{"id":36404,"date":"2022-09-03T06:17:53","date_gmt":"2022-09-03T04:17:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36404"},"modified":"2022-09-03T06:17:57","modified_gmt":"2022-09-03T04:17:57","slug":"le-cronache-della-valanga-viola-che-minaccia-di-coprire-larido-entroterra-dislanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36404","title":{"rendered":"Le cronache della valanga viola che minaccia di coprire l&#8217;arido entroterra d&#8217;Islanda"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pQ-dSxYonog\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Iceland-Lupin-Land-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36406\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Iceland-Lupin-Land-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Iceland-Lupin-Land-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Iceland-Lupin-Land-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Iceland-Lupin-Land.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Al termine del primo capitolo del romanzo <em>Hawaii<\/em> di James A. Michener, che descrive la formazione vulcanica del popoloso arcipelago del Pacifico settentrionale, una dichiarazione programmatica prospetta il tono che accomuner\u00e0 le alterne vicende dei diversi popoli e personaggi, utilizzati dal narratore per delineare attraverso i secoli la storia di quel paese: &#8220;Uomini della Polinesia, di Boston, della Cina e del Monte Fuji e dei <em>barrios <\/em>delle Filippine, non venite in queste terre a mani vuote o poveri di spirito. Non c&#8217;\u00e8 cibo qui. Non c&#8217;\u00e8 certezza. Portate i vostri Dei, i vostri fiori e i vostri concetti. Senza risorse, qui perirete. In questi termini, le isole vi aspettano.&#8221; Il tipo di situazione che potremmo ritrovare in molte trascorse esperienze di colonizzazione, portate a termine dai popoli con le finalit\u00e0 ed obiettivi pi\u00f9 diversi. Gente come i Vichinghi della Scandinavia medievale, che stanchi di combattere e preservare il predominio su terre contese, s&#8217;imbarcarono con armi, mogli e figli, per andare a vivere in luoghi del tutto privi dell&#8217;acredine in cui avevano trascorso i travagliati giorni della loro esistenza europea. Coste come quelle dell&#8217;isola americana di Terranova, oggi sappiamo, che loro chiamarono Vinland (\u16a0\u16c1\u16be\u16da\u16c5\u16be\u16cf) dalla vite selvatica che vi cresceva in quantit\u00e0 copiosa. Ma prima di raggiungere l&#8217;altro lato dell&#8217;oceano, facendo sosta e presto stabilendosi presso un luogo che potremmo definire al tempo stesso parte del Vecchio Continente ed insolito per molti aspetti, tanto da costituire un universo grigio e contrapposto ad una terra in qualsivoglia modo &#8220;accogliente&#8221;. Almeno, prestandogli occhio al giorno d&#8217;oggi, in cui l&#8217;Islanda si presenta tanto atipica da essere stata impiegata al principio degli anni &#8217;60 per preparare Buzz Aldrin e gli altri astronauti del programma Apollo al possibile aspetto paesaggistico del nostro satellite lunare successivamente allo sbarco. Ma \u00e8 davvero sempre stata in questo modo? Secondo l&#8217;analisi retrospettiva degli studiosi, botanici, geologi ed archeologi, prima del decimo secolo questa era un&#8217;isola coperta per tre terzi da vegetazione rigogliosa ed abitata da un singolo mammifero di terra: la volpe artica. Una condizione idilliaca destinata a cambiare radicalmente con l&#8217;arrivo del secondo, che precorrendo di parecchi secoli l&#8217;esortazione del romanzo, oltrepassarono l&#8217;oceano accompagnati da pecore, capre, bovini ed altri animali capaci di agire come una sorta d&#8217;implacabile armata di tagliaerba, eliminando tutto quello che non poteva essere agevolmente ricostituito in tempi brevi. Mentre il resto veniva utilizzato per costruire abitazioni e navi. Questo perch\u00e9 il suolo per lo pi\u00f9 pietroso dell&#8217;isola del fuoco e della lava, per usare un&#8217;associazione largamente nota, presuppone periodi in media molto pi\u00f9 lunghi del normale per la crescita di un manto smeraldino filiforme, per non parlare di alberi ed altre piante dal fusto preminente sopra il chiaro segno della radura. Il che avrebbe annullato ogni speranza di ricrescita o sostenibilit\u00e0 zootecnica, almeno finch\u00e9 in tempi relativamente recenti all&#8217;importante figura del botanico H\u00e1kon Bjarnason, direttore del Servizio Forestale Islandese, non venne in mente nel 1945 di compiere un viaggio fino alle vaste distese climaticamente simili d&#8217;Alaska. Da cui avrebbe fatto ritorno custodendo in valigia il chiaro seme di un possibile sentiero di rinascita, replicato in plurime occorrenze pronte a salvare\/devastare l&#8217;aspetto tipico di un&#8217;intero paese&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/A2VMX3RhCLI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Iceland-Lupin-Fields-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36405\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Iceland-Lupin-Fields-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Iceland-Lupin-Fields-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Iceland-Lupin-Fields-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Iceland-Lupin-Fields.