{"id":35365,"date":"2022-03-22T06:24:12","date_gmt":"2022-03-22T05:24:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=35365"},"modified":"2022-03-22T06:24:29","modified_gmt":"2022-03-22T05:24:29","slug":"la-leggenda-dellorribile-balena-carnivora-che-infestava-le-montagne-del-colorado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=35365","title":{"rendered":"La leggenda dell&#8217;orribile balena carnivora che infestava le montagne del Colorado"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mleyw69Oulg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35368\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Era una mattina di lavoro intenso sulle pendici dell&#8217;ombrosa montagna di Evans, tra pini e abeti di un&#8217;antichit\u00e0 imponente, destinati a diventare materiali per la costruzione di edifici nei quartieri pi\u00f9 pregevoli dell&#8217;entroterra statunitense. Il nutrito gruppo di due dozzine di boscaioli, sotto la supervisione del professionista veterano John Stephens, si spostava con un ritmo collaudato da una radura a quella successiva, seguendo la precisa procedura frutto di una logica efficiente. Taglia, rimuovi i rami, carica sopra la slitta di trasporto trainata dai cavalli. Taglia, rimuovi e carica. Sudore, fatica, impegno quotidiano. Cosa si pu\u00f2 chiedere di pi\u00f9 in campo professionale, della soddisfazione di un lavoro ben fatto? Questo pensavano la maggior parte dei partecipanti alla spedizione, durante l&#8217;ora di sosta al volgere del mezzogiorno, radunati attorno alle vivande di un rapido ma energizzante pasto a base d&#8217;insaccati e formaggio. Non senza dimenticarsi, ovviamente, di posizionare un paio di vedette ai margini dell&#8217;accampamento, al fine di controllare i sentieri d&#8217;accesso per movimenti sospetti da parte di membri delle trib\u00f9 degli Ute, ultimamente inclini a gesti vendicativi ed occasionali dispetti nei confronti dei visitatori pacifici all&#8217;interno delle loro terre. &#8220;Qualche tronco? E cosa sar\u00e0 mai?&#8221; Subvocalizz\u00f2 Stephens, pensando tra se e se all&#8217;assurdit\u00e0 di un mondo in cui le necessit\u00e0 della natura dovessero venire prima di quelle del progresso e della modernit\u00e0 civilizzatrice. E fu proprio quello il momento, grosso modo, in cui un grido di allerta risuon\u00f2 a monte della congrega, a causa dell&#8217;improvviso sollevarsi di un gruppo di poiane pi\u00f9 in alto sulle pendici del massiccio montano. &#8220;All&#8217;erta, signori, armatevi e restiamo in attesa&#8230;&#8221; Fece appena in tempo a gridare il vice-capo della spedizione, tirando gi\u00e0 fuori il suo fucile dallo zaino, quando un rombo di tuono a ciel sereno sembr\u00f2 spaccare a met\u00e0 la quiete della foresta. Come per l&#8217;inizio di una frana dalla portata imponente, tale da spezzare alberi, spostare grandi masse di terra e disintegrare ogni residuo presupposto di presenza umana in questi luoghi distanti. &#8220;Non si tratter\u00e0&#8230; Non avranno osato&#8230;&#8221; Tent\u00f2 di gridare Stephens al suo secondo, ma almeno in apparenza era gi\u00e0 troppo tardi. Una massiccia forma scura inizi\u00f2 a sollevarsi oltre la frondosa linea della canopia. Come un sacco di patate oblungo, delle dimensioni di quattro locomotive affiancate e poste una di sopra all&#8217;altra. Incredibilmente caratterizzato da un vasto buco nero nel suo punto frontale, che soltanto ad un&#8217;analisi pi\u00f9 approfondita si sarebbe rivelato essere una bocca spalancata con piccoli denti aguzzi simili a quelli di uno squalo, sopra cui due occhietti piccoli osservavano voraci le invitanti forme paralizzate da una sorta di panico inusitato. Fu allora che Stephens, reagendo con riflessi che non sapeva di avere, si gett\u00f2 in maniera fulminea da una parte, mentre il mostro procedeva a un ritmo estremamente rapido verso il centro esatto del suo gruppo di sottoposti. Con un nitrito spezzato a met\u00e0, i primi a sparire furono i cavalli. Ben presto segu\u00ecti da circa il 75% dei taglialegna umani, trangugiati come fossero spaurite aringhe sulla strada di un barracuda. Mentre gli passava accanto, senza fermarsi, senza voltarsi dalla sua parte, l&#8217;uomo vide quella pelle ruvida e coperta di bitorzoli, mentre sassi e pietre smosse dal gigante minacciavano di trascinarlo dietro la sua scia umida ed appiccicosa. Prima di perdere i sensi, gli riusc\u00ec di pronunciare solamente un paio di parole: &#8220;S&#8230;Slide-Rock Bolter, Dio mi \u00e8 testimone&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/l4I0aZVqmVw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-Legend-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35367\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-Legend-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-Legend-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-Legend-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-Legend.