{"id":36392,"date":"2022-09-01T06:21:49","date_gmt":"2022-09-01T04:21:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36392"},"modified":"2022-09-01T06:27:46","modified_gmt":"2022-09-01T04:27:46","slug":"obelischi-di-basalto-nelloceano-e-limpervio-sentiero-per-il-faro-piu-remoto-dislanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36392","title":{"rendered":"Obelischi di basalto nell&#8217;oceano e l&#8217;impervio sentiero per il faro pi\u00f9 remoto d&#8217;Islanda"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/kGZcN4-gkX8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36395\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Secondo le leggende ripetute tra la gente di queste parti, la formazione di una colonna basaltica in mare aperto \u00e8 una faccenda piuttosto semplice: essa trae la propria origine dal fato sfortunato di un troll, intenzionato a rendere la vita impossibile o trarre qualche possibile vantaggio dall&#8217;assalto di una nave in campo aperto. Poco prima di rendersi conto di aver calcolato male i tempi, venendo perci\u00f2 sorpreso dalla luce dell&#8217;alba e andando incontro all&#8217;irrisolvibile trasformazione in parte del paesaggio marino. Testa, braccia e gambe erose dall&#8217;insistenza implacabile degli elementi, la statua vagamente umanoide si trasforma quindi dopo qualche secolo in uno scoglio simile a molti altri, la cui unica caratteristica particolare \u00e8 la collocazione in posizione totalmente solitaria o per lo pi\u00f9, accompagnato da qualcuno dei suoi simili e altrettanto malcapitati. Di sicuro l&#8217;intero approccio scientifico alla faccenda, che prevede l&#8217;affioramento di materia lavica durante un&#8217;antica eruzione, poi corroso e ridotto fino al nucleo solido che originariamente conteneva al suo interno, non semplifica in maniera molto significativa le conseguenze. Per coloro che nei mari dell&#8217;Islanda meridionale, hanno la necessit\u00e0 di muoversi frequentemente, alla ricerca delle foche, balene ed altre fonti di cibo marino che da sempre costituiscono un&#8217;importante parte delle risorse alimentari di quel paese. Finch\u00e9 una serie ripetuta di naufragi a ridosso della roccia totalmente priva di approdi circa 7,2 Km a sud di B\u00fa\u00f0arh\u00f3lshverfi, costati ogni volta una quantit\u00e0 variabile di vite umane, non portarono all&#8217;elaborazione nel periodo tra le due guerre di un nuovo ed ingegnoso piano. Perch\u00e9 non sfruttare gli avanzamenti tecnologici dell&#8217;ultimo secolo, per installare una luce di riferimento sulla cima di quella pietrosa struttura? Quella che storicamente viene definita torre del faro, bench\u00e9 nel caso specifico gli stessi 34 metri di elevazione della roccia avrebbero potuto svolgere la mansione di elevate fondamenta strutturali. A patto di trovare un modo, un qualche tipo d&#8217;ingegnosa maniera, per raggiungere coi materiali al seguito la remota posizione futura dell&#8217;edificio. Presso tale sito definito geograficamente Tridrangar\u00a0(\u00der\u00eddrangar &#8211; le Tre Dita) nonostante le rocce siano quattro, venne perci\u00f2 inviato il direttore del progetto Svavar T\u00f3rarinsson Sudurgardi, con al seguito una squadra di esperti alpinisti: Torsteinn Sigurdsson, Melstad Vestm, Hj\u00e1lmar J\u00f3nsson D\u00e4lum. I quattro, avendo raggiunto il sito in barca nel 1937 e dopo aver preso atto della situazione, decisero quindi di costruire una via ferrata fino alla sommit\u00e0 di St\u00f3ridrangur, la pi\u00f9 ampia e in apparenza accessibile delle piramidi basaltiche emergenti dalle onde dell&#8217;oceano agitato. Dovete considerare, a tal proposito, come l&#8217;invenzione dell&#8217;elicottero si sarebbe materializzata solamente l&#8217;anno successivo, e d&#8217;altra parte sarebbero occorse decadi prima che un simile apparecchio potesse essere giudicato abbastanza sicuro da essere utilizzato in mare aperto. Ecco perch\u00e9 l&#8217;unico approccio possibile e per questo &#8220;scelto&#8221; dalla squadra prevedeva l&#8217;utilizzo di una completa attrezzatura da scalata, tra cui chiodi, corde ed ogni tipo di piccozza utile in quel tipo di difficili circostanze. Se non che, verso la sommit\u00e0 della cima, la ruvida pelle del troll avrebbe avuto modo di dimostrarsi ancor pi\u00f9 coriacea e impenetrabile del previsto&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Kr1IlvVYWD4\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-maintenance-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36394\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-maintenance-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-maintenance-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-maintenance-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-maintenance.