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il turismo dei lupini \u00e8 una strana conseguenza inaspettata del loro diffondersi, che porta non soltanto i molti amici della pianta su scala nazionale a fotografarla e celebrarla su Internet, ma riesce anche ad attrarre intere fasce di popolazione straniera per sperimentarne l&#8217;incredibile onnipresenza. Ciononostante, gli oppositori non mancano e molti tradizionalisti ne richiedono continuamente l&#8217;eradicazione.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Fu l&#8217;inizio dell&#8217;epoca del <em>Lupinus<\/em>, con le sue distese di attraenti infiorescenze piramidali color lavanda. Un gusto ed un sapore affascinante, cos\u00ec come problematico sotto diversi aspetti particolarmente difficili da trascurare. Al punto che attualmente, nel dialogo mediatico e le occasionali interviste rivolte sull&#8217;argomento al popolo islandese, \u00e8 possibile scorgere di nuovo una sostanziale divergenza ideologica tra chi crede che la pianta in questione sia magnifica, nonch\u00e9 un sentiero verso la salvezza dell&#8217;intera isola dell&#8217;Atlantico. Mentre altri sarebbero pronti a raderne letteralmente al suolo ogni singola aggregazione, per salvare ci\u00f2 che resta del paese che ha ospitato il susseguirsi delle proprie linee di sangue. Immaginate dunque brevemente la condizione dell&#8217;Islanda all&#8217;inizio del secolo scorso, con meno del 2% del terreno ricoperto da qualcosa che potesse associarsi al concetto di vegetazione, e il resto del paese, quando non coperto dalla cenere di una qualche eruzione, battuto da venti capaci di sollevare copiose quantit\u00e0 di polvere e terra. Non c&#8217;\u00e8 certo da meravigliarsi per la maniera entusiastica in cui l&#8217;iniziativa di trapiantare una piccola quantit\u00e0 sperimentale di lupini di Nootka (<em>L.<\/em> <em>nootkatensis<\/em>) cos\u00ec come le genti nordamericane avevano saputo fare per generazioni, utilizzandoli come importante risorsa gastronomica e non solo. Allo stesso modo degli Egizi all&#8217;altro lato dell&#8217;oceano, dalla cui tradizione avrebbero ereditato questo insostituibile legume gli antichi Romani, attribuendogli il nome latino che ancora possiedono per la presunta capacit\u00e0 di trarre nutrimento dalla terra &#8220;con la voracit\u00e0 di un lupo&#8221;. Tutto il contrario dell&#8217;effettiva realt\u00e0 dei fatti, quando si considera la comprovata dote di una tale pianta di acquisire e fissare il nitrogeno dall&#8217;atmosfera trasferendolo all&#8217;interno delle proprie radici, da cui farlo filtrare sottoterra con immediato aumento della fertilit\u00e0 futura. Il tutto verso un progetto almeno in apparenza conduttivo verso un loop di risposta positiva, in cui le pi\u00f9 alte forme di vegetazione nativa avrebbero potuto trarre beneficio dal fenomeno, tornando a crescere e togliendo luce al pur sempre utile intruso. Ma poich\u00e9, come oggi sappiamo fin troppo bene, spostare forme di vita fuori dal proprio territorio di appartenenza pu\u00f2 portare a conseguenze difficilmente prevedibili, l&#8217;idea del Prof. Bjarnason avrebbe finito per aprire l&#8217;ideale scatola di Pandora lasciando che il destino tornasse a prendere il sopravvento. Quell&#8217;ideale deserto incoltivabile di cui parlavamo poco sopra rappresentava, infatti, per le piante di lupini una favolosa terra d&#8217;opportunit\u00e0, ove crescere incontrastate e totalmente incommestibili da parte di ogni erbivoro attestato entro i confini dell&#8217;isola. Questo per il gusto amaro dovuto agli alcaloidi dei corposi semi, effettivamente capaci di causare avvelenamento dell&#8217;organismo senza un&#8217;appropriata preparazione culinaria. La forza dei venti, inoltre, assieme ai molti dislivelli del paesaggio islandese, avrebbero permesso a tali capsule di rotolare e disperdersi agevolmente una volta staccatosi dalla pianta, permettendo la progressiva e migliorata propagazione della sua stirpe. Con una rapidit\u00e0 niente meno che impressionante: un&#8217;esponente del genere <em>Lupinus<\/em> vive infatti in condizioni ideali per un periodo di circa 20 anni, liberano agevolmente 2.000 semi al termine di ciascuna stagione primaverile, abbastanza da riuscire a ricoprire ampi spazi con un impenetrabile ed impressionante mantello dall&#8217;indimenticabile tonalit\u00e0 cromatica simile a uno tsunami di succo d&#8217;uva.