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>Oscuro mangiatore mai satollo, vagamente simile a uno scorfano per l&#8217;apertura fuori scala del suo pertugio avido e predace. Chi avrebbe potuto sconfiggere una bestia simile, se non l&#8217;ingegnoso Odisseo dei nostri giorni?<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La biologia di un criptide ben congeniato pu\u00f2 costituire spesso un&#8217;evidente sovversione delle logiche apparenti ed ogni riferimento agli scientifici processi d&#8217;evoluzione. Il che appare doppiamente applicabile al singolare caso del<em> Macrostoma saxiperrumptus<\/em>, cos\u00ec chiamato nel famoso testo risalente al 1910 &#8220;Creature spaventose del bosco, pi\u00f9 alcune bestie del deserto e della montagna&#8221; creato dal commissario per la foresteria del Colorado William Thomas Cox, con illustrazioni del suo collega Coert du Bois. Un repertorio messo assieme dal catalogo di molte storie folkloristiche, racconti e leggende locali del suo stato di provenienza, oltre a una significativa serie di racconti pronunciati attorno al fuoco dai principali frequentatori di quei lidi remoti, ove la raccolta della legna costituiva il primo anello di una redditizia serie d&#8217;interscambi commerciali. Boscaioli come uomini di mare dunque, sempre pronti a raccontare strane storie sugli strani avvistamenti, qualche volta non del tutto privi di conseguenze, di creature ostili e indefinibili mostruosit\u00e0 ultramondane. Nessuna delle quali, d&#8217;altra parte, terrificante quanto il volgarmente definito Slide-Rock Bolter (let. Corridore della frana pietrosa) un imponente essere vagamente riconducibile alla forma e dimensioni di un capodoglio. Ma dotato, al posto della pinna caudale, di una coppia di muscolosi arti uncinati, utilizzabili per ancorarsi alle asperit\u00e0 pietrose sulla cima di un pendio abbastanza tendente alla verticalit\u00e0. Con pendenza pari o superiore a 45 gradi, che sia quindi sufficiente a garantirne lo scivolamento a valle, nel momento esatto in cui dovesse decidere di lasciarsi andare. In una discesa straordinariamente rapida ulteriormente favorita dalla quantit\u00e0 di saliva copiosamente dispersa dalle proprie fauci sotto il ventre liscio e resistente, procedendo svelto all&#8217;indirizzo della vittima designata, possibilmente costituita da una o pi\u00f9 vittime appartenenti all&#8217;apparentemente assai gustosa specie umana. Per poi procedere, spinto innanzi dalla sua possente inerzia, fino alla salita ed il pendio successivo, appendendo se stesso ed il suo stomaco satollo al picco disponibile in attesa della prossima spedizione gastronomica al di sotto della coltre nebbiosa.<br>Una minaccia pressoch\u00e9 costante da cui non \u00e8 possibile trovare scampo, come una sorta di favola cautelativa per bambini, a rivolta ad alcuni degli adulti pi\u00f9 esperti e sicuri di se tra i recessi dei boschi d&#8217;alta quota, nondimeno almeno in apparenza inclini a mantenerne un salvifico timore in ogni ora delle proprie giornate. O almeno questa \u00e8 la storia come la racconta William Thomas Cox, sebbene ogni singolo capitolo del suo libro vada interpretato con un certo grado di complicit\u00e0 e divertimento. Pi\u00f9 simile a un repertorio fantastico o la base di un romanzo, che una vera e propria enciclopedia naturale, cos\u00ec come avviene all&#8217;altro lato del globo per le numerose citazioni semi-serie del presunto drop-bear australiano, il koala carnivoro capace di aggredire all&#8217;improvviso le persone di passaggio nel suo legittimo territorio d&#8217;appartenenza. Ed \u00e8 forse proprio in tale aspetto, che dovremmo ricercare l&#8217;effettiva logica di un simile racconto, come una sorta di metafora mirata a ricordare ai facoltosi industriali del legname coloradense che alla fine dei conti loro erano soltanto degli ospiti di passaggio, di fronte all&#8217;ininterrotto legame tra le pietre, gli alberi e le montagne. Senza dimenticare le popolazioni indigene, pi\u00f9 volte acquietate con la promessa inviolabilit\u00e0 di terre ancestrali ben presto trasformate, invariabilmente, in campi di raccolta dei materiali. Una triste verit\u00e0 del mondo in cui nessuna balena ha mai, davvero, potuto trionfare contro l&#8217;arpione del suo cacciatore umano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0gDVeh-x6AY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-History-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35366\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-History-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-History-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-History-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Slide-Rock-Bolter-History.