{"id":36176,"date":"2022-07-28T06:25:57","date_gmt":"2022-07-28T04:25:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36176"},"modified":"2022-07-28T06:26:04","modified_gmt":"2022-07-28T04:26:04","slug":"lincompleto-marut-spirito-della-tempesta-che-riusci-a-imporsi-sullesercito-pakistano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36176","title":{"rendered":"L&#8217;incompleto Marut, Spirito della Tempesta che riusc\u00ec a imporsi sull&#8217;esercito pakistano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/t6_xMrtuxpw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Plane-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36177\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Plane-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Plane-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Plane-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Plane.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il 5 dicembre del 1971, un&#8217;alba febbrile illumin\u00f2 la zona desertica in prossimit\u00e0 del posto di confine di Longewala, ai margini del deserto di Thar. Le forze indiane dell&#8217;armata del Punjab, manovrando nel miglior modo possibile considerato il breve preavviso del pericolo, si erano schierate in posizione difensiva, mentre due intere divisioni meccanizzate con 40 carri armati, per lo pi\u00f9 vecchi Sherman e T-59 di produzione sovietica, avanzavano con difficolt\u00e0 tutt&#8217;altro che insignificanti lungo il fondo accidentato della valle. Con lanciarazzi, mitragliatrici pesanti e fucili anticarro, gli occupanti delle trincee continuavano a sentirsi piuttosto sicuri, pur sapendo che una loro eventuale sconfitta avrebbe avuto un impatto notevole sull&#8217;intero quadrante occidentale di una guerra che il loro paese, guidato dall&#8217;influente prima ministra ed erede politica Indira Gandhi, aveva tutto l&#8217;interesse di concludere in tempi brevi. Cos\u00ec nessuno rest\u00f2 particolarmente sorpreso quando, verso met\u00e0 della giornata, il supporto aereo lungamente promesso ebbe modo di palesarsi, e piogge di proiettili ed ordigni esplosivi cominciarono a cadere sulla testa degli attaccanti. I carristi pakistani, affrettandosi a puntare le torrette dei loro veicoli in alto, ebbero tuttavia una sgradevole sorpresa: poich\u00e9 assieme ai previsti Hawker Hunter di manifattura inglese, i cui limiti di manovrabilit\u00e0 a bassa quota erano ampiamente noti ad entrambi gli schieramenti, tre sagome mai viste prima si disposero in formazione per il passaggio a volo radente. Erano dei jet bimotore dall&#8217;aspetto particolarmente moderno, con ali a freccia, coda alta e carlinga affusolata, che in prossimit\u00e0 dell&#8217;obiettivo rallentavano in maniera vertiginosa, avendo tutto il tempo di prendere la mira coi propri quattro cannoni ADEN da 30 mm, mentre lanciavano razzi Matra e bombe da 1.800 Kg. Quindi, prima ancora che i mezzi corazzati superstiti potessero rispondere al fuoco, prendevano nuovamente quota per svanire indenni all&#8217;orizzonte. In breve tempo, l&#8217;avanzata della colonna pakistana non pot\u00e9 fare a meno di arrestarsi. Ed ogni ragionevole aspettativa di prevalere, apparve irrimediabilmente compromessa.<br>Ci\u00f2 che gli oppositori alla fondazione dello stato indipendente del Bangladesh stavano affrontando a loro stessa insaputa, nel culmine del primo e pi\u00f9 breve conflitto degli anni &#8217;70 del Novecento, era in effetti qualcosa di assolutamente innovativo, niente meno che l&#8217;HAL-24 Maruto (&#8220;Spirito della Tempesta&#8221;) il primo jet da combattimento prodotto interamente in Asia fuori dal territorio dell&#8217;Unione Sovietica. Grazie alla collaborazione con una figura chiave mantenuta in alta considerazione dall&#8217;insigne predecessore di Indira Gandhi e primo leader dell&#8217;India successivamente all&#8217;ottenimento dell&#8217;indipendenza, Jawaharlal Nehru. Il quale pur essendo stato un progressista e grande difensore dei diritti civili, seppe anche agire in base alle logiche del pragmatismo, particolarmente quando accolse con tutti gli onori la figura controversa dell&#8217;ingegnere e pilota sperimentale tedesco Kurt Waldemar Tank, in fuga dal suo paese come molti altri colletti bianchi al termine del secondo conflitto mondiale. Ex-nazista per associazione, al minimo, bench\u00e9 il suo coinvolgimento con gli aspetti politici del regime tedesco sia lungamente rimasto poco chiaro, nonch\u00e9 l&#8217;inventore di uno dei migliori cacciabombardieri che il mondo avesse conosciuto fino a quel momento: il temutissimo Fw 190, prodotto in oltre 20.000 esemplari a partire dal 1941. Compatto, leggero, potente, versatile, indubbiamente la seconda colonna portante della Luftwaffe assieme al Bf 109. Qualcosa che ogni paese moderno avrebbe aspirato ad avere nel proprio schieramento di velivoli, fatte le debite proporzioni tecnologiche, allo scopo di essere rispettato sulla scena geopolitica di un mondo che non aveva mai smesso di affilare i propri coltelli&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/y9IGzejP04M\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Walk-Around-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36179\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Walk-Around-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Walk-Around-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Walk-Around-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Walk-Around.