{"id":36282,"date":"2022-08-14T06:14:19","date_gmt":"2022-08-14T04:14:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36282"},"modified":"2022-08-14T06:14:25","modified_gmt":"2022-08-14T04:14:25","slug":"limponenza-del-granchio-che-precorre-il-principio-della-guerra-dei-mondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36282","title":{"rendered":"L&#8217;imponenza del granchio che precorre il principio della guerra dei mondi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/80xElpdXRyw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-Spider-Crab-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36285\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-Spider-Crab-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-Spider-Crab-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-Spider-Crab-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-Spider-Crab.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Fluttuare, pensare, forse addirittura immaginare. Nel nugolo formato dai nostri stessi fratelli, appena coscienti dell&#8217;energia cinetica gentilmente offerta dalla corrente. Tutti assieme scaturiti dalle uova, poste all&#8217;ombra dell&#8217;enorme struttura semovente della propria stessa madre. Un&#8217;ombra superna? La massa dell&#8217;inconoscibile gigante? Eppure gli occhi ancora parzialmente sviluppati, primitivi anche allo stadio della propria completezza generazionale, gi\u00e0 riuscivano a vedere il passo di quel futuro. Nell&#8217;attivit\u00e0 di quelli che, per propria predisposizione genetica, gi\u00e0 avevano compiuto la prima delle proprie mutazioni al compiersi di soli 18 giorni, piuttosto che 20 o 21. Tutto \u00e8 relativo, questo \u00e8 certo; cos\u00ec come le &#8220;piccole&#8221; aragoste striscianti sul fondale, allo sguardo dei propri precursori, appaiono dell&#8217;approssimativa dimensione di una station wagon atlantidea&#8230; 15, 20 cm. Non che le zoee, forma primordiale di un adulto molto pi\u00f9 notevole, avessero la cognizione di automobili, citt\u00e0 perdute sotto i flutti o a dire il vero anche gli stadi successivi della propria vita destinata a durare approssimativamente 50-100 anni. Un secolo durante il quale molte cose avrebbero potuto accadere. Tra cui essere mangiati, un&#8217;enorme quantit\u00e0 di volte, al dipanarsi di frangenti sfortunati della propria giovent\u00f9 infinitesimale. E fino al raggiungimento dell&#8217;optimum, corrispondente a una larghezza tra le due chele pari ad un computo di 3,8 metri. Fluttuando, pensando, immaginando, i piccoli si volgono allo stesso tempo nella direzione della luce. &#8220;Dacci un po&#8217; di forza&#8221; sembrano affermare. Affinch\u00e9 il nostro fato possa compiersi, fino al raggiungimento del predestinato predominio delle profondit\u00e0.<br>La verit\u00e0 esteriore del <em>Macrocheira kaempferi<\/em>, granceola o granchio gigante dei mari d&#8217;Oriente, \u00e8 che essa viene amichevolmente definita come un <em>kaiju<\/em> (mostro cinematografico giapponese) per le sue dimensioni e le infondate voci in merito ad un&#8217;improbabile aggressivit\u00e0. Mentre molto pi\u00f9 corretto sarebbe in fin dei conti, nella grande variet\u00e0 degli esseri fantastici adatti al paragone, riferirsi ai camminatori immaginati per la prima volta da H.G. Wells per il suo romanzo La Guerra dei Mondi (1897) sopiti al di sotto della superficie terrestre in attesa di essere risvegliati da un occulto segnale alieno. In bilico sulle possenti zampe, capaci di muoversi soltanto al rallentatore, in una lenta, inesorabile marcia di distruzione. Ed anche in assenza di raggi laser puntati ed emessi dalla solida corazza del loro corpo centrale, ci sono in effetti ben pochi dubbi che il <em>tak\u0101shigani<\/em> (\u30bf\u30ab\u30a2\u30b7\u30ac\u30cb &#8211; Granchio ragno) sia perfettamente in grado di farsi rispettare all&#8217;interno del proprio ambiente, soprattutto vista la grandezza superiore a quella dei molti potenziali predatori. Poich\u00e9 ben pochi polipi, razze, mante o pesci avrebbero il coraggio di tentare la fortuna con qualcosa di cos\u00ec massiccio ed inquietante. Sebbene, vista l&#8217;indole in realt\u00e0 mansueta di queste creature, le apparenze possano frequentemente trarre in inganno gli osservatori&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-wZZg2d14iI\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-Transport-Method-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36284\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-Transport-Method-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-Transport-Method-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-Transport-Method-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-Transport-Method.