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xaI8e_b023Q\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Lupin-Rinsing-Method-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36407\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Lupin-Rinsing-Method-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Lupin-Rinsing-Method-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Lupin-Rinsing-Method-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Lupin-Rinsing-Method.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La preparazione gastronomica dei lupini \u00e8 un processo complicato che prevede il risciacquo in salamoia per un periodo di fino ad un&#8217;intera settimana. Questo per eliminare il gusto amaro, assieme al contenuto neurotossico della pianta. Una volta sottoposto a tale procedura, tuttavia, il legume risultante ha un ottimo sapore e doti nutrizionali persino migliori della soia, visto il basso contenuto di grassi in proporzione a proteine, carboidrati e sali minerali.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Lupini ovunque e lupini sopra ogni altra cosa immaginabile. Fino al punto di annientare per mancanza di spazio quelle stesse piante &#8220;alleate&#8221;, dalla crescita pi\u00f9 lenta, che la loro introduzione avrebbe dovuto permettere di fertilizzare. Le statistiche del resto parlano chiaro, con circa lo 0,4% dell&#8217;intera isola ormai ricoperta dalla marea viola in base a stime catturate dagli aerei, su un totale dell&#8217;appena 25% del suo territorio caratterizzato da qualsiasi cosa possa definirsi una tangibile forma di vita vegetale. Mentre accurati studi biologici (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/320081821_Potential_impact_of_Nootka_lupine_Lupinus_nootkatensis_invasion_on_pollinator_communities_in_Iceland\" target=\"_blank\">vedi J. Willow et al<\/a>, 2017) hanno ampiamente dimostrato la maniera in cui, nel giro delle prossime decadi, le specie maggiormente specializzate tra gli insetti impollinatori nativi andranno incontro ad un&#8217;inevitabile riduzione della loro popolazione complessiva, risentendo in via diretta dell&#8217;annullamento della biodiversit\u00e0 da cui avevano saputo trarre storico giovamento. In una sorta d&#8217;inversione dell&#8217;apporto benefico che, almeno in linea di principio, muove i gesti di coloro che amano la scienza la natura. Per cui \u00e8 possibile rovinare lo stato delle cose, pur essendosi attivati assolutamente a fin di bene. E tutto ci\u00f2 che resta, a quel punto, \u00e8 convivere con le conseguenze (esteriormente splendide) dei propri errori. Perch\u00e9 l&#8217;Islanda potr\u00e0 anche essere stata salvata, dall&#8217;erosione, la polvere e l&#8217;aridit\u00e0, grazie all&#8217;introduzione dei teneri virgulti presi in prestito da Oltremare. Ma chi pu\u00f2 dire quanto a lungo, d&#8217;ora in poi, potremo continuare a chiamarla con lo stesso nome?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al termine del primo capitolo del romanzo Hawaii di James A. Michener, che descrive la formazione vulcanica del popoloso arcipelago del Pacifico settentrionale, una dichiarazione programmatica prospetta il tono che accomuner\u00e0 le alterne vicende dei diversi popoli e personaggi, utilizzati dal narratore per delineare attraverso i secoli la storia di quel paese: &#8220;Uomini della Polinesia, &#8230; <a title=\"Le cronache della valanga viola che minaccia di coprire l&#8217;arido entroterra d&#8217;Islanda\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36404\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le cronache della valanga viola che minaccia di coprire l&#8217;arido entroterra d&#8217;Islanda\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[378,228,1536,6645,236,6327,381,6646,1172,810,109,1354,1920,190,2864,4020,78,71,2556,4510,847],"class_list":["post-36404","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alaska","tag-ambiente","tag-dal-mondo","tag-diffusione","tag-europa","tag-fabacee","tag-fiori","tag-introduzione","tag-invasioni","tag-islanda","tag-natura","tag-paesaggio","tag-paesi","tag-piante","tag-problemi","tag-propagazione","tag-scienza","tag-storia","tag-territorio","tag-tossicita","tag-vegetazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36404","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36404"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36404\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36408,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36404\/revisions\/36408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}