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Visitabile presso il Museo Aeronautico di Bangalore, il Marut dimostra l&#8217;eccezionale modernit\u00e0 delle sue forme, immaginabile ancora in un caccia prodotto vent&#8217;anni dopo il suo primo decollo. E chiss\u00e0 quali vette avrebbe raggiunto, se soltanto ragioni politiche non avessero compromesso il suo progetto di partenza.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il mandato ebbe perci\u00f2 modo di palesarsi nell&#8217;anno 1956, con il coinvolgimento immediato della Hindustan Aeronautics Limited, compagnia di bandiera gi\u00e0 produttrice d&#8217;innumerevoli aerei civili nonch\u00e9 caccia su licenza d&#8217;importazione prevalentemente inglese. Che in quegli anni era impegnata primariamente nella produzione del cacciabombardiere Hawker Hunter e l&#8217;intercettore leggero Folland Gnat, giudicati ormai insufficienti ad assolvere alle necessit\u00e0 mutevoli dei campi di battaglia contemporanei. Cos\u00ec le linee guida del progetto chiedevano un apparecchio di concezione totalmente nazionale che potesse non soltanto eccedere agevolmente la velocit\u00e0 del suono, ma assolvere egualmente alle mansioni di entrambi i suoi predecessori, dimostrandosi pari o superiore ai pi\u00f9 avanzati avversari schierati dalle principali potenze al mondo. L&#8217;idea di coinvolgere l&#8217;ingegnere tedesco in esilio, recentemente immigrato dall&#8217;Argentina dopo la caduta del governo di Juan Per\u00f3n ed il possibile ripristino dell&#8217;estradizione statunitense, fu quindi un passaggio inevitabile data l&#8217;assenza del know-how tecnologico necessario a portare a soddisfare le richieste in tempi ragionevoli e prima dell&#8217;inasprirsi dei gi\u00e0 pessimi rapporti diplomatici coi vicini pakistani. E in breve tempo Herr Tank ebbe modo di dimostrarsi all&#8217;altezza della fama da lui posseduta nonostante la diffidenza di alcuni colleghi indiani, disegnando una notevole piattaforma di prova ancor prima di poter montare i motori, l&#8217;aliante in legno HAL X-241 che entro l&#8217;inizio del 1961 avrebbe accumulato ben 86 voli, largamente impiegati per perfezionare il suo profilo aerodinamico e la resistenza ad entrare in stallo. Tutto questo finch\u00e9 il sistema pneumatico per l&#8217;estensione del carrello si guast\u00f2 nel momento critico, causandone la distruzione e concludendone l&#8217;utilissima carriera. Ma il progetto per la versione metallica del Marut era a questo punto largamente prossimo al completamento, cos\u00ec che entro il 1961 un primo prototipo venne condotto al decollo, con un solo, singolo problema da risolvere: la mancata ricezione, da parte dei britannici, del promesso nuovo motore Bristol Siddeley Orpheus 703 dotato di post-bruciatore, costringendo gli ingegneri a montare la versione standard dello stesso impianto, gi\u00e0 utilizzato nel Folland Gnat. In quantit\u00e0 di due su ciascun velivolo, per buona misura, bench\u00e9 il peso aumentato rendesse comunque insufficiente la spinta generata, riducendo la velocit\u00e0 massima a circa 1.100 Km\/h, contro il Mach 1,4-1,5 originariamente giudicato opportuno. La soluzione, considerata solamente temporanea in prima battuta, dovette quindi andare incontro alla spiacevole realt\u00e0 dei fatti: a seguito dei test nucleari condotti dall&#8217;India presso il poligono di Pokhran, i britannici avevano ritirato il proprio supporto militare assieme a molti altri paesi occidentali. Il che avrebbe reso impossibile procurare i nuovi motori Orpheus, rendendo necessaria la procura di un qualche tipo di alternativa, adattabile all&#8217;aereo gi\u00e0 ultimato, un proposito complesso e che nella realt\u00e0 dei fatti, mai ebbe modo di palesarsi. Cos\u00ec che, fin da subito, gli oppositori politici di Nehru ebbero modo di denunciare la sua nuova creazione come un aereo fortemente obsoleto gi\u00e0 al momento in cui stava entrando in servizio, con un marginale miglioramento rispetto alla flotta gi\u00e0 disponibile al costo di un investimento totalmente privo di precedenti. Anche la breve collaborazione con l&#8217;Egitto nel 1967, per la produzione ad hoc di un motore pi\u00f9 performante denominato Brandner E-300, naufrag\u00f2 a seguito del conflitto arabo-israeliano della guerra dei sei giorni, condotta il 5 e il 10 giugno di quell&#8217;anno. Mentre il tempo di affrontare finalmente i propri contenziosi internazionali con il Pakistan, anche per l&#8217;India, continuava ad avvicinarsi con rapidit\u00e0 allarmante.