{"id":36072,"date":"2022-07-09T06:17:44","date_gmt":"2022-07-09T04:17:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36072"},"modified":"2022-07-09T06:18:34","modified_gmt":"2022-07-09T04:18:34","slug":"le-due-zanne-acuminate-del-mini-cervo-con-le-zampe-piu-sottili-di-un-ragno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36072","title":{"rendered":"Il comportamento asociale del mini-cervo con le zampe pi\u00f9 sottili di un ragno"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/o123ArBtsI8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Lesser-Chevrotain-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36074\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Lesser-Chevrotain-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Lesser-Chevrotain-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Lesser-Chevrotain-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Lesser-Chevrotain.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il muso pulsante, le orecchie tonde puntate verso l&#8217;alto, gli occhi tondeggianti spalancati ad osservare quietamente l&#8217;orizzonte. Per qualche secondo, sufficiente ad identificare la sfuggente gobba e la testa cuneiforme dell&#8217;intruso, che sporgevano di poco sopra il debole declivio oltre la macchia di banani sul confine dei campi. Un breve sguardo, segu\u00ecto da una piroetta all&#8217;indirizzo della sua compagna di qualche settimana, bast\u00f2 al piccolo mammifero per chiarire la sua posizione: &#8220;\u00c8 una questione di rispetto, capisci? Questo territorio \u00e8 appartenuto a mio padre, ed ancor prima suo padre e il padre di suo&#8230;&#8221; (Pare che taluni piccoli ungulati, talvolta, possano alquanto ripetitivi nei loro discorsi) Quindi scalpitando con aspettativa simile ad un rullo di tamburi tra lo strato di foglie ai limiti del sottobosco, il cervo-topo dalla schiena maculata cominci\u00f2 ad avanzare zig-zagando, certo di riuscire in questo modo a giudicare la distanza di quell&#8217;ospite indesiderato. Una, due, tre volte fece la spola orientandosi col sole prossimo al tramonto, quando la disposizione prospettica del territorio gli permise, finalmente, di scrutare negli occhi di colui che aveva osato praticare il pi\u00f9 terribile dei tab\u00f9: lo sconfinamento. L&#8217;avversario lo aspettava con la testa bassa, la bocca semi-aperta a masticare quello che sembrava essere una foglia gi\u00e0 piuttosto malmessa per l&#8217;effetto del recente temporale estivo. Dopo un attimo in cui il tempo sembr\u00f2 restare fermo, con i due intenti a scrutarsi da vicino nel pi\u00f9 assoluto stato d&#8217;immobilit\u00e0, l&#8217;avversario provenuto non si sa da dove spalanc\u00f2 del tutto la mandibola prognata, rivelando con palese orgoglio le sue temibili armi: un paio di pugnali d&#8217;avorio non pi\u00f9 lunghi dell&#8217;ultima falange di un dito mignolo umano. Ma pi\u00f9 che sufficienti a infliggere ferite quando serrati con forza sul dorso del nemico di turno. &#8220;Poco importa&#8221; pens\u00f2 il padrone di casa. E dopo aver fatto lo stesso, inizi\u00f2 a caricare, mirando con la luce della luna rimasta ormai ad illuminare pallida la sua missione. La sua natura era, d&#8217;altra parte, era quella di un essere del tutto solitario. E nessuno, in alcun caso, avrebbe mai potuto penetrare senza invito oltre le mura invisibili della sua vasta magione&#8230;<br>Tragulidi o traguli, compatti ruminanti, artiodattili dalla grandezza sotto-dimensionata, <em>jarini pandi<\/em> in lingua telugu, che significa cervo-maiale. Sarukuman in tamil, ovvero &#8220;cerbiatti del mucchietto di foglie&#8221;. O pi\u00f9 comunemente definiti dalla comunit\u00e0 internazionale come &#8220;caprette&#8221; usando il termine francese, ovvero <em>chevrotain<\/em>. Quel tipo di animali che tendono ad essere ignorati dalle moltitudini, ed invero in parte anche dai naturalisti e biologi, semplicemente perch\u00e9 vivono ai margini del consorzio umano, senza particolari aspetti giudicati interessanti nel proprio stile di vita o comportamentale. Essendo a tutti gli effetti dei normali ruminanti, fatta eccezione per la massa corporea raramente capace, negli esemplari pi\u00f9 imponenti, di superare quella di un barboncino <em>fris\u00e9<\/em>&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pvxtYhUwqLo\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Baby-Java-Mouse-Deer-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36073\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Baby-Java-Mouse-Deer-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Baby-Java-Mouse-Deer-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Baby-Java-Mouse-Deer-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Baby-Java-Mouse-Deer.