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Le modalit\u00e0 per il trasporto di queste creature risultano evidentemente complesse, non soltanto per le loro dimensioni ma anche la sorprendente delicatezza dei loro arti, inclini a rompersi con sollecitazioni di minima entit\u00e0. L&#8217;effettivo rischio di essere feriti dalle loro chele resta, d&#8217;altra parte, assai limitato.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Un <em>M.<\/em> <em>kaempferi<\/em>, il cui epiteto latinizzato proviene dal nome del naturalista tedesco Engelbert Kaempfer, vissuto per oltre 30 sulle coste giapponesi al termine del XVII secolo, \u00e8 la sostanziale dimostrazione delle vette raggiungibili dal processo evolutivo fondamentale della carcinizzazione. Un processo lungamente teorizzato, ed almeno in parte dimostrabile, attraverso il quale ogni appartenente al <em>phylum <\/em>dei crostacei tenda progressivamente ad assumere un corpo piatto e largo, sviluppare lunghe zampe e chele prensili con cui afferrare ogni possibile fonte di cibo. Ed osservando unicamente quello che potremmo definire come il &#8220;nucleo&#8221; della creatura, il suo guscio del diametro di circa 40 cm al massimo, sarebbe facile illudersi di avere innanzi un essere piuttosto convenzionale. Almeno finch\u00e9 all&#8217;avvicinarsi del punto prospettico di focalizzazione, non inizieranno a comparire le lunghissime 10 zampe del mostro, di cui le prime due ornate da un esempio particolarmente sfinato ed appuntito di pinze messe in opera dalla natura. <br>Tutto questo per un tipo di pressione ambientale difficile da identificare, sebbene si ritenga che l&#8217;anatomia del granchio gli permetta di aggirarsi con maggiore agilit\u00e0 sul fondo friabile di un mare per lo pi\u00f9 privo di pietre o scogli. Alla profondit\u00e0 media di 50-600 metri, dove l&#8217;opera di questo placido gigante si conforma a quella di molti altri parenti e consimili degli altri luoghi della Terra: fare da spazzino, per le alghe sradicate o il corpo delle molte sfortunate vittime delle circostanze, inclusi crostacei pi\u00f9 piccoli ed invero membri giovani della sua stessa specie. Non che il granchio ragno disdegni, occasionalmente, di catturarne un esemplare vivo e trascinarlo fino all&#8217;apertura della sua bocca, sebbene manchi di essere un vero e proprio predatore all&#8217;interno della propria biosfera di riferimento. Attivit\u00e0 queste ultime condotte primariamente nelle ore notturne, durante le quali esso non manca ad ogni modo di adottare un certo grado di cautela. Come esemplificato dall&#8217;intento mimetico dei detriti, pezzetti d&#8217;alga, colonie di coralli e spugne viventi al fine di creare discontinuit\u00e0 nella curva piriforme del proprio carapace. Senza la continuit\u00e0 ed attenzione cromatica di certi altri granchi decoratori, ma ottenendo ad ogni modo un risultato ragionevolmente efficace. L&#8217;accoppiamento avviene quindi tra i mesi di gennaio ed aprile, quando il maschio e la femmina, riconoscibile dalle chele sensibilmente pi\u00f9 corte, s&#8217;incontrano e lui effettua il dono del proprio prezioso spermatoforo, abilmente inserito all&#8217;interno dell&#8217;apposito alloggiamento. Le uova fertilizzate quindi, subito dopo essere state deposte, verranno disposte dalla madre lungo l&#8217;estendersi dei propri lunghi arti, dove resteranno fino al momento della schiusa all&#8217;incirca 10 giorni dopo quel fatidico momento. In quantit\u00e0 di circa 1 milione e mezzo, i cui occupanti saranno per la stragrande maggioranza destinati a perire prima del raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 adulta. Di ci\u00f2 che viene dopo abbiamo accennato in apertura, con il passaggio successivo in due livelli di larve fluttuanti (zoee) quindi quello intermedio della megalopa ed al trascorrere di circa un paio di mesi, la forma giovane del granchio finale. Che mutando il proprio carapace pi\u00f9 volte nel corso di un singolo anno, potr\u00e0 crescere anche del 20% a ciascun completamento di tale laboriosa operazione. Tanto complessa, una volta espresso il proprio pieno potenziale dimensionale, da potersi estendere fino ai 100 minuti di durata, durante i quali l&#8217;animale resta straordinariamente vulnerabile ai suoi nemici.