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;industria del legname tra il XIX e l&#8217;inizio del XX secolo nel pi\u00f9 rettangolare degli stati fu per lungo tempo una ragione valida a violare gli accordi preventivamente stretti con le trib\u00f9 indigene dei <em>Coloradans<\/em>. Qualche volta, ci\u00f2 port\u00f2 a dei veri e propri scontri armati con le comunit\u00e0 locali, ma nella maggior parte dei casi, quest&#8217;ultime tentarono in maniera vana di spaventare gli europei mediante l&#8217;utilizzo di storie e racconti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La storia dello Slide-Rock Bolter possiede quindi anche un epilogo, soltanto menzionato nel testo originario e pi\u00f9 estensivamente narrato nella reinterpretazione moderna del testo di Cox, redatta nel 2015 dall&#8217;autore orrorifico Hal Johnson. Sembra infatti che un non meglio definito ranger statunitense, incaricato di sorvegliare l&#8217;area situata tra i picchi di Ophir e la formazione rocciosa nota come Lizzard Head, si fosse stancato delle sanguinose scorribande dell&#8217;orribile divoratore. Cos\u00ec che un giorno fatidico, approntando un fantoccio esteriormente indistinguibile da un malcapitato turista, ne riempi tasche e bisacce con ingenti quantit\u00e0 di dinamite, per poi mettersi a fare rumore agitando i rami della foresta. Il che, senza falla, fin\u00ec per attirare il mostro gi\u00f9 dalla montagna, che in un attimo trangugi\u00f2 l&#8217;esca tutta intera innescando la deflagrazione dell&#8217;esplosivo. E qui si narra, a quanto pare, che lo sconosciuto eroe avesse impiegato una quantit\u00e0 eccessiva di TNT, tale da causare anche la distruzione di una buona parte del vicino villaggio pedemontano di Rico, un altro sacrificio d&#8217;altra parte necessario per potersi liberare del terrore scivoloso della montagna. <br>La comunit\u00e0, purtroppo, non sarebbe mai pi\u00f9 stata ricostruita, bench\u00e9 i campi di raccolta dei vetusti alberi fossero destinati a continuare la loro opera ancora per moltissimi anni a venire. Facendo acutamente scempio di quello che la natura aveva creato, senza pi\u00f9 l&#8217;ostacolo frutto dei molti secoli di superstizione ereditaria ed un timore totalmente immotivato nei confronti dell&#8217;ormai troppo familiare montagna. Dal terrore, d&#8217;altra parte, non c&#8217;\u00e8 guadagno. Come avrebbe potuto ampiamente narrarci a lume di candela il capitano Achab nella sua cabina, consumato taglialegna (per costruirsi la sua gamba) e cacciatore di un pi\u00f9 tangibile tipo di Leviatano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era una mattina di lavoro intenso sulle pendici dell&#8217;ombrosa montagna di Evans, tra pini e abeti di un&#8217;antichit\u00e0 imponente, destinati a diventare materiali per la costruzione di edifici nei quartieri pi\u00f9 pregevoli dell&#8217;entroterra statunitense. Il nutrito gruppo di due dozzine di boscaioli, sotto la supervisione del professionista veterano John Stephens, si spostava con un ritmo &#8230; <a title=\"La leggenda dell&#8217;orribile balena carnivora che infestava le montagne del Colorado\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=35365\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La leggenda dell&#8217;orribile balena carnivora che infestava le montagne del Colorado\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,576,5949,1000,1765,1317,564,506,1381,1584,154,72,301,99,889,2164,2167,858,147,71,2415],"class_list":["post-35365","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-balene","tag-boscaioli","tag-carnivori","tag-colorado","tag-criptidi","tag-folklore","tag-foresta","tag-leggende","tag-legname","tag-letteratura","tag-mitologia","tag-montagne","tag-mostri","tag-pericolo","tag-raccolta","tag-racconti","tag-risorse","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-xix-secolo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35365"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35369,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35365\/revisions\/35369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}