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Tenere queste creature all&#8217;interno di uno zoo o altra struttura recintata tende ad essere piuttosto complesso, sebbene sia possibile abituarli almeno in parte alla convivenza. I loro confronti &#8220;armati&#8221;, se non altro, raramente portano a serie conseguenze, pi\u00f9 di qualche morso e l&#8217;occasionale escoriazione.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Di appartenenti a questa distintiva famiglia esistono, al conteggio attuale, esattamente 10 specie, suddivise in tre generi distribuiti tra India, Pakistan, Thailandia ed Indonesia. Tra cui quello che costituisce il pi\u00f9 piccolo ungulato al mondo, il <em>Tragulus javanicus<\/em> delle isole Sunda, dal peso massimo di 1-2 Kg. Ed un&#8217;altra particolare variet\u00e0 (<em>Hyemoschus aquaticus<\/em>) che rappresenta in media la pi\u00f9 imponente essendo in grado di raggiungere anche i 10-12 Kg, concentrata unicamente nel territorio centrale del continente africano, tra la Sierra Leone e l&#8217;Uganda. Siamo di fronte, d&#8217;altra parte, a un tipo di creatura notevolmente adattabile grazie allo stile di vita principalmente erbivoro, il comportamento circospetto a la chiara (giustificata) diffidenza nei confronti di qualsiasi altro essere vivente. Potendo fare affidamento sulle uniche strategie difensive di mimetizzarsi, appiattendosi tra l&#8217;erba, o scattare via sfruttando i muscoli delle proprie zampe apparentemente fragili e sottili in realt\u00e0 perfettamente capaci di veicolare un corpo tanto piccolo verso vette inaspettate di agilit\u00e0 e resilienza. Primariamente concentrati in zone dalla vegetazione piuttosto pesante, dove scorre un fiume, torrente o con altre fonti d&#8217;acqua a disposizione, gli chevrotain sono creature per lo pi\u00f9 crepuscolari, non avendo preferenza per le ore diurne n\u00e9 quelle dall&#8217;oscurit\u00e0 maggiore, ma piuttosto muovendosi attraverso il confine tra quei due mondi, mentre masticano assiduamente le loro fonti di cibo poco nutrienti, che dovranno perci\u00f2 passare all&#8217;interno di tre stomaci distinti (rispetto ai quattro posseduti normalmente dai loro cugini pi\u00f9 grandi). Lievemente diverso il caso del micro-cervo cosiddetto acquatico, che spostandosi sott&#8217;acqua con l&#8217;agilit\u00e0 di un ippopotamo, \u00e8 solito catturare occasionalmente anche dei piccoli pesci, molluschi ed altri animali acquatici al fine d&#8217;integrare la propria dieta. Prevedibilmente dotati di un eccellente senso dell&#8217;olfatto, gli appartenenti a questa famiglia sono soliti farne uso non soltanto allo scopo di percepire l&#8217;avvicinamento di un possibile nemico, ma per marcare gli specifici confini del proprio territorio, grazie all&#8217;uso di una ghiandola intermandibolare dal funzionamento simile a quella sub-orbitale di molte specie di ungulati africani. Diversamente dalla creatura ecologicamente situata in una nicchia simile del dik dik (gen. <em>Madoqua<\/em>) o mini-antilope dell&#8217;Africa orientale, lo chevrotain d&#8217;acqua pu\u00f2 tuttavia fare affidamento su un altro valido approccio alla salvezza se minacciato: quello di tuffarsi in acqua, restando senza respirare fino ad un massimo di 3-4 minuti. Generalmente abbastanza, per riuscire a sfuggire allo sguardo attento del rapace o altro predatore di turno.<br>Inclini ad accoppiarsi soltanto una volta l&#8217;anno, i cervi topo partoriscono quindi un singolo cucciolo senza l&#8217;apporto di alcun tipo di tana. Il nuovo nato, d&#8217;altronde, come avviene per la stragrande maggioranza dei cervi, risulta capace di reggersi in piedi e correre agevolmente nel giro di appena mezz&#8217;ora, bench\u00e9 il raggiungimento dell&#8217;indipendenza tenda a richiedere in genere un periodo minimo di 5-10 mesi, in base alla specie. Al trascorrere del quale, come costituisce loro prerogativa imprescindibile e indipendentemente dal sesso d&#8217;appartenenza, l&#8217;animale inizier\u00e0 a individuare una zona privata di 13-24 ettari, letteralmente sproporzionata rispetto alle sue dimensioni contenute, che difender\u00e0 strenuamente facendo uso della dotazione bellicosa dei suoi canini vampireschi, particolarmente sviluppati nei maschi, forse per compensare una dimensione in media pi\u00f9 ridotta del sesso opposto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/13GQbT2ljxs\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Water-Chevrotain-Escape-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-36075\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Water-Chevrotain-Escape-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Water-Chevrotain-Escape-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Water-Chevrotain-Escape-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/07\/Water-Chevrotain-Escape.