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ioa-x5AzJrM\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-has-a-walk-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36283\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-has-a-walk-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-has-a-walk-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-has-a-walk-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/08\/Macrocheira-has-a-walk.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Una diffusa leggenda nipponica raccontava di come i granchi giganti fossero soliti afferrare ed affogare i marinai direttamente dal ponte delle navi, per poi mangiare lentamente i loro corpi sotto i flutti dell&#8217;eternit\u00e0 incipiente. Vicenda improbabile, bench\u00e9 sia indubbia la loro evidente capacit\u00e0 di consumare agevolmente l&#8217;interezza di un cadavere umano.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Sorprendentemente non cos\u00ec apprezzato in termini di sapore, oltre ad essere inerentemente difficile da far riprodurre in modo intensivo, il granchio ragno gigante non ha trovato per sua fortuna molti estimatori del suo utilizzo culinario, sebbene sembri essere diventato nel corso dell&#8217;epoca moderna un&#8217;apprezzata specialit\u00e0 in certe specifiche zone del Giappone. Soprattutto nella baia di Suruga, tra Nagoya e Tokyo, dove il pescato raggiunse nel 1976 un picco di 24,7 tonnellate, principalmente catturate mediante l&#8217;uso di speciali reti a strascico di dimensioni ridotte. Per poi declinare, entro il 1985, a sole 3,2 tonnellate, complici le molti leggi varate con il fine esplicito di limitare la pesca eccessiva di questa specie priva di termini di paragone. Per lo meno fuori dall&#8217;ambito del cinema di genere, tratto dalle opere letterarie degli autori della fantascienza speculativa.<br>Relativamente semplice da mantenere in salute ed accudire all&#8217;interno degli acquari, il Kaempferi ha iniziato perci\u00f2 ad essere principalmente conosciuto da vivo, da generazioni di bambini destinati a rimanere colpiti dalla sua imponenza e forma ragionevolmente spaventosa. Il che potrebbe anche tornare utile, nell&#8217;ottica della fondamentale soggettivit\u00e0 dei punti di vista. Quando al risuonare delle trombe dell&#8217;invasione (o Apocalisse che dir si voglia) potremo adottare una disposizione maggiormente diplomatica dinnanzi ai nostri possibili futuri dominatori. Negando di aver mai assaggiato la carne di granchio e d&#8217;altra parte, chi mai vorrebbe mai avere l&#8217;occasione di farlo? &#8220;Gli artropodi sono amici, sopra e sotto il mare.&#8221; Davanti e dietro i limiti del Sistema Solare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fluttuare, pensare, forse addirittura immaginare. Nel nugolo formato dai nostri stessi fratelli, appena coscienti dell&#8217;energia cinetica gentilmente offerta dalla corrente. Tutti assieme scaturiti dalle uova, poste all&#8217;ombra dell&#8217;enorme struttura semovente della propria stessa madre. Un&#8217;ombra superna? La massa dell&#8217;inconoscibile gigante? Eppure gli occhi ancora parzialmente sviluppati, primitivi anche allo stadio della propria completezza generazionale, gi\u00e0 &#8230; <a title=\"L&#8217;imponenza del granchio che precorre il principio della guerra dei mondi\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36282\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;imponenza del granchio che precorre il principio della guerra dei mondi\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,240,818,4906,2312,581,1097,2044,46,3119,368,1684,249,99,400,1925,1351,819,78,2045],"class_list":["post-36282","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-asia","tag-biologia","tag-chele","tag-creature","tag-crostacei","tag-evoluzione","tag-fondali","tag-giappone","tag-giganti","tag-granchi","tag-kaiju","tag-mare","tag-mostri","tag-oceano","tag-onnivori","tag-profondita","tag-riproduzione","tag-scienza","tag-spazzini"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36282","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36282"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36282\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36286,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36282\/revisions\/36286"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}