{"id":35326,"date":"2022-03-16T06:11:41","date_gmt":"2022-03-16T05:11:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=35326"},"modified":"2022-03-16T06:19:25","modified_gmt":"2022-03-16T05:19:25","slug":"come-corrono-le-auto-di-legno-fatte-in-casa-sopra-il-ciglio-di-un-burrone-in-ecuador","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=35326","title":{"rendered":"Come corrono le auto di legno fatte in casa sopra il ciglio di un burrone in Ecuador"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/gbdoaC4MHI0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Alausi-Coches-Descent-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35327\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Alausi-Coches-Descent-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Alausi-Coches-Descent-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Alausi-Coches-Descent-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Alausi-Coches-Descent.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla velocit\u00e0 di almeno 35 Km\/h, la sferragliante automobilina sembra perdere momentaneamente il controllo, scivolando inesorabilmente verso la banchina. Per un attimo i secondi sembrano fermarsi, poco prima dell&#8217;impatto contro un fuoristrada parcheggiato, per l&#8217;appunto, a lato dell&#8217;asfalto ruvido e impietoso. Il colpo \u00e8 abbastanza forte da spostarlo, incredibilmente, mentre i due occupanti si rialzano del tutto illesi. Un miracolo?  Superflua, persino sopravvalutata \u00e8 la presenza di un motore dentro la struttura del veicolo&#8230; Poich\u00e9 quello che davvero conta non \u00e8 il rombo di quel meccanismo, ma il sibilo dell&#8217;aria stessa. Metafora evidente del concetto transizionale del viaggio, spostamento dal principio Alfa fino al termine della sequenza. Nell&#8217;implicita misura progressivamente prolungata, tanto spesso fatta il fondamento della percezione umana! Quando prati, alberi e auto parcheggiate si susseguono veloci ai margini del campo visivo e parimenti nello spazio che si trova in mezzo, tra la mente e le sinapsi del cervello stesso. Sostituendosi a problemi, pensieri ed indesiderabili rimorsi. Questo \u00e8 il merito collaterale, d&#8217;altra parte, della &#8220;zona&#8221; ovvero il &#8220;terzo luogo&#8221;, il recesso dove si trascendono i pressanti limiti dell&#8217;essere umano. Per riuscire a diventare, almeno temporaneamente, spiriti del tutto liberi e gloriosamente disconnessi dalla quotidianit\u00e0. Tramite una serie di aspetti del tutto arbitrari, e che ne dite dei seguenti? Punto primo: il gioco. Punto secondo: la competizione. Punto terzo: il pericolo. Cos\u00ec come perseguito, tramite l&#8217;evoluzione progressiva, nell&#8217;odierna iterazione dell&#8217;attivit\u00e0 &#8220;sportiva&#8221; maggiormente amata in uno dei paesi pi\u00f9 montuosi dell&#8217;intero continente sudamericano. L&#8217;unico vero cappello del serpente andino, dove l&#8217;altitudine media delle citt\u00e0 supera agevolmente i 2.000 metri, tra alcuni dei paesaggi pi\u00f9 appassionanti immaginabili nel grande cerchio geografico del mondo. Un presupposto certamente valido, nonch\u00e9 innegabilmente utile, per l&#8217;idea alla base di una simile avventura alla velocit\u00e0 di una cascata. Che si concretizza annualmente, tra ottobre e novembre, nelle feste patronali e della fondazione di siffatte comunit\u00e0 montane, secondo una pregiata tradizione assai diffusa, ineccepibile nel proprio tracotante laicismo e le attuabili presenti applicazioni iterative. D&#8217;altra parte non pu\u00f2 certo scomparire, ci\u00f2 che ha la caratteristica di essere davvero entusiasmante. Nella specifica maniera chiaramente dimostrata in questo video <em>on-board<\/em>, frutto del desiderio di condividere di uno dei partecipanti alla notevole <em>Fiesta de Alaus\u00ed<\/em>,\u00a0dedicata al personaggio di San Marcial (Marziale) vescovo missionario del III secolo d.C, battezzato e convertitosi direttamente grazie all&#8217;intervento di Pietro. Che una volta usciti tutti dalla porta della chiesa, comporta questo: la rutilante, roboante, incombente carovana di corridori, impegnati nella prestigiosa <em>carrera<\/em> (corsa) delle <em>coches de madera<\/em> (auto di legno) finalizzata a determinare, una volta per tutte, chi sia il pi\u00f9 rapido tra gli abitanti del paese nel riuscire a raggiungere la linea del traguardo. Mentre osserva e mantiente attuali, nello schema dei suoi gesti, una serie di regolamenti tutt&#8217;altro che improvvisati&#8230;<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ffcjRrFdIiE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Coches-Crowd-Accident-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35329\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Coches-Crowd-Accident-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Coches-Crowd-Accident-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Coches-Crowd-Accident-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Coches-Crowd-Accident.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La guida delle automobiline nella loro accezione maggiormente tecnologica pu\u00f2 essere molto precisa, anche se in talune situazioni pu\u00f2 risultare del tutto inevitabile l&#8217;incidente. Vedi il caso qui mostrato dell&#8217;impatto con la spettatrice, che invade pericolosamente la pista come in un rally d&#8217;epoca del Gruppo B.