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;eterna battaglia tra lo chevrotain d&#8217;acqua e l&#8217;aquila crestata africana (<em>Morphnus guianensis<\/em>) costituisce l&#8217;epico argomento di questo lievemente sfocato, bench\u00e9 notevole documentario del National Geographic statunitense. Impossibile non fare il tifo per il pi\u00f9 debole, sebbene la posta in gioco sia la stessa per entrambi: sopravvivere un altro giorno.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Con la loro disposizione naturalmente sporadica a causa della poca inclinazione alla convivenza, gli chevrotain tendono perci\u00f2 ad essere considerati un tipo di creatura piuttosto rara, sebbene nessun ente internazionale abbia fatto pi\u00f9 che inserirne preventivamente una specie o due sulle sue liste, in assenza di un conteggio vero e proprio degli esemplari rimasti. Ci\u00f2 detto, la spietata caccia tradizionale che ne viene fatta sia in India che in Africa lascia intendere una probabile riduzione progressiva dei loro numeri complessivi, nonostante l&#8217;alta considerazione in cui simili creature vengono tenute in alcune delle culture locali. Vedi il ciclo delle storie, molto note a tutti i bambini della Malesia e dell&#8217;Indonesia, del personaggio mitologico e fiabesco di Sang Kancil, un cerbiatto dei boschi che in tempi lontani era solito trarre in inganno creature molto pi\u00f9 forti e pericolose di lui. Tra cui il cane da guardia di un agricoltore umano, che convinse a fare a cambio con la gabbia in cui era stato intrappolato &#8220;Perch\u00e9 al mattino sarebbe diventato un principe&#8221; o gli affamati coccodrilli, che fece disporre tutti in fila come un ponte per sfuggire da un isolotto fluviale, concedendogli in cambio una resa destinata a trasformarsi in una fuga precipitosa verso l&#8217;entroterra collinoso. Perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 mettere il piccolino in un angolo, meno che mai coloro che non hanno combattuto le sue battaglie, n\u00e9 possiedono la stessa indole temprata nel susseguirsi d&#8217;innumerevoli asociali morsi all&#8217;indirizzo di ospiti venuti da &#8220;fuori&#8221;. Una strategia che spesso riesce a funzionare, eppure non sempre. Ed \u00e8 proprio questa la ragione per cui sarebbe ottimo, persino consigliabile, iniziare a volgere la nostra mente ed attenzione all&#8217;indirizzo di coloro che potrebbero sfruttare a pieno titolo il nostro aiuto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il muso pulsante, le orecchie tonde puntate verso l&#8217;alto, gli occhi tondeggianti spalancati ad osservare quietamente l&#8217;orizzonte. Per qualche secondo, sufficiente ad identificare la sfuggente gobba e la testa cuneiforme dell&#8217;intruso, che sporgevano di poco sopra il debole declivio oltre la macchia di banani sul confine dei campi. Un breve sguardo, segu\u00ecto da una piroetta &#8230; <a title=\"Il comportamento asociale del mini-cervo con le zampe pi\u00f9 sottili di un ragno\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=36072\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il comportamento asociale del mini-cervo con le zampe pi\u00f9 sottili di un ragno\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,228,125,6534,818,725,1572,390,1281,2312,6535,2683,1097,507,113,463,109,5827,3610,819,417,1303],"class_list":["post-36072","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-ambiente","tag-animali","tag-artiodattili","tag-biologia","tag-bosco","tag-cervi","tag-conigli","tag-conservazione","tag-creature","tag-crepuscolo","tag-erbivori","tag-evoluzione","tag-fiumi","tag-india","tag-indonesia","tag-natura","tag-nuotatori","tag-prede","tag-riproduzione","tag-topi","tag-ungulati"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36072","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36072"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36072\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36077,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36072\/revisions\/36077"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36072"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36072"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36072"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}