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/rhzFgO4icTQ\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Story-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36178\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Story-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Story-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Story-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Marut-Jet-Story.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Il progetto estremamente complesso per la produzione del Marut, bench\u00e9 fondamentalmente giudicato dagli storici come &#8220;un lento fallimento&#8221; fece molto per modernizzare l&#8217;industria aeronautica indiana. E apr\u00ec la strada a significativi margini di modernizzazione.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Prodotto nonostante tutto in quegli anni nella quantit\u00e0 non trascurabile di 147 esemplari, il Marut entr\u00f2 a far parte di una serie di squadroni dall&#8217;alto numero di effettivi, essendo difficile da coordinare coi modelli differenti utilizzati dalla IAF. In modo particolare i Mig-21 e 27 prodotti su licenza sovietica, che lo superavano grandemente per velocit\u00e0 massima e capacit\u00e0 nel combattimento aereo. Allo scoppio delle ostilit\u00e0 dovute ai moti popolari bengalesi del 1971, per quella che sarebbe passata alla storia come guerra indo-pakistana destinata a durare esattamente una settimana e sei giorni, gli aerei incompleti ereditati dall&#8217;amministrazione precedente primo ministro erano pronti allo schieramento e contrariamente a quanto ci si sarebbe potuti aspettare, fecero il proprio dovere con imperturbabile efficienza. Il fatto \u00e8 che nonostante le performance ridotte dalla poca potenza, i Marut possedevano caratteristiche aerodinamiche di tutto rispetto grazie alla notevole competenza dei suoi progettisti, il che gli dava un&#8217;alta maneggevolezza durante l&#8217;assolvimento del loro ruolo primario di attaccanti a terra. Il possesso di sistemi di controllo manuali ridondanti, in caso di danneggiamento idraulico per il fuoco di terra, oltre al posseso di due motori permise inoltre loro di tornare alla base anche dopo essere stati colpiti dall&#8217;antiaerea di quel conflitto breve, ma intenso, valendogli in seguito il soprannome di un vero e proprio carro armato dei cieli. Oltre 300 sortite vennero compiute nel corso delle sole due settimane, con soli tre aerei persi per il fuoco di terra, uno colpito prima del decollo e nessuna vittima nel combattimento aria-aria, mentre in caso un Marut riusc\u00ec anche ad abbattere un moderno PAF F-86 Sabre messo in campo dai pakistani.<br>Mentre le flotte americana e sovietica gi\u00e0 schieravano le loro navi pi\u00f9 imponenti ai rispettivi lati dell&#8217;Oceano Indiano, le leadership dei due paesi asiatici capirono che era il momento di concludere le ostilit\u00e0 al pi\u00f9 presto. E dovendo concedere una drastica superiorit\u00e0 tecnologica e strategica dell&#8217;antico nemico indiano, il Pakistan dovette rinunciare alle proprie pretese sul territorio bengalese, permettendo la fondazione del nuovo stato indipendente del Bangladesh. Era finita un&#8217;Era e assieme ad essa, l&#8217;originale sogno dello Spirito della Tempesta. Entro il 1982 fino all&#8217;ultimo Marut venne ritirato dal servizio e\/o demolito, mantenendo soltanto alcuni esemplari in mostra nei musei aeronautici e in alcuni parchi pubblici indiani. Per ispirare, idealmente, le nuove generazioni ad apprezzare i traguardi raggiunti in anticipo dai predecessori dell&#8217;attuale classe dirigente al potere. Una sorta di nazionalismo bellicoso dei fatti ormai sfumati lungo il corso tortuoso degli eventi? D&#8217;altra parte oggi l&#8217;India \u00e8 famosa per il suo caccia di quinta generazione prodotto localmente HAL Tejas, che in assenza di operatori stranieri, ben sette anni dopo la sua prima introduzione, \u00e8 sempre pi\u00f9 pronto a dare prova di se in battaglia. Possiamo soltanto sperare che una pace nervosamente duratura, in uno dei punti pi\u00f9 caldi di tutta l&#8217;Asia, continui a prolungare tale trepidante attesa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 5 dicembre del 1971, un&#8217;alba febbrile illumin\u00f2 la zona desertica in prossimit\u00e0 del posto di confine di Longewala, ai margini del deserto di Thar. 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