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La manutenzione di luoghi simili \u00e8 sempre un&#8217;impresa difficile, che tende a prevedere periodi di attivit\u00e0 intense e molte ore di seguito prima di poter tornare al campo base. Ciononostante, anche nell&#8217;epoca della navigazione satellitare, fari come quello di Tridrangar\u00a0continuano a mantenere invariata la loro importanza.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Immaginare la scena, cos\u00ec come viene narrata in un articolo del giornale di Sj\u00f3mannadagsbladi Vestmannaeyja, \u00e8 un qualcosa di assolutamente vertiginoso ed impressionante. In esso si racconta infatti di come, fermamente intenzionati a non tornare indietro, gli uomini diedero il mandato ad uno di loro di mettersi a quattro zampe sul pendio dello sperone, mentre il secondo gli saliva sopra mantenendosi accuratamente in equilibrio. Questo affinch\u00e9 il terzo potesse salirgli sulle spalle e a quanto pare, raggiungere finalmente la parte orizzontale del massiccio edificio di pietra. E da l\u00ec calare in seguito una corda, per permettere ai compagni di raggiungerlo, sarebbe stato un gioco da ragazzi, permettendo al gruppo di constatare l&#8217;effettiva possibilit\u00e0 di costruire il pianificato edificio. Assieme alla presenza di scarsissima vegetazione, fatta eccezione per l&#8217;improbabile virgulto di una pianta di cavolo forse attecchita a seguito della trasferta di un qualche tipo d&#8217;uccello; in altri termini, la situazione ideale per la costruzione di un piccolo edificio quadrangolare. Obiettivo che avrebbe richiesto, a quanto dicono le cronache, un periodo di ben due anni lavorando rigorosamente nelle sole stagioni calde. Ciononostante, ancora nel 1939, con lo scoppio della seconda guerra mondiale il progetto sarebbe andato incontro ad un altro e significativo contrattempo: il sequestro da parte delle truppe di occupazione tedesche dell&#8217;impianto d&#8217;illuminazione ordinato in Danimarca, cos\u00ec che un secondo sostitutivo dovette essere ordinato dalla Gran Bretagna. Ed ulteriori anni sarebbero trascorsi, fino al 1942, prima che la luce di St\u00f3ridrangur potesse iniziare a risplendere sul mare notturno simile a una macchia d&#8217;inchiostro ricolma di pericolose insidie. L&#8217;edificio stesso, alimentato originariamente con generatori diesel per la mancanza di possibili soluzioni alternative, aveva un&#8217;altezza di 7,4 metri in conformazione cilindrica svedese sufficiente, dalla sua collocazione altamente strategica sulla cima dello sperone di roccia, a raggiungere col suo segnale consistente di una lettera &#8220;N&#8221; in alfabeto morse un tratto di mare significativamente elevato. Fatta eccezione, s&#8217;intende, per la parete scoscesa che bloccava in parte la sua linea visuale su di un lato dello scoglio semplicemente troppo irto al fine di riuscire ad ospitare il suo basamento. Considerato naturalmente inabitabile, per l&#8217;assenza di qualsivoglia servizio oltre all&#8217;inaccessibilit\u00e0 inerente, il faro continu\u00f2 a funzionare in maniera per lo pi\u00f9 autonoma con occasionali interventi di rifornimento e manutenzione fino all&#8217;inizio degli anni &#8217;90, quando si pens\u00f2 di provvedere all&#8217;implementazione di un paio di notevoli margini di miglioramento. Il primo, l&#8217;installazione di pannelli solari, avrebbe permesso alla luce di funzionare in autonomia per tempi molto pi\u00f9 estesi. Ed il secondo, consistente nella costruzione di un quadrato in bilico di appena quattro metri di lato, avrebbe consentito di atterrare con un elicottero a poca distanza dalla porta d&#8217;ingresso principale. Oggigiorno, in effetti, l&#8217;unica possibilit\u00e0 di accesso rimasta verso l&#8217;edificio del faro, causa le modifiche effettuate al sentiero costruito negli anni &#8217;30 per poter provvedere alla sua costruzione.