarne la proiezione, per ottenerne una copia identica ma di dimensioni sensibilmente ridotte.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/R_p9z-tRzCs\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-Modern-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36443\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-Modern-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-Modern-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-Modern-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Camera-Lucida-Modern.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Grande successo della piattaforma Kickstarter nel 2017, la NeoLucida \u00e8 una versione moderna di questo apparato di cui molti hanno sentito parlare, ma di cui comparativamente pochi al giorno d&#8217;oggi hanno potuto in effetti sperimentare l&#8217;efficacia. Ad un prezzo molto pi\u00f9 accessibile di qualsiasi alternativa d&#8217;epoca, vista la rapidit\u00e0 con cui il mondo abbandon\u00f2 gli strumenti ottici all&#8217;invenzione della fotografia.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Osservando a posteriori l&#8217;opera dei pi\u00f9 grandi artisti della storia, non \u00e8 per tuttavia altrettanto facile capire quali tipologie di strumenti costoro potessero aver scelto d&#8217;utilizzare, in parte per la loro abilit\u00e0 nel colmarne le rispettive mancanze, ma soprattutto perch\u00e9 il mantenimento dei propri segreti garantiva in genere una fama e guadagno superiori all&#8217;interno della loro professione. Cos\u00ec che la tesi famosamente sostenuta a partire dal 2001 dall&#8217;artista David Hockney e il fisico Charles M. Falco, che vorrebbe individuare un sostanziale cambiamento stilistico nell&#8217;intero mondo della pittura a partire dal quindicesimo secolo, con l&#8217;invenzione e progressiva diffusione degli strumenti ottici, \u00e8 ancora oggi guardata con sospetto dagli storici tradizionalisti, probabilmente perch\u00e9 in contrapposizione all&#8217;idea secondo cui i maggiori maestri potessero affidarsi a capacit\u00e0 letteralmente sovrumane nella loro capacit\u00e0 di trasferire le immagini su carta o tela. Una possibilit\u00e0 forse immaginabile in qualche dozzina di casi, ma&#8230; Davvero possibile nel 99% di quelli giunti immutati fino a noi? <br>Come in una gara di pittura in cui tutti sembrano assurdamente pi\u00f9 bravi di noi, anche dopo anni ed anni di pratica, non \u00e8 del tutto irragionevole pensare che in molti abbiano &#8220;barato&#8221;. Per quanto sia opinabile l&#8217;idea, purtroppo assai diffusa, affine ad una sorta di machismo applicato alle arti grafiche tradizionali. Una visione molto spesso neanche destinata a rimanere implicita, in cui la sofferenza pregressa nobilita in qualche maniera sovrannaturale il risultato finale. Quasi come se lacrime e sudore, in qualche modo, restassero a donare un&#8217;anima a ciascuna opera di fronte agli occhi di una critica superficiale e disinformata. Ma c&#8217;\u00e8 differenza, vi sfido a negarlo, tra impugnare un pennello sotto un proiettore e premere semplicemente il tasto &#8220;scatta&#8221; sopra l&#8217;interfaccia di un moderno <em>smartphone<\/em>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una fondamentale idiosincrasia della societ\u00e0 contemporanea, nonch\u00e9 prova pratica dell&#8217;influenza delle immagini fittizie sul nostro stile di vita, se dinnanzi ad una scena o luogo memorabile, c&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;alta percentuale di persone che l&#8217;osservano mediante un&#8217;interfaccia tecnologica intermedia. 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