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;origine della diffusa attivit\u00e0 ecuadoregna delle <em>coches<\/em> di tale natura viene quindi tradizionalmente fatta risalire alla figura di un singolo personaggio, considerato non soltanto l&#8217;ideatore spontaneo del passatempo ma il suo formale promotore, nonch\u00e9 organizzatore nelle prime versioni formalmente coronate dal conseguimento di premi in denaro. Sto parlando di Jorge Aguilar Veintimilla, nato nella cittadina di Quito nel 1930 e diventato inizialmente celebre su scala nazionale come cronista radiofonico delle corride locali. Ma non prima che tutti lo conoscessero all&#8217;interno del suo villaggio come &#8220;qual bambino&#8221; con l&#8217;automobilina in legno, che discendeva assieme al fratello Marco con fare spericolato alcuni dei pi\u00f9 precari tratti di strada immaginabili, nell&#8217;apparente sprezzo del pericolo e il valore della vita stessa. Cos\u00ec che entro l&#8217;anno 1940, con il supporto di Radio Col\u00f2n e di altri amici, furono loro due per primi a istituire questa tradizione che continua tutt&#8217;ora, cresciuta di pari passo con la crescita progressiva della citt\u00e0 (bench\u00e9 l&#8217;aggiunta di traffico e regolamenti avrebbe impedito la pratica spontanea dell&#8217;attivit\u00e0 da parte dei semplici bambini locali). Un&#8217;iniziativa destinata a fare scuola, se \u00e8 vero che attraverso il ventennio successivo si sarebbe trovata replicata in ogni aspetto rilevante nella locale versione praticata in luoghi come Ambato, Pimampiro, Pifo, Ba\u00f1os e la stessa Alaus\u00ec. Come attimo glorioso di condivisione, ma anche l&#8217;importante scusa per trasformarsi, almeno un giorno l&#8217;anno, in piloti totalmente indifferenti ai limiti della pesante ragionevolezza e della comune civilt\u00e0 veicolare. Attraverso, questo ci viene pedissequamente spiegato, una serie di categorie successive: quella tradizionale, con <em>coches<\/em> costruite LETTERALMENTE in solo legno, comprese le ruote, prive di volante e con l&#8217;unico &#8220;freno&#8221; di un pezzo di legno fornito di copertone sulla parte posteriore, da far spingere fino a terra nei momenti di velocit\u00e0 eccessiva. Soluzione seguita dalla categoria della cosiddetta <em>free force<\/em>, con veicoli realizzati ancora primariamente in materiale dalle origini vegetali, ma dotati di un reale sterzo e funzionalit\u00e0 di guida maggiormente operative. E fino al caso estremo della serie &#8220;[con] pneumatici&#8221; nella quale l&#8217;inclusione di vere ruote dotate di camera d&#8217;aria \u00e8 soltanto il primo aspetto di una serie di accorgimenti, al tempo stesso liberi per i costruttori ma dettati dalla logica acclarata del modo pi\u00f9 efficace per condurre un mezzo fino alla conclusione designata della sua corsa. In una sorta di versione seduta dello sport estremamente pericoloso del <em>longboarding<\/em> e fino al caso limite, mostrato in apertura, delle <em>coches<\/em> condotte da una coppia di occupanti, capaci di raggiungere velocit\u00e0 davvero significative causa l&#8217;aumento del peso a bordo. Bench\u00e9 risultino d&#8217;altronde limitate dai pochi accorgimenti aerodinamici in funzione dell&#8217;ingenua idea, chiaramente applicata ad ogni livello dai partecipanti, che gettare il proprio peso avanti e indietro come sopra un altalena possa in qualsivoglia modo aumentare la spinta inerziale del veicolo. Almeno che il ragionamento dietro a tale gesto sia di un tipo diverso, del tutto imperscrutabile a noi meri osservatori distanti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/1BxNH0IK0pQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"313\" src=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Coches-Carrera-de-Quito-500x313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35328\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Coches-Carrera-de-Quito-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Coches-Carrera-de-Quito-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Coches-Carrera-de-Quito-1536x960.jpg 1536w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2022\/03\/Coches-Carrera-de-Quito.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption>La tradizionale gara di Quito risulta essere senz&#8217;altro pi\u00f9 lenta e meno pericolosa delle sue versioni pi\u00f9 moderne. Ma anche pi\u00f9 difficile da portare a termine, almeno a giudicare dalla quantit\u00e0 di partecipanti che si ribaltano a parecchi metri dal traguardo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per cui osservando la questione con occhio critico, sarebbe difficile non associare tutto questo alla moderna prassi delle celebri <em>soap box races<\/em>, notoriamente organizzate e promosse dal colosso delle bevande energetiche Red Bull. Sebbene la versione ecuadoregna dello sport estremo sembrerebbe avere radici precedenti e potrebbe anche costituire, per quanto ne sappiamo, l&#8217;originale ispirazione del passatempo. Che come ogni altro tipo di attivit\u00e0 finalizzata allo svago, vanta ottimi presupposti di restare invariata attraverso le decadi, se non addirittura i secoli a venire. <br>Nell&#8217;incessante ricerca di quella pletora di ottime discese, che attendono soltanto l&#8217;occasione di essere individuate, selezionate e rese nobili dal grande circo degli avventurieri pi\u00f9 spregiudicati della gravit\u00e0 terrena. Che possiedono il segreto, forgiato nel profondo del loro stesso essere, del pi\u00f9 grande merito mentale dell&#8217;umanit\u00e0: la capacit\u00e0 di elevarsi al di sopra della limitata forma fisica. Mentre si discende parimenti dentro gli inferi incessanti di una strada curvilinea, che ci porta tutti, senza falla, nello stesso luogo alla fine. Sebbene siano davvero in pochi a concepirne, a conti fatti, la reale collocazione nello schema generale dell&#8217;Universo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla velocit\u00e0 di almeno 35 Km\/h, la sferragliante automobilina sembra perdere momentaneamente il controllo, scivolando inesorabilmente verso la banchina. Per un attimo i secondi sembrano fermarsi, poco prima dell&#8217;impatto contro un fuoristrada parcheggiato, per l&#8217;appunto, a lato dell&#8217;asfalto ruvido e impietoso. 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