<br>Famoso in tutto il territorio delle vicine isole Vestmannaeyjar o &#8220;Degli uomini dell&#8217;Ovest&#8221; per la popolazione costituita in epoca tardo medievale dalle genti rapite e trasportate fin qui dall&#8217;Inghilterra ed Irlanda a seguito delle antiche scorribande vichinghe, il faro delle Tre Dita costituisce il pi\u00f9 riconoscibile ed iconico di una serie di quattro, che includono quelli altrettanto automatici di Faxasker a nord e Urdir a sudovest, mentre il resto dell&#8217;arcipelago viene protetto dalla vasta stazione d&#8217;illuminazione St\u00f3rhofdi\u00a0sull&#8217;isola maggiore di Heimaey, l&#8217;ultimo faro con guardiano attivo nell&#8217;intera Islanda.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/y8q4zPjXd0M\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-Concert-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36393\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-Concert-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-Concert-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-Concert-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/09\/Thridrangar-Concert.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Non avviene di frequente che un video musicale possa riuscire a generare un senso di vertigini incipienti. Attirando un pubblico possibile di squali, ed orche assassine, nell&#8217;attesa spasmodica che un membro del gruppo possa decidere improvvisamente di dedicarsi al <em>crowd surfing<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il faro \u00e8 quindi diventato particolarmente popolare online, come spesso c\u00e0pita di questi tempi, grazie a una serie di foto tra cui quella scattata dalla cabina di un elicottero della guardia costiera da \u00c1rni S\u00e6berg, basata su di un gioco prospettico capace di far sembrare il faraglione ancor pi\u00f9 stretto di quanto sia effettivamente. Fino all&#8217;esplosione virale del 2009 grazie a una condivisione da parte del cantante canadese Justin Bieber, che pens\u00f2 di condividerne l&#8217;immagine sui suoi principali profili social, favorendo l&#8217;elaborazione della consueta serie di bizzarre ipotesi e teorie. Tra cui la supposta condizione ideale di un simile luogo per rifugiarsi in caso d&#8217;invasione degli zombie, ma anche quella decisamente pi\u00f9 plausibile che potesse costituire un ideale rifugio per le personalit\u00e0 marcatamente introverse, dove ritirarsi a meditare, leggere, suonare la chitarra&#8230; Visione quest&#8217;ultima destinata in modo particolarmente sorprendente a realizzarsi nel 2021, in pieno periodo della pandemia, quando il gruppo rock islandese dei KALEO realizz\u00f2 l&#8217;iniziativa di girare un proprio video musicale dalla posizione poco pratica dell&#8217;eliporto, concludendo l&#8217;ideale serie costituita dalle loro esecuzioni precedenti su di un iceberg nel mezzo dell&#8217;oceano e dentro il cratere fiammeggiante di un vulcano attivo, la camera magmatica del \u00der\u00edhn\u00fakag\u00edgur (Tr\u00edhn\u00fakag\u00edgur).<br>Un modo&#8230; Diverso, quindi, di riuscire a rapportarsi con la natura? Oppure, l&#8217;unione imprescindibile tra semplici necessit\u00e0 dei tempi che corrono, alla ricerca di una solitudine a cui l&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 ritornato ad agognare, mentre attende di vedere luci all&#8217;orizzonte che potrebbero non palesarsi in tempi abbastanza brevi? Di sicuro, prima che il livello del mare oceano possa sommergere una casa come questa, dovr\u00e0 trascorrere un periodo di tempo necessariamente esteso. Facendone il sito ideale per lasciare un qualche tipo di messaggio, o capsula del tempo, come monito all&#8217;indirizzo delle possibili generazioni del nostro domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo le leggende ripetute tra la gente di queste parti, la formazione di una colonna basaltica in mare aperto \u00e8 una faccenda piuttosto semplice: essa trae la propria origine dal fato sfortunato di un troll, intenzionato a rendere la vita impossibile o trarre qualche possibile vantaggio dall&#8217;assalto